Thursday, December 6, 2012

Il primo Open Data Day italiano a febbraio

Ieri a Bologna si è tenuto il primo incontro preparatorio per il primo Open Data Day italiano, in previsione per  febbraio, ovviamente in concomitanza con la giornata internazionale dedicata agli Open Data.

L'incontro promosso (anche attraverso un sito ad hoc), dall’Associazione Stati Generali dell’Innovazione e regesta.exe aveva l'obiettivo di organizzare un confronto tra tutti i soggetti, pubblici e privati, che hanno finora lavorato in Italia su Open Data e Linked Open Data per intraprendere un’iniziativa dal basso a sostegno degli Open Data e delle attività avviate dall’Agenzia per l’Italia digitale in questo settore.

L'adesione è stata più che ampia e coinvolgente, con interessanti e vivaci spunti di riflessione, per la cui analisi vi rimando alla cronaca via twitter fatta da stessa regesta oppure seguendo l'hashtag

Quello che mi interessa sottolineare come questo tema stia assumendo sempre più importanza anche nel panorama italiano e, pur senza voler tornare per forza una citazione ormai consueta nel mondo degli Open Data, ovvero quella della battaglia del pioniere di internet e degli Open Data Tim Berners Lee, non possiamo che sottoscrivere la dichiarazione " unlock our data and reframe the way we use it together".

Questa è una svolta troppo importante per ignorarne i benefici ma naturalmente l'innovatività di questo cambiamento non risiede nella capacità tecnologica di adottare un'infrastruttura tecnologica più o meno adeguata, quanto nella volontà dei singoli di "pensare insieme", ovvero nell'adesione reale alla filosofia degli Open Data (...e non nell'inseguire il suo essere oggi un po' di moda!).
  

Saturday, October 27, 2012

Linux Day, ma chi sarà questo Linus Torvald ????

Oggi è il Linux Day, la festa del sistema operativo "libero" più diffuso al mondo.

Per conoscere le iniziative vi consiglio il sito predisposto dalla Italian Linux Society o i tanti post dedicati da importanti magazine on line.

Qui preferisco fare una breve riflessione sul rapporto tra il software libero e l'economia reale. Sarebbe intereressante quantificare i miliardi di euro che istituzioni e aziende di tutto il mondo hanno risparmiato grazie al fatto di avere installato una qualche distribuzione di Linux, riducendo costi ma al tempo stesso dando comunque linfa economica a società tecnologiche per consulenze o sviluppo di nuove funzionalità.

Con minori costi complessivi o al massimo a parità investimento hanno realizzato qualcosa in più, un servizio nuovo per i cittadini o per lavoratori e clienti di una azienda, mi viene in mente la frase di Neal Armstrong allo sbarco sul suolo lunare, "un piccolo passo per un uomo, ma un balzo da gigante per l'umanità" (That's one small step for [a] man, one giant leap for mankind).

Ma quello che appare una clamorosa anomalia è che oggi pochi saprebbero dire chi è Linus Torvald e ancora meno saprebbero riconoscerlo in una foto, Linus non è il famoso DJ ma il programmatore finlandese che ha promosso la realizzazione di Linux. Richard Stallman è invece un signore dai lunghi capelli e dall'altrettanto lunga barba alle cui idee tutto il movimento Open Source deve rispettosamente molto, compreso il software GNU da cui prese avvio il progetto Linux. Le cose buone fatte da Stallman sono tante ma per questo vi rimando alle sue biografie.


La maggior parte delle persone che non si occupano di informatica (ahimè anche molte di quelle che se ne occupano) costretti a guardare le foto (p.s. quella di Stallman è presa da Wikipedia, grande fonte di conoscenza libera) che ho inserito nel mio post avrebbero un bel punto interrogativo stampato in faccia o guarderebbero Stallman con una certa diffidenza.

Se però inserissi, sotto, anche la foto di Steve Jobs istintivamente stringerebbero nelle mani il loro iPhone 5 da 900 euro a la loro bocca disegnerebbe sul viso un sorriso di compiacimento (p.s. inutile mettere il link alla sua biografia, tutti sanno chi era).

Fama  e riconoscenza per chi ha fatto confluire nelle casse della propria azienda (e sue) miliardi di dollari e perplessità per chi ha contribuito a generare il più importante cambiamento nell'evoluzione del mercato tecnologico con tutte le sue conseguenze positive nel mondo reale.

Lungi da me innescare una contrapposizione tra questi personaggi che hanno tutti contribuito al percorso dell'economia digitale a partire (tutti) dalle rispettive, lecite, aspettative ma desideravo osservare come spesso i riconoscimentio e la fama per una persona sono spesso proporzionali al denaro che un singolo riesce ad accumulare e con il quale, altrettanto spesso, alimenta la propria immagine pubblica.

Nel mio piccolo oggi voglio solo ringraziare due uomini che hanno fatto una cosa straordinaria.

Ha scritto Antoine de Saint-Exupéry "Se vuoi costruire una nave, non radunare uomini solo per raccogliere il legno e distribuire i compiti, ma insegna loro la nostalgia del mare ampio e infinito".

Ecco quello che hanno fatto Torvald e Stallman non è solo avere "inventato" un nuovo prodotto ma avere tracciato una strada che milioni di persone stanno seguendo, certamente entrambi non hanno rinunciato ad un giusto compenso per il proprio lavoro ma certamente hanno rinunciato a trarre per se stessi il profitto massimo possibile. A favore di tutti.

Thursday, July 19, 2012

Software per Archivi Storici Digitali: xDams un supporto gratuito

xdams il software italiano appena rilasciato open source ha scelto, in questa prima fase di rilascio, di fornire il massimo supporto ai primi utenti che si avvicinano a xDams OS, per cui è stata attivata l’email supporto_temporaneo [at] xdams.org, attraverso la quale verrà fornita per tutta l’estate assistenza mirata e specifica sul procedimento di installazione. Un'occasione da non perdere per approcciare un software open source con una assistenza qualificata.

I topics più utili ed interessanti verranno pubblicati anche sul Forum.

A breve saranno pubblicati brevi un video tutorial con tutti i passi dell’installazione di xDams e, con deadline da definire, un installer che faciliti questa operazione

www.xdams.org

Thursday, July 12, 2012

xdams, la piattaforma Open Source tutta italiana per la gestione degli archivi multimediali e la valorizzazione dei Beni Culturali


Il dado è tratto, abbiamo rilasciato con licenza Open Source la piattaforma xdams per la gestione di archivi storici multimediali.
“Abbiamo” sta a indicare la società per cui lavoro, regesta.exe, ma più in particolare tutte le persone che da anni collaborano allo sviluppo di questa piattaforma. Si è trattato infatti di una scelta a cui tutti hanno contribuito e verso la quale tutti hanno spinto, il punto di arrivo di un percorso iniziato 10 anni fa e al tempo stesso una nuova partenza.



Cos'è xdmas?

Come dicevo nell’introduzione xdams è un software di catalogazione dei patrimoni storico culturali, archivi storici, fotografici e multimediali in generale. La versione che è stata rilasciata comprende il modello dati dell’archivio storico, codificato secondo EAD, il modulo soggetti produttori e gli authority codificati in EAC-CPF. La caratteristica di questo software è quella di gestire i principali standard nazionali e internazionali per il trattamento di questo tipo di materiali (Isad, Isaar, Fiaf, Scheda F, MAG, Unimarc ecc.) permettendo a tutti coloro i quali utilizzano questo software di lavorare all’interno di un contesto scientificamente riconosciuto a livello internazionale
La scelta principale è stata quella di utilizzare per la persistenza il formato standard per eccellenza di rappresentazione delle informazioni ovvero l’XML, per cui xdams non si serve di un database tradizionale ma di file XML . Tutto ciò permette la massima dinamicità nella configurazione della base dati e soprattutto ne consente una agevole modifica, anche “on fly”.


La roadmap e il servizio di hosting gratuito

Oltre alle prossime versioni con nuove tipologie di archivi e/o con  enhancement tecnologici personalmente aspetto con particolare attenzione la partenza del servizio di hosting  (gratuito di base e a pagamento per livelli più avanzati) che potrà fornire strumenti lavoro a nuove tipologie di utenti e diventare il volano per la creazione di una comunità di esperti, punto di riferimento per lo sviluppo della conoscenza.
Le continue evoluzioni del prodotto hanno avuto quale costante la determinazione di favorire la corretta organizzazione e conservazione delle informazioni e degli oggetti ma anche la predisposizione di una base informativa adeguata alla pubblicazione on line e alla valorizzazione del patrimonio culturale, come avvenuto nel caso dei tanti utenti della piattaforma, Archivio Luce, Camera dei Deputati, IBC Emilia Romagna, Fondazione Feltrinelli e tanti altri.



Obiettivo, condivisione e sviluppo.

Oggi la scelta Open Source rappresenta una nuova fase dell’evoluzione di xdams, il tentativo di allargare la capacità di sviluppo del software ma anche e soprattutto della base dei suoi utilizzatori attraverso un’esperienza di sharing della conoscenze e delle risorse al posto di un modello basato esclusivamente sulla immediata remunerazione dei servizi e dei prodotti.
Speriamo di creare una vera e propria comunità di esperti e sviluppatori che possano collaborare per ottenere il massimo dalla condivisione delle risorse destinate a questo settore. Ci auguriamo poi che questo sia un’ulteriore punto di arrivo per un nuovo rilancio che potrebbe essere l’esportazione di questo modello anche all’estero. L’Italia è il paese con il più grande patrimonio storico al mondo e ci sono le competenze per diventare un punto di riferimento per questo settore.

Wednesday, May 23, 2012

Google e la navigazione semantica... ma in Italia c'è Lodlive che naviga i Linked Open Data.

Google ha recentemente dato grande enfasi all'evoluzione del suo motore di ricerca che promette di risolvere meglio il concetto di "disambiguazione" ovvero di identificare meglio se nella mia ricerca "mercury" indica il cantante o il pianeta... Inoltre Google promette di pubblicare anche le relazioni ad altri "concetti" collegati e si parla di passaggio dalla ricerca per stringhe alle "Things" i concetti.

Ci sarebbe da dire... era ora!

Per far ciò Google sfrutta (anche) la conoscenza disponibile in rete ovvero quei grandi serbatori di informazione organizzata che milioni di persone hanno contribuito a costruire "To build this world of things, Google is tapping a variety of knowledge databases, including Freebase, which it bought in 2010, Wikipedia, Google Local, Google Maps and Google Shopping. Currently, Google’s Knowledge Graph has over 500 million people, places and things and those things have at least 3.5 billion attributes.".

Una piccola digressione si impone perchè DBpedia è stata costruita sul concetto che se ognuno mette a disposizione il contributo prodotto dal proprio intelletto, rinunciandone ai diritti di utilizzo, si crea un volano di crescita per l'umanità. Google sta un po' in mezzo al guado, contribuendo con molte iniziative alla condivisione di conoscenza ma rimanendo in ogni caso un azienda ancora fortemente basata sulla proprietà intellettuale.

Ma andiamo avanti... ho parlato di Google perchè viene riconosciuta  (giustamente) per essere una azienda fortemente innovativa e questa sua ultima iniziativa ne accresce il significato, ma per una volta, qui in Italia, c'è chi ha percorso una strada simile e per certi versi in maniera ancor più innovativa: LodLive.

Un motore costruito in diverse notti di lavoro da Diego Camarda, Silvia Mazzini e Alessandro Antonuccio che si è piazzato al secondo posto del concorso App4Italy, un grande risultato se si pensa che sono stati superati solo da Open Parlamento, un'iniziativa già matura, di un paio d'anni fa.

Lodlive permette di ricercare tra i Linked Open Data disponibili in rete, navigando tra i concetti e le relazioni tra di esse, in maniera grafica. Diego, Silvia e Alessandro, che per essere perfettamente trasparente sono colleghi e amici, hanno sfruttato le competenze maturate nel progetto RDF della Camera dei Deputati, ampliando il concetto di riutilizzo ad altre basi dati "semantiche". La navigazione per concetti ma soprattutto la tendenza a costruire ontologie e basi informative "machine readable" può cambiare significativamente il futuro del web come è ora concepito, più ancora che la recente innovazione googoliana.

Naturalmente L'interfaccia di LodLive richiede ancora una capacità di navigazione da esperti ma ovviamente in poco tempo non era possibile fare di meglio e soprattutto non era questo l'obiettivo, l'importante era arrivare all'esemplificazione dell'uso dei LOD e contribuire alla loro diffusione. Di seguito ho raccolto un breve scambio di opinioni con i LodLivers!!!

Intervista ai promotori di LodLive, il nuovo modo per ricercare nel Web of Data

LodLive è un'interfaccia nata per navigare la Linked Open Data Cloud, costruito da Diego Camarda, Silvia Mazzini e Alessandro Antonuccio che si è piazzato al secondo posto del concorso App4Italy, un grande risultato se si pensa che sono stati superati solo da Open Parlamento, un'iniziativa già matura.

Lod Live, che ovviamente potete trovare anche su Facebook, è un gran bell'esempio delle potenzialità future del web e ha dato spunto a una corposa prefazione. Dopo averla scritta però l'ho "traslata" in un post successivo per dare giusta evidenza a questa intervista

I LOD sono il primo passo nel Web of Data e di seguito vi racconto cosa sono grazie proprio al contributo di questi tre amici.

D. Cosa è LodLive?

Silvia. LodLive è un progetto sperimentale, uno strumento che consente a chiunque di navigare in modo semplice e immediato i Linked Open Data.

D. In che modo è utile ai Linked Open Data?

Silvia. LodLive si avvale di un innovativo approccio per la navigazione, non visualizza risorse statiche ma sfrutta in tutto e per tutto la potenza del linguaggio di ricerca SPARQL e degli altri standard del Web of Data: RDF e URI. LodLive mostra i dati linkati attraverso il grafo, ovvero attraverso la rappresentazione più efficace per questo tipo di risorse: i browser RDF standard presentano una scheda descrittiva basata sulle triple, LodLive si espande all’infinito senza mai perdere la visione d’insieme del grafo del dominio e mostra relazioni tra dati di diversi endpoint come prima non era possibile.

D. cosa è RDF?

Diego. RDF è lo strumento base proposto dal W3C per la codifica, lo scambio e il riutilizzo di metadati strutturati sul web. Si fonda sul concetto di “tripla” ovvero l’unità informativa minima che serve a descrivere una risorsa: soggetto, predicato e oggetto.

D. Come fa LodLive a costruire il grafo?

Diego. L'utente, guidato nella scelta di una URI, dà il via alla navigazione, LodLive riconosce l'endpoint pubblico più utile per gestire ogni singola richiesta. L’endpoint è un punto di accesso alle risorse RDF che vengono immagazzinate in un triplestore (ad esempio virtuoso) e rese interrogabili attraverso il linguaggio di query SPARQL. Al momento, sul lodlive.it sono configurati 15 endpoint pubblici che espongono dataset vari, da dbpedia a linkedgeodata, al new york times. Dopo aver scelto la risorsa da cui far partire la navigazione, si apre una pagina vuota con la prima sfera della risorsa prescelta: intorno alla sfera appariranno altri piccoli pallini (di forma e colori diversi a seconda della tipologia) che indicano le relazioni con le altre risorse. Ogni volta che si sceglie un pallino viene lanciata una query SPARQL che interroga l’endpoint e restituisce una nuova sfera con altre relazioni.

D. Posso navigare solo tra le risorse di un determinato endpoint?

Diego. LodLive per ogni richiesta verifica la presenza di un endpoint configurato per soddisfarla e, nel caso mancasse, cerca di soddisfarla lui stesso generando un endpoint on fly. Per ogni proprietà, tipicamente un owl:sameAs, è quindi possibile "saltare" da una risorsa all'altra indipendentemente dalla fonte rappresentando in un unico grafo tutti i dati collegati del dominio del mio interesse.

D. LodLive è finito?

Siamo soddisfatti perché riteniamo di aver creato uno strumento facile da usare, efficace e comprensibile, anche per i meno esperti,  ma non consideriamo LodLive completo. LodLive è stato pensato e sviluppato in perfetto stile Tim Berners Lee, in modo completamente aderente alle “5 stars” e con un approccio “bottom-up” aprendosi a progressive implementazioni e nuove features.

D. Perché LodLive?

Silvia. LodLive si propone come strumento di rappresentazione e divulgazione dei Linked Open Data; lavorando da diversi anni nel settore, avevamo notato la carenza di strumenti semplici, gradevoli, friendly nel contesto del web of data e, grazie all’occasione offertaci da apps4italy, abbiamo concretizzato questo sogno.

LodLive ed il suo team sono ben contenti di avere riscontri ed opinioni e sono pronti a collaborare per migliorare il progetto.




Monday, April 30, 2012

Il valore della concorrenza e della creatività

Mi accingevo a fare un po' di pulizia tra le mie cartelle di Dropbox per recuperare spazio quando, quasi per caso, ho notato che il mio spazio occupato era solo il 48% del totale. Confesso che mi ha assalito un po' di preoccupazione, perchè temevo di avere fatto "troppa" pulizia e di essermi perso qualcosa di importante, poi però noto che lo spazio in giga era quasi raddoppiato e allora ho cominciato a fare qualche collegamento mentale, in particolare con la notizia letta qualche giorno prima sul servizio di Google chiamato Drive, pensato proprio per fare conconrrenza a Dropbox e simili.
Una breve ricerca e scopro in effetti che Dropbox ha appena raddoppiato il bonus per chi coinvolge un amico e che quindi di conseguenza il mio spazio era quasi magicamente raddoppiato.
Un mercato aperto a sempre nuovi attori è per definizione un vantaggio per gli utenti e questo caso sta a dimostrarlo ulteriormente. Certo l'azione di un gigante come Google può uccidere molti competitor di non grandi dimensioni e sul lungo far ripiombare in uno status di monopolio, ma la bellezza di questa economia legata a digitale è che anche piccole aziende possono far meglio dei Big e crearsi la propria fetta di mercato puntando sulla creatività e l'innovazione.