Wednesday, July 9, 2008

Ma quanta strada fa un ordine di borsa??? Analisi dei passaggi tecnologici e degli intermediari...

Questo post non è legato all’argomento che ho trattato spesso nell’ultimo periodo, ovvero il social networking ed il suo utilizzo in contesti aziendali, ma è dedicato alle banche ed alla capacità tecnologica di networking. La Finanza e la contrattazione mobiliare infatti hanno sviluppato una capacità tecnologica e un approccio mirato alle prestazioni che ha pochi paragoni nel mondo IT delle banche.

Mi è venuto quindi in mente di provare a rappresentare tutti i passaggi che fa un ordine di trading, da quando viene immesso da un utente fino a quando tale utente non riceve l'esito di questa sua disposizione. Questo insieme digitale di informazioni passa attraverso molti software ed intermediari, percorrendo anche migliaia di chilometri, in pochi istanti. E questo vale per milioni di disposizioni ogni giorno, con solo pochissimi casi di errore.

Naturalmente non ho nessuna pretesa di descrivere tutto quello che succede in tutte le banche ed istituti finanziari, ma solo di fare una carrellata delle situazioni più diffuse.

Il contesto generale, la Finanza: sicurezza e performance.

La finanza è un settore singolare nel campo delle applicazioni bancarie in quanto richiede, oltre ai necessari criteri di sicurezza ed affidabilità della gestione, anche una fortissima attenzione alle prestazioni.

Mentre il ciclo di vista di altre tipologie di prodotti bancari, quali bonifici e assegni (senza parlare dei mutui), è misurabile in giorni, l’efficienza di un sistema di trading viene misurata in secondi. La “latency” ovvero il tempo di attraversamento di un sistema, è considerato uno degli aspetti maggiormente critici nei software per il trading, ed in quei casi, in cui la tensione sulle prestazioni è massima, viene considerato il punto focale.

Altro concetto derivato è l’alta affidabilità. Naturalmente il sistema, inteso come software, infrastruttura hardware e di rete, deve garantire il minore “downtime” (periodo in cui il sistema non funziona) ed il minor tempo di ripartenza in caso di fault. Vi sarà certamente capitato di essere alla cassa di una filiale e sentirvi rispondere “il terminale è bloccato”, senza ricevere una indicazione su quanto tempo occorrerà per riprendere l’attività . In questo campo, la contrattazione mobiliare appunto, ogni secondo che passa rappresenta un flusso di soldi che si muove e l’inattività equivale a potenziali perdite economiche.

I requisiti sono determinati dalle attese degli utenti

Per questa ragione i professionisti della finanza diventano aggressivi in situazioni di stop e questo ha determinato una spinta ad una grande efficienza tecnologica. I trader più incalliti, proefessionisti o meno, hanno maturato la capacità di valutare l’efficienza di un sistema nell’ordine dei secondi, ed il ritardo di pubblicazione di un dato rispetto ad un altro sistema è ragione per determinare il cambio di fornitore di servizi, ovvero della banca.

Mentre il cliente tradizionale della banca è genericamente “stanziale” il trader migra dove ritiene di riuscire a fare meglio il proprio lavoro. Questa situazione di estrema competitività ha determinato, come dicevamo all’inizio, nel segmento della finanza, una anomalia rispetto al panorama tecnologico bancario abituale.

Seppur vero che i grandi sistemi di “gestione” sono quasi sempre su mainframe, la maggior parte dei sistemi legati alla connettività sono su server dipartimentali (almeno nella maggior parte dei casi), per ottimizzare le prestazioni di ogni singolo step e provvedere, con politiche di ridondanza estrema e clustering, all’alta affidabilità del sistema.

1991: la Borsa Telematica

In Italia è partita nel 1991 la “borsa telematica”, come era stata chiamata, andando a sostituire in breve le “grida”, ovvero la modalità di contrattazione cui fanno riferimento le immagini che eravamo abituati a vedere di operatori che acquistavano e vendevano, affannandosi ad urlare tutti in solo posto fisico (i “recinti” appunto della borsa), con il pittoresco corollario di espressioni gergali e gestuali.

Oggi il sistema delle borse è quasi completamente interconnesso, e un ordine impiega pochissimi secondi per fare il giro del mondo; esistono solo poche notevoli eccezioni, come per esempio il mondo dei fondi per la clientela istituzionale, per i quali ancora molti ordini vengono inoltrati via telefono o fax e così i report sulla loro esecuzione.

La nuova rivoluzione, il trading on line

Negli anni a cavallo del 2000 esplode il trading come fenomeno anche di massa, portando direttamente nelle mani dell'utente finale una console che lo pone in diretta connessione con il mercato. Se prima quindi si recava in filiale e chiedeva genericamente di investire su questo o quel titolo, oggi l'investitore ha sul suo PC l'informazione in tempo reale e la possibilità di immettere e seguire l'ordine. Il titolo, un tempo, veniva acquistato con prospettive medio lunghe e quindi il momento esatto dell'acquisto era solo relativamente importante, mentre oggi migliaia di trader operano intraday per guadagnare dalla fluttuazione del titolo, amplificando, per tempi e numero di operazioni, le attese sulle prestazioni del servizio.

continua...

2- le banche e gli intermediari
3- il mercato e gli info provider

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