Tuesday, March 2, 2010

Anche per la Business Intelligence esistono ottime soluzioni Open Source, un possibile vantaggio per progettare la crescita aziendale (Parte prima)

Ho affrontato spesso in passato il tema della business intelligence e della sua applicazione all’interno di contesti aziendali.

Un po’ più che in altri segmenti applicativi nella Business Intelligence esiste un problema di implementazione, legato da un lato agli alti costi dei prodotti commerciali, dall’altro alla particolarità delle risorse umane necessarie, non solo esperti IT e funzionali ma anche statistici e matematici.

Aspetti decisamente critici, sopratutto se messi in relazione alla potenzialità di imprimere una svolta alla crescita di una azienda. Oggi il primo problema, quello del costo delle piattaforme, sembra cominciare a trovare se non la soluzione, almeno una risposta anche per gli utenti con esigenze più elementari.

Il movimento Open Source da tempo propone soluzioni di questo tipo, ma ora sembrano arrivate ad un sufficiente livello di maturità ed anche gli analisti cominciano a dare grosso credito a questa tipologia di prodotti. Da un articolo di Data Manager Online leggiamo che “soluzioni low cost che potrebbero ridurre il TCO di una infrastruttura di IT. Gartner prevede che l’utilizzo dei tool di Business Intelligence Open Source aumenterà di cinque volte entro il 2012”.

Leggiamo ancora che il mercato si è polarizzato su alcuni leader ma che"L’adozione di strumenti di Business Intelligence Open-source è aumentata nel corso degli ultimi pochi anni. Fino al 2004 difficilmente le aziende guardavano al mondo open-source per soddisfare esigenze di BI, soprattutto quelle con un grande numero di utenti; questo sottomercato ora si è ben sviluppato, ed oggi registra tassi di crescita costante (Andreas Bitterer, Research Vice President di Gartner) ... ... in Italia società come Cap Gemini già oggi offrono ai propri clienti soluzioni basate su Pentaho, segno che anche in quest'ambito l'open offre soluzioni 'disruptive'”.

Abbiamo realizzato una personale ricerca per capire cosa offre il mercato e dall’analisi delle risorse via web emerge la presenza di prodotti Open Source sufficientemente referenziati da poter essere presi in considerazione. Di seguito riportiamo quelli che da questa analisi sembrano i più diffusi ed affidabili.

• Pentaho www.pentaho.org http://en.wikipedia.org/wiki/Pentaho
• Jaspersoft www.jaspersoft.com/jaspersoft-business-intelligence-suite
• Eclipse Birt www.eclipse.org/birt/phoenix/
• SpagoBI www.spagoworld.org/xwiki/bin/view/SpagoWorld/

Un indicatore di misura della popolarità può essere dato dal numero di utenti della community di sviluppatori ed in questo senso Pentaho è il più popolare (a giudicare dai numeri trovati in rete) o dai risultati della ricerca di Google (349.000) contro i 149.000 di Jaspersoft, i 118.000 di Eclipse Birt ed i 29.100 di SpagoBI.

Eclipse BIRT

BIRT è è un sistema di reportistica open source sviluppato all’interno dell’iniziativa che fa capo alla Fondazione Eclipse. BIRT è integrabile con applicazioni web al fine di fornire funzionalità come quelle l’impostazione del layout dei report, i grafici, l’accesso ai dati e la gestione di script.
BIRT mette a disposizione diversi formati per i report possono dall’ HTML al PDF.

Ricordiamo che Eclipse era un IDE (Integrated Development Environment) della grande famiglia IBM che lo aveva acquisito da Object Technology International, ma che successivamente è stato collocato all’interno di un grande progetto Open Source supportato da molte aziende di grande caratura internazionale tra le quali appunto la stessa IBM.

Il limite rintracciabile in Eclipse potrebbe essere proprio quello che Eclipse stesso non è uno strumento user-friendly per gli utenti finali e fortemente orientato ad operare sul client. BIRT è costituito da un designer di report ed un componente di runtime che è possibile aggiungere alla propria applicazione.

Con BIRT è possibile creare:

• Elenchi e report complessi– da semplici elenchi a report più complessi di dati. con raggruppamenti di dati correlati, con la possibilità di funzioni algebriche su dati numeric, quali somme ed altre operazioni .
• Grafici a torta, a linea, a barre e molti altri. I grafici BIRT possono essere rappresentati in SVG e supportano gli eventi.
• Matrici – strutture di datiti in due dimensioni:
• Lettere e documenti – format di documentazione con testi e dati.

Una descrizione del funzionamento è inclusa in questo articolo ed aiuta a capirne il funzionamento oppure è possibile osservare la demo.


segue la seconda parte...

Wednesday, February 24, 2010

Inchiesta Banking 2.0 2010. (Addendum): beccato da Webank!!! Tu chiamalo se vuoi... web 2.0

Eh si.. non ho fatto a tempo a criticare una scelta a riguardo del restyling di Webank che subito mi hanno beccato!

Nel precedente post ho obiettato che la citazione "on line dal 1999" stonava un po' con il ringiovanimento in atto in Webank, (www.webank.it) passano poche ore e mi arriva una mail da Francesco, new media specialist di Webank, che mi ringrazia per il post e mi segnala l'iniziativa www.onlinedal1999.it.

Il suo tono è gentile e non fa riferimento alla mia affermazione, ma mi invita a curiosare in questo sito "la nostra [loro] nuova iniziativa per ripercorrere gli ultimi 10 anni della Rete, attraverso i ricordi, le emozioni, le parole di chi vive nell’online. Dopo una breve registrazione è possibile iniziare a pubblicare la propria storia (nella sezione “Storytelling“) e/o la propria timeline interattiva (nella sezione “Timeline“)".

Quando si dice il web 2.0!!!

... e non posso dire nulla... da sempre sostenitore della "rivoluzione del web"!



Effettivamente 10 anni importanti anche per me... 10 anni in cui ho veramente cambiato la mia carriera professionale, trovandomi coinvolto in progetti di trading e banking on line per i più dinamici protagonisti del web finanziario, tra loro proprio Webank, Fineco, Intesa Trade.

Il Trading in particolare rappresentò, a mio giudizio, anche la killer application che fece conoscere a tutti Internet, quello che negli ultimi due hanni ha fatto il social netwotking per il definitivo lancio di Internet come strumento di comunicazione di massa. A guardarli oggi sembrano tempi un po' eroici, in cui la risoluzione dei monitor metteva a dura prova gli occhi ed i modem a 56k la nostra pazienza. I back office delle banche si fermavano alle 5 per logorroiche operazioni batch, e noi con un gruppo di ragazzi in gamba (ma alle prime armi) sviluppammo un sistema per operare anche dopo quell'orario.

La curiosità non è solo femmina e sono andato a registrarmi, a girovagare tra le storie e nella timeline... può sembrare poco romantico che temi come il banking on line si colorino di nostalgiche sensazioni ma è così, è un pezzo importante della mia vita. Un pezzo molto piacevole sopratutto.

Mi sa che scriverò qualcosa... :)

Wednesday, February 17, 2010

Inchiesta Banking 2.0 2010. In Italia si rivede Webank, new look ma anche qualche novità

Nei post precedenti siamo andati in giro a curiosare nei siti di banking-like anglosassoni, rammaricandoci del fatto che questi concetti siano quasi completamente ignorati in Italia.

Oggi mi tocca fare un piccolo dietro front, le mie incursioni notturne nei siti di home banking (si lo so… detta cosi sembra una vera perversione!) mi hanno fatto scoprire che la mia affermazione non era completamente esatta. In particolare stavo riguardando il sito di Webank, in quanto banca che recentemente è intenzionata a rimettersi in moto, dopo qualche anno di gestione ordinaria.

Ma partiamo dall’inizio. Un po’ di storia.

Nei mesi scorsi il gruppo BPM ha acquisito IntesaTrade, l’emanazione del gruppo IntesaSanpaolo per il trading on line e denominata ora WeTrade. IntesaTrade e Webank erano nate più o meno nello stesso periodo con l’obiettivo di cavalcare il fenomeno trading on line, poi, con lo scoppio della bolla, Webank si è posizionata più sul banking on line per il Gruppo mentre IntesaTrade ha continuato a focalizzarsi esclusivamente sul TOL.

Negli scorsi anni (2008) Webank è diventata realtà autonoma da BPM, che ha creato per i propri clienti BPMbanking, una versione del banking on line destinata a rimanere più tradizionale. Con la recente acquisizione BPM conferma la propria volontà di diventare banca nazionale sfruttando il canale on line, come dichiarato nel recente piano industriale, e di riprendere con vigore la competition in un segmento dove la Fusione Xelion-Fineco ha consolidato la leadership di Fineco. A Webank erano sfuggiti i Trader più incalliti ed ecco che l’acquisizione completa l’offerta di Webank.

Parallelamente era stata avviata una operazione di “ringiovanimento” focalizzata ovviamente molto sul fenomeno del social networking e Webank (già We@bank) diventa Webank.it, con un logo molto più essenziale; l’odierna Home Page si presenta sobria e sulla destra offre i primi segnali “Social”, tre tasti laterali permettono:
  • di accedere alle pagine Webank sui vari Social Network,
  • segnalare la pagina,
  • inviare un suggerimento (“la banca che vorrei”)
Poco sotto la sezione "social media", dedicata all’informazione su temi legati al banking ed al risparmio

Questa contiene la sezione podcast (Radio Webank) con le lezioni di trading, la sezione immagini dove si può trovare la copertina del libro dell’AD Cardamone con tanto di prefazione di Carlo Massarini, gli immancabili video, la community TalkWebank ed il blog InSoldoni

Forse stona un po’, in questa operazione, il richiamo alla “storia”, quel “on line dal 1999” presente sotto il logo e nel Title, ha un po’ il sapore demodè della “Premiata Ditta” di un tempo, poco in linea le aspirazioni al social networking, del quale uno dei campioni, Facebook, è nato solo nel 2005.

Segnali di Banking.

La mia prima ricognizione si era fermata li e mi era sfuggita la parte credo più sostanziale. Senza voler togliere nulla all’utilizzo di link al social networking, ho sempre pensato che questi, lasciati fini a se stessi, mancassero l’obiettivo che intendevano raggiungere (quanti utenti realmente attivi hanno le varie community bancarie?), o meglio, utili a dare una immagine diversa, poco utili a creare una reale esperienza di social networking di successo nel banking.

Diverso è invece se il nuovo approccio viene utilizzato per offrire un servizio di social banking, come ho personalmente individuato nei vari Mint, Wesabe e Smartypig (oltre ai vari siti di social lending).

Ma ieri con un po’ di attenzione in più scopro che Webank è andata un po’ in quella direzione… legato al lancio del Conto di Deposito Webank offre una mini gestione personale del risparmio, con grafici ed obiettivi, come si evidenzia negli screenshot riportati di seguito. Un inizio? Speriamo!



Friday, February 12, 2010

Inchiesta Banking 2.0 2010. Smartypig!! anche il salvadanio a forma di porcellino arriva in formato web 2.0

Smartypig it’s like no other Piggy bank… questa è la frase con cui questo sito australiano cerca di affermare la propria identità differenziandosi dal resto.

Ma cos’è Smartypig? Ci siamo occupati nei precedenti post di Personal Finance, una tipologia di applicazione legata al mondo bancario, diffusa nei paesi anglosassoni ma inesistente in Italia. Il nome si rifà al Piggy Bank, il classico salvadanaio a forma di porcellino e serve ad evidenziare qual è la finalità di questo sito, aiutare a definire degli obiettivi di risparmio e perseguirli, contaminando la classica gestione finanziaria personale con concetti legati al networking e potenziandola con le nuove funzionalità offerte dalla tecnologia che, semplificando, definiamo 2.0.

Da dove si parte?

Dal concetto ovviamente più interessante “It’s FREE”, …a differenza di alcuni competitor, questo, come Wesabe, è gratuito.

Poi ?

It’s SOCIAL”… come evidenzia la home la gestione finanziaria esce dalla ristretta visione di un servizio estremamente riservato e si apre alla collaborazione ed alla condivisione, si può decidere infatti di rendere parzialmente pubblica una serie di obiettivi, scegliendo tra amici e parenti quelli che, attraverso il sistema di collaboration, possono aiutarci a raggiungere gli obiettivi stessi.

Da rete di utenti a reti di applicazioni.

Sotto l’aspetto “social“ viene poi cavalcato un’altro dei trend, ovvero il mash up informativo realizzato attraverso l’integrazione di informazioni (feed RSS o pubblicazione sui social network) o di applicazioni (i widget). È forse questo uno dei passaggi più significativi del cambiamento al web 2.0. Un website non è più una entità unica gestita completamente dal suo ideatore e promotore, ma si arricchisce di funzionalità messe a disposizione da terzi. In questo campo è stato Facebook a fare da first mover e questa è stata l’arma vincente per scalzare MySpace dal trono dei social network.

Le famose applicazioni, i test, i baci e tutta la pletora di attività, realizzate su Facebook da terze parti, ha conferito al network quella dinamicità che le è propria, il “ritmo” di cui parla la teoria delle Comunità di Pratica, da cui sono stati tratti molti concetti alla base degli attuali SN.
Se all’inizio il WEB era una rete di nodi corrispondenti ad entità (istituzioni, Aziende etc.) si è passati alla rete di individui ed ora alla rete di applicazioni ed individui. La rete delle reti è il web stesso (globale) e supera in estensione e concetti la community privata il social network chiuso, per cui solo una strategia di apertura, integrazione, e disponibilità di servizi (anche elementari) ed applicazioni rende un sito interessante per gli Internauti.

Sotto questo profilo il campione di integrazione ed integrabilità è iGoogle dove ogni contenuto può essere visualizzato, tant'è che alcuni giganti del mondo bancario americano hanno recepito questo trend e realizzato widget proprio per iGoogle, come USAA, oppure in altri casi per Facebook o iPhone.

I vantaggi per gli utenti

Un altro concetto fatto proprio dal management di Smartypig è in qualche modo riconducibile a quello dei “gruppi d’acquisto”, o più in generale le convenzioni offerte per esempio dai CRAL o dalle carte di credito. Vengono definiti infatti accordi per ottenere per gli utenti sconti da parte di importanti aziende di viaggi o retailers, quale la famosissima Macy’s, grande catena americana della distribuzione oppure per negoziare favorevoli tassi sui prestiti.


Nel prossimo post cercherò di dare un’occhiata in dettaglio a come si traduce in funzionalità questa sequenza di buone intenzioni, ma per ora vi lascio riportando il testo della pagina Inspiration, che vuole dare corpo all’approccio con cui affrontare questa attività:
"There’s nothing more optimistic than creating a goal, working toward that goal and finally reaching that goal! People often tell us we’ve helped them get out of the habit of using plastic they can no longer afford, basically helping them rethink their relationship with their money. They are inspired to simply change their ways, get off on the right foot, or to dream big about the things they want to do and the places they want to go. We asked our customers to share why they use SmartyPig. What they sent us tells our story better than we ever could".

Godetevi uno dei videocontest presenti nella pagina!!

Saturday, January 23, 2010

Inchiesta Banking 2.0 2010. Le novità arrivano dall'esterno del mondo bancario, i siti di Personal Finance Management: Wesabe

Seconda puntata dell’inchiesta web 2.0 nella banche versione 2010

...dopo lo scetticismo della prima occorre dare un po’ di sale a questa osservazione, ma per farlo dobbiamo ricorrere a situazioni esterne al circuito bancario tradizionale.

Abbiamo introdotto come il Personal Financing sia una pratica estremamente diffusa negli Stati Uniti, tant’è che tutte le grandi banche ne offrono una propria versione ai propri clienti, da Bank of New York, al gigante Wachovia/Well Fargo a Fidelity e USAA a Save your Money di ING. Ognuna con le proprie peculiarità e aggiungendo qua e la funzionalità innovative quale USAA che consente l'accredito di un assegno attraverso la semplice upload dell'immagine.

Questa propensione degli utenti americani ha fatto si che nascessero anche prodotti di mercato indipendenti come Quicken ed i prodotti di Intuit, ma l’evoluzione web ha fatto si aprisse ovviamente la via dei servizi on line, gratuiti.


Mint e Wesabe... come Avatar...

I più celebri sono Mint e Wesabe che però hanno seguito strade diverse, la prima dopo un grande successo è stata acquisita proprio da Intuit che, dopo aver tentato in proprio (come Microsoft) di costruire una propria versione, ha ripiegato sul fagocitare il suo concorrente, regalando con 170 milioni di dollari una serena vecchiaia al suo fondatore, Aaron Patzer.

Dopo aver girato sull' i-banking di tante banche visitare Wesabe ha lo stesso effetto di vedere Avatar con gli occhialini in tridimensionale dopo aver visto Via col Vento. L'uso della tecnologia e delle funzionalità possibili allo stato dell'arte, ma senza la debolezza di una trama vista e rivista come quella del film di Cameron!

Wesabe resiste ed è il sito di maggior fama tra i socialnetworkisti e se anche il suo boss Hedlund non si sbottona sui numeri una sua frase può essere esplicativa "we are well within hundreds of thousands of users now, and we've been growing at an average rate of about 20 to 35 percent every month”.


Wesabe, approccio Open e Social

La natura Open di Wesabe la si apprezza da subito, mentre Mint ti ferma sullo scoglio dell’indicazione di almeno un account bancario (cosa non possibile per noi italiani in quanto Mint gestisce solo banche USA ed anche il mio tentativo con American Expres si è incagliato su un problema di credenziali), Wesabe ti permette di registrarti liberamente.

La Home è costruita per ridurre la diffidenze di chi vi si imbatte, aspetto friendly, immagini spensierate, informazioni su cos’è Wesabe e recensioni. Anche la registrazione è essenziale, pochi dati e nessuno ostacolo per poter partire immediatamente, solo successivamente una procedura guidata ti aiuta a familiarizzarti con il servizio e, al tempo stesso, a registrare le informazioni personali.


Dashboard per il risk management familiare

Il sito permette di registrare diversi account bancari in maniera tale da avere su una unica dashboard tutta la propria situazione finanziaria.

L’infrastruttura del network bancario americano rende fortunatamente possibile questa aggregazione di dati grazie a diversi standard, quali OFX, e Wesabe mette a disposizione diversi metodi di caricamento delle informazioni, a secondo del grado di confidenza nei livelli di sicurezza del servizio:
  • caricamento manuale di file,
  • attraverso applicativi desktop o plug in di Firefox
  • oppure al massimo livello delegando completamente Wesabe alla sincronizzazione.
Non manca il caricamento di singole transazioni da interfaccia attraverso twitter o email. L’obiettivo è quello di offrire all’utente la possibilità di registrare le spese nel momento stesso in cui vengono fatte per non perderne traccia.


Funzionalità moderne al passo con la nostra attitudine all'uso del web

Ma è il resto che fa la differenza, posso taggare spese ed incassi per ricondurli a categorie predefinite e quindi osservarne l’andamento, posso definire degli obiettivi di spesa e contestualizzarli rispetto ai tag definiti, per capire il livello di risparmio ottenuto rispetto ad obiettivi prefissati.

Una dashboard piena di grafici e progress bar mi aiuta a valutare la mia propensione alla spesa, la mia situazione finanziaria complessiva, mentre sono in arrivo anche l’integrazione con gli impegni a venire, per fare misurazioni e valutazioni sul futuro.


Ajax per l'interazione ed il Real Time

Il tutto è corredato da un uso intensivo di Ajax per l’auto-completamento dei campi di ricerca (come la funzione per individuare il merchant con cui ho sostenuto la spesa), l’aggiornamento in real time di grafici e tabelle di riepilogo, la presenza di tips e tabelle informative di dettaglio, visibili al passaggio del mouse su grafici e torte.

Tecnologicamente poi le funzionalità sono completate dai widget disponibili per Iphone.

Social Banking and Networking

Da un punto di vista “social” invece Wesabe prevede buona parte del campionario disponibile, blog, gruppi di discussione e l’immancabile Twitter, ma la sua vera particolarità è di creare statistiche dai dati degli utenti anonimizzati, per confrontare le proprie abitudini di spesa con gli altri utenti del network .

Thursday, January 21, 2010

Inchiesta Banking 2.0, due anni dopo. 2010 Cosa è successo… o sarebbe meglio dire.. cosa non è successo??

Due anni fa, proprio all’inizio di Gennaio, avevo cominciato a scrivere una serie di post sul Banking 2.0, ovvero su cosa avrebbe potuto significare, per il banking on line, l’adozione di concetti web 2.0, sia per quanto riguardava le enormi potenzialità che vengono offerte da tecnologie quali Flash o Ajax, sia per quanto riguarda i nuovi modelli di comportamento indotti dalla diffusione del social networking.

Due anni che valgono quanto decenni

Parlo di soli due anni fa eppure sembra che sia già passato qualche decennio… il social networking passava da trend a fenomeno di massa, Facebook aggrediva il monopolio di MySpace e … …e non era ancora esplosa in tutta la sua virulenza la Grande Crisi.

Le artefici e le vittime di questa crisi sono state le grandi banche americane e, con effetto dominio, tutto il sistema bancario e finanziario mondiale: Lehman Brothers era (prima di fallire) una delle 5 temutissime banche d’investimento (tutte ridimensionate) Maddoff era un guru della finanza prima di essere denunziato da figli e dipendenti e (tutte) le più celebri corporation di analisti, esperti di “prediction” vedevano un massiccio utilizzo del web 2.0 anche nelle banche many banks recognise the need to embrace Web 2.0 but only a handful of early movers are currently showing signs of next-generation offerings and it will take 18 months before real progress is made.

Il banking 2.0 oggi.

I 18 mesi sono passati e la crisi sembra avere lasciato sul terreno le buone intenzioni di cui era alimentato quell’inizio del 2008. Il Web 2.0 è solo timidamente usato dalle banche sotto il profilo tecnico, quasi nulla sotto il profilo "social". Oggi nuove ricerche (un po’ interessate??) prevedono uno sviluppo di questi temi per il 2010… conviene utilizzare qualche rito scaramantico e sperare che vada meglio che nel 2008…

Il mio viaggio nel web 2.0 non mi ha fatto scoprire innovazioni stupefacenti nel settore o una larga diffusione di questi strumenti, solo esperienze a macchia di leopardo e le più interessanti vengono al di fuori del tradizionale circuito bancario. Forse si tratta solo di aspettare il web 3.0!!!

Difficile dire se ha avuto più impatto la crisi e la conseguente contrazione degli investimenti o il tradizionale approccio delle banche che, nella maggior parte dei casi, pur contribuendo significativamente allo sviluppo delle tecnologie, sono abituate ad introdurre le innovazioni con una certa prudenza.

I trend in America: Personal Finance Management

Tra le cose interessanti alcuni siti di Personal Finance indipendenti che hanno abbracciato la filosofia social del nuovo web. Negli Stati Uniti è forte la cultura della gestione finanziaria familiare, tant’è che gia negli anni precedenti erano diffusi strumenti desktop quali Quicken, acquisito da Intuit. L’evoluzione del web ha portato alla nascita anche di applicazioni browser based ed ora tutte le principali banche USA offrono un servizio di questo genere, più o meno evoluto.

Il tutto è favorito anche da una più diffusa attitudine alla “circolarità” delle informazioni bancarie, tant’è che è possibile avere su un unico desk la situazioni su conti su più banche diverse. Un po’ come in Italia è possibile fare al momento solo con i servizi di Corporate Interbancario.

Parallelamente si sono nati siti dedicati, indipendenti dalle banche, che hanno offerto servizi molto più smart ed innovativi. Le funzionalità offerte sono interessanti e molto utili, si è per esempio mutuato il concetto di "tagging" per connotare meglio i movimenti, consentendone l’organizzazione secondo criteri differenti, il raggruppamento delle spese in categorie permette un’analisi delle proprie propensioni di spesa ed alcuni siti forniscono spesso statistiche e report di sintesi per facilitare l’analisi personale, un vero e proprio cruscotto per il Controllo di Gestione.

La possibilità di definire obiettivi e relative percentuali di raggiungimento degli stessi sono altre abituali features di questi portali, ma la traslazione dei concetti di social networking si realizza con funzioni che sfruttano la potenza della collettività. La comparazione con dati di sintesi di gruppi omogenei di utenti ne è un esempio, serve per verificare quanto i personali trend di spesa di un individuo si differenziano dalla media di utenti simili, oppure la condivisione di strategie, di obiettivi in ambiti familiari o lo sharing di conoscenza su possibili ottimizzazioni di bilancio.

Piccoli desk che sconfinano quasi nel risk management familiare ed evidentemente sono visti come la risposta giusta ad una domanda di governo delle finanze personali, probabilmente ora più sentita di prima, proprio a causa della crisi perdurante. Nei prossimi post cercheremo di vedere insieme alcuni di questi siti quali Mint o Wesabe per valutarne l’efficacia.

segue...

Sunday, January 3, 2010

Ciao Mamma!

Siamo quello che siamo in relazione a tutto quello che ci è successo nella vita.

Se scrivo di tecnologia, internet ed informatica lo devo anche ai miei genitori e per questo non posso, proprio su questo mio particolare diario digitale, non lasciare un saluto a mia madre, che con i suoi insegnamenti, incitamenti, talvolta rimproveri, ma sopratutto con la sua grande capacità di comprendermi e di volermi bene, ha fatto si che io oggi sia quello che sono.

Un ultimo bacio, Mamma... :)