Thursday, March 25, 2010

L'assalto della vecchia guardia!! Il rapporto ABI / Eurisko certifica che anche i meno giovani utilizzano il banking on line

Il titolo ovviamente non vuole essere offensivo nei confronti dei meno giovani anzi! Fa riferimento al glorioso comportamento della Vecchia Guardia Napoleonica che a Waterloo, quando la Giovane Guardia viene travolta dal feldmaresciallo Blucher a Plancenoit , guidata dal generale Morand, riprende la posizione e resiste fino all'arrivo dell'arrivo degli inglesi, alleati dei prussiani; ma i veterani delle vittorie di Napoleone, resistono eroicamente fino alla morte per consentire la fuga dell'imperatore.

Ma torniamo all'on line banking... :)

Oggi sono stati presentati i dati dell'osservazione condotta dall'ABI e devo dire che contiene l'interessante informazione che la crescita nell'utilizzo dell'internet banking vede un gran balzo in avanti del numero di utenti nella fascia oltre i 55 anni, con aumenti, a seconda delle fasce dal 16% al 25%. Una buona notizia perchè dimostra una penetrazione dei servizi on line in segmenti che venivano ritenuti irrimediabilmente un po' fuori da questo fenomeno.

Lascerei alla personale valutazione di tutti le cifre riportate nel report ( http://www.abi.it/doc/125145838240651_g__servizi_1.pdf ) o nell'esame più o meno critico che ne hanno fatto i giornali (http://www.repubblica.it/economia) e mi concentrerei su questo fenomeno.

Il direttore generale ABI, Sabatini, ne ascrive, ovviamente, il merito al Sistema che lui rappresenta ("Gli investimenti effettuati dalle banche per rendere sempre piu' vicina la banca ai clienti stanno consentendo una grande liberta' di accesso ai servizi finanziari" - http://it.advfn.com/notizie/Banche-Abi-i-sessantenni-alla-scoperta-dellhome-banking_42122213.html).

In verità questo si inserisce nel più generale avvicinamento al mondo web in atto negli ultimi tre anni, grazie alla popolarità crescente dei social network, che incidendo sulla capacità di favorire le facoltà realzionali nella sfera amici/parenti sta rendendo familiare il web a fasce crescenti di utenti. Anzi probabilmente valutando i tassi di crescita generali del web forse scopriremmo percentuali di crescita maggiore.

Preoccupante il dato relativo alla tipologia di utenti, che è ancora molto orientata a fasce di cultura elevata, un segnale che c'è ancora molto da lavorare sul processo di semplificazione nell'accesso ai servizi finanziari, che evidentemente oggi avviene con ridotta intermediazione ancora solo per specifiche fasce di utenti.

Friday, March 12, 2010

Anche per la Business Intelligence esistono ottime soluzioni Open Source, un possibile vantaggio per progettare la crescita aziendale (Parte seconda)

Nel post precedente ho cominciato un breve excursus sui prodotti di Business Intelligence open source, abbiamo iniziato dal plug in di Eclipse e proseguiano ora con gli altri prodotti che possono essere considerati i più diffusue e conosciuti.

Pentaho

Pentaho forse è la piattaforma più conosciuta per la Business Intelligence, merito della forte campagna di autopromozione e marketing del produttore e di oggettivi riconoscimenti esterni, come nel 2008, quando è risultata vincitrice nella sua categoria come miglior prodotto Open Source.

Non si tratta di un unico prodotto ma di una serie di soluzioni messe insieme per costruire una suite, tra questi:

1. Mondrian per l'OLAP,
2. JfreeReports per la reportistica,
3. Kettle per l'ETL.

Pentaho copre tutti i principali aspetti della Business Intelligence,proponendo oltre alla Community Edition Open Source una versione Enterprise a pagamento con funzionalità aggiuntive ed ovviamente supporto. Per lo sviluppo di nuovi documenti anche Pentaho fa uso di un designer basato su Eclipse e i documenti una volta sviluppati vengono caricati all'interno della piattaforma web per l'esecuzione.

I server web preferiti sono Tomcat o JBoss, ma teoricamente qualunque altro web server Java, mentre per l’ETL viene proposto Pentaho Data Integration (già conosciuto come Kettle).



I prezzi della versione enterprise non sono esorbitanti, ma in ogni caso, a giudicare dai commenti nei forum degli sviluppatori, la CE sia di ottima qualità e buone potrenzialità tale da renderla già interessante per sviluppi significativi.


JasperSoft

JasperSoft è conosciutissima tra gli sviluppatori grazie al software di reporting Open Source JasperReport. Per ilmercato della Business Intelligence ha rilasciato JasperServer cha fa uso di JasperReport per la reportistica, di Mondrian/JPivot per l’ OLAP e di Talend Open Studio per l'ETL.

JasperServer viene descritto come un sistema semplice ma intuitivo e ben sviluppato, con delle API web service per integrarla in prodofindità. Come gli altri prodotti JasperServer è disponibile nella versione Open Source o a pagamento che è leggermente più potente della versione free. Gira su web server Java come Tomcat ma, data la buona aderenza agli standard, è teoricamente semplice farla girare sugli altri server.


Esistono delle implementazioni particolari come quella disponibil a questo link http://dynamicjasper.sourceforge.net/, nate per semplificare ulteriormente l’utilizzo di questo prodotto.


Spago BI

SpagoBI è la prima piattaforma open source di Business Intelligence italiana. E' stata rilasciata da Engineering ed ha una architettura con i componenti principali programmati in Java:

• SpagoBI Server, la piattaforma che comprende tutti gli strumenti analitici, la gestione della sicurezza e delle regole di visibilità, i tools di amministrazione
• SpagoBI Studio, l'ambiente di sviluppo integrato
• SpagoBI Meta, l'ambiente dei metadati
• SpagoBI SDK, il layer di integrazione per usare SpagoBI da applicazioni esterne
• SpagoBI Applications, che accoglie tutti i modelli analitici verticali sviluppati con SpagoBI

Viene dichiarato che si installa su qualsiasi sistema operativo che supporti java e l'accesso alla piattaforma da parte dei client avviene con un normale browser.


Ha una gestione integrata di utenti (amministratori/sviluppatori/utenti comuni) ed è compatibile Oracle, MySQL e postgresql. Spago BI consente differenti tipi di reporting con diverse modalità di estrazione dei dati. Come altri prodotti del genere permette di scegliere il tipo di report per la presentazione e personalizzarele procedure di elaborazione ed estrazione dei dati.

Il sito ufficiale di SpagiBi è http://www.spagoworld.org/xwiki/bin/view/SpagoWorld/ da dove è possibile scaricare l'applicazione, il manuale e testare la piattaforma .

Tra i case studies citati FIAT Group Automobiles “ha scelto SpagoBI come piattaforma di Business Intelligence open source per realizzare link.e.intelligence, la componente analitica del prodotto .link, sviluppato per supportare i processi di vendita della rete internazionale di distribuzione”.

Tuesday, March 2, 2010

Anche per la Business Intelligence esistono ottime soluzioni Open Source, un possibile vantaggio per progettare la crescita aziendale (Parte prima)

Ho affrontato spesso in passato il tema della business intelligence e della sua applicazione all’interno di contesti aziendali.

Un po’ più che in altri segmenti applicativi nella Business Intelligence esiste un problema di implementazione, legato da un lato agli alti costi dei prodotti commerciali, dall’altro alla particolarità delle risorse umane necessarie, non solo esperti IT e funzionali ma anche statistici e matematici.

Aspetti decisamente critici, sopratutto se messi in relazione alla potenzialità di imprimere una svolta alla crescita di una azienda. Oggi il primo problema, quello del costo delle piattaforme, sembra cominciare a trovare se non la soluzione, almeno una risposta anche per gli utenti con esigenze più elementari.

Il movimento Open Source da tempo propone soluzioni di questo tipo, ma ora sembrano arrivate ad un sufficiente livello di maturità ed anche gli analisti cominciano a dare grosso credito a questa tipologia di prodotti. Da un articolo di Data Manager Online leggiamo che “soluzioni low cost che potrebbero ridurre il TCO di una infrastruttura di IT. Gartner prevede che l’utilizzo dei tool di Business Intelligence Open Source aumenterà di cinque volte entro il 2012”.

Leggiamo ancora che il mercato si è polarizzato su alcuni leader ma che"L’adozione di strumenti di Business Intelligence Open-source è aumentata nel corso degli ultimi pochi anni. Fino al 2004 difficilmente le aziende guardavano al mondo open-source per soddisfare esigenze di BI, soprattutto quelle con un grande numero di utenti; questo sottomercato ora si è ben sviluppato, ed oggi registra tassi di crescita costante (Andreas Bitterer, Research Vice President di Gartner) ... ... in Italia società come Cap Gemini già oggi offrono ai propri clienti soluzioni basate su Pentaho, segno che anche in quest'ambito l'open offre soluzioni 'disruptive'”.

Abbiamo realizzato una personale ricerca per capire cosa offre il mercato e dall’analisi delle risorse via web emerge la presenza di prodotti Open Source sufficientemente referenziati da poter essere presi in considerazione. Di seguito riportiamo quelli che da questa analisi sembrano i più diffusi ed affidabili.

• Pentaho www.pentaho.org http://en.wikipedia.org/wiki/Pentaho
• Jaspersoft www.jaspersoft.com/jaspersoft-business-intelligence-suite
• Eclipse Birt www.eclipse.org/birt/phoenix/
• SpagoBI www.spagoworld.org/xwiki/bin/view/SpagoWorld/

Un indicatore di misura della popolarità può essere dato dal numero di utenti della community di sviluppatori ed in questo senso Pentaho è il più popolare (a giudicare dai numeri trovati in rete) o dai risultati della ricerca di Google (349.000) contro i 149.000 di Jaspersoft, i 118.000 di Eclipse Birt ed i 29.100 di SpagoBI.

Eclipse BIRT

BIRT è è un sistema di reportistica open source sviluppato all’interno dell’iniziativa che fa capo alla Fondazione Eclipse. BIRT è integrabile con applicazioni web al fine di fornire funzionalità come quelle l’impostazione del layout dei report, i grafici, l’accesso ai dati e la gestione di script.
BIRT mette a disposizione diversi formati per i report possono dall’ HTML al PDF.

Ricordiamo che Eclipse era un IDE (Integrated Development Environment) della grande famiglia IBM che lo aveva acquisito da Object Technology International, ma che successivamente è stato collocato all’interno di un grande progetto Open Source supportato da molte aziende di grande caratura internazionale tra le quali appunto la stessa IBM.

Il limite rintracciabile in Eclipse potrebbe essere proprio quello che Eclipse stesso non è uno strumento user-friendly per gli utenti finali e fortemente orientato ad operare sul client. BIRT è costituito da un designer di report ed un componente di runtime che è possibile aggiungere alla propria applicazione.

Con BIRT è possibile creare:

• Elenchi e report complessi– da semplici elenchi a report più complessi di dati. con raggruppamenti di dati correlati, con la possibilità di funzioni algebriche su dati numeric, quali somme ed altre operazioni .
• Grafici a torta, a linea, a barre e molti altri. I grafici BIRT possono essere rappresentati in SVG e supportano gli eventi.
• Matrici – strutture di datiti in due dimensioni:
• Lettere e documenti – format di documentazione con testi e dati.

Una descrizione del funzionamento è inclusa in questo articolo ed aiuta a capirne il funzionamento oppure è possibile osservare la demo.


segue la seconda parte...

Wednesday, February 24, 2010

Inchiesta Banking 2.0 2010. (Addendum): beccato da Webank!!! Tu chiamalo se vuoi... web 2.0

Eh si.. non ho fatto a tempo a criticare una scelta a riguardo del restyling di Webank che subito mi hanno beccato!

Nel precedente post ho obiettato che la citazione "on line dal 1999" stonava un po' con il ringiovanimento in atto in Webank, (www.webank.it) passano poche ore e mi arriva una mail da Francesco, new media specialist di Webank, che mi ringrazia per il post e mi segnala l'iniziativa www.onlinedal1999.it.

Il suo tono è gentile e non fa riferimento alla mia affermazione, ma mi invita a curiosare in questo sito "la nostra [loro] nuova iniziativa per ripercorrere gli ultimi 10 anni della Rete, attraverso i ricordi, le emozioni, le parole di chi vive nell’online. Dopo una breve registrazione è possibile iniziare a pubblicare la propria storia (nella sezione “Storytelling“) e/o la propria timeline interattiva (nella sezione “Timeline“)".

Quando si dice il web 2.0!!!

... e non posso dire nulla... da sempre sostenitore della "rivoluzione del web"!



Effettivamente 10 anni importanti anche per me... 10 anni in cui ho veramente cambiato la mia carriera professionale, trovandomi coinvolto in progetti di trading e banking on line per i più dinamici protagonisti del web finanziario, tra loro proprio Webank, Fineco, Intesa Trade.

Il Trading in particolare rappresentò, a mio giudizio, anche la killer application che fece conoscere a tutti Internet, quello che negli ultimi due hanni ha fatto il social netwotking per il definitivo lancio di Internet come strumento di comunicazione di massa. A guardarli oggi sembrano tempi un po' eroici, in cui la risoluzione dei monitor metteva a dura prova gli occhi ed i modem a 56k la nostra pazienza. I back office delle banche si fermavano alle 5 per logorroiche operazioni batch, e noi con un gruppo di ragazzi in gamba (ma alle prime armi) sviluppammo un sistema per operare anche dopo quell'orario.

La curiosità non è solo femmina e sono andato a registrarmi, a girovagare tra le storie e nella timeline... può sembrare poco romantico che temi come il banking on line si colorino di nostalgiche sensazioni ma è così, è un pezzo importante della mia vita. Un pezzo molto piacevole sopratutto.

Mi sa che scriverò qualcosa... :)

Wednesday, February 17, 2010

Inchiesta Banking 2.0 2010. In Italia si rivede Webank, new look ma anche qualche novità

Nei post precedenti siamo andati in giro a curiosare nei siti di banking-like anglosassoni, rammaricandoci del fatto che questi concetti siano quasi completamente ignorati in Italia.

Oggi mi tocca fare un piccolo dietro front, le mie incursioni notturne nei siti di home banking (si lo so… detta cosi sembra una vera perversione!) mi hanno fatto scoprire che la mia affermazione non era completamente esatta. In particolare stavo riguardando il sito di Webank, in quanto banca che recentemente è intenzionata a rimettersi in moto, dopo qualche anno di gestione ordinaria.

Ma partiamo dall’inizio. Un po’ di storia.

Nei mesi scorsi il gruppo BPM ha acquisito IntesaTrade, l’emanazione del gruppo IntesaSanpaolo per il trading on line e denominata ora WeTrade. IntesaTrade e Webank erano nate più o meno nello stesso periodo con l’obiettivo di cavalcare il fenomeno trading on line, poi, con lo scoppio della bolla, Webank si è posizionata più sul banking on line per il Gruppo mentre IntesaTrade ha continuato a focalizzarsi esclusivamente sul TOL.

Negli scorsi anni (2008) Webank è diventata realtà autonoma da BPM, che ha creato per i propri clienti BPMbanking, una versione del banking on line destinata a rimanere più tradizionale. Con la recente acquisizione BPM conferma la propria volontà di diventare banca nazionale sfruttando il canale on line, come dichiarato nel recente piano industriale, e di riprendere con vigore la competition in un segmento dove la Fusione Xelion-Fineco ha consolidato la leadership di Fineco. A Webank erano sfuggiti i Trader più incalliti ed ecco che l’acquisizione completa l’offerta di Webank.

Parallelamente era stata avviata una operazione di “ringiovanimento” focalizzata ovviamente molto sul fenomeno del social networking e Webank (già We@bank) diventa Webank.it, con un logo molto più essenziale; l’odierna Home Page si presenta sobria e sulla destra offre i primi segnali “Social”, tre tasti laterali permettono:
  • di accedere alle pagine Webank sui vari Social Network,
  • segnalare la pagina,
  • inviare un suggerimento (“la banca che vorrei”)
Poco sotto la sezione "social media", dedicata all’informazione su temi legati al banking ed al risparmio

Questa contiene la sezione podcast (Radio Webank) con le lezioni di trading, la sezione immagini dove si può trovare la copertina del libro dell’AD Cardamone con tanto di prefazione di Carlo Massarini, gli immancabili video, la community TalkWebank ed il blog InSoldoni

Forse stona un po’, in questa operazione, il richiamo alla “storia”, quel “on line dal 1999” presente sotto il logo e nel Title, ha un po’ il sapore demodè della “Premiata Ditta” di un tempo, poco in linea le aspirazioni al social networking, del quale uno dei campioni, Facebook, è nato solo nel 2005.

Segnali di Banking.

La mia prima ricognizione si era fermata li e mi era sfuggita la parte credo più sostanziale. Senza voler togliere nulla all’utilizzo di link al social networking, ho sempre pensato che questi, lasciati fini a se stessi, mancassero l’obiettivo che intendevano raggiungere (quanti utenti realmente attivi hanno le varie community bancarie?), o meglio, utili a dare una immagine diversa, poco utili a creare una reale esperienza di social networking di successo nel banking.

Diverso è invece se il nuovo approccio viene utilizzato per offrire un servizio di social banking, come ho personalmente individuato nei vari Mint, Wesabe e Smartypig (oltre ai vari siti di social lending).

Ma ieri con un po’ di attenzione in più scopro che Webank è andata un po’ in quella direzione… legato al lancio del Conto di Deposito Webank offre una mini gestione personale del risparmio, con grafici ed obiettivi, come si evidenzia negli screenshot riportati di seguito. Un inizio? Speriamo!



Friday, February 12, 2010

Inchiesta Banking 2.0 2010. Smartypig!! anche il salvadanio a forma di porcellino arriva in formato web 2.0

Smartypig it’s like no other Piggy bank… questa è la frase con cui questo sito australiano cerca di affermare la propria identità differenziandosi dal resto.

Ma cos’è Smartypig? Ci siamo occupati nei precedenti post di Personal Finance, una tipologia di applicazione legata al mondo bancario, diffusa nei paesi anglosassoni ma inesistente in Italia. Il nome si rifà al Piggy Bank, il classico salvadanaio a forma di porcellino e serve ad evidenziare qual è la finalità di questo sito, aiutare a definire degli obiettivi di risparmio e perseguirli, contaminando la classica gestione finanziaria personale con concetti legati al networking e potenziandola con le nuove funzionalità offerte dalla tecnologia che, semplificando, definiamo 2.0.

Da dove si parte?

Dal concetto ovviamente più interessante “It’s FREE”, …a differenza di alcuni competitor, questo, come Wesabe, è gratuito.

Poi ?

It’s SOCIAL”… come evidenzia la home la gestione finanziaria esce dalla ristretta visione di un servizio estremamente riservato e si apre alla collaborazione ed alla condivisione, si può decidere infatti di rendere parzialmente pubblica una serie di obiettivi, scegliendo tra amici e parenti quelli che, attraverso il sistema di collaboration, possono aiutarci a raggiungere gli obiettivi stessi.

Da rete di utenti a reti di applicazioni.

Sotto l’aspetto “social“ viene poi cavalcato un’altro dei trend, ovvero il mash up informativo realizzato attraverso l’integrazione di informazioni (feed RSS o pubblicazione sui social network) o di applicazioni (i widget). È forse questo uno dei passaggi più significativi del cambiamento al web 2.0. Un website non è più una entità unica gestita completamente dal suo ideatore e promotore, ma si arricchisce di funzionalità messe a disposizione da terzi. In questo campo è stato Facebook a fare da first mover e questa è stata l’arma vincente per scalzare MySpace dal trono dei social network.

Le famose applicazioni, i test, i baci e tutta la pletora di attività, realizzate su Facebook da terze parti, ha conferito al network quella dinamicità che le è propria, il “ritmo” di cui parla la teoria delle Comunità di Pratica, da cui sono stati tratti molti concetti alla base degli attuali SN.
Se all’inizio il WEB era una rete di nodi corrispondenti ad entità (istituzioni, Aziende etc.) si è passati alla rete di individui ed ora alla rete di applicazioni ed individui. La rete delle reti è il web stesso (globale) e supera in estensione e concetti la community privata il social network chiuso, per cui solo una strategia di apertura, integrazione, e disponibilità di servizi (anche elementari) ed applicazioni rende un sito interessante per gli Internauti.

Sotto questo profilo il campione di integrazione ed integrabilità è iGoogle dove ogni contenuto può essere visualizzato, tant'è che alcuni giganti del mondo bancario americano hanno recepito questo trend e realizzato widget proprio per iGoogle, come USAA, oppure in altri casi per Facebook o iPhone.

I vantaggi per gli utenti

Un altro concetto fatto proprio dal management di Smartypig è in qualche modo riconducibile a quello dei “gruppi d’acquisto”, o più in generale le convenzioni offerte per esempio dai CRAL o dalle carte di credito. Vengono definiti infatti accordi per ottenere per gli utenti sconti da parte di importanti aziende di viaggi o retailers, quale la famosissima Macy’s, grande catena americana della distribuzione oppure per negoziare favorevoli tassi sui prestiti.


Nel prossimo post cercherò di dare un’occhiata in dettaglio a come si traduce in funzionalità questa sequenza di buone intenzioni, ma per ora vi lascio riportando il testo della pagina Inspiration, che vuole dare corpo all’approccio con cui affrontare questa attività:
"There’s nothing more optimistic than creating a goal, working toward that goal and finally reaching that goal! People often tell us we’ve helped them get out of the habit of using plastic they can no longer afford, basically helping them rethink their relationship with their money. They are inspired to simply change their ways, get off on the right foot, or to dream big about the things they want to do and the places they want to go. We asked our customers to share why they use SmartyPig. What they sent us tells our story better than we ever could".

Godetevi uno dei videocontest presenti nella pagina!!

Saturday, January 23, 2010

Inchiesta Banking 2.0 2010. Le novità arrivano dall'esterno del mondo bancario, i siti di Personal Finance Management: Wesabe

Seconda puntata dell’inchiesta web 2.0 nella banche versione 2010

...dopo lo scetticismo della prima occorre dare un po’ di sale a questa osservazione, ma per farlo dobbiamo ricorrere a situazioni esterne al circuito bancario tradizionale.

Abbiamo introdotto come il Personal Financing sia una pratica estremamente diffusa negli Stati Uniti, tant’è che tutte le grandi banche ne offrono una propria versione ai propri clienti, da Bank of New York, al gigante Wachovia/Well Fargo a Fidelity e USAA a Save your Money di ING. Ognuna con le proprie peculiarità e aggiungendo qua e la funzionalità innovative quale USAA che consente l'accredito di un assegno attraverso la semplice upload dell'immagine.

Questa propensione degli utenti americani ha fatto si che nascessero anche prodotti di mercato indipendenti come Quicken ed i prodotti di Intuit, ma l’evoluzione web ha fatto si aprisse ovviamente la via dei servizi on line, gratuiti.


Mint e Wesabe... come Avatar...

I più celebri sono Mint e Wesabe che però hanno seguito strade diverse, la prima dopo un grande successo è stata acquisita proprio da Intuit che, dopo aver tentato in proprio (come Microsoft) di costruire una propria versione, ha ripiegato sul fagocitare il suo concorrente, regalando con 170 milioni di dollari una serena vecchiaia al suo fondatore, Aaron Patzer.

Dopo aver girato sull' i-banking di tante banche visitare Wesabe ha lo stesso effetto di vedere Avatar con gli occhialini in tridimensionale dopo aver visto Via col Vento. L'uso della tecnologia e delle funzionalità possibili allo stato dell'arte, ma senza la debolezza di una trama vista e rivista come quella del film di Cameron!

Wesabe resiste ed è il sito di maggior fama tra i socialnetworkisti e se anche il suo boss Hedlund non si sbottona sui numeri una sua frase può essere esplicativa "we are well within hundreds of thousands of users now, and we've been growing at an average rate of about 20 to 35 percent every month”.


Wesabe, approccio Open e Social

La natura Open di Wesabe la si apprezza da subito, mentre Mint ti ferma sullo scoglio dell’indicazione di almeno un account bancario (cosa non possibile per noi italiani in quanto Mint gestisce solo banche USA ed anche il mio tentativo con American Expres si è incagliato su un problema di credenziali), Wesabe ti permette di registrarti liberamente.

La Home è costruita per ridurre la diffidenze di chi vi si imbatte, aspetto friendly, immagini spensierate, informazioni su cos’è Wesabe e recensioni. Anche la registrazione è essenziale, pochi dati e nessuno ostacolo per poter partire immediatamente, solo successivamente una procedura guidata ti aiuta a familiarizzarti con il servizio e, al tempo stesso, a registrare le informazioni personali.


Dashboard per il risk management familiare

Il sito permette di registrare diversi account bancari in maniera tale da avere su una unica dashboard tutta la propria situazione finanziaria.

L’infrastruttura del network bancario americano rende fortunatamente possibile questa aggregazione di dati grazie a diversi standard, quali OFX, e Wesabe mette a disposizione diversi metodi di caricamento delle informazioni, a secondo del grado di confidenza nei livelli di sicurezza del servizio:
  • caricamento manuale di file,
  • attraverso applicativi desktop o plug in di Firefox
  • oppure al massimo livello delegando completamente Wesabe alla sincronizzazione.
Non manca il caricamento di singole transazioni da interfaccia attraverso twitter o email. L’obiettivo è quello di offrire all’utente la possibilità di registrare le spese nel momento stesso in cui vengono fatte per non perderne traccia.


Funzionalità moderne al passo con la nostra attitudine all'uso del web

Ma è il resto che fa la differenza, posso taggare spese ed incassi per ricondurli a categorie predefinite e quindi osservarne l’andamento, posso definire degli obiettivi di spesa e contestualizzarli rispetto ai tag definiti, per capire il livello di risparmio ottenuto rispetto ad obiettivi prefissati.

Una dashboard piena di grafici e progress bar mi aiuta a valutare la mia propensione alla spesa, la mia situazione finanziaria complessiva, mentre sono in arrivo anche l’integrazione con gli impegni a venire, per fare misurazioni e valutazioni sul futuro.


Ajax per l'interazione ed il Real Time

Il tutto è corredato da un uso intensivo di Ajax per l’auto-completamento dei campi di ricerca (come la funzione per individuare il merchant con cui ho sostenuto la spesa), l’aggiornamento in real time di grafici e tabelle di riepilogo, la presenza di tips e tabelle informative di dettaglio, visibili al passaggio del mouse su grafici e torte.

Tecnologicamente poi le funzionalità sono completate dai widget disponibili per Iphone.

Social Banking and Networking

Da un punto di vista “social” invece Wesabe prevede buona parte del campionario disponibile, blog, gruppi di discussione e l’immancabile Twitter, ma la sua vera particolarità è di creare statistiche dai dati degli utenti anonimizzati, per confrontare le proprie abitudini di spesa con gli altri utenti del network .