<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894</id><updated>2011-12-27T13:14:59.838-08:00</updated><category term='linguaggio'/><category term='IntervisteDueZero'/><category term='innovazione'/><category term='steve jobs'/><category term='web 2.0'/><category term='banca'/><category term='fonte degli angeli'/><category term='sondaggioInnovazione'/><category term='Social Network'/><category term='Aziende'/><category term='ozio'/><category term='pubblica amministrazione'/><category term='Giornalismo'/><category term='politica'/><category term='eccellenza'/><category term='business intelligence'/><category term='blog'/><title type='text'>:: Il blog di carlo bruno ::</title><subtitle type='html'>Un blog in cui si parla di tecnologia, web 2.0 e banche.  Ma anche di tutti gli aspetti connessi all'innovazione in Italia, dalla ricerca alla valorizzazione del capitale umano</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>181</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-3196941154179557964</id><published>2011-12-27T12:27:00.000-08:00</published><updated>2011-12-27T13:14:59.850-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='business intelligence'/><title type='text'>Il web: siamo sicuri che quelli che ne scrivono abbiano le competenze per descrivere ciò che succede?</title><content type='html'>In questi giorni sulla Rete ha avuto vasto eco &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-22/camera-deputati-accelera-trasparenza-120952.shtml?uuid=Aa4nGgWE"&gt;la notizia degli Open Data &lt;/a&gt;della Camera dei Deputati di cui abbiamo parlato al precedente post, con interpretazioni diametralmente opposte, per cui mi sembra interessante approfondire ulteriormente la discussione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I commenti sono positivi nella maggior parte dei casi, anzi molti hanno posto un accento fin troppo enfatico sul concetto di “trasparenza”, mentre su altri siti si è discusso circa la facilità di impiego di tali informazioni, obiettando che il loro uso non sia agevole per tutti, oppure lamentando una presunta mancanza di standard o una certa complessità di linguaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel che lascia perplessi è che alcune di queste affermazioni vengono pubblicate su siti il cui nome contiene riferimenti al mondo dell’informatica e quindi dai quali ci si aspetta una profonda competenza e conoscenza di tali tematiche, mentre il contenuto degli stessi tradisce una diversa realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Affermare che non è chiaro a quali standard fare riferimento per interpretare le informazioni e all’interno dello stesso post parlare di OWL (standard per la descrizione delle ontologie, definito nel 2004 dal W3C, massimo organismo per la descrizione di standard sul web) e dell’ontologia appositamente creata e pubblicata indica che non è chiaro a cosa questi strumenti servano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Affermare che informazioni in XML non siano leggibili è altrettanto incomprensibile ma soprattutto affermare che il semplice cittadino non saprebbe come accedere a queste informazioni è assolutamente fuorviante, proprio per il “semplice cittadino”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre infatti specificare che gli Open Data non sono informazioni “ulteriori” ma sono le medesime informazioni, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;pubblicate generalmente su un portale &lt;/span&gt;(in questo caso l’Archivio Storico della Camera dei Deputati), e rese disponibili anche in formato “puro”, come semplice dato appunto. Dire quindi che l’utente meno esperto non abbia gli strumenti adatti a consultare le informazioni o è una bugia o figlia di scarsa informazione, accettabile solo da una persona che non si occupi del settore (ma a questo punto perché fare affermazioni su siti che si occupano di informatica??).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul portale dell’Archivio Storico, ad esempio, si possono trovare, con ricerche e percorsi tematici, tutte le informazioni relative ai deputati e alle loro iniziative, ovvero tutte le informazioni, in altro modo rese disponibili anche come “Open Data”. La vera differenza riguarda il trattamento automatico di queste informazioni perché questo è il vero obiettivo degli Open Data (come in tutto il resto del mondo!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OWL è &lt;a href="http://www.dmi.unisa.it/people/loia/www/SA/Slides/Lezione%205%20-%20OWL.pdf"&gt;uno standard per definire Ontologie &lt;/a&gt; ovvero mappe della conoscenza, in maniera intellegibile e interoperabile, facente parte di un sistema più ampio di regole finalizzate alla “&lt;a href="http://semanticweb30.wordpress.com/2008/11/16/owl-%E2%80%93-web-ontology-language/"&gt;machine readability&lt;/a&gt;”  e per questa ragione sono intrinsecamente rivolte ad un utente evoluto.&lt;br /&gt;Pretendere che questi strumenti siano comprensibili da tutti è francamente poco credibile, un po’ come chiedere che io sia in grado di capire da solo la mappa del Genoma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che occorre ripetere è che tutte queste informazioni sono disponibili a tutti con semplici interfacce e che gli Open Data rappresentano solo un passo ulteriore, perché fino ad ora queste informazioni erano inserite in pagine HTML, (più o meno) gradevoli e comprensibili dalle persone, ma non utilizzabili in maniera automatica per ulteriori elaborazioni, se non a costo di faticose e lunghe operazioni manuali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gli Open Data introducono la disponibilità del dato in quanto tale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ ovvio che l’utilizzo di questo dato non sia una cosa banale e che occorrono minime competenze informatiche per caricarlo almeno su un foglio excel al fine di poterlo rielaborare. Le stesse App proposte sul sito non sono evidentemente il fine, ovvero il mezzo di consultazione, ma sono delle esemplificazioni della potenzialità informativa costituita dalla disponibilità di questi dati e non possono essere il modo con cui, in maniera esaustiva, questi dati vengono rielaborati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarebbe ciò la negazione del concetto stesso di Open Data, che ha la finalità di rendere un utente autonomo nelle proprie analisi ed elaborazioni. Le App presenti sul sito sono infatti una dimostrazione di quali risultati si possono ottenere avendo a disposizione gli strumenti adatti i dati (e le competenze necessarie…).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Prendiamo il caso dell’Atlante.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per realizzare la navigazione geografica nei contenuti (luoghi di nascita, distribuzione temporale, cariche ricoperte ecc.) è stata utilizzata una tecnologia Simile Exhibit sviluppata dal Massacchusetts Institute of Technology e che si basa su tre elementi distinti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dati&lt;/span&gt;: in formato JSON (JSON -JavaScript Object Notation- è un semplice formato per lo scambio di dati. Per le persone è facile da leggere e scrivere, mentre per le macchine risulta facile da generare e analizzarne la sintassi.. …JSON è un formato di testo completamente indipendente dal linguaggio di programmazione, ma utilizza convenzioni conosciute dai programmatori di…  …Questa caratteristica fa di JSON un linguaggio ideale per lo scambio di dati – dal sito &lt;a href="http://json.org/json-it.html"&gt;JSON.ORG&lt;/a&gt;)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Logica Applicativa&lt;/span&gt;:  concentrata in librerie soprattutto javascript&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Presentazione&lt;/span&gt;: pagina HTML e fogli si stile &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;Cliccando con il tasto destro e chiedendo di visualizzare il sorgente della pagina si possono individuare&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-1txg6bBXRLw/TvotTqAzWMI/AAAAAAAAAME/W72Uq2iF-AE/s1600/a_json.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 53px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-1txg6bBXRLw/TvotTqAzWMI/AAAAAAAAAME/W72Uq2iF-AE/s320/a_json.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5690910894854461634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; il/i file di testo che contengono i dati ed effettuare una chiamata HTTP che rende disponibili i dati in chiaro. Senza particolari difficoltà si può capire come i dati siano strutturati in item, collezioni di metadati, ulteriormente relazionati tra di loro. C’è l’entità “persona”  (president) con i dati anagrafici, i riferimenti alle foto, e un id dei ruoli ricoperti, c’è l’entità presidenza con i dati di tipologia, inizio e fine e infine la geo-localizzazione dei luoghi di nascita e morte.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-7WqC4c6l9e0/Tvozd0xie9I/AAAAAAAAAMQ/7ps2EPZ1oFg/s1600/a_json2.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 252px; height: 154px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-7WqC4c6l9e0/Tvozd0xie9I/AAAAAAAAAMQ/7ps2EPZ1oFg/s320/a_json2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5690917666611690450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi dati sono ri-utilizzabili anche per ulteriori elaborazioni, cosi come sono disponibili in rete le API per realizzare tutti i filtri proposti dall’applicazione (e non solo….) e per visualizzare la mappa grazie ad una Google Key (richiedibile liberamente e gratuitamente). Ognuno di noi ha a disposizione, dati e software per ricreare questa applicazione e migliorarla. Per esempio avendo a disposizione le informazioni, nel tempo, relative al numero degli abitanti o al PIL di una città/area si potrebbe provare a capire se esistono relazioni tra queste dimensioni e la rappresentatività politica di una certa area.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più che nella possibilità di vedere dove è Stella, città natale di Sandro Pertini, il valore di questa applicazione consiste nel rendere evidente cosa si può fare (cosa ciascuno di noi può fare) avendo a disposizione i dati elementari (…e le competenze). Un aspetto particolare poi di questa applicazione la rende ancor più interessante, infatti questi widget sono stati realizzati dal MIT proprio per dimostrare come alcune elaborazioni posso essere de localizzate rispetto ai server  dove sono resi disponibili i dati. Ognuno dei filtri applicati sull’Atlante infatti viene gestito localmente, senza che una ulteriore richiesta venga indirizzata al server e questa elaborazione può essere effettuata anche su dati rivenienti da fonti diverse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da un certo punto in avanti il risultato quindi può essere in carico solo al computer dell’utente finale, senza query sul server ne utilizzo di banda, in qualche modo realizzando una sorta di cloud computing che accede a server diversi e poi procede con proprie elaborazioni. Questo approccio tecnologico è da considerarsi anche “green” poiché riduce le richieste in rete e il sovra dimensionamento dei server a favore dell’utilizzo di risorse locali, generalmente sotto utilizzate. Sono decine gli esempi di resi disponibili attraverso le librerie Simile e in rete è disponibile una quantità enorme di software libero utilizzabile per elaborazioni di tutti i tipi ma fino ad oggi quella cha era mancata era proprio la disponibilità di dati su cui procedere con analisi innovative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi qualcosa cambia e anche se siamo ancora agli inizi questo è l’ennesimo “cambio di pelle” di Internet cui probabilmente assisteremo. Tutto dipenderà ovviamente dalla disponibilità alla condivisione di chi è proprietario di contenuti (nella speranza anche che chi commenta queste innovazioni ne comprenda fino in fondo la portata).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riferimenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="moz-txt-link-freetext" href="http://www.tuttoperlei.it/2011/12/26/open-data-arriva-in-parlamento/"&gt;http://www.tuttoperlei.it/2011/12/26/open-data-arriva-in-parlamento/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="moz-txt-link-freetext" href="http://www.webnews.it/2011/12/22/open-data-anche-alla-camera-dei-deputati/"&gt;http://www.webnews.it/2011/12/22/open-data-anche-alla-camera-dei-deputati/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.chip.it/news/arriva-daticamerait-online-tutto-il-palazzo"&gt;http://www.chip.it/news/arriva-daticamerait-online-tutto-il-palazzo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="moz-txt-link-freetext" href="http://www.tomshw.it/cont/news/camera-dei-deputati-online-tutto-quel-succede-nel-palazzo/35108/1.html"&gt;http://www.tomshw.it/cont/news/camera-dei-deputati-online-tutto-quel-succede-nel-palazzo/35108/1.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.chip.it/news/arriva-daticamerait-online-tutto-il-palazzo"&gt;http://www.chip.it/news/arriva-daticamerait-online-tutto-il-palazzo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="moz-txt-link-freetext" href="http://internet.tuttogratis.it/open-data-anche-per-la-camera-dei-deputati/P124319/"&gt;http://internet.tuttogratis.it/open-data-anche-per-la-camera-dei-deputati/P124319/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="moz-txt-link-freetext" href="http://www.newnotizie.it/2011/12/open-data-alla-camera-e-alla-regione-piemonte/"&gt;http://www.newnotizie.it/2011/12/open-data-alla-camera-e-alla-regione-piemonte/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="moz-txt-link-freetext" href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-22/camera-deputati-accelera-trasparenza-120952.shtml?uuid=Aa4nGgWE"&gt;http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-22/camera-deputati-accelera-trasparenza-120952.shtml?uuid=Aa4nGgWE&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="moz-txt-link-freetext" href="http://tech.fanpage.it/camera-dei-deputati-e-regione-piemonte-al-via-gli-open-data/"&gt;http://tech.fanpage.it/camera-dei-deputati-e-regione-piemonte-al-via-gli-open-data/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="moz-txt-link-freetext" href="http://saperi.forumpa.it/story/64577/anche-la-camera-dei-deputati-sposa-lopen-data-daticamerait"&gt;http://saperi.forumpa.it/story/64577/anche-la-camera-dei-deputati-sposa-lopen-data-daticamerait&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="moz-txt-link-freetext" href="http://www.vivicool.it/25399/hi-tech/la-camera-dei-deputati-si-apre-al-pubblico-merito-del-progetto-open-data.html"&gt;http://www.vivicool.it/25399/hi-tech/la-camera-dei-deputati-si-apre-al-pubblico-merito-del-progetto-open-data.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="moz-txt-link-freetext" href="http://punto-informatico.it/3373643/PI/News/italia-parlamento-dati-aperti.aspx"&gt;http://punto-informatico.it/3373643/PI/News/italia-parlamento-dati-aperti.aspx&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="moz-txt-link-freetext" href="http://www.comunicati-stampa.net/com/cs-154175/Arriva_la_camera_dei_deputati_online"&gt;http://www.comunicati-stampa.net/com/cs-154175/Arriva_la_camera_dei_deputati_online&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="moz-txt-link-freetext" href="http://geektv.info/news/digital-life/open-data-iparlamento-trasparenza/"&gt;http://geektv.info/news/digital-life/open-data-iparlamento-trasparenza/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="moz-txt-link-freetext" href="http://www.mrwebmaster.it/news/open-data-sbarca-parlamento_6702.html"&gt;http://www.mrwebmaster.it/news/open-data-sbarca-parlamento_6702.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="moz-txt-link-freetext" href="http://www.innovatoripa.it/category/argomenti/open-data"&gt;http://www.innovatoripa.it/category/argomenti/open-data&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="moz-txt-link-freetext" href="http://opendataitalia.wordpress.com/2011/12/21/home-camera-dei-deputati-dati-camera/"&gt;http://opendataitalia.wordpress.com/2011/12/21/home-camera-dei-deputati-dati-camera/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="moz-txt-link-freetext" href="http://www.eng.it/web/eng/engzine"&gt;http://www.eng.it/web/eng/engzine&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="moz-txt-link-freetext" href="http://www.tomshw.it/cont/news/camera-dei-deputati-online-tutto-quel-succede-nel-palazzo/35108/1.html"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-3196941154179557964?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/3196941154179557964/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2011/12/il-web-siamo-sicuri-che-quelli-che-ne.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/3196941154179557964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/3196941154179557964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2011/12/il-web-siamo-sicuri-che-quelli-che-ne.html' title='Il web: siamo sicuri che quelli che ne scrivono abbiano le competenze per descrivere ciò che succede?'/><author><name>Karlitos</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02493545361645090145</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-1txg6bBXRLw/TvotTqAzWMI/AAAAAAAAAME/W72Uq2iF-AE/s72-c/a_json.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-391580612434592887</id><published>2011-12-21T14:56:00.000-08:00</published><updated>2011-12-22T09:06:32.963-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pubblica amministrazione'/><title type='text'>La Camera dei Deputati diventa Open: i dati aperti e la (probabile) rivoluzione del futuro.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-LcBxBpO0xDU/TvJklkBeeLI/AAAAAAAAALg/OmB7CyFleSA/s1600/atlante1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 250px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-LcBxBpO0xDU/TvJklkBeeLI/AAAAAAAAALg/OmB7CyFleSA/s400/atlante1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5688719875810162866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ieri &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-22/camera-deputati-accelera-trasparenza-120952.shtml?uuid=Aa4nGgWE&amp;amp;fromSearch"&gt;la Camera dei Deputati ha pubblicato on line&lt;/a&gt; il proprio patrimonio storico ma la novità che mi interessa raccontare è “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;come l’ha fatto&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facciamo un passo indietro per inquadrare la situazione. Internet è luogo di libertà e rivoluzioni, come ho detto spesso (uno tra i tanti!) con la rete si è affiancato alla comunicazione broadcast, uno (possessore del media) a tanti (pubblico), il paradigma tanti a tanti, nel senso che le comunicazioni si intrecciano, diventano bidirezionali e ognuno è libero di scrivere, leggere e commentare ciò che vuole (purtroppo con qualche significativa restrizione in molti paesi del mondo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Internet terra di rivoluzioni pacifiche&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa capacità ci ha regalato anche la possibilità di cambiare, in molte situazioni, lo stato dei fatti,  rompendo monopoli e oligarchie, vere e proprie rivoluzioni, un esempio su tutti è quello dell’Open Source.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno tra i più tradizionalisti può anche guardare con sospetto alla banda di capelloni, Hacker e Hippies della Free Software Foundation, come &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Stallman"&gt;Richard  Stallman&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/William_John_Sullivan"&gt;John Sullivan&lt;/a&gt; ma sarebbe interessante anche se, con l’aiuto di qualche economista, provasse a dare un valore alla ricchezza prodotta dal software libero o se qualcuno si ponesse la domanda sulla distanza tra dove siamo arrivati e dove saremmo ancora (indietro) senza l’O.S.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza Linux, Mysql, Apache e le piattaforme di Blogging sarebbe nato il web 2.0? Sarebbe possibile un così basso livello di accesso alle tecnologie?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse oggi io non sarei qui a scrivere questo post (chissà se è un bene o male!!!) ma soprattutto quante altre applicazioni non sarebbero nate? Indubbiamente il defunto Steve Jobs è stato uomo di visioni molto avanzate nel campo digitale ma dove sarebbe potuto arrivare il mondo e la tecnologia se avesse, almeno in parte, condiviso pubblicamente i risultati del proprio lavoro? Se alla morte di “Steve” quasi tutto il mondo (&lt;a href="http://newguernica.blogspot.com/2011/10/richard-stallman-sulla-morte-di-steve.html"&gt;tranne Stallman&lt;/a&gt;) gli ha tributato doveroso omaggio, quanti sanno cosa ha fatto il barbuto Richard e la sua banda per l’innovazione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello stesso post che ho “linkato” prima viene riportata una lettera aperta di Bill Gates al mondo dell’Open Source che rivela oggi tutta la sua inconsistenza, alla luce di quale solidità abbiano raggiunto ormai molti software Open Source.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Le persone hanno imparato a condividere!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa c’entri tutto questo con al Camera dei Deputati è, a questo punto, per chi legge un po’ misterioso, ma in realtà altrettanto semplice da spiegare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il movimento Open Source ha dimostrato che le persone hanno la capacità di privarsi di un presunto diritto, quello sullo sfruttamento economico diretto ed esclusivo del proprio lavoro (non ci si priva del diritto di proprietà intellettuale che per definizione è inalienabile, ma solo del diritto d’autore), rendendo un grande servizio a tutti coloro i quali fanno buon uso di ciò e che così non sono costretti a ricominciare sempre da zero. Il risultato finale migliora per tutti, questo accade nel software ma anche molti in altri campi, infatti sono nati per esempio siti di condivisione di immagini gratuite, di musica free e tanto altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche la semplice pubblicazione on line è in realtà una cessione dei propri diritti su ciò che si scrive e si racconta, lo sanno bene i giornali nella loro lunga lotta ai motori di ricerca, ma ancora questo è un passaggio intermedio, perché ciò che si rende pubblico è si pubblico ma in genere è un prodotto finito, poco riutilizzabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gli Open Data per costruire la conoscenza diffusa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da qualche anno è in atto la rivoluzione degli Open Data, ovvero dati che sono alla base di ciò che viene pubblicato ma che sono anche riutilizzabili in maniera libera, al fine di produrre ulteriore conoscenza da tutto ciò che viene reso pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La&lt;a href="http://dati.camera.it/it/"&gt; Camera dei Deputati ha aderito a questo approccio&lt;/a&gt; per rendere non solo pubblici i propri dati ma anche per renderli facilmente riutilizzabili,  creando una propria ontologia OCD (Ontologia Camera dei Deputati), in formato OWL (Ontology Web Language) espressa in&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.w3.org/RDF/"&gt;triple RDF&lt;/a&gt; : una tripla è un’asserzione (statement),  un’unità informativa minima, articolata in soggetto (subject), relazione (predicate) e oggetto (object). Tutti i dati del portale sono così disponibili come Linked Open Data, un patrimonio informativo costituito da oltre 13,4 milioni di triple.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo approccio semantico e libero ai dati rappresenta una grande innovazione perché se è vero che spoglia il detentore di contenuti della figura di quasi unico “interprete” dei medesimi, conferisce a chiunque altro la capacità di rielaborali e di integrarli con fonti e dati ulteriori, al fine di ottenere risultati sempre migliori e sempre maggiore conoscenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un esempio dell’uno e dell’altro, ovvero del valore dell’Open Source e di quello dei dati aperti è costituita dalle app, pubblicate dall’archivio, che riutilizzando &lt;a href="http://www.simile-widgets.org/exhibit/"&gt;software del MIT&lt;/a&gt;  permettono da un lato di realizzare pagine interattive in cui l’utente può creare le proprie personali viste, dall’altro rendono ulteriormente disponibili, in formato json, anche i dati sui quali queste stesse app insistono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La conoscenza implicita nei dati&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Provo quindi a fare qualche semplice elaborazione sul sito della Camera, utilizzando le alternative di ricerca offerte. Opzionando solo i periodi più recenti (gli ultimi 30&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-234MIaE0n3w/TvJnQzhwXEI/AAAAAAAAALs/egqN-Vj42k8/s1600/atlante_timeline.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 244px; height: 171px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-234MIaE0n3w/TvJnQzhwXEI/AAAAAAAAALs/egqN-Vj42k8/s320/atlante_timeline.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5688722817729715266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; anni) scopro che la rappresentatività di una regione importante elettoralmente come la Sicilia si ferma, per queste 4 cariche dello Stato, al 1954, cosi come negli ultimi 30 accade a una larghissima parte del nord-est, che include l’intero Trentino, Friuli, Veneto e parti importanti della Lombardia. Di contro il peso della Sicilia era stato di gran lunga superiore a quello di tutte le altre regioni (non Sabaude)  per tutta la durata del Regno d’Italia.  In 150 anni inoltre Calabria, Friuli e Umbria non risultano essere state rappresentate da un proprio politico, dalla Puglia provengono solo Salandra e Aldo Moro e Cagliari e tutta la Sardegna centro meridionale non hanno avuto l’onore di un proprio concittadino eletto alle massime cariche dello Stato. Superfluo quasi sottolineare che solo due sono le donne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’informazione è parziale perché per un più esatto esame occorrerebbe aggiungere quella relativa ai ministri, in particolare quelli che dei ministeri più influenti, ma già da sola si presta a qualche interpretazione e molte altre elaborazioni potrebbero essere realizzate ulteriormente, direttamente dagli utenti, accedendo ai dati dei file json.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Innovazione tecnologica e sociale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sotto un profilo più tecnologico la novità è duplice perché al di là degli aspetti “sociali” (evapora il concetto di proprietà) che contraddistinguono questo approccio in realtà lo studio e l’applicazione degli Open Data conducono generalmente ad una migliore strutturazione delle basi dati, al fine di garantire intelligibilità orizzontale, anche in una struttura aziendale complessa, e verticale, nel senso di miglior propagazione nel tempo della leggibilità della base informativa stessa. Non era raro nel passato (e ancora adesso) scontrarsi con database chiusi e complessi che impedivano il riutilizzo dei dati, addirittura all’interno stesso di una unica organizzazione. Questo effetto rischiava e rischia inoltre effetti catastrofici con il passare del tempo e con il venire meno delle competenze umane di chi quella applicazione l’ha costruita e dominata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’altra novità è costituita da query che si realizzano tutte lato client, suddividendo le risorse computazionali su tutti gli utenti che accedono e non le concentrano solo sull’unico server/sito che eroga il servizio,  molto interessante quindi per dell’ottimizzazione di applicazioni in ottica cloud computing.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per finire occorre sottolineare che probabilmente molte delle tecnologie utilizzate per realizzare questa applicazione andranno ad aggiungersi alla grande famiglia dell’Open Source, fornendo un contributo specializzato (e tutto italiano!!) all’innovazione tecnologica nel campo della gestione archivistica di informazioni digitali multimediali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche questo un piccolo salto in avanti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-391580612434592887?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/391580612434592887/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2011/12/la-camera-dei-deputati-diventa-open-i.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/391580612434592887'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/391580612434592887'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2011/12/la-camera-dei-deputati-diventa-open-i.html' title='La Camera dei Deputati diventa Open: i dati aperti e la (probabile) rivoluzione del futuro.'/><author><name>Karlitos</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02493545361645090145</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-LcBxBpO0xDU/TvJklkBeeLI/AAAAAAAAALg/OmB7CyFleSA/s72-c/atlante1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-1562444071883633882</id><published>2011-11-08T04:08:00.000-08:00</published><updated>2011-11-08T04:58:00.907-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><title type='text'>L'alluvione di Genova e la tecnologia: la testimonianza che viene dal passato</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.regesta.com/wp-content/uploads/2011/11/L00002908_serie_L.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 378px; height: 262px;" src="http://www.regesta.com/wp-content/uploads/2011/11/L00002908_serie_L.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I disastri naturali quali alluvioni, tsunami, terremoti o altro portano dietro di se alcuni interrogativi che non hanno semplici risposte. Ci si chiede spesso se la tecnologia può essere d'aiuto a prevenire o ad affrontare l'emergenza, o se addirittura sia un limite, a causa della mancanza di tutto quanto è tecnologico proprio nel momento in cui ne avremmo maggiormente bisogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia attività professionale nel mondo dei beni culturali mi fa partire da un aspetto, probabilmente meno utile nel corso delle emergenze, ma determinante per farci capire la portata dell'incuria che ha determinato, in complicità con situazioni fuori dal normale, le drammatiche conseguenze  di questi giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In &lt;a href="http://www.regesta.com/2011/11/07/alluvione-programmata/"&gt;questo post sono raccolte testimonianze&lt;/a&gt;, articoli, immagini e filmati tratti da autorevoli archivi storici e che documentano come il problema sia nato e rimanga insoluto dal lontano 1930. La forza di quella documentazione viene fatta emergere in tutta la sua drammatica attualità proprio dalla disponibilità di queste informazioni in formato digitale, già presenti sul web e ricercabili.&lt;br /&gt;Il sindaco Marta Vincenzi ha detto di sentire su di se il peso di quei morti ma questi documenti ci ricordano che questo peso dovrebbe condividerlo con chi da 80 anni finge di ignorare i problemi generati questo tipo di gestione del territorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tecnologia ci viene incontro anche nel documentare l'evoluzione del territorio stesso, come è sempre più facile fare grazie a strumenti ormai a disposizione di tutti, come questo post evidenzia dimostrandoci &lt;a href="http://it.googlesightseeing.com/2010/09/30/uragano-katrina-e-new-orleans-5-anni-dopo/"&gt;l'uso a tal fine delle mappe satellitari di Google&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Computer, reti e mobile possono aiutare le persone a documentare ma anche (e sarebbe ancor meglio) ad affrontare il pericolo nel momento in cui si manifesta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'epoca dell'uragano &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Uragano_Katrina"&gt;Katryna &lt;/a&gt;un programmatore mise a disposizione un sito su cui lasciare post geolocalizzati e aiutare le persone a ricongiungersi, oppure all'epoca del devastante &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto_e_maremoto_dell%27Oceano_Indiano_del_2004"&gt;Tsunami in Asia&lt;/a&gt; ci si chiese come mai la tecnologia non fosse stata in grado di prevedere gli effetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà queste previsioni sono realizzabili e sufficientemente precise (si veda oggi circa le previsioni atmosferiche) eppure quello che manca è da un lato la capacità di sapere interpretare i segnali dall'altro la volontà di investire soldi in &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/07/ict-for-sustainable-growth.html"&gt;attività di prevenzione&lt;/a&gt; e di confrontarsi con la realtà di tutti i giorni. I server possono ricevere segnali, elaborarli e mandare allarmi, ma se poi non è possibile inviare una mail ad un povero pescatore di Sumatra occorre che subentri un'organizzazione umana che prescinde dalla tecnologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla base rimane sempre la volontà dell'uomo di avere un rapporto equilibrato con questo mondo e la tecnologia stessa, se non utilizzata correttamente, finisce solo per aumentare il senso di smarrimento, come è successo ai tanti genovesi che, abituati a comunicare via mobile o via rete, si sono ritrovati improvvisamente soli a causa della mancanza di energia elettrica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-1562444071883633882?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/1562444071883633882/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2011/11/lalluvione-di-genova-e-la-tecnologia-la.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/1562444071883633882'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/1562444071883633882'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2011/11/lalluvione-di-genova-e-la-tecnologia-la.html' title='L&apos;alluvione di Genova e la tecnologia: la testimonianza che viene dal passato'/><author><name>Carlo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18099566914037527139</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-8539342975675305713</id><published>2011-10-24T12:45:00.000-07:00</published><updated>2011-10-24T20:33:14.438-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aziende'/><title type='text'>Esiste un business dal volto umano? CSR e aziende, un convegno a Torino il 26 ottobre (La forza del mercato!)</title><content type='html'>Mercoled' a Torino un convegno sulla Corporate Social Responsibility dal titolo un po' impegnativo "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Responsabile Etico Sostenibile - Esiste un business dal volto umano?&lt;/span&gt;". presso l'Unione Industriali in via Vela 17 (&lt;a href="http://www.clubcomunicazione.it/RES/"&gt;http://www.clubcomunicazione.it/RES/&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne approfitto per una breve riflessione su questo tema...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non me ne vogliano i gentilissimi Luca e Francesca che mi hanno invitato al convegno (e che ringrazio) ma la risposta alla domanda credo che sia no... ma non intende essere una risposta negativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avere un approccio etico e responsabile per una azienda non è a "costo zero", richiede un impegno economico e progettuale non da poco e certamente, se a un manager è richiesto di portare risultati economici, non è facile chiedergli di ottenerli rispettando codici di comportamento che non sono (solo apparentemente) immediatamente riconducibili ai propri obiettivi professionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono occupato per una azienda per la quale ho lavorato di CSR e posso testimoniare che, se anche delle scelte in questo senso vengono prese, non è facile portare avanti politiche di responsabilità sociale se in tutta l'azienda non matura un differente approccio al lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si tratta di quindi cattiva volontà ma di difficoltà oggettiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la forza del mercato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se invece le aziende che investono in CSR sono premiate dai consumatori allora anche i manager devono (o possono)  adeguarsi a questo stile di vita, la Social Responsibility diventa un valore economico più immediatamente percepibile e un fattore di crescita aziendale.&lt;br /&gt;Il potere di chi spende e può fare delle scelte, privilengiando chi si impegna per la crescita sostenibile o in progetti con finalità etiche, è un potere enorme perchè, come ho scritto in precedenza, trasforma un valore enorme ma non facilmente quantificabile in una precisa dimensione economica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ottimizzazione della catena distributiva di un'industria porta alla riduzione delle emissioni di CO2 in questo mondo un po' malconcio e se pure non saremo in grado di misurarne gli enormi benefici per noi, per i nostri  figli e nipoti, l'azienda che per questa scelta si vedrà premiata sul mercato sarà incentivata a proseguire su questa strada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno obietterà che questo potrebbe non significare un reale cambiamento nella mentalità di chi fa business ma io credo che da un lato occorra essere pragmatici, la nostra storia è piena di ottime intenzioni e di pessime azioni, per cui ben vengano azioni virtuose, qualunque siano le motivazioni. Guardando il problmea da un altro punto di vista sono certo invece che il ricondurre anche la "Responsabilità" ad un valore più facilmente percepibile da chi si occupa di business alla lunga aiuterà a capire che un approccio di questo tipo non è affatto solo un impegno e un costo e che quindi non c'è giustificazione nel non adottarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' quindi auspicable che si organizzino incontri di questo tipo per far capire alle persone che il loro modo di comportarsi (negli acquisti)  è determinante affinché le aziende imbocchino un ciclo virtuoso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il convegno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'evento è organizzato dal Club Comunicazione d'Impresa dell'Unione Industriali di Torino e nel corso del seminario saranno trattati casi di buone e cattive pratiche aziendali in materia di responsabilità sociale d'impresa. Tra le case-history che verranno presentate, presenti in sala i diretti protagonisti, quelle di IKEA, FIAT, Gruppo Michelin, Bayer e altre aziende in diversi settori. Modererà l'incontro il giornalista Oscar Giannino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-8539342975675305713?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/8539342975675305713/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2011/10/csr-e-business-dal-volto-umano-convegno.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/8539342975675305713'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/8539342975675305713'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2011/10/csr-e-business-dal-volto-umano-convegno.html' title='Esiste un business dal volto umano? CSR e aziende, un convegno a Torino il 26 ottobre (La forza del mercato!)'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-6909869819546413054</id><published>2011-10-14T02:11:00.000-07:00</published><updated>2011-10-14T02:26:03.684-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><title type='text'>diario di bordo: nasce miclub (e il suo sito...)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-b_ZViwRToSY/Tpf-lhA9rJI/AAAAAAAAAiU/tB1sS_2fI6E/s1600/logomiclubCOL400.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 262px; height: 199px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-b_ZViwRToSY/Tpf-lhA9rJI/AAAAAAAAAiU/tB1sS_2fI6E/s400/logomiclubCOL400.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5663274976912714898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Da un po' di tempo diventa sempre più difficile trovare il tempo per scrivere post, perchè ne serve tanto per riflettere sull'argomento che possa essere interessante e non banale, ne serve per scrivere (probabilmente anche a caussa del fatto che sono un po' prolisso) e poi devo lasciarlo li e rileggerlo per verificare che il risultato sia all'altezza delle mie aspettative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però un blog è anche un diario e quindi oggi mi concedo un post semplice semplice per la presentazione del &lt;a href="http://www.miclub.it/"&gt;miclub&lt;/a&gt; (www.miclub.it), sia come iniziativa reale che come sito web. Una associazione sportiva con sede e palestra a Milano in zona Primaticcio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Utilizzerò questo come use case per raccontare tentativi, riusciti o meno, di utilizzare essenzialmente il web per iniziative territoriali molto localizzate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si comincia!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-6909869819546413054?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/6909869819546413054/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2011/10/diario-di-bordo-nasce-miclub-e-il-suo.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/6909869819546413054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/6909869819546413054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2011/10/diario-di-bordo-nasce-miclub-e-il-suo.html' title='diario di bordo: nasce miclub (e il suo sito...)'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-b_ZViwRToSY/Tpf-lhA9rJI/AAAAAAAAAiU/tB1sS_2fI6E/s72-c/logomiclubCOL400.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-9128768005371829357</id><published>2011-10-06T08:57:00.000-07:00</published><updated>2011-10-06T10:54:29.295-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='steve jobs'/><title type='text'>La fascinazione della calligrafia:  l’eredità di Steve Jobs (Stay hungry, stay foolish).</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-zPP6IyvO45E/To3q9_2XCLI/AAAAAAAAAh4/ZTz_Ljtj4U8/s1600/stevejobs1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 263px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-zPP6IyvO45E/To3q9_2XCLI/AAAAAAAAAh4/ZTz_Ljtj4U8/s400/stevejobs1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5660438657506937010" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E' morto Steve Jobs.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo discorso alla Stanford University di qualche anno è diventato celebre e ha reso celebre una sua citazione (da “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;The whole earth catalog&lt;/span&gt;” di Steve Brand)  “Stay hungry, stay foolish” (siate affamati, siate folli), invito a sovvertire gli schemi e a lavorare appassionatamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello stesso discorso Steve Jobs aveva ricordato anche come, pur avendo lasciato il Reed College, avesse continuato a frequentare un corso di calligrafia, affascinato dalla capacità di produrre testo in bello stile (“&lt;span style="font-style: italic;"&gt;It was beautiful, historical, artistically subtle in a way that science can’t capture, and I found it fascinating&lt;/span&gt;.”). Quella esperienza gli consentì anni dopo di immaginare che i suoi primi Mac dovessero avere una qualità tipografica mai raggiunta prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jobs testimonia come qualcosa di assolutamente distante dal mondo della tecnologia, per lo più legato al passato, la calligrafia, possa aiutare a realizzare, meglio, ciò che ci accingiamo a fare, che è dalla conoscenza del nostro passato che riusciamo a trarre insegnamento per costruire (meglio) il nostro futuro. La calligrafia e il testo digitale altro non sono che due modi di rappresentare la comunicazione umana, che, come tale, necessita di qualità. Il passato insegna ma solo se sei “foolish” riesci a capire, ad astrarre l’insegnamento, rifuggendo dalle convenzioni che ti imprigionano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà in quell’aneddoto è nascosto anche un altro segreto di Steve Jobs e della Apple, la capacità di capire, prima di altri, che il computer non è solo uno strumento che aiuta a realizzare parte del proprio lavoro ma è anche uno strumento che deve andare incontro alla natura umana nel suo complesso, a tutto quello che nei secoli ha portato alla nascita della calligrafia, ma anche dell’arte e di tutto ciò che e cultura. La tecnologia ne deve essere solo la moderna interpretazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei più grandi (veri) visionari del nostro tempo lascia al tempo stesso un enorme vuoto e un ancor più grande eredità. Protagonista della rivoluzione digitale degli ultimi 30 anni ha caratterizzato la sua azione per questo suo personale approccio alla tecnologia, non solo microchip e software ma anche design, comunicazione e interpretazione del futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ stato un incomparabile inventore di mercati futuri e per questa ragione qualche suo detrattore si ostina a rappresentare il suo percorso professionale più come l’iperbole di un gran venditore che di un guru dell’innovazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se Bill Gates (suo duale e opposto) ha creato un’impresa inseguendo e soddisfacendo la domanda di ordinarietà, Apple ha superato la sua rivale ricercando quello che prima non c’era o che non era stato compreso, sovvertendo i confini canonici della tecnologia e invadendo campi che si riteneva fossero solo contigui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio questa è stata la forza rivoluzionaria di Steve Jobs, capire che la tecnologia, per essere utilizzata dalle persone, deve essere capita dalle persone stesse e deve essere funzionale al loro “essere persone”, quindi deve essere anche bello, facile da usare, familiare.  L’iPod ha rivoluzionato l’approccio dei lettori MP3, l’iPhone quello della fruizione mobile dei  servizi, l’iPad ha finalmente lanciato l’editoria digitale (tranne che in  Italia), iTunes quello della musica digitale, senza dimenticare che Mac e Windows si contendono la primogenitura del metodo di navigazione a “finestre”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti sono stati gli interpreti di questa meravigliosa rivoluzione ed è complesso decidere chi ha inciso di più sul cambiamento ma Steve è stato sicuramente quello che più di altri ne ha determinato un’evoluzione “human oriented”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-9128768005371829357?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/9128768005371829357/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2011/10/la-fascinazione-della-calligrafia.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/9128768005371829357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/9128768005371829357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2011/10/la-fascinazione-della-calligrafia.html' title='La fascinazione della calligrafia:  l’eredità di Steve Jobs (Stay hungry, stay foolish).'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-zPP6IyvO45E/To3q9_2XCLI/AAAAAAAAAh4/ZTz_Ljtj4U8/s72-c/stevejobs1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-8681557801842896924</id><published>2011-09-29T03:53:00.000-07:00</published><updated>2011-09-29T03:59:39.984-07:00</updated><title type='text'>Il web 3.0, la timeline di Facebook e il valore della conoscenza strutturata</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-rQSu5ib9Tac/ToRPiGY9yZI/AAAAAAAAAho/qTvnGFyXO-A/s1600/202.23.0001-140x140.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 140px; height: 140px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-rQSu5ib9Tac/ToRPiGY9yZI/AAAAAAAAAho/qTvnGFyXO-A/s400/202.23.0001-140x140.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5657734479133657490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(&lt;a href="http://www.regesta.com/2011/09/27/la-timeline-di-facebook-e-il-valore-della-conoscenza-strutturata/"&gt;da regesta.com&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una ricerca congiunta SDA Bocconi e Politecnico di Milano, discussa in un convegno a Bologna la scorsa settimana (&lt;a href="http://www.corriere.it/economia/modernitaeterritorio/caso-emilia-romagna/" target="_blank"&gt;leggi articolo&lt;/a&gt;)  assegna alla regione Emilia Romagna la palma della regione con il livello più avanzato di innovazione in ambito Information Technology.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo primato, che riguarda il sistema territoriale nel suo complesso, ovvero sia il settore pubblico che quello privato, trova fondamento non solo sul livello dei finanziamenti in campo Ict, ma soprattutto sulla qualità dell’offerta B2b e dell’infrastruttura di rete e servizi. Su questo versante, in particolare, si sviluppa l’impegno dell’ente regionale e degli altri soggetti pubblici, con l’obiettivo di assicurare le precondizioni per la diffusione di strumenti innovativi e di agire sul contenimento dei costi gestionali, attraverso la semplificazione e la standardizzazione delle procedure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel settore dei beni culturali – biblioteche, archivi, musei, conservazione digitale – questa dotazione infrastrutturale è finalizzata ad assicurare un’adeguata valorizzazione e diffusione dei contenuti digitali  in un momento in cui il web entra in una nuova fase della propria storia, che assegna alla “comprensione” dei contenuti un ruolo fondamentale. E’ proprio in relazione alla interpretabilità delle informazioni e alla loro diffusione pubblica che il lavoro quotidiano di chi si occupa di beni culturali assume una rilevanza nuova.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il web semantico ed il web 3.0 hanno come obiettivo l’intellegibilità digitale dei contenuti affinchè le persone, grazie a sempre più nuovi ed opportuni strumenti tecnologici, siano in grado di produrre un livello informativo sempre più sofisticato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ ovvio che questo rappresenta una grande opportunità nell’ambito dei  beni culturali in quanto la leggibilità  e la comprensione di una  informazione dipende da due condizioni imprescindibili: la  standardizzazione dei formati e la definizione del contesto, dove  quest’ultimo concetto è inteso come l’insieme degli attributi a corredo  di una informazione/documento principale e che ne definiscono la  semantica.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;La disponibilità di servizi evoluti e di una pluralità di strumenti condivisi, fruibili in modalità remota e condivisa, libera gli utenti dalla necessità di acquisire competenze e strumentazioni adeguate agli standard tecnologici che si vanno affermando; creando, così, un’opportunità unica di presidiare da protagonisti l’evoluzione del mercato digitale in atto.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Come cambia l’importanza della “qualità strutturale” dei contenuti? &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’inizio internet era utilizzata soprattutto per la pubblicazione/ricerca di contenuti ipertestuali statici; anche l’introduzione di sistemi di “Content Management” non avevano determinato un sostanziale passo in avanti. I limiti iniziali dell’HTML impedivano la creazione di interfacce sufficientemente interattive per poter essere utilizzate in maniera efficace e produttiva, l’informazione era importante, ma non ne era possibile sfruttarne in maniera automatica le relazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A cavallo tra il 2004 ed il 2006 si fa un doppio salto, sociale e tecnologico, perché l’innovazione consente finalmente la realizzazione di interfacce, browser based, realmente interattive e quindi di mettere a punto applicazione potenti, denominate Rich Internet Application (RIA). Ma l’aspetto realmente dirompente è il ribaltamento di prospettive nell’utilizzo del web come media: si passa dal paradigma pubblicazione/lettura alla “collaboration”, ovvero pubblicazione/lettura/discussione/arricchimento attraverso iterazioni successive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa volta a far da volano di questo sviluppo ci sono applicazioni nate per il tempo libero, i primi social network, da YouTube  a MySpace e più di tutte Facebook. Quest’ultima trascina utenti nuovi sul web, come mai successo prima, e li abitua ad utilizzare Internet quale strumento domestico. La natura di questo successo non nasce solo dal suo essere “social” (altrimenti non avrebbe soppiantato MySpace, all’epoca competitor ben più robusto) ma dal livello di integrabilità offerto ad altre applicazioni. Si afferma il web di uomini ed applicazioni, liberamente interconnesse tra di loro e nel quale le informazioni vengono arricchite dal lavoro, non organico, di utenti diversi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La teoria su cui costruiscono il loro successo i Social Network è mutuata da modelli organizzativi di grandi aziende e metodologie quali le &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Comunit%C3%A0_di_pratica" target="_blank"&gt;“Comunità di Pratica” &lt;/a&gt; ma Zuckemberg e soci ne fanno uno strumento di successo senza paragoni, a tal punto da diventare essi stessi un modello di riferimento per realtà professionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I social network “insegnano” al mondo del lavoro che la conoscenza implicita può essere valorizzata e resa evidente con il contributo minimo di più utenti che condividono medesimi impegni e fini. Ciò riduce il carico di lavoro per ogni singolo individuo ma moltiplica l’efficacia del risultato complessivo. Tag, Like, Share ed altre semplici funzionalità “social” diventano attributi di un oggetto principale e l’informazione, libera e destrutturata del primo web, viene ad essere affiancata a strutture più complesse. Con il &lt;a href="http://www.facebook.com/f8?sk=app_283743208319386" target="_blank"&gt;recentissimo annuncio della sua timeline Facebook &lt;/a&gt;prova ad organizzare anche l’attributo tempo, costruendo delle meta informazioni (la cronologia di una vita) che forse tra qualche anno costituiranno un archivio prezioso di informazioni digitali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi la tecnologia ricerca un nuovo limite, ovvero quello di passare alla rete delle informazioni automaticamente “comprensibili”, in grado di far diventare il network un immenso database di informazioni, prima sommerse ed ora finalmente fruibili ed analizzabili anche da strumenti automatici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da qui l’importanza di documenti digitali arricchiti di dati che ne definiscono la natura ed il significato. Questo è un lavoro certamente importante se progettato ex-novo ma è in fondo la base del lavoro quotidiano di chi opera nel campo della conservazione dei beni culturali, un patrimonio di informazioni aggiuntive (metadati) che definiscono l’informazione principale e che possono essere alla base della gestione di contenuti visti in ottica 3.0. Tutto ciò fa si che i detentori di contenuti culturali diventino soggetti privilegiati nella nuova fase del web, a patto che si comprendano appieno le dinamiche e si riescano a sfruttare i vantaggi competitivi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-8681557801842896924?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/8681557801842896924/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2011/09/il-web-30-la-timeline-di-facebook-e-il.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/8681557801842896924'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/8681557801842896924'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2011/09/il-web-30-la-timeline-di-facebook-e-il.html' title='Il web 3.0, la timeline di Facebook e il valore della conoscenza strutturata'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-rQSu5ib9Tac/ToRPiGY9yZI/AAAAAAAAAho/qTvnGFyXO-A/s72-c/202.23.0001-140x140.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-8083036945148623912</id><published>2011-03-21T07:18:00.000-07:00</published><updated>2011-03-21T07:32:36.051-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fonte degli angeli'/><title type='text'>Il terremoto in Giappone ed i limiti della tecnologia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-5zVi2AcX6eM/TYdgpwpH4dI/AAAAAAAAACs/NXeTl1efxGQ/s1600/angeli_del_giappone_r.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 173px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-5zVi2AcX6eM/TYdgpwpH4dI/AAAAAAAAACs/NXeTl1efxGQ/s400/angeli_del_giappone_r.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5586540133324677586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Giappone, vittima del contemporaneo effetto terremoto/tsunami, ci ha dimostrato che, per quanto possiamo considerare "sicure" le nostre tecnologie, l'imponderabile è sempre dietro l'angolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stiamo parlando di una nazione che in fatto di tecnologia e sicurezza non ha rivali, tanto che il terremoto è stato assorbito con danni relativi,  non altrettanto il conseguente tsunami. Troppo lungo affrontare in questa sede &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/07/ict-for-sustainable-growth.html"&gt;una discussione su come cosa fare&lt;/a&gt; ma desideravo solo ricordare che le principali vittime di questi eventi sono spesso le persone più deboli, come i bambini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2002 morirono a San Giuliano 27 bambini e dal Giappone &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/03/fonte-degli-angeli-sabino-ventura.html"&gt;arrivarono tanti disegni&lt;/a&gt; di solidarietà, oggi &lt;a href="http://www.regesta.com/2011/03/21/arte-e-solidarieta-gli-angeli-dei-bimbi-di-okajama/"&gt;vorrei ricordare quel gesto&lt;/a&gt; in segno di vicinanza con le vittime dello Tsunami.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-8083036945148623912?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/8083036945148623912/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2011/03/il-terremoto-in-giappone-ed-i-limiti.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/8083036945148623912'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/8083036945148623912'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2011/03/il-terremoto-in-giappone-ed-i-limiti.html' title='Il terremoto in Giappone ed i limiti della tecnologia'/><author><name>Karlitos</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02493545361645090145</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-5zVi2AcX6eM/TYdgpwpH4dI/AAAAAAAAACs/NXeTl1efxGQ/s72-c/angeli_del_giappone_r.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-6041711464424296878</id><published>2011-03-16T16:05:00.001-07:00</published><updated>2011-03-16T16:19:41.728-07:00</updated><title type='text'>buon compleanno Italia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-RfAN3wcd_Gs/TYFCZSjpmvI/AAAAAAAAAY8/_-8Iba72qD8/s1600/logo150UnitaItaliaok.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-RfAN3wcd_Gs/TYFCZSjpmvI/AAAAAAAAAY8/_-8Iba72qD8/s400/logo150UnitaItaliaok.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584818015161654002" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Non sono un "patriota" sfegatato...  penso che ogni posto del mondo abbia cose belle e cose brutte, e che noi dovremmo sentirci a casa nostra ovunque, eppure a seconda del posto in cui ti trovi  c'è chi vuole che faccia delle cose in nome di un dio e chi in nome di un altro, chi nel nome del popolo anche se il suo popolo manco l'ascolta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è chi potrebbe maltrattarti, ma in nome della democrazia, e chi vorrebbe che ci si sentisse straniero anche solo nel paesino di fronte, chi perchè sei nero e chi perchè sei bianco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora l'Italia,  rimane pure sempre il posto in cui sono nato e nel quale ancora mi piace vivere, quindi oggi, per difendere i miei orizzonti da chi li vuole restringere... festeggio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-6041711464424296878?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/6041711464424296878/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2011/03/buon-compleanno-italia.html#comment-form' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/6041711464424296878'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/6041711464424296878'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2011/03/buon-compleanno-italia.html' title='buon compleanno Italia'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-RfAN3wcd_Gs/TYFCZSjpmvI/AAAAAAAAAY8/_-8Iba72qD8/s72-c/logo150UnitaItaliaok.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-9119205049107094532</id><published>2010-09-17T02:15:00.000-07:00</published><updated>2010-09-17T08:55:37.467-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Social Network'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blog'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banca'/><title type='text'>Incontro "Banking &amp; Social: network or not?": the day after, ovvero un breve resoconto</title><content type='html'>Ieri dunque si è tenuto l'evento dedicato al banking ed al social networking organizzato da Webank.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Webank è probabilmente la banca italiana che sta puntando piuttosto decisamente sul fenomeno web 2.0, non l'unica in verità, ma sicuramente quella che, da qualche tempo a questa parte, lo fa con maggiore convinzione e l'organizzazione dell'evento lo testimonia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà il tema trattato è veramente spinoso perchè, benchè sia sulla bocca di tutti, è talmente recente che non credo esista alcunchè di consolidato su azioni e reazioni che si producono sul web (o meglio... nulla che già domani potrà essere smentito). Il rischio diventa così quello di dire ovvietà o, al contrario, delle cose totalmente irragionevoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Introdotto da Andrea Cardamone (D.G. Webank) è stato animato dalla vivace moderazione di Carlo Alberto Carnevale Maffè, professore di Strategia Aziendale alla Bocconi. Ma passiamo ai contenuti altrimenti sarebbe inutile stare qui a scrivere un post, questo è un blog e non una rivista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Interventi basati sul concetto di fiducia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Argomento maggiormente trattato è stato il tema del rapporto banca-cliente con l'evidenziazione del&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; concetto di fiducia &lt;/span&gt;che si deve instaurare in presenza di utenti internet che, con discussioni e post possono consigliarsi l'un l'altro il prodotto migliore, rendendo meno necessariamente "patinata" l'offerta e la qualità sostanziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mafe De Baggis, free lance nel settore della comunicazione con una rubrica (No Logo) su Punto Informatico, ha focalizzato proprio su questo punto l'intervento, parlando &lt;a href="http://www.insoldoni.it/2010/09/baciami-stupido-mafe-de-baggis/"&gt;della necessità di superare il modello di seduzione&lt;/a&gt; alla "Don Giovanni" e Marco Massarotto(internet P.R. at Hagakure) ha parlato dell'esigenza di "spiegare", mentre Paolo Iabichino,  direttore creativo in Ogilvy ha parlato di &lt;a href="http://www.insoldoni.it/2010/09/bankingsocial-traccia-intervento-paolo-iabichino-bankingsocial/"&gt;invertising&lt;/a&gt;, termine coniato da tempo e diversa declinazione del concetto di trust.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccorre dire che gruppi di discussione, poi forum ed ora il social networking, almeno sotto questo punto di vista, hanno prodotto un bel cambiamento di indirizzo da parte di tutto il mondo creativo della comunicazione. Fino ad ora si sono allestite sempre campagne di grande fascino, ma oggi ogni prodotto, ogni servizio, viene vivisezionato da migliaia di utenti web. Non è vero che sia scomparso il metodo "seduttivo", si guardi per esempio a tutta la comunicazione Apple ed ai Keynote di Steve Jobs (o alla parodia che ne fa Raul Cremona!!!), ma in quel caso la qualità dei prodotti che vengono via via lanciati è sempre su livelli altissimi (pur generando anche loro una folta schiera di oppositori).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Informare, formare, spiegare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dibattito si è dilungato sulla comunicazione con interventi che hanno posto al centro la formazione, come &lt;a href="http://www.insoldoni.it/2010/09/quali-sono-i-contenuti-di-valore-che-una-banca-online-puo-condividere-attraverso-internet-e-i-social-media-andrea-genovese/"&gt;quello di  Andrea Genovese&lt;/a&gt; fondatore ed Editor-in-chief a 7thFLOOR, o quello Gianluca Diegoli, (marketing e comunicazione www.minimarketing) che, poco confidente della capacità delle banche di adottare modelli realmente social, consigliava di partire da piccoli passi interni per cercare di "capire" la rete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Confesso che, propabilmente a causa della brevità di tempo a disposizione, non avevo apprezzato molto questo intervento, i cui contenuti rispiegati invece &lt;a href="http://www.insoldoni.it/2010/09/i-socialmedia-non-fanno-bene-a-queste-banche-e-viceversa-gianluca-diegoli/"&gt;nel post del blog insoldoni&lt;/a&gt; mi trovano d'accordo, soprattutto considerata la natura del rapporto cliente/banca basato, come ha ben descritto il moderatore, sulla asimmetria informativa. Per la medesima ragione risultavano poco realistici anche alcuni interventi del pubblico in sala sulla completa trasparenza nei rapporti o sulla possibilità di scelta, da parte di chi mette denaro, sulla sua destinazione (ma questo è il social lending!!!  Che ne direbbero gli estensori della complessa normativa Basilea 2??). Un po' irrealistica, a mio giudizio, anche la proposta di &lt;a href="http://www.insoldoni.it/2010/09/bankingsocial-network-or-not-stefano-vitta/"&gt;aprire le filiali al networking locale&lt;/a&gt; (Stefano Vitta, Digital Strategist , &lt;span class="f"&gt;&lt;cite&gt;www.aghenorblog.com)&lt;/cite&gt;&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'&lt;a href="http://www.insoldoni.it/2010/09/due-punto-zero-e-a-capo-con-levento-bankingsocial-webank-prova-ad-andare-oltre-il-buzzword-luca-de-felice/"&gt;intervento di Luca de Felice&lt;/a&gt; di Reply sono stati finalmente accennati i concetti di widget e personal finance management. Mentre seguo con attenzione il secondo tema, su cui sto anche lavorando attivamente, sono più freddo sul primo: Google Finance, certamente un punto di riferimento e progettato da team di esperti consente ben poche personalizzazioni all'utente (come Facebook d'altra parte).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi permetto a questo punto di fare una critica... il panel dei relatori era così sbilanciato sul segmento "comunicazione"  che alla fine è stato di fatto l'unico aspetto realmente esaminato, ovvero si è parlato sopratutto di come la banca può usare il social network per comunicare e di come si deve porre nei confronti dei propri clienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Troppo poco (a mio giudizio) si è parlato di cosa può "fare" una banca per partecipare alla costruzione del networking che verrà. L'unico relatore con un profilo eminentemente tecnologico era &lt;a href="http://it.linkedin.com/in/funkysurfer"&gt;Marco Zamperini&lt;/a&gt;, VP &amp;amp; CTO di Value Team e come si legge nel suo profilo linkedin "Technology Evangelist".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il suo intervento si è però focalizzato sull'utilizzo di ciò che esiste a fini di comunicazione, avendo raccontato dell'esperienza della &lt;a href="http://www.insoldoni.it/2010/09/banche-e-social-media-foursquare-marco-zamperini/"&gt;North Shore Bank e di Foursquare&lt;/a&gt; e di come la banca promuove la frequentazione delle filiali attraverso buoni premio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Manca il punto di vista di chi fa tecnologia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non voglio certo affermare che chi si occupa di tecnologia sia, solo per questa sua caratteristica, più qualificato degli altri in questo settore, ma è indubbio che la storia della rivoluzione digitale e di Internet sia passata attraverso il contributo di personaggi come William Henry Gates III, in arte Bill Gates (sebbene si sia convertito solo successivamente all'Internet Mania), programmatore a 13 anni, Mark Zuckerberg (Facebook) anche egli programmatore adolescente, Steve Jobs (per Fortune nel 2007 il primo dei 25 uomini d'affari più influenti) che alla Atari come primo lavoro si occupava di circuiti o Larry Page (Google), laureatosi in computer science all'università del Michigan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fenomeno social è sicuramente prima "social" che tecnologico, ma forse l'opinione di chi fa tecnologia, in un dibattito come questo, aiuterebbe a capire quello che la tecnologia farà domani oltre che capire come usare quella già disponibile oggi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-9119205049107094532?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/9119205049107094532/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/09/evento-banking2-0-webank.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/9119205049107094532'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/9119205049107094532'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/09/evento-banking2-0-webank.html' title='Incontro &quot;Banking &amp; Social: network or not?&quot;: the day after, ovvero un breve resoconto'/><author><name>Karlitos</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02493545361645090145</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-917293660485204943</id><published>2010-08-02T06:18:00.000-07:00</published><updated>2010-08-03T00:36:37.679-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='business intelligence'/><title type='text'>Gli Spime. Lo Spazio il Tempo e l'Internet delle cose, ovvero quando le mie chiavi salveranno il mondo</title><content type='html'>Spime,  un termine ancora non molto conosciuto ma che forse nei prossimi anni avrà una grande diffusione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O  meglio… Non so in verità se useremo mai correntemente questo termine o sene  nasceranno nel  frattempo altri simili e di maggior diffusione ma quello che questa parola intende descrivere è sicuramente già un pezzo del nostro futuro ed in fondo anche del nostro presente. Il concetto che identifica infatti  sicuramente diventerà familiare, perché siamo inevitabilmente proiettati in un mondo sempre più interconnesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/TFbIl-auGWI/AAAAAAAAAYU/5FRdzBe7oD8/s1600/284861976_f8f5179a11_d.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/TFbIl-auGWI/AAAAAAAAAYU/5FRdzBe7oD8/s400/284861976_f8f5179a11_d.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5500804549615425890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ma andiamo con ordine. Bruce Sterling, scrittore e futurologo ha coniato il termine &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Spime"&gt;SPIME&lt;/a&gt; come contrazione dei vocaboli inglesi che indicano lo spazio ed  il tempo, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;SP&lt;/span&gt;ace e t&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;IME&lt;/span&gt;.  SPIME sta ad indicare oggetti la cui progressione spazio temporale viene completamente tracciata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;Ma cosa indica ciò?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sterlling parte da alcuni concetti (desiderio di conoscere origine e fine di ciò che compriamo, desiderio di costruire un futuro sostenibile) e da tecnologie esistenti (RFID,  tecnologia per l’identificazione automatica degli oggetti) e futuribili (sensori sempre più miniaturizzati per raccogliere dati ambientali) per ipotizzare un futuro in cui saranno disponibili chip che potranno essere inglobati all’interno di prodotti  e colloquiare tra  loro. La finalità è duplice, da un lato tracciare come e dove un oggetto è stato prodotto, arricchendo quindi l’oggetto di un carico di informazioni che ci permetta scelte responsabili, dall’altro questi miliardi di oggetti mobili, con a bordo chip in grado raccogliere dati (dall’ambiente per  esempio CO2, temperatura),  si configureranno come terminali mobili che trasformeranno  la rete come la intendiamo oggi  (virtuale) in una rete pervasiva nella realtà di tutti i giorni, il concetto di Internet of Things, cui appunto arriva, alla fine, Sterling.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo scenario mi fornisce già un paio di spunti di interesse, molto personale, con connotati molto positivi: potrò finalmente smettere di girare in tondo per casa alla ricerca di portafoglio e chiavi, il mio motore di ricerca delle cose mi dirà dove li avrò lasciati, cosa che tra l’altro oggi riesco già a fare con il mio cellulare (lo faccio squillare!!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torno ad essere serio…   il futuro prossimo descritto è veramente prossimo e non sembra così fantasioso come lo fu la celebre previsione di Orwell, già oggi esistono &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Radio_Frequency_IDentification"&gt;RFID&lt;/a&gt; evolutissimi, taluni addirittura&lt;a href="http://www.pc-facile.com/news/rfid_ingoia/48219.htm"&gt; commestibili&lt;/a&gt;, ed il loro utilizzo è legato solo alla fantasia dei progettisti e alla profittabilità della loro implementazione in ambiti particolari. I cellulari sono SPIME prodromici, in grado di localizzare nel tempo e nello spazio l’oggetto stesso, trasferendo, in  qualche modo, questa proprietà al legittimo (o meno) possessore. La Nikon anche dota alcune sue fotocamere di un accessorio per la geolocalizzazione GPS delle foto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come al solito occorre aspettare che i prezzi degli RFID scendano un poco per vedere la prima parte di questa rivoluzione, ovvero quando buona parte dei prodotti sarà dotato di questi tag sicuramente un esperto di domotica mi darà uno strumento per cercare le mie chiavi ed i cellulari saranno dotati di una funzione di localizzazione e lettura di tag RFID.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda parte di questa storia si potrà scrivere più in la, quando saranno disponibili a basso costo (e spazio) tecnologie di rilevamento che permetteranno di raccogliere e studiare miliardi di dati puntuali il cui studio con tecnologie di intelligenza artificiale ci permetteranno studiare sistemi predittivi  accurate su fenomeni naturali o meno, come la propagazione di gas tossici in caso di incidenti o magari (finalmente) i terremoti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-917293660485204943?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/917293660485204943/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/08/spime-intternet-of-things.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/917293660485204943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/917293660485204943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/08/spime-intternet-of-things.html' title='Gli Spime. Lo Spazio il Tempo e l&apos;Internet delle cose, ovvero quando le mie chiavi salveranno il mondo'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/TFbIl-auGWI/AAAAAAAAAYU/5FRdzBe7oD8/s72-c/284861976_f8f5179a11_d.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-3946710205061673591</id><published>2010-06-15T05:13:00.000-07:00</published><updated>2010-06-16T08:07:17.198-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banca'/><title type='text'>Banking 2.0 - 2010 Survey: Flash and the Rich Internet Applications</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/TBdxA5_nwtI/AAAAAAAAAYM/dfkMltTFWVk/s1600/imagesFlash.jpeg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 116px; height: 116px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/TBdxA5_nwtI/AAAAAAAAAYM/dfkMltTFWVk/s400/imagesFlash.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5482975331728474834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nel post precedente ho introdotto l'analisi delle &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/04/banking-ajax-flash-silverlight.html"&gt;tecnologie maggiormente utilizzate nella realizzazione di RIA&lt;/a&gt;, ma per non rimanere nel vago desidero a questo punto fare uno zoom su quali sono i risultati, a partire da Flash per poi proseguire con Ajax. Su Silverlight nel mondo Banking non ho trovato esperienze significative.&lt;br /&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;All’epoca delle tabelle HTML nidificate l’una dentro l’altra per costruire piacevoli pagine web Flash è stata &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;probabilmente&lt;/span&gt; la prima tecnologia a mettere a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;disposizione&lt;/span&gt; strumenti per costruire interfacce più evolute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In particolare Flash superava, per prima, il limite &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;tradizionale&lt;/span&gt; del primo paradigma internet, ovvero quello di essere un protocollo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;essenzialmente&lt;/span&gt; “&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;pull&lt;/span&gt;” e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;stateless&lt;/span&gt;, quindi poco adatto a costruire &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;applicazioni&lt;/span&gt; con una forte interazione tra server ed utente remoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Flash inoltre ha introdotto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;funzionalità&lt;/span&gt; quali il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Drag&lt;/span&gt; &amp;amp; Drop e la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;personalizzazione&lt;/span&gt; del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;desk&lt;/span&gt;, fino a poco tempo fa non disponibili con le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;tradizionali&lt;/span&gt; tecnologie web. Oggi queste differenze con L’HTML più evoluto si sono &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;notevolmente&lt;/span&gt; ridotte e la scelta di una tecnologia piuttosto che un’altra è fortemente influenzata da come ciascuna di esse realizza particolari &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;funzionalità&lt;/span&gt;, ovvero in maniera più adeguata agli obiettivi finali del cliente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Flash: Contesto Tecnologico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Adobe&lt;/span&gt; Flash (in precedenza &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Macromedia&lt;/span&gt; Flash) è una piattaforma &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;multimediale&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;originariamente&lt;/span&gt; distribuita da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Macromedia&lt;/span&gt; ed oggi nel portafoglio prodotti di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;Adobe&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Systems&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Flash è diventato, sin dagli inizi, un metodo diffuso per aggiungere animazioni e regalare maggiore &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;interattività&lt;/span&gt; alle pagine web. Flash è per questo fortemente utilizzato per creare animazioni, pubblicità, integrare video nelle pagine web, e, più &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;recentemente&lt;/span&gt;, per sviluppare &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;Rich&lt;/span&gt; Internet &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;Application&lt;/span&gt;. Flash è in grado di manipolare grafica vettoriale, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;bidirezionale&lt;/span&gt;, supporta lo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;streaming&lt;/span&gt; di audio e video e contiene un linguaggio di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;scripting&lt;/span&gt; denominato &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;ActionScript&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Flash è molto diffuso, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;tant&lt;/span&gt;’è che ad oggi molti pacchetti prodotti software, sistemi e dispositivi sono in grado di creare o &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;visualizzare&lt;/span&gt; i contenuti Flash, il più celebre è &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;probabilmente&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;Adobe&lt;/span&gt; Flash &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;Player&lt;/span&gt;, il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;player&lt;/span&gt; universale introdotto da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;Adobe&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;completamente&lt;/span&gt; cross-browser e cross-piattaforma, disponibile free  per i browser web più comuni, alcuni telefoni cellulari ed altri dispositivi elettronici (utilizzando Flash Lite).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;applicazione&lt;/span&gt; Flash può essere sviluppata a partire da due differenti ambienti di sviluppo: &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_38"&gt;Adobe&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_39"&gt;Flex&lt;/span&gt; ed il più datato IDE Flash. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_40"&gt;Adobe&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_41"&gt;Flex&lt;/span&gt; è una piattaforma Open &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_42"&gt;Source&lt;/span&gt; supportata da una libreria molto vasta di componenti che permette lo sviluppo di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_43"&gt;applicazioni&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I Pro ed i Contro &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Flash fornisce un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_44"&gt;universal&lt;/span&gt;-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_45"&gt;runtime&lt;/span&gt;, e così &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_46"&gt;Adobe&lt;/span&gt; ha fatto sì che le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_47"&gt;applicazioni&lt;/span&gt; Flash non fossero impattate dai problemi di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_48"&gt;incompatibilità&lt;/span&gt;, cui spesso assistiamo, nel &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_49"&gt;rendering&lt;/span&gt; della medesima &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_50"&gt;applicazione&lt;/span&gt; da parte di browser diversi,  anche se permangono alcuni problemi di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_51"&gt;compatibilità&lt;/span&gt; con sistemi operativi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_52"&gt;linux&lt;/span&gt;. Le Animazioni 2D e 3D sono inoltre supportate in maniera da fornire ampie possibilità di sviluppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di contro i tempi di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_53"&gt;apprendimento&lt;/span&gt; delle tecnologie (ma ovviamente si tratta di valutazioni personali) sembrano più lunghi rispetto ad &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_54"&gt;AJAX&lt;/span&gt;, anche se &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_55"&gt;successivamente&lt;/span&gt; lo sviluppo di un’&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_56"&gt;applicazione&lt;/span&gt; risulta altrettanto veloce, richiedendo però una specifici componenti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_57"&gt;architetturali&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Persiste inoltre qualche problema di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_58"&gt;indicizzazione&lt;/span&gt; da parte di motori di ricerca come Google o Yahoo, hanno alcune limitazione nell’ indicizzare pagine con contenuti Flash a meno dell’&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_59"&gt;introduzione&lt;/span&gt; ad parte degli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_60"&gt;sviluppatori&lt;/span&gt; di meta-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_61"&gt;tag&lt;/span&gt; utili. E’ anche vero che una cattiva (sotto il profilo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_62"&gt;SEO&lt;/span&gt;) &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_63"&gt;realizzazione&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_64"&gt;AJAX&lt;/span&gt; può avere analoghi problemi di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_65"&gt;ricercabilità&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Flash: &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_66"&gt;Best&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_67"&gt;Cases&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_68"&gt;Adobe&lt;/span&gt; dedica un ampio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_69"&gt;approfondimento&lt;/span&gt; ai &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_70"&gt;best&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_71"&gt;cases&lt;/span&gt; Flash in ambito &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_72"&gt;Banking&lt;/span&gt; e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_73"&gt;Financial&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_74"&gt;Services&lt;/span&gt;, grazie alla quale è possibile farsi un quadro piuttosto preciso del suo utilizzo nel settore. Per correttezza occorre &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_75"&gt;sottolineare&lt;/span&gt; che potrebbero essere non riportati casi utili alla nostra analisi, magari per mancata &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_76"&gt;autorizzazione&lt;/span&gt; del cliente, o per progetti in corso, come ci risulta essere per progetti importanti in Italia. Ma lo scenario è &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_77"&gt;sufficientemente&lt;/span&gt; chiaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esperienza Flash nel settore &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_78"&gt;Banking&lt;/span&gt; non riguarda &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_79"&gt;essenzialmente&lt;/span&gt; l’on &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_80"&gt;line&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_81"&gt;banking&lt;/span&gt;, anzi  l’analisi evidenzia come esistano limitate esperienze nel settore dell’On &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_82"&gt;Line&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_83"&gt;Banking&lt;/span&gt;, soprattutto se legate ad un uso estensivo della tecnologia. Più utilizzata invece sembra questa tecnologia nel campo delle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_84"&gt;applicazioni&lt;/span&gt; orientate ad un uso interno o per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_85"&gt;funzionalità&lt;/span&gt; specifiche che richiedano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_86"&gt;Interattività&lt;/span&gt; spinta&lt;br /&gt;2.&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_87"&gt;Pushing&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;3.Capacità grafiche evolute (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_88"&gt;advertising&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_89"&gt;implementazioni&lt;/span&gt; Flash non sembrano orientate (se non &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_90"&gt;limitatamente&lt;/span&gt;) ad un uso &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_91"&gt;retail&lt;/span&gt;, o per lo meno per un uso &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_92"&gt;retail&lt;/span&gt; esteso, quanto piuttosto orientate ad una utenza &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_93"&gt;essenzialmente&lt;/span&gt; di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_94"&gt;professionisti&lt;/span&gt; o di utenti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_95"&gt;retail&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_96"&gt;estremamente&lt;/span&gt; evoluti. Troviamo infatti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_97"&gt;applicazioni&lt;/span&gt; di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_98"&gt;ATM&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_99"&gt;locator&lt;/span&gt; e cose simili, ma &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_100"&gt;applicazioni&lt;/span&gt; complesse ed articolate solo per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_101"&gt;heavvy&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_102"&gt;trader&lt;/span&gt;, quindi se non proprio operatori &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_103"&gt;professionali&lt;/span&gt; nel senso stretto, certamente &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_104"&gt;assimilabili&lt;/span&gt; a questa categoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni esempi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_105"&gt;rintracciabili&lt;/span&gt; sul sito &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_106"&gt;Adobe&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E*TRADE &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_107"&gt;Germany&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_108"&gt;Leading&lt;/span&gt; online &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_109"&gt;financial&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_110"&gt;services&lt;/span&gt; provider &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_111"&gt;uses&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_112"&gt;Adobe&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_113"&gt;Flex&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_114"&gt;to&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_115"&gt;develop&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_116"&gt;dynamic&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_117"&gt;applications&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_118"&gt;that&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_119"&gt;give&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_120"&gt;customers&lt;/span&gt; real-time &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_121"&gt;access&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_122"&gt;to&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_123"&gt;financial&lt;/span&gt; data&lt;br /&gt;&lt;a href="http://192.150.18.200/showcase/casestudies/etrade/casestudy.pdf"&gt;http://192.150.18.200/showcase/casestudies/etrade/casestudy.pdf &lt;/a&gt;   (Trading –RIA + &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_124"&gt;Pushing&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_125"&gt;NASDAQ&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_126"&gt;Adobe&lt;/span&gt; AIR &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_127"&gt;application&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_128"&gt;will&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_129"&gt;enable&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_130"&gt;brokers&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_131"&gt;to&lt;/span&gt; show &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_132"&gt;their&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_133"&gt;customers&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_134"&gt;exactly&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_135"&gt;what&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_136"&gt;was&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_137"&gt;going&lt;/span&gt; on in the market &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_138"&gt;at&lt;/span&gt; the time a trade &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_139"&gt;happened&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.adobe.com/cfusion/showcase/index.cfm?event=casestudydetail&amp;amp;casestudyid=384066"&gt;http://www.adobe.com/cfusion/showcase/index.cfm?event=casestudydetail&amp;amp;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_140"&gt;casestudyid&lt;/span&gt;=384066&lt;/a&gt;    (Trading)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_141"&gt;optionMONSTER&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;/ &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_142"&gt;tradeMONSTER&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_143"&gt;Financial&lt;/span&gt; media &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_144"&gt;group&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_145"&gt;optionMONSTER&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_146"&gt;redefines&lt;/span&gt; online trading &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_147"&gt;with&lt;/span&gt; online broker &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_148"&gt;tradeMONSTER&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_149"&gt;developed&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_150"&gt;using&lt;/span&gt; the &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_151"&gt;Adobe&lt;/span&gt; Flash &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_152"&gt;Platform&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.adobe.com/cfusion/showcase/index.cfm?event=casestudydetail&amp;amp;casestudyid=645327&amp;amp;loc=en_us"&gt;http://www.adobe.com/cfusion/showcase/index.cfm?event=casestudydetail&amp;amp;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_153"&gt;casestudyid&lt;/span&gt;=645327&amp;amp;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_154"&gt;loc&lt;/span&gt;=&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_155"&gt;en&lt;/span&gt;_&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_156"&gt;us&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;    (Trading)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_157"&gt;SkyGrid&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_158"&gt;Dynamic&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_159"&gt;intelligent&lt;/span&gt; online &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_160"&gt;application&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_161"&gt;built&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_162"&gt;with&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_163"&gt;Adobe&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_164"&gt;Flex&lt;/span&gt; 2 &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_165"&gt;enables&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_166"&gt;financial&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_167"&gt;professionals&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_168"&gt;to&lt;/span&gt; locate, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_169"&gt;prioritize&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_170"&gt;and&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_171"&gt;analyze&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_172"&gt;critical&lt;/span&gt; investment data in &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_173"&gt;seconds&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.adobe.com/cfusion/showcase/index.cfm?event=casestudydetail&amp;amp;casestudyid=347574&amp;amp;loc=en_us"&gt;http://www.adobe.com/cfusion/showcase/index.cfm?event=casestudydetail&amp;amp;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_174"&gt;casestudyid&lt;/span&gt;=347574&amp;amp;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_175"&gt;loc&lt;/span&gt;=&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_176"&gt;en&lt;/span&gt;_&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_177"&gt;us&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;    (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_178"&gt;Informazioni&lt;/span&gt; finanziarie &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_179"&gt;Professionals&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zip2&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_180"&gt;Zap&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_181"&gt;Communications&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_182"&gt;Limited&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_183"&gt;Adobe&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_184"&gt;Flex&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_185"&gt;enables&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_186"&gt;development&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_187"&gt;of&lt;/span&gt; innovative online &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_188"&gt;analysis&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_189"&gt;tool&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_190"&gt;to&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_191"&gt;provide&lt;/span&gt; real-time, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_192"&gt;interactive&lt;/span&gt; investment &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_193"&gt;knowledge&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_194"&gt;and&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_195"&gt;trusted&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_196"&gt;references&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_197"&gt;for&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_198"&gt;retail&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_199"&gt;investors&lt;/span&gt; in &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_200"&gt;Greater&lt;/span&gt; China&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.adobe.com/cfusion/showcase/index.cfm?event=casestudydetail&amp;amp;casestudyid=347354&amp;amp;loc=en_us"&gt;http://www.adobe.com/cfusion/showcase/index.cfm?event=casestudydetail&amp;amp;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_201"&gt;casestudyid&lt;/span&gt;=347354&amp;amp;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_202"&gt;loc&lt;/span&gt;=&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_203"&gt;en&lt;/span&gt;_&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_204"&gt;us&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;    (Trading)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_205"&gt;Robeco&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Investment leader &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_206"&gt;uses&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_207"&gt;Adobe&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_208"&gt;Flex&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_209"&gt;to&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_210"&gt;develop&lt;/span&gt; a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_211"&gt;rich&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_212"&gt;interactive&lt;/span&gt; online &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_213"&gt;application&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_214"&gt;that&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_215"&gt;gives&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_216"&gt;institutional&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_217"&gt;investors&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_218"&gt;rapid&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_219"&gt;reliable&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_220"&gt;access&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_221"&gt;to&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_222"&gt;vital&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_223"&gt;product&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_224"&gt;information&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.adobe.com/cfusion/showcase/index.cfm?event=casestudydetail&amp;amp;casestudyid=343780&amp;amp;loc=en_us"&gt;http://www.adobe.com/cfusion/showcase/index.cfm?event=casestudydetail&amp;amp;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_225"&gt;casestudyid&lt;/span&gt;=343780&amp;amp;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_226"&gt;loc&lt;/span&gt;=&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_227"&gt;en&lt;/span&gt;_&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_228"&gt;us&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;    (Trading)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Standard &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_229"&gt;Chartered&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_230"&gt;Bank&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_231"&gt;One&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_232"&gt;of&lt;/span&gt; the &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_233"&gt;world&lt;/span&gt;'s &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_234"&gt;largest&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_235"&gt;banks&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_236"&gt;uses&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_237"&gt;Adobe&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_238"&gt;Flex&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_239"&gt;to&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_240"&gt;give&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_241"&gt;its&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_242"&gt;customers&lt;/span&gt; a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_243"&gt;richer&lt;/span&gt; online &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_244"&gt;experience&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.adobe.com/ap/showcase/casestudies/standardchartered/print_standardchartered.pdf"&gt;http://www.adobe.com/ap/showcase/casestudies/standardchartered/print_standardchartered.pdf&lt;/a&gt;    (On &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_245"&gt;line&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_246"&gt;Banking&lt;/span&gt; – &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_247"&gt;financial&lt;/span&gt; check – &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_248"&gt;ATM&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_249"&gt;position&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_250"&gt;Rheinischer&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_251"&gt;Sparkassen&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;- &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_252"&gt;und&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_253"&gt;Giroverband&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_254"&gt;Adobe&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_255"&gt;Flex&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_256"&gt;portal&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_257"&gt;application&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_258"&gt;allows&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_259"&gt;Rheinischer&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_260"&gt;Sparkassen&lt;/span&gt;- &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_261"&gt;und&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_262"&gt;Giroverband&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_263"&gt;to&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_264"&gt;optimize&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_265"&gt;customer&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_266"&gt;services&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.adobe.com/showcase/casestudies/rheinischerspark/casestudy.pdf"&gt;http://www.adobe.com/showcase/casestudies/rheinischerspark/casestudy.pdf    &lt;/a&gt;(&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_267"&gt;Retail&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_268"&gt;Financial&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_269"&gt;Planning&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_270"&gt;Berliner&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_271"&gt;Sparkasse&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_272"&gt;Savings&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_273"&gt;Bank&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_274"&gt;of&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_275"&gt;Berlin&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_276"&gt;processes&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_277"&gt;financial&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_278"&gt;transactions&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_279"&gt;and&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_280"&gt;streamlines&lt;/span&gt; routine &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_281"&gt;processes&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_282"&gt;using&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_283"&gt;Adobe&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_284"&gt;LiveCycle&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_285"&gt;ES&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_286"&gt;solutions&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://blogs.adobe.com/security/2010/01/adobe_secured_customer_showcas_8.html"&gt;http://blogs.adobe.com/security/2010/01/adobe_secured_customer_showcas_8.html    &lt;/a&gt;(Gestione cicli di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_287"&gt;approvazione&lt;/span&gt; e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_288"&gt;documentazione&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Investment &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_289"&gt;Café&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_290"&gt;Groundbreaking&lt;/span&gt; Investment &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_291"&gt;Café&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_292"&gt;platform&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_293"&gt;uses&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_294"&gt;Adobe&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_295"&gt;LiveCycle&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_296"&gt;ES&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_297"&gt;and&lt;/span&gt; the &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_298"&gt;Adobe&lt;/span&gt; Flash &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_299"&gt;Platform&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_300"&gt;to&lt;/span&gt; accelerate &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_301"&gt;and&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_302"&gt;improve&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_303"&gt;fund&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_304"&gt;administration&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_305"&gt;for&lt;/span&gt; alternative &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_306"&gt;asset&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_307"&gt;firms&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.adobe.com/cfusion/showcase/index.cfm?event=casestudydetail&amp;amp;casestudyid=756892&amp;amp;loc=en_us"&gt;http://www.adobe.com/cfusion/showcase/index.cfm?event=casestudydetail&amp;amp;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_308"&gt;casestudyid&lt;/span&gt;=756892&amp;amp;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_309"&gt;loc&lt;/span&gt;=&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_310"&gt;en&lt;/span&gt;_&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_311"&gt;us&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;    (Gestione cicli di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_312"&gt;approvazione&lt;/span&gt; e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_313"&gt;documentazione&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-style: italic;"&gt;seguirà AJAX...&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-3946710205061673591?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/3946710205061673591/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/06/flash-new-ria-application.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/3946710205061673591'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/3946710205061673591'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/06/flash-new-ria-application.html' title='Banking 2.0 - 2010 Survey: Flash and the Rich Internet Applications'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/TBdxA5_nwtI/AAAAAAAAAYM/dfkMltTFWVk/s72-c/imagesFlash.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-6059994299326298322</id><published>2010-05-19T07:44:00.000-07:00</published><updated>2010-06-15T04:08:08.674-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Social Network'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blog'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giornalismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aziende'/><title type='text'>La responsabilità sociale, la crescita sostenibile, i social network e le grandi aziende: un workshop organizzato da Barilla sul cambiamento climatico</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=108262432551659&amp;amp;index=1#%21/zio.burp"&gt;Zio Burp&lt;/a&gt; mi ha invitato ad un evento ben conoscendo la mia attenzione al tema della responsabilità sociale e dell'ambiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Barilla una delle (poche?) aziende italiane che si impongono nel mondo (28% del mercato della pasta negli USA) ha organizzato&lt;a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=108262432551659&amp;amp;index=1"&gt; un workshop aperto&lt;/a&gt; su "Scarsità delle risorse e cambiamento climatico. Le priorità di intervento."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo incontro, cui parteciperanno esperti internazionali del settore, è interessante per alcuni motivi: dimostra per esempio che le aziende possono investire parte dei loro budget di comunicazione in iniziative che danno un profitto non solo a chi le promuove (le aziende), ma anche alla collettività, perchè stimolano la discussione e migliorano il grado di sensibilità delle aziende e delle persone sul tema della crescita sostenibile.  Guido Barilla ha ricordato in un comunicato  "i percorsi avviati con il Barilla Laboratory for Knowledge and Innovation - laboratorio aziendale per lo sviluppo della cultura, della conoscenza, dell’innovazione e delle competenze manageriali - ed il Barilla Center for Food &amp;amp; Nutrition - centro di pensiero indipendente e multidisciplinare che ha come obiettivo affrontare e fare informazione sui temi dell’alimentazione e della nutrizione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco speriamo che questi siano permanenti prese di coscienza e che anche le più aziende piccole, stimolate dai buoni esempi, si rendano sempre più consapevoli del ruolo fondamentale di ciascuno di noi nella difesa della nostra stessa sopravvivenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda poi i temi che seguo più da vicino c'è da rilevare (ma ormai non è più una novità) come i social network siano ormai fondamentali nella strategia di comunicazione delle aziende, a giudicare dalla promozione di questo evento (su facebook) ma anche dagli strumenti che saranno usati per superare le limitazioni fisiche nella fruizione dell'evento (diretta streaming sul web e su Twitter).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi lo diceva solo qualche anno fa veniva preso per una persona troppo facile agli entusiasmi ed alle mode...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-6059994299326298322?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/6059994299326298322/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/05/evento-barilla-responsabilita-sociale.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/6059994299326298322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/6059994299326298322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/05/evento-barilla-responsabilita-sociale.html' title='La responsabilità sociale, la crescita sostenibile, i social network e le grandi aziende: un workshop organizzato da Barilla sul cambiamento climatico'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-5420281599828030086</id><published>2010-04-26T01:47:00.000-07:00</published><updated>2010-06-16T08:09:25.304-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banca'/><title type='text'>Banking 2.0 - Survey 2010:  Ajax vs. Flash vs. Silverlight!  Chi vince la guerra delle RIA??</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S9VXk93CvNI/AAAAAAAAAWk/VsIH0adNmhg/s1600/imagesajax.jpeg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 120px; height: 104px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S9VXk93CvNI/AAAAAAAAAWk/VsIH0adNmhg/s400/imagesajax.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5464370015476301010" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In questa serie di post stiamo esaminando quanto il cosidetto web 2.0 sia stato recepito e/o abbia impattato sul banking, nei precedenti post abbiamo visto soprattutto aspetti legati alla modifica della proposizione dell’offerta mentre ora vorremmo soffermarci su alcuni aspetti tecnologici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo più volte osservato che il web 2.0 è sia un fenomeno di cresci&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S9VV686a-JI/AAAAAAAAAWU/SloCTI-O-wk/s1600/imagesFlash.jpeg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 116px; height: 116px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S9VV686a-JI/AAAAAAAAAWU/SloCTI-O-wk/s400/imagesFlash.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5464368194155903122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ta tecnologica che di evoluzione sociale ed il suo impatto può essere considerato pari a quelli di altri grandi eventi che hanno rivoluzionato le nostre abitudini. E’ difficile dire oggi quale aspetto dei due conti di più, ma è certo che la rivoluzione digitale, cominciata negli anni 80, si sta finalmente trasformando in un fenomeno di massa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fattori abilitanti e preminenza dell’aspetto sociale nella fase attuale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A titolo personale però credo di poter affermare oggi il fenomeno di modifica delle capacità relazionali “digitali” delle persone sia l’aspetto più interessante, ciò non di meno ogni fase evolutiva (legata alla tecnologia) deve essere interpretata come il coincidente accadimento di tre tipologie di fenomeni variamente bilanciati:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1. Modifica di rilevanti comportamenti umani e sociali&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Ovvero l’esistenza della domanda implicita, intesa soprattutto come maturità degli utenti nel percepire l’utilità dell’offerta a loro rivolta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;2. Disponibilità di tecnologie innovative&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Strumenti adatti a soddisfare la domanda di cui sopra rendono possibile una realizzazione applicativa probabilmente non implementabile in precedenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;3. Esistenza di adeguati canali di distribuzione&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;La facilità di accesso alla tecnologia ed ai servizi ne decreta il successo, la ridotta presenza di ostacoli iniziali, infatti, permette ai neofiti la riduzione della percezione delle difficoltà legate comunque al cambiamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;RIA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa ottica le RIA (Rich Internet Application) sono il mezzo (tecnologico) che maggiormente ha influenzato l’attuale fase evolutiva del web. In realtà la naturale crescita tecnologica non ha introdotto innovazioni realmente significative negli ultimi anni, ma è sicuramente aumentata la consapevolezza che la tecnologia richieda facilità d’uso per essere utilizzata. Proprio in questa ottica canto i produttori di software hanno cercato di dare risposta a questa domanda, sfruttando al massimo le potenzialità offerte da altri fattori collegati:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.    Au&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S9VW_drI8XI/AAAAAAAAAWc/blslT_7tTG0/s1600/imagessilverlight.jpeg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 110px; height: 123px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S9VW_drI8XI/AAAAAAAAAWc/blslT_7tTG0/s400/imagessilverlight.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5464369371181281650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;mento della familiarità con cui un numero crescente di utenti vive il proprio rapporto con le applicazioni web&lt;br /&gt;2.    Aumento della disponibilità di connessione a banda larga che rende efficace la customer experience.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlando di RIA abbiamo fatto riferimento nella nostra analisi alle tre tecnologie che, meglio di altre hanno trovato riscontri positivi sul mercato e tra gli esperti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.    Tecnologie riconducibili alla famiglia di prodotti Flash di Adobe&lt;br /&gt;2.    Tecnologie riconducibili alla famiglia di prodotti Silverlight di Microsoft&lt;br /&gt;3.    Tecnologie riconducibili allo standard AJAX&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adobe Flash, è stata tra le prime tecnologie ad offrire la possibilità di costruire interfacce realmente interattive, ma Ajax ha dalla sua il vantaggio di non essere una tecnologia proprietaria, quanto piuttosto la definizione di standard. Per questo ha goduto di un’ampia diffusione nella comunità di sviluppatori java, risultando più familiare (e quindi affidabile) a software architect ed engineer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Silverlight, nel suo caso il vantaggio è determinato dalla diffusione del mondo Microsoft e delle legioni di programmatori specializzati in questo mondo e dall’ovvia facilità di integrazione con esso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;MA....  chi vince?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riferendoci al mercato di cui siamo osservatori potremmo dire o nessuna delle tre o forse ...Ajax ai punti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti se Ajax è molto probabilmente (non dispongo di dati oggettivi) la tecnologia più utilizzata nello sviluppo di framework per il front end è indubbio che la realizzazione di gadget particolari (per interattività o gradevolezza estetica) o di banner pubblicitari è appannaggio delle tecnologie riconducibili (con semplificazione) alla denominazione “Flash”. In ambito bancario e finanziario sembra in decisamente inferiore l’utilizzo di Silverlight&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho quindi provato ad osservare cosa è successo nel mondo banking, la mia ricerca si è sviluppata sull’analisi dei siti dei produttori della specifica tecnologia per individuare case studies relativi al banking o, nel caso delle tecnologie standard, sui siti di riferimento delle medesime. Successivamente la mia survey mi ha condotto all’analisi (esterna) delle maggiori realtà di banking on line nel mondo, prediligendo quelle che, per dimensioni o capacità di business, sono riconosciute per essere Top Performer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/06/flash-new-ria-application.html"&gt;Vedi anche: Flash, Case Studies &lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-5420281599828030086?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/5420281599828030086/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/04/banking-ajax-flash-silverlight.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/5420281599828030086'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/5420281599828030086'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/04/banking-ajax-flash-silverlight.html' title='Banking 2.0 - Survey 2010:  Ajax vs. Flash vs. Silverlight!  Chi vince la guerra delle RIA??'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S9VXk93CvNI/AAAAAAAAAWk/VsIH0adNmhg/s72-c/imagesajax.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-2466811401014019663</id><published>2010-04-06T05:06:00.000-07:00</published><updated>2010-04-06T06:19:20.103-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><title type='text'>Steve Jobs il grande affabulatore colpisce ancora, dopo la grande attesa per il lancio sul mercato di iPad i grandi numeri nelle vendite</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S7sl_d6xzHI/AAAAAAAAAWE/BVNEKrBKQjM/s1600/steve-jobs-iPad.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 303px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S7sl_d6xzHI/AAAAAAAAAWE/BVNEKrBKQjM/s400/steve-jobs-iPad.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5456997145782635634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/04/01/il-cuore-segreto-dell-ipad.html"&gt;&lt;br /&gt;Leggo su Repubblica&lt;/a&gt; che  Steve Jobs è stato definito "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;il   più grande contastorie dei nostri tempi, un affabulatore   magico,  l' imprenditore che ha trasformato il lancio di un   prodotto in una  forma d' arte&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è abbastanza verosimile, a patto che non serva a sminuire l'impatto della tecnologia prodotta dalla casa di Cupertino. Nei giorni scorsi è partita la commercializzazione di iPad e probabilmente vedremo di nuovo il cammino positivo delle precedenti esperienze di mr.Jobs.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'azienda di Steve gode dell'ammirazione incondizionata di molti appassionati di tecnologia (fatto non usuale, in quanto in genere questi personaggi sono portati più alla critica che all'apprezzamento) ma ovviamente, dall'altro lato, tanta ammirazione suscita un contrapposto senso di diffidenza. Quando&lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/07/iphone-bufala-o-innovazione.html"&gt; qualche tempo fa ho parlato&lt;/a&gt; (bene) di iPhone mi sono guadagnato gli strali di un sito dall'esplicito nome "iPhone ti odio".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi parliamo di iPad, appena messo in commercio da Apple e già uno oggetto di culto (700.000 pezzi venduti). Molti obiettano che come gli altri vari "I"... pod, phone e pad non è una invenzione innovativa, ma solo sagace rielaborazione di idee altrui. Molti dimenticano il contenuto tecnologico di questi oggetti, ma non voglio entrare in dispute per specialisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi piacerebbe invece esaminare il perchè di tanta popolarità e perchè per molti il successo di Apple sembra basato solo sull'offerta di cose già viste, con un nuovo packaging, e che nulla di innovativo vi è realmente contenuto. Io credo che molti però dimenticano che se oggetti simili erano già presenti sul mercato, senza riscuotere successo, qualcosa deve essere intervenuto con il lavoro di Apple.  Questa cosa si chiama "semplificazione"...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La difficoltà di essere semplici&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I progettisti di i-Pod/Phone/Pad hanno messo al centro del loro studio l'utente medio ed hanno cercato di capire come aiutarlo ad usare la tecnologia ribaltando anche certezze consolidate.  Molti designer di interfacce si sono negli anni cullati sul consolidato modello windows-like per assorbire l'effetto novità di una applicazione al primo uso. Si copiava un modello di navigazione per apparire familiari. Alla Apple no, hanno capito che il tempo è passato ed occorre fare nuove esperienze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come su iPhone anche su iPad è tutto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"semplicemente" più semplice&lt;/span&gt;.  Per tanti osservatori questo è troppo poco, mentre per me questa è la vera innovazione e mette la tecnologia nella mani di tutti; non è un caso se dopo iPhone quasi tutti hanno inseguito il suo modello di funzionamento. Se realmente fosse stato così semplice inventarlo prima perchè gli altri non lo hanno realizzato tempo addietro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo fa un po' rabbia ad alcuni, perchè è come l'uovo di Colombo, moltissimi stanno chiedendosi ma perchè non ci ho pensato prima, forse una buona dose di invidia influisce anche su tutti i commenti "contro". Non voglio intonare un peana a mr.Jobs, anzi mi fanno un po' sorridere i toni enfatici della Apple (magico, rivoluzionario), ma voglio solo sottolineare che la cosa più complessa, a riguardo della tecnologia, è proprio la progettazione della semplicità,  mentre spesso gli ingegneri sono troppo focalizzati sull'ottenimento delle migliori performance. Questo interessa una ristrettissima casta di utenti, mentre il 90% delle persone userà di un oggetto tecnologico al massimo il 10% delle sue funzionalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che alla fine sarà il mercato a sancire chi aveva ragione e se iPad è solo una moda temporanea tra un po' ne parleremo come una meteora, altrimenti diventerà un modello. Di tablet se ne parla da tempo e molte esperienze sono già state fatte, ma occorre notare che proprio in questi periodo HP presenta &lt;a href="http://mytech.it/digitale/2010/04/06/la-tavoletta-di-hp-si-presenta-meglio-dellipad/"&gt;il suo prodotto&lt;/a&gt;, nelle strade di Milano  grandi pubblicità murali fanno leva sulla sinergia con Microsoft e sull'effetto "touch".  Per ora non possiamo far altro che cercare di capire se iPad ci può servire o no, magari ascoltano il keynote in cui è stato presentato ed in particolare questa parte segnalatami dal mio amico Gianluca &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=xF1BQN3mo-E&amp;amp;feature=related"&gt;in cui viene mostrato il funzionamento di alcune applicazioni su iPad&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-2466811401014019663?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/2466811401014019663/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/04/ipod-steve-jobs-affabulatore.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/2466811401014019663'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/2466811401014019663'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/04/ipod-steve-jobs-affabulatore.html' title='Steve Jobs il grande affabulatore colpisce ancora, dopo la grande attesa per il lancio sul mercato di iPad i grandi numeri nelle vendite'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S7sl_d6xzHI/AAAAAAAAAWE/BVNEKrBKQjM/s72-c/steve-jobs-iPad.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-6841680436408431896</id><published>2010-03-25T09:59:00.000-07:00</published><updated>2010-03-25T10:39:51.141-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><title type='text'>L'assalto della vecchia guardia!! Il rapporto ABI / Eurisko certifica che anche i meno giovani utilizzano il banking on line</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S6ud65GihuI/AAAAAAAAAV8/TBWtubPbjXs/s1600/Waterloo_Cambronne.png"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 276px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S6ud65GihuI/AAAAAAAAAV8/TBWtubPbjXs/s400/Waterloo_Cambronne.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5452625408948340450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il titolo ovviamente non vuole essere offensivo nei confronti dei meno giovani anzi! Fa riferimento al glorioso comportamento della Vecchia Guardia Napoleonica che a Waterloo, quando la Giovane Guardia viene travolta dal feldmaresciallo Blucher a Plancenoit ,  guidata dal generale Morand,  riprende la posizione e resiste fino all'arrivo dell'arrivo degli inglesi, alleati dei prussiani; ma i  veterani delle vittorie di Napoleone, resistono eroicamente fino alla morte per consentire la fuga dell'imperatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma torniamo all'on line banking... :)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi sono stati presentati i dati dell'osservazione condotta dall'ABI e devo dire che contiene l'interessante informazione che la crescita nell'utilizzo dell'internet banking vede un gran balzo in avanti del numero di utenti nella fascia oltre i 55 anni, con aumenti, a seconda delle fasce dal 16% al 25%. Una buona notizia perchè dimostra una penetrazione dei servizi on line in segmenti che venivano ritenuti irrimediabilmente un po' fuori da questo fenomeno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lascerei alla personale valutazione di tutti le cifre riportate nel report ( &lt;a href="http://www.abi.it/doc/125145838240651_g__servizi_1.pdf"&gt;http://www.abi.it/doc/125145838240651_g__servizi_1.pdf&lt;/a&gt; ) o nell'esame più o meno critico che ne hanno fatto i giornali (&lt;a href="http://www.repubblica.it/economia/2010/03/25/news/i_sessantenni_scoprono_l_ebanking_i_nuovi_clienti_sono_laureati_e_vivono_nel_nord-2893762/"&gt;http://www.repubblica.it/economia&lt;/a&gt;) e mi concentrerei su questo fenomeno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il direttore generale ABI, Sabatini, ne ascrive, ovviamente, il merito al Sistema che lui rappresenta ("Gli investimenti effettuati dalle banche per rendere sempre piu' vicina la banca ai clienti stanno consentendo una grande liberta' di accesso ai servizi finanziari" - &lt;a href="http://it.advfn.com/notizie/Banche-Abi-i-sessantenni-alla-scoperta-dellhome-banking_42122213.html"&gt;http://it.advfn.com/notizie/Banche-Abi-i-sessantenni-alla-scoperta-dellhome-banking_42122213.html&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In verità questo si inserisce nel più generale avvicinamento al mondo web in atto negli ultimi tre anni, grazie alla popolarità crescente dei social network, che incidendo sulla capacità di favorire le facoltà realzionali nella sfera amici/parenti sta rendendo familiare il web a fasce crescenti di utenti. Anzi probabilmente valutando i tassi di crescita generali del web forse scopriremmo percentuali di crescita maggiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Preoccupante il dato relativo alla tipologia di utenti, che è ancora molto orientata a fasce di cultura elevata, un segnale che c'è ancora molto da lavorare sul processo di semplificazione nell'accesso ai servizi finanziari, che evidentemente oggi avviene con ridotta intermediazione ancora solo per specifiche fasce di utenti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-6841680436408431896?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/6841680436408431896/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/03/abi-sessentenni-online-banking.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/6841680436408431896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/6841680436408431896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/03/abi-sessentenni-online-banking.html' title='L&apos;assalto della vecchia guardia!! Il rapporto ABI / Eurisko certifica che anche i meno giovani utilizzano il banking on line'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S6ud65GihuI/AAAAAAAAAV8/TBWtubPbjXs/s72-c/Waterloo_Cambronne.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-2858248958111341325</id><published>2010-03-12T05:06:00.000-08:00</published><updated>2010-03-12T05:54:49.453-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='business intelligence'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aziende'/><title type='text'>Anche per la Business Intelligence esistono ottime soluzioni Open Source, un possibile vantaggio per progettare la crescita aziendale (Parte seconda)</title><content type='html'>Nel &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/03/business-intelligence-open-source.html"&gt;post precedente&lt;/a&gt; ho cominciato un breve excursus sui prodotti di Business Intelligence open source, abbiamo iniziato dal plug in di Eclipse e proseguiano ora con gli altri prodotti che possono essere considerati i più diffusue e conosciuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pentaho&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pentaho forse è la piattaforma più conosciuta per la Business Intelligence, merito della forte campagna di autopromozione e marketing del produttore e di oggettivi riconoscimenti esterni, come nel 2008, quando è &lt;a href="http://www.mayking.com/newseventi/archivio/-/asset_publisher/xJ8b/content/13605;jsessionid=FCD135A7766F1867EAD9AFADA893AEA4?redirect=%2Fnewseventi%2Farchivio"&gt;risultata vincitrice nella sua categoria&lt;/a&gt; come miglior prodotto Open Source.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si tratta di un unico prodotto ma di una serie di soluzioni messe insieme per costruire una suite, tra questi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.    Mondrian per l'OLAP,&lt;br /&gt;2.    JfreeReports per la reportistica,&lt;br /&gt;3.    Kettle per l'ETL.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pentaho copre tutti i principali aspetti della Business Intelligence,proponendo oltre alla Community Edition Open Source una versione Enterprise a pagamento con funzionalità aggiuntive ed ovviamente supporto. Per lo sviluppo di nuovi documenti anche Pentaho fa uso di un designer basato su Eclipse e i documenti una volta sviluppati vengono caricati all'interno della piattaforma web per l'esecuzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I server web preferiti sono Tomcat o JBoss, ma  teoricamente qualunque altro web server Java, mentre per l’ETL  viene proposto  Pentaho Data Integration (già conosciuto come Kettle).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S5pGHC60sTI/AAAAAAAAAVk/XoMfcVSW_Rs/s1600-h/pentaho.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 319px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S5pGHC60sTI/AAAAAAAAAVk/XoMfcVSW_Rs/s400/pentaho.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5447743786114658610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I prezzi della versione enterprise  non sono esorbitanti, ma in ogni caso, a giudicare dai commenti nei forum degli sviluppatori, la CE sia di ottima qualità e buone potrenzialità tale da renderla già interessante per sviluppi significativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;JasperSoft&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;JasperSoft è conosciutissima tra gli sviluppatori grazie al software di reporting Open Source JasperReport. Per ilmercato della Business Intelligence ha rilasciato JasperServer cha fa uso di JasperReport per la reportistica, di Mondrian/JPivot per l’ OLAP e di Talend Open Studio per l'ETL.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;JasperServer viene descritto come un sistema semplice ma intuitivo e ben sviluppato, con delle API web service per integrarla in prodofindità. Come gli altri prodotti JasperServer è disponibile nella versione Open Source o a pagamento che è leggermente più potente della versione free. Gira su web server Java come Tomcat ma, data la buona aderenza agli standard, è teoricamente semplice farla girare sugli altri server.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S5pGMcPp0iI/AAAAAAAAAVs/VeTnElfivz4/s1600-h/jasper.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 250px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S5pGMcPp0iI/AAAAAAAAAVs/VeTnElfivz4/s400/jasper.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5447743878812258850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Esistono delle implementazioni particolari come quella disponibil a questo link   &lt;a href="http://dynamicjasper.sourceforge.net/"&gt;http://dynamicjasper.sourceforge.net/&lt;/a&gt;, nate per semplificare ulteriormente l’utilizzo di questo prodotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Spago BI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SpagoBI è la prima piattaforma open source di Business Intelligence italiana. E' stata rilasciata da Engineering ed ha una architettura con i componenti principali programmati in Java:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•    SpagoBI Server, la piattaforma che comprende tutti gli strumenti analitici, la gestione della sicurezza e delle regole di visibilità, i tools di amministrazione&lt;br /&gt;•    SpagoBI Studio, l'ambiente di sviluppo integrato&lt;br /&gt;•    SpagoBI Meta, l'ambiente dei metadati&lt;br /&gt;•    SpagoBI SDK, il layer di integrazione per usare SpagoBI da applicazioni esterne&lt;br /&gt;•    SpagoBI Applications, che accoglie tutti i modelli analitici verticali sviluppati con SpagoBI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viene dichiarato che si installa su qualsiasi sistema operativo che supporti java e l'accesso alla piattaforma da parte dei client avviene con un normale browser.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S5pGUcT6oFI/AAAAAAAAAV0/9DY7PV4COBo/s1600-h/spago.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 260px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S5pGUcT6oFI/AAAAAAAAAV0/9DY7PV4COBo/s400/spago.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5447744016269090898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ha una gestione integrata di utenti (amministratori/sviluppatori/utenti comuni) ed è compatibile Oracle, MySQL e postgresql. Spago BI consente differenti tipi di reporting con diverse modalità di estrazione dei dati. Come altri prodotti del genere permette di scegliere il tipo di report per la presentazione e personalizzarele procedure di elaborazione ed estrazione dei dati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sito ufficiale di SpagiBi è &lt;a href="http://www.spagoworld.org/xwiki/bin/view/SpagoWorld/"&gt;http://www.spagoworld.org/xwiki/bin/view/SpagoWorld/&lt;/a&gt; da dove è possibile scaricare l'applicazione, il manuale e testare la piattaforma .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i case studies citati FIAT Group Automobiles  “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ha scelto SpagoBI come piattaforma di Business Intelligence open source per realizzare link.e.intelligence, la componente analitica del prodotto .link, sviluppato per supportare i processi di vendita della rete internazionale di distribuzione&lt;/span&gt;”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-2858248958111341325?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/2858248958111341325/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/03/business-intelligence-open-source2.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/2858248958111341325'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/2858248958111341325'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/03/business-intelligence-open-source2.html' title='Anche per la Business Intelligence esistono ottime soluzioni Open Source, un possibile vantaggio per progettare la crescita aziendale (Parte seconda)'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S5pGHC60sTI/AAAAAAAAAVk/XoMfcVSW_Rs/s72-c/pentaho.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-4847232275396777319</id><published>2010-03-02T07:22:00.000-08:00</published><updated>2010-03-12T05:56:48.286-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='business intelligence'/><title type='text'>Anche per la Business Intelligence esistono ottime soluzioni Open Source, un possibile vantaggio per progettare la crescita aziendale (Parte prima)</title><content type='html'>Ho affrontato&lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/01/bi-evoluta-vs-bi-base.html"&gt; spesso in passato il tema della business intelligence&lt;/a&gt; e della sua applicazione all’interno di contesti aziendali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un po’ più che in altri segmenti applicativi nella Business Intelligence esiste un problema di implementazione, legato da un lato agli alti costi dei prodotti commerciali, dall’altro alla particolarità delle risorse umane necessarie, non solo esperti IT e funzionali ma anche statistici e matematici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aspetti decisamente critici, sopratutto se messi in relazione alla potenzialità di imprimere una svolta alla crescita di una azienda. Oggi il primo problema, quello del costo delle piattaforme, sembra cominciare a trovare se non la soluzione, almeno una risposta anche per gli utenti con esigenze più elementari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il movimento Open Source da tempo propone soluzioni di questo tipo, ma ora sembrano arrivate ad un sufficiente livello di maturità ed anche gli analisti cominciano a dare grosso credito a questa tipologia di prodotti. Da &lt;a href="http://www.datamanager.it/cms/view/sezioni_web/open_source/business_intelligence_il_futuro_sar_open/s152/c83727"&gt;un articolo di Data Manager Online&lt;/a&gt; leggiamo che “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;soluzioni low cost che potrebbero ridurre il TCO di una infrastruttura di IT. Gartner prevede che l’utilizzo dei tool di Business Intelligence Open Source aumenterà di cinque volte entro il 2012&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggiamo ancora che il mercato si è polarizzato su alcuni leader ma che"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’adozione di strumenti di Business Intelligence Open-source è aumentata nel corso degli ultimi pochi anni. Fino al 2004 difficilmente le aziende guardavano al mondo open-source per soddisfare esigenze di BI, soprattutto quelle con un grande numero di utenti; questo sottomercato ora si è ben sviluppato, ed oggi registra tassi di crescita costante&lt;/span&gt;  (Andreas Bitterer, Research Vice President di Gartner) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;...   ... in Italia società come Cap Gemini già oggi offrono ai propri clienti soluzioni basate su Pentaho, segno che anche in quest'ambito l'open offre soluzioni 'disruptive&lt;/span&gt;'”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo realizzato una personale ricerca per capire cosa offre il mercato e dall’analisi delle risorse via web emerge la presenza di prodotti Open Source sufficientemente referenziati da poter essere presi in considerazione. Di seguito riportiamo quelli che da questa analisi sembrano i più diffusi ed affidabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•    Pentaho &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/www.pentaho.org"&gt;www.pentaho.org&lt;/a&gt;     &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Pentaho"&gt;http://en.wikipedia.org/wiki/Pentaho&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;•    Jaspersoft &lt;a href="http://www.jaspersoft.com/jaspersoft-business-intelligence-suite"&gt;www.jaspersoft.com/jaspersoft-business-intelligence-suite&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;•    Eclipse Birt &lt;a href="http://www.eclipse.org/birt/phoenix/"&gt;www.eclipse.org/birt/phoenix/ &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;•    SpagoBI &lt;a href="http://www.spagoworld.org/xwiki/bin/view/SpagoWorld/"&gt;www.spagoworld.org/xwiki/bin/view/SpagoWorld/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un indicatore di misura della popolarità può essere dato dal numero di utenti della community di sviluppatori ed in questo senso Pentaho è il più popolare (a giudicare dai numeri trovati in rete) o dai risultati della ricerca di Google (349.000) contro i 149.000 di Jaspersoft, i 118.000 di Eclipse Birt ed i 29.100 di SpagoBI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Eclipse BIRT&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BIRT è è un sistema di reportistica open source sviluppato all’interno dell’iniziativa che fa capo alla Fondazione Eclipse. BIRT è integrabile con applicazioni web al fine di  fornire funzionalità come quelle l’impostazione del layout dei report, i grafici, l’accesso ai dati e la gestione di script.&lt;br /&gt;BIRT mette a disposizione diversi formati per i report possono dall’ HTML al PDF.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordiamo che Eclipse era un IDE (Integrated Development Environment) della grande famiglia IBM che lo aveva acquisito da Object Technology International, ma che successivamente è stato collocato all’interno di un grande progetto Open Source supportato da molte aziende di grande caratura internazionale tra le quali appunto la stessa IBM.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il limite rintracciabile in Eclipse potrebbe essere proprio quello che Eclipse stesso non è uno strumento user-friendly per gli utenti finali e fortemente orientato ad operare sul client. BIRT è costituito da un designer di report ed un componente di runtime che è possibile aggiungere alla propria applicazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con BIRT è possibile creare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•    Elenchi e report complessi– da semplici elenchi  a report più complessi di dati. con raggruppamenti di dati correlati, con la possibilità di funzioni algebriche su dati numeric, quali somme ed altre operazioni  .&lt;br /&gt;•    Grafici a torta, a linea, a barre e molti altri. I grafici BIRT possono essere rappresentati in SVG e supportano gli eventi.&lt;br /&gt;•    Matrici – strutture di datiti in due dimensioni:&lt;br /&gt;•    Lettere e documenti – format di documentazione con testi e dati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una descrizione del funzionamento&lt;a href="http://www.ilsoftware.it/articoli.asp?id=3505"&gt; è inclusa in questo articolo &lt;/a&gt;ed aiuta a capirne il funzionamento  oppure è possibile&lt;a href="http://download.eclipse.org/birt/downloads/examples/reports/2.1/drill/drill.html"&gt; osservare la demo&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S40xfEo3vGI/AAAAAAAAAVc/r38Un_j7wlU/s1600-h/birt.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 289px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S40xfEo3vGI/AAAAAAAAAVc/r38Un_j7wlU/s400/birt.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444061934451670114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/03/business-intelligence-open-source2.html"&gt;segue la seconda parte...&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-4847232275396777319?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/4847232275396777319/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/03/business-intelligence-open-source.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/4847232275396777319'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/4847232275396777319'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/03/business-intelligence-open-source.html' title='Anche per la Business Intelligence esistono ottime soluzioni Open Source, un possibile vantaggio per progettare la crescita aziendale (Parte prima)'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S40xfEo3vGI/AAAAAAAAAVc/r38Un_j7wlU/s72-c/birt.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-3584456440066328129</id><published>2010-02-24T08:42:00.000-08:00</published><updated>2010-02-24T09:26:13.672-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Social Network'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banca'/><title type='text'>Inchiesta Banking 2.0 2010. (Addendum): beccato da Webank!!!  Tu chiamalo se vuoi... web 2.0</title><content type='html'>Eh si.. non ho fatto a tempo a criticare una scelta a riguardo del restyling di Webank che subito mi hanno beccato!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/02/banking-20-2010-webank.html"&gt;precedente post ho obiettato che la citazione "on line dal 1999"&lt;/a&gt; stonava un po' con il ringiovanimento in atto in Webank, (&lt;a href="http://www.webank.it"&gt;www.webank.it&lt;/a&gt;)  passano poche ore e mi arriva una mail da Francesco, new media specialist di Webank, che mi ringrazia per il post e mi segnala l'iniziativa &lt;a href="http://www.onlinedal1999.it./"&gt;www.onlinedal1999.it.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo tono è gentile e non fa riferimento alla mia affermazione, ma mi invita a curiosare in questo sito "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;la nostra&lt;/span&gt; [loro] &lt;span style="font-style: italic;"&gt; nuova iniziativa per ripercorrere gli ultimi 10 anni della Rete, attraverso i ricordi, le emozioni, le parole di chi vive nell’online. Dopo una breve registrazione è possibile iniziare a pubblicare la propria storia (nella sezione “Storytelling“) e/o la propria timeline interattiva (nella sezione “Timeline“)&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quando si dice il web 2.0!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;... e non posso dire nulla... da sempre sostenitore della "rivoluzione del web"!&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S4VfVvu6EKI/AAAAAAAAAVU/xoEr52FXr5A/s1600-h/dal1999.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 297px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S4VfVvu6EKI/AAAAAAAAAVU/xoEr52FXr5A/s400/dal1999.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5441860551942213794" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Effettivamente 10 anni importanti anche per me... 10 anni in cui ho veramente cambiato la mia carriera professionale, trovandomi coinvolto in progetti di trading e banking on line per i più dinamici protagonisti del web finanziario, tra loro proprio Webank, Fineco, Intesa Trade.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Trading in particolare rappresentò, a mio giudizio, anche la killer application che fece conoscere a tutti Internet, quello che negli ultimi due hanni ha fatto il social netwotking per il definitivo lancio di Internet come strumento di comunicazione di massa. A guardarli oggi sembrano tempi un po' eroici, in cui la risoluzione dei monitor metteva a dura prova gli occhi ed i modem a 56k la nostra pazienza. I back office delle banche si fermavano alle 5 per logorroiche operazioni batch, e noi con un gruppo di ragazzi in gamba (ma alle prime armi) sviluppammo un sistema per operare anche dopo quell'orario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La curiosità non è solo femmina e sono andato a registrarmi, a girovagare tra le storie e nella timeline... può sembrare poco romantico che temi come il banking on line si colorino di nostalgiche sensazioni ma è così,  è un pezzo importante della mia vita. Un pezzo molto piacevole sopratutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sa che scriverò qualcosa...  :)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-3584456440066328129?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/3584456440066328129/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/02/banking-20-2010-beccato.html#comment-form' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/3584456440066328129'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/3584456440066328129'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/02/banking-20-2010-beccato.html' title='Inchiesta Banking 2.0 2010. (Addendum): beccato da Webank!!!  Tu chiamalo se vuoi... web 2.0'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S4VfVvu6EKI/AAAAAAAAAVU/xoEr52FXr5A/s72-c/dal1999.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-4334358385144333396</id><published>2010-02-17T02:55:00.000-08:00</published><updated>2010-02-22T02:03:21.706-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Social Network'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blog'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banca'/><title type='text'>Inchiesta Banking 2.0 2010. In Italia si rivede Webank, new look ma anche qualche novità</title><content type='html'>Nei post precedenti siamo andati in giro &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/02/banking-20-2010-smartypig.html"&gt;a curiosare nei siti di banking-like anglosassoni&lt;/a&gt;, rammaricandoci del fatto che questi concetti siano quasi completamente ignorati in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi mi tocca fare un piccolo dietro front, le mie incursioni notturne nei siti di home banking (si lo so… detta cosi sembra una vera perversione!)  mi hanno fatto scoprire che la mia affermazione non era completamente esatta. In particolare stavo riguardando il sito di Webank, in quanto banca che recentemente è intenzionata a rimettersi in moto, dopo qualche anno di gestione ordinaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ma partiamo dall’inizio. Un po’ di storia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei mesi scorsi il gruppo BPM ha acquisito IntesaTrade, l’emanazione del gruppo IntesaSanpaolo per il trading on line e denominata ora WeTrade.  IntesaTrade e Webank erano nate più o meno nello stesso periodo con l’obiettivo di cavalcare il fenomeno trading on line, poi, con lo scoppio della bolla, Webank si è posizionata più sul banking on line per il Gruppo mentre IntesaTrade ha continuato a focalizzarsi esclusivamente sul TOL.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli scorsi anni (2008) Webank è diventata realtà autonoma da BPM, che ha creato per i propri clienti BPMbanking, una versione  del banking on line destinata a rimanere più tradizionale. Con la recente acquisizione BPM conferma la propria volontà di  diventare banca nazionale sfruttando il canale on line, come dichiarato nel recente piano industriale,  e di riprendere con vigore la competition in un segmento dove la Fusione Xelion-Fineco ha consolidato la leadership di Fineco. A Webank erano sfuggiti i Trader più incalliti ed ecco che l’acquisizione completa l’offerta di Webank.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S3vLgs0petI/AAAAAAAAAUs/FG0HZH1B_Uo/s1600-h/Logo_webank.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 175px; height: 80px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S3vLgs0petI/AAAAAAAAAUs/FG0HZH1B_Uo/s400/Logo_webank.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5439164737628240594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Parallelamente era stata avviata una operazione di “ringiovanimento” focalizzata ovviamente molto &lt;a href="http://economiaefinanza.blogosfere.it/2009/05/webank-la-tavola-rotonda-andrea-cardamone-tra-social-network-phishing-e-mobile.html"&gt;sul fenomeno del social networking&lt;/a&gt; e Webank (già We@bank) diventa Webank.it, con un logo molto più essenziale; l’odierna Home Page si presenta sobria e sulla destra  offre i primi segnali “Social”, tre tasti laterali permettono:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;di accedere alle pagine Webank sui vari Social Network, &lt;/li&gt;&lt;li&gt;segnalare la pagina, &lt;/li&gt;&lt;li&gt;inviare un suggerimento (“la banca che vorrei”)&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S3vL2FrXurI/AAAAAAAAAU8/mMvBVj9NjZY/s1600-h/webank0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 249px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S3vL2FrXurI/AAAAAAAAAU8/mMvBVj9NjZY/s400/webank0.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5439165105077467826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S3vLs_ih1OI/AAAAAAAAAU0/Hnvulp5kGR4/s1600-h/4290793498_2884d848f7.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 154px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S3vLs_ih1OI/AAAAAAAAAU0/Hnvulp5kGR4/s200/4290793498_2884d848f7.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5439164948810945762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Poco sotto la sezione "social media", dedicata all’informazione su temi legati al banking ed al risparmio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa contiene la sezione podcast (Radio Webank)  con le lezioni di trading, la sezione immagini dove si può trovare la copertina del libro dell’AD  Cardamone con tanto di prefazione di Carlo Massarini, gli immancabili video, la community &lt;a href="http://talkwebank.it/"&gt;TalkWebank&lt;/a&gt;   ed il &lt;a href="http://www.insoldoni.it/"&gt;blog InSoldoni&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse stona un po’, in questa operazione, il richiamo alla “storia”, quel “on line dal 1999” presente sotto il logo e nel Title, ha un po’ il sapore demodè della “Premiata Ditta” di un tempo, poco in linea le aspirazioni  al social networking,  del quale uno dei campioni, Facebook, è nato solo nel 2005.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Segnali di Banking.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia prima ricognizione si era fermata li e mi era sfuggita la parte credo più sostanziale. Senza voler togliere nulla all’utilizzo di link al social networking, ho sempre pensato che questi, lasciati fini a se stessi, mancassero l’obiettivo che intendevano raggiungere (quanti utenti realmente attivi hanno le varie community bancarie?), o meglio, utili a dare una immagine diversa, poco utili a creare una reale esperienza di social networking di successo  nel banking.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diverso è invece se il nuovo approccio viene utilizzato per offrire un servizio di social banking, come ho personalmente individuato nei vari Mint, Wesabe e Smartypig (oltre ai vari siti di social lending).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ieri con un po’ di attenzione in più scopro che Webank è andata un po’ in quella direzione… legato al lancio del Conto di Deposito Webank offre una mini gestione personale del risparmio, con grafici ed obiettivi, come si evidenzia negli screenshot riportati di seguito.  Un inizio? Speriamo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S3vMb-KB4dI/AAAAAAAAAVM/GfK1vYWYJu8/s1600-h/webank.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 311px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S3vMb-KB4dI/AAAAAAAAAVM/GfK1vYWYJu8/s400/webank.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5439165755893604818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S3vMPBtgJzI/AAAAAAAAAVE/VlyF0NmsFeo/s1600-h/webank3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 311px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S3vMPBtgJzI/AAAAAAAAAVE/VlyF0NmsFeo/s400/webank3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5439165533509396274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-4334358385144333396?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/4334358385144333396/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/02/banking-20-2010-webank.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/4334358385144333396'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/4334358385144333396'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/02/banking-20-2010-webank.html' title='Inchiesta Banking 2.0 2010. In Italia si rivede Webank, new look ma anche qualche novità'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S3vLgs0petI/AAAAAAAAAUs/FG0HZH1B_Uo/s72-c/Logo_webank.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-6517730603706922824</id><published>2010-02-12T03:06:00.000-08:00</published><updated>2010-02-16T01:12:25.859-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Social Network'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banca'/><title type='text'>Inchiesta Banking 2.0 2010. Smartypig!! anche il salvadanio a forma di porcellino arriva in formato web 2.0</title><content type='html'>Smartypig it’s like no other Piggy bank… questa è la frase con cui &lt;a href="http://www.smartypig.com/"&gt;questo sito australiano &lt;/a&gt;cerca di affermare la propria identità differenziandosi dal resto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S3U2qiYGG8I/AAAAAAAAAUc/_XZD26dhBes/s1600-h/headBg.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 105px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S3U2qiYGG8I/AAAAAAAAAUc/_XZD26dhBes/s400/headBg.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5437312229530016706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ma cos’è Smartypig? Ci siamo occupati &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/02/banking-20-2010-wesabe.html"&gt;nei precedenti post&lt;/a&gt; di Personal Finance, una tipologia di applicazione legata al mondo bancario, diffusa nei paesi anglosassoni ma inesistente in Italia. Il nome si rifà al Piggy Bank, &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Piggy_bank"&gt;il classico salvadanaio&lt;/a&gt; a forma di porcellino e serve ad evidenziare qual è la finalità di questo sito, aiutare a definire degli obiettivi di risparmio e perseguirli, contaminando la classica gestione finanziaria personale con concetti legati al networking e potenziandola con le nuove funzionalità offerte dalla tecnologia che, semplificando, definiamo 2.0.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Da dove si parte?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal concetto ovviamente più interessante “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;It’s FREE&lt;/span&gt;”, …a differenza di alcuni competitor, questo, come Wesabe,  è gratuito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Poi ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-style: italic;"&gt;It’s SOCIAL&lt;/span&gt;”… come evidenzia la home la gestione finanziaria esce dalla ristretta visione di un servizio estremamente riservato  e si apre alla collaborazione ed alla condivisione, si può decidere infatti di rendere parzialmente pubblica una serie di obiettivi, scegliendo tra amici e parenti quelli che, attraverso il sistema di collaboration, possono aiutarci a raggiungere gli obiettivi stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Da rete di utenti a reti di applicazioni&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sotto l’aspetto “social“ viene poi cavalcato un’altro dei trend, ovvero il mash up informativo realizzato attraverso l’integrazione di informazioni (feed RSS o pubblicazione sui social network) o di applicazioni (i widget). È forse questo uno dei passaggi più significativi del cambiamento al web 2.0. Un website non è più una entità unica gestita completamente dal suo ideatore e promotore, ma si arricchisce di funzionalità messe a disposizione da terzi. In questo campo è stato Facebook a fare da first mover e questa è stata l’arma vincente per scalzare MySpace dal trono dei social network.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le famose applicazioni, i test, i baci e tutta la pletora di attività, realizzate su Facebook da terze parti, ha conferito al network quella dinamicità che le è propria, il “ritmo” di cui parla&lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/04/banking-20-banche-tecnologia.html"&gt; la teoria delle Comunità di Pratica,&lt;/a&gt; da cui sono stati tratti molti concetti alla base degli attuali SN.&lt;br /&gt;Se all’inizio il WEB era una rete di nodi corrispondenti ad entità (istituzioni, Aziende etc.) si è passati alla rete di individui ed ora alla rete di applicazioni ed individui. La rete delle reti è il web stesso (globale)  e supera in estensione e concetti la community privata il social network chiuso, per cui solo una strategia di apertura, integrazione, e disponibilità di servizi (anche elementari) ed applicazioni rende un sito interessante per gli Internauti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sotto questo profilo il campione di integrazione ed integrabilità è iGoogle dove ogni contenuto può essere visualizzato, tant'è che alcuni giganti del mondo bancario americano hanno recepito questo trend e realizzato widget proprio per iGoogle, come &lt;a href="https://www.usaa.com/inet/ent_utils/McStaticPages?key=widget_market_place&amp;amp;SearchRanking=1&amp;amp;SearchLinkPhrase=widget"&gt;USAA&lt;/a&gt;, oppure in altri casi per Facebook o iPhone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I vantaggi per gli utenti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro concetto fatto proprio dal management di Smartypig è in qualche modo riconducibile a quello dei “&lt;a href="http://www.intrage.it/rubriche/consumatori/spendere_informati/gruppi_acquisto/index.shtml"&gt;gruppi d’acquisto&lt;/a&gt;”, o più in generale le convenzioni offerte per esempio dai CRAL o dalle carte di credito. Vengono definiti infatti accordi per ottenere per  gli utenti sconti da parte di importanti  aziende di viaggi o retailers, quale la famosissima Macy’s, grande catena americana della distribuzione oppure per negoziare favorevoli tassi sui prestiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S3U3IX0obgI/AAAAAAAAAUk/_pNrfRBJmPA/s1600-h/smartypig.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 317px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S3U3IX0obgI/AAAAAAAAAUk/_pNrfRBJmPA/s400/smartypig.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5437312742092992002" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nel prossimo post cercherò di dare un’occhiata in dettaglio a come si traduce in funzionalità questa sequenza di buone intenzioni, ma per ora vi lascio riportando il testo della pagina &lt;a href="http://www.smartypig.com/about/inspiration"&gt;Inspiration&lt;/a&gt;, che vuole dare corpo all’approccio con cui affrontare questa attività:&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;There’s nothing more optimistic than creating a goal, working toward that goal and finally reaching that goal! People often tell us we’ve helped them get out of the habit of using plastic they can no longer afford, basically helping them rethink their relationship with their money. They are inspired to simply change their ways, get off on the right foot, or to dream big about the things they want to do and the places they want to go. We asked our customers to share why they use SmartyPig. What they sent us tells our story better than we ever could&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Godetevi uno dei videocontest presenti nella pagina!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="400" height="240"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/j7wc0AxDH4s&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/j7wc0AxDH4s&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="400" height="240"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-6517730603706922824?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/6517730603706922824/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/02/banking-20-2010-smartypig.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/6517730603706922824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/6517730603706922824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/02/banking-20-2010-smartypig.html' title='Inchiesta Banking 2.0 2010. Smartypig!! anche il salvadanio a forma di porcellino arriva in formato web 2.0'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S3U2qiYGG8I/AAAAAAAAAUc/_XZD26dhBes/s72-c/headBg.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-3333940020185476270</id><published>2010-01-23T07:04:00.000-08:00</published><updated>2010-02-22T04:04:47.785-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Social Network'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><title type='text'>Inchiesta Banking 2.0 2010. Le novità arrivano dall'esterno del mondo bancario, i siti di Personal Finance Management: Wesabe</title><content type='html'>Seconda puntata dell’&lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/01/banking-20-pochi-progressi.html"&gt;inchiesta web 2.0 nella banche versione 2010&lt;/a&gt;…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...dopo lo scetticismo della prima occorre dare un po’ di sale a questa osservazione, ma per farlo dobbiamo ricorrere a situazioni esterne al circuito bancario tradizionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo introdotto come il Personal Financing sia una pratica estremamente diffusa negli Stati Uniti, tant’è che tutte le grandi banche ne offrono una propria versione ai propri clienti, da Bank of New York, al gigante Wachovia/Well Fargo a &lt;a href="http://personal.fidelity.com/products/checking/content/learnmorea.shtml.cvsr?refpr=fv4"&gt;Fidelity&lt;/a&gt; e USAA a &lt;a href="https://home.ingdirect.com/privacy/privacy.asp?s=SaveYourMoney"&gt;Save your Money&lt;/a&gt; di ING. Ognuna con le proprie peculiarità e aggiungendo qua e la funzionalità innovative quale USAA che consente l'accredito di un assegno attraverso la&lt;a href="https://www.usaa.com/inet/ent_utils/McStaticPages?key=int_deposithome_tour_module"&gt; semplice upload dell'immagine&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa propensione degli utenti americani ha fatto si che nascessero anche prodotti di mercato indipendenti come Quicken ed i prodotti di Intuit, ma l’evoluzione web ha fatto si aprisse ovviamente la via dei servizi on line, gratuiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mint e Wesabe... come Avatar...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I più celebri sono &lt;a href="http://www.mint.com/"&gt;Mint&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.wesabe.com/"&gt;Wesabe&lt;/a&gt; che però hanno seguito strade diverse, la prima dopo un grande successo è stata acquisita proprio da Intuit che, dopo aver tentato in proprio (come Microsoft) di costruire una propria versione, ha ripiegato&lt;a href="http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefeconomica/PDF/2009/2009-09-21/2009092113741866.pdf"&gt; sul fagocitare il suo concorrente&lt;/a&gt;, regalando con 170 milioni di dollari una serena vecchiaia al suo fondatore, Aaron Patzer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S2hGz_BkNXI/AAAAAAAAAUU/ZeTUgqMHAyI/s1600-h/avatar.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 308px; height: 173px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S2hGz_BkNXI/AAAAAAAAAUU/ZeTUgqMHAyI/s320/avatar.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433670809327777138" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Dopo aver girato sull' i-banking di tante banche visitare Wesabe ha lo stesso effetto di vedere Avatar con gli occhialini in tridimensionale dopo aver visto Via col Vento. L'uso della tecnologia e delle funzionalità possibili allo stato dell'arte, ma senza la debolezza di una trama vista e rivista come quella del film di Cameron!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wesabe resiste ed è il sito di maggior fama tra i socialnetworkisti e se anche il suo boss Hedlund non si sbottona sui numeri una sua frase può essere esplicativa "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;we are well within hundreds of thousands of users no&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;w, and we've been growing at an average rate of about 20 to 35 percent every month&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Wesabe, approccio Open e Social&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La natura Open di Wesabe la si apprezza da subito, mentre Mint ti ferma sullo scoglio dell’indicazione di almeno un account bancario (cosa non possibile per noi italiani in quanto Mint gestisce solo banche USA ed anche il mio tentativo con American Expres si è incagliato su un problema di credenziali), Wesabe ti permette di registrarti liberamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S2g_VLrhctI/AAAAAAAAAT8/RiwKlIstHBI/s1600-h/wwesabe1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 281px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S2g_VLrhctI/AAAAAAAAAT8/RiwKlIstHBI/s400/wwesabe1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433662583567643346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La Home è costruita per ridurre la diffidenze di chi vi si imbatte, aspetto friendly, immagini spensierate, informazioni su cos’è Wesabe e recensioni. Anche la registrazione è essenziale, pochi dati e nessuno ostacolo per poter partire immediatamente, solo successivamente una procedura guidata ti aiuta a familiarizzarti con il servizio e, al tempo stesso, a registrare le informazioni personali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dashboard per il risk management familiare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sito permette di registrare diversi account bancari in maniera tale da avere su  una unica dashboard tutta la propria situazione finanziaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’infrastruttura del network bancario americano rende fortunatamente possibile questa aggregazione di dati grazie a diversi standard, quali &lt;a href="http://www.ofx.net/AboutOFX/AboutOFX.aspx"&gt;OFX&lt;/a&gt;, e Wesabe mette a disposizione diversi metodi di caricamento delle informazioni, a secondo del grado di confidenza nei livelli di sicurezza del servizio:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;caricamento manuale di file, &lt;/li&gt;&lt;li&gt;attraverso applicativi desktop o plug in di Firefox &lt;/li&gt;&lt;li&gt;oppure al massimo livello delegando completamente Wesabe alla sincronizzazione. &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Non manca il caricamento di singole transazioni da interfaccia attraverso twitter o email. L’obiettivo è quello di offrire all’utente la possibilità di registrare le spese nel momento stesso in cui vengono fatte per non perderne traccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Funzionalità moderne al passo con la nostra attitudine all'uso del web&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è il resto che fa la differenza, posso&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; taggare spese &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ed incassi&lt;/span&gt; per ricondurli a categorie predefinite e quindi osservarne l’andamento, posso &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;definire degli obiettivi di spesa&lt;/span&gt; e contestualizzarli rispetto ai tag definiti, per&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; capire il livello di risparmio ottenuto&lt;/span&gt; rispetto ad obiettivi prefissati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una dashboard piena di grafici e progress bar mi aiuta a valutare la mia propensione alla spesa, la mia situazione finanziaria complessiva, mentre  sono in arrivo anche l’integrazione con gli impegni a venire, per fare misurazioni e valutazioni sul futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S2g_cryPmwI/AAAAAAAAAUE/LEduSv_SXrU/s1600-h/wwesabe2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 292px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S2g_cryPmwI/AAAAAAAAAUE/LEduSv_SXrU/s400/wwesabe2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433662712444852994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ajax per l'interazione ed il Real Time&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S2g_lkmUWnI/AAAAAAAAAUM/PeYIV3zpRbg/s1600-h/wwesabe3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 179px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S2g_lkmUWnI/AAAAAAAAAUM/PeYIV3zpRbg/s320/wwesabe3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433662865134606962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il tutto è corredato da un uso intensivo di Ajax per l’auto-completamento dei campi di ricerca (come la funzione per individuare il merchant con cui ho sostenuto la spesa), l’aggiornamento in real time di grafici e tabelle di riepilogo, la presenza di tips e tabelle informative di dettaglio, visibili al passaggio del mouse su grafici e torte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tecnologicamente poi le funzionalità sono completate dai widget disponibili per Iphone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Social Banking and Networking &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da un punto di vista “social” invece Wesabe prevede buona parte del campionario disponibile, blog, gruppi di discussione e l’immancabile Twitter, ma la sua vera particolarità è di creare statistiche dai dati degli utenti anonimizzati, per confrontare le proprie abitudini di spesa con gli altri utenti del network .&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-3333940020185476270?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/3333940020185476270/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/02/banking-20-2010-wesabe.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/3333940020185476270'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/3333940020185476270'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/02/banking-20-2010-wesabe.html' title='Inchiesta Banking 2.0 2010. Le novità arrivano dall&apos;esterno del mondo bancario, i siti di Personal Finance Management: Wesabe'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S2hGz_BkNXI/AAAAAAAAAUU/ZeTUgqMHAyI/s72-c/avatar.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-2436754618567702313</id><published>2010-01-21T23:48:00.000-08:00</published><updated>2010-02-02T09:18:34.092-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Social Network'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banca'/><title type='text'>Inchiesta Banking 2.0, due anni dopo. 2010 Cosa è successo… o sarebbe meglio dire.. cosa non è successo??</title><content type='html'>Due anni fa, proprio all’inizio di Gennaio, avevo cominciato a scrivere&lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/01/banking-20-banche-e-tecnologia.html"&gt; una serie di post&lt;/a&gt; sul &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Banking 2.0&lt;/span&gt;, ovvero su cosa avrebbe potuto significare, per il banking on line, l’adozione di concetti web 2.0, sia per quanto riguardava le enormi potenzialità che vengono offerte da tecnologie quali Flash o Ajax, sia per quanto riguarda i nuovi modelli di comportamento indotti dalla diffusione del social networking.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Due anni che valgono quanto decenni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlo di soli due anni fa eppure sembra che sia già passato qualche decennio… il social networking passava da trend a fenomeno di massa, Facebook aggrediva il monopolio di MySpace e …  …e non era ancora esplosa in tutta la sua virulenza la Grande Crisi. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S1lZzw4tFaI/AAAAAAAAAT0/2gNivl3L9Lk/s1600-h/borsa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 272px; height: 272px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S1lZzw4tFaI/AAAAAAAAAT0/2gNivl3L9Lk/s320/borsa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5429469571602781602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le artefici e le vittime di questa crisi sono state le grandi banche americane e, con effetto dominio, tutto il sistema bancario e finanziario mondiale: Lehman Brothers era (prima di fallire)  una delle&lt;a href="http://www.businessonline.it/news/7762/Morgan-Stanley-e-Goldman-Sachs-a-rischio-fallimento-Banche-mondiali-mettono-liquidita-nelle-Borse.html"&gt; 5 temutissime banche d’investimento&lt;/a&gt; (tutte ridimensionate) Maddoff era un guru della finanza &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/12/nasdaq-truffa.shtml?uuid=82012e96-c824-11dd-baf9-fbc7a4fc4e23&amp;amp;DocRulesView=Libero"&gt;prima di essere denunziato da figli e dipendenti&lt;/a&gt; e (tutte) le più celebri corporation di analisti, esperti di “prediction” vedevano un massiccio &lt;a href="http://www.finextra.com/fullstory.asp?id=18780"&gt;utilizzo del web 2.0 anche nelle banche &lt;/a&gt;“&lt;span style="font-style: italic;"&gt;many banks recognise the need to embrace Web 2.0 but only a handful of early movers are currently showing signs of next-generation offerings and it will take 18 months before real progress is made.&lt;/span&gt;”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il banking 2.0 oggi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I 18 mesi sono passati e la crisi sembra avere lasciato sul terreno le buone intenzioni di cui era alimentato quell’inizio del 2008. Il Web 2.0 è solo timidamente usato dalle banche sotto il profilo tecnico, quasi nulla sotto il profilo "social". Oggi &lt;a href="http://www.worklight.com/CurrentPage.aspx?catid=114&amp;amp;pageid=196"&gt;nuove ricerche&lt;/a&gt; (un po’ interessate??)  prevedono uno sviluppo  di questi temi per il 2010… conviene utilizzare qualche rito scaramantico e sperare che vada meglio che nel 2008…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio viaggio nel web 2.0 non mi ha fatto scoprire innovazioni stupefacenti nel settore o una larga diffusione di questi strumenti, solo esperienze a macchia di leopardo e le più interessanti vengono al di fuori del tradizionale circuito bancario. Forse si tratta solo di aspettare il web 3.0!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Difficile dire se ha avuto più impatto la crisi e la conseguente contrazione degli investimenti o il tradizionale approccio delle banche che, nella maggior parte dei casi, pur contribuendo significativamente allo sviluppo delle tecnologie, sono abituate ad introdurre le innovazioni con una certa prudenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I trend in America: Personal Finance Management&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le cose interessanti alcuni siti di Personal Finance indipendenti che hanno abbracciato la filosofia social del nuovo web. Negli Stati Uniti è forte la cultura della gestione finanziaria familiare, tant’è che gia negli anni precedenti erano diffusi strumenti desktop quali &lt;a href="http://quicken.intuit.com/"&gt;Quicken&lt;/a&gt;,  acquisito da Intuit. L’evoluzione del web ha portato alla nascita anche di applicazioni browser based ed ora tutte le principali banche USA offrono un servizio di questo genere, più o meno evoluto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tutto è favorito anche da una più diffusa attitudine alla “circolarità” delle informazioni bancarie, tant’è che è possibile avere su un unico desk la situazioni su conti su più banche diverse. Un po’ come in Italia è possibile fare al momento solo con i servizi di &lt;a href="http://www.cbi-org.eu/Engine/RAServePG.php/P/250110010404/Consorzio-CBI"&gt;Corporate Interbancario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parallelamente si sono nati siti dedicati, indipendenti dalle banche, che hanno offerto servizi molto più smart ed innovativi. Le funzionalità offerte sono interessanti e molto utili, si è per esempio mutuato il concetto di "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;tagging&lt;/span&gt;" per connotare meglio i movimenti, consentendone l’organizzazione secondo  criteri differenti, il raggruppamento delle spese in categorie permette un’analisi delle proprie propensioni di spesa ed alcuni siti forniscono spesso statistiche e report di sintesi per facilitare l’analisi personale, un vero e proprio cruscotto per il Controllo di Gestione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La possibilità di definire obiettivi e relative percentuali di raggiungimento degli stessi sono altre abituali features di questi portali, ma la traslazione dei concetti di social networking si realizza con funzioni che sfruttano la potenza della collettività. La comparazione con dati di sintesi di gruppi omogenei di utenti ne è un esempio, serve per verificare quanto i personali trend di spesa di un individuo si differenziano dalla media di utenti simili, oppure la condivisione di strategie, di obiettivi in ambiti familiari o lo sharing di conoscenza su possibili ottimizzazioni di bilancio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piccoli desk che sconfinano quasi nel risk management familiare ed evidentemente sono visti come la risposta  giusta ad una domanda di governo delle finanze personali, probabilmente ora più sentita di prima, proprio a causa della crisi perdurante. Nei prossimi post cercheremo di vedere insieme alcuni di questi siti quali Mint o Wesabe per valutarne l’efficacia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 102, 204);"&gt;segue...&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-2436754618567702313?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/2436754618567702313/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/01/banking-20-pochi-progressi.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/2436754618567702313'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/2436754618567702313'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/01/banking-20-pochi-progressi.html' title='Inchiesta Banking 2.0, due anni dopo. 2010 Cosa è successo… o sarebbe meglio dire.. cosa non è successo??'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/S1lZzw4tFaI/AAAAAAAAAT0/2gNivl3L9Lk/s72-c/borsa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-5057143849833790730</id><published>2010-01-03T10:15:00.000-08:00</published><updated>2010-01-13T05:23:07.806-08:00</updated><title type='text'>Ciao Mamma!</title><content type='html'>Siamo quello che siamo in relazione a tutto quello che ci è successo nella vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se scrivo di tecnologia, internet ed informatica lo devo anche ai miei genitori e per questo non posso, proprio su questo mio particolare diario digitale, non lasciare un saluto a mia madre, che con i suoi insegnamenti, incitamenti, talvolta rimproveri, ma sopratutto con la sua grande capacità di comprendermi e di volermi bene, ha fatto si che io oggi sia quello che sono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un ultimo bacio, Mamma...  :)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-5057143849833790730?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/5057143849833790730/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/01/ciao-mamma.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/5057143849833790730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/5057143849833790730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2010/01/ciao-mamma.html' title='Ciao Mamma!'/><author><name>Karlitos</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02493545361645090145</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-8298219042161754672</id><published>2009-11-23T07:58:00.000-08:00</published><updated>2009-11-25T02:48:50.657-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giornalismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aziende'/><title type='text'>Guerre stellari episodio 4: la Frattura Globale Totale!!   Murdoch vs. Google vs. Microsoft vs. Apple vs. Nokia etc. etc...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/Sw0K93qLhGI/AAAAAAAAATs/ffnn_yZSgKc/s1600/caccamo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 221px; height: 278px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/Sw0K93qLhGI/AAAAAAAAATs/ffnn_yZSgKc/s320/caccamo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5407990785570997346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Caccamo mi scuserà se gli ho rubato un termine, ma qui c'è qualcosa di elettrico nell'aria...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti i big dell'era digitale sembrano presi da un sussulto di iperattività...  non passa giorno senza una novità importante o senza un intervento polemico. Si aggiunga a ciò che sono implosi quei confini commerciali che avevano caratterizzato la competition negli scorsi anni. Prima chi faceva sistemi operativi era in concorrenza con gli altri produttori di analoghi sistemi, che faceva tecnologia non si occupava di contenuti e chi gestiva il mobile aveva solo il problema degli SMS. Anni fa la Microsoft era concentrata soprattutto sul suo Windows ed i pacchetti di office automation, fingeva di ignorare Internet (salvo poi ricredersi), Apple, la rivale di sempre, era relegata ad essere amatissima, ma un pubblico relativamente ristretto (l’opposto dell’odiato rivale), Google macinava il raddoppio di fatturato ogni 18 mesi intorno al suo motore di ricerca e la Nokia conquistava una indiscussa leadership nel suo mercato. Oggi invece si assiste al "tutti contro tutti".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma cosa è successo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esplosione del web ha pian piano ridotto le differenze strutturali tra i diversi canali di comunicazione, i dispositivi mobili si sono avvicinati a veri computer ed i PC hanno integrato funzioni di comunicazione diversa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Guerra Stellare Globale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il risultato è stato che, saturati i propri mercati di riferimento e favoriti dalla convergenza delle tecnologie i vari attori si sono proiettati su segmenti una volta distanti ed ora contigui, anzi destinati forse a diventare un unico segmento, ma diverse sono le strategie e diversa anche la dinamicità con cui viene affrontata la sfida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma andiamo con ordine,  a ritroso:  ho spesso parlato delle&lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/11/confalonieri-murdoch-e-google.html"&gt; insofferenze degli editori&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/11/captain-murdoch-vs-google.html"&gt;Murdoch&lt;/a&gt; in testa, nei confonti di Google in particolare ed ora la querelle si arricchisce di una nuova voce. &lt;a href="http://edition.cnn.com/2009/BUSINESS/11/22/microsoft.news.google.ft/"&gt;Murdoch delesezionerebbe i propri contenuti da Google&lt;/a&gt; in favore di Microsoft, che ovviamente ricambierebbe con dollari in quantità. Medesima offerta fatta ad altri editori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Google dimostra freddezza di fronte a questa evenienza, "Economically it's not a big part of how we generate revenue" ha ribadito indirettamente recentemente Matt Brittin, responsabile UK della casa americana, riferendosi ai ricavi dal servizio news o ancora più direttamente quando Google &lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&amp;amp;ID_articolo=6875&amp;amp;ID_sezione=38&amp;amp;sezione=News"&gt;ha risposto ufficialmente a Murdoch&lt;/a&gt; di sentirsi libero proprio di non fare indicizzare le proprie news.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A differenza di tante battaglie vinte questa di Murdoch sembra un po' più ardua (a  meno che sia un sapiente diversivo..)  perchè il web ha dimostrato (fino ad ora) di essere un mondo commerciale non imbrigliabile nelle tradizionali regole e questo approccio alla fine può rischiare di di fare più danni all'australiano di quanti soldi possa portargli Microsoft, un concorrente che ancora arranca su questo versante. Anzi in questa occasione dimostra proprio di dover pagare per acquisire vantaggi strategici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Murdoch dovrebbe trascinare nella sua battaglia tutti gli editori... &lt;a href="http://www.webmasterpoint.org/news/editori-italiani-rcs-e-espresso-contro-google-e-centri-media-raccolta-pubblicitaria-insieme_p34965.html"&gt;tendenzialmente d'accordo&lt;/a&gt; ma poi si sa, un conto parlare un conto è agire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Google invece porta la guerra in casa Microsoft (ed Apple) con il &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/tecnologia/google-world-1/presentazione/presentazione.html"&gt;suo Chrome OS&lt;/a&gt;, sistema operativo legerissimo brower based. Chissà... occorrerà vedere, non tutte le iniziative di Google per uscire dal suo perimetro sono risultate vincenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non esistono solo questi tre attori, pochi giorni fa&lt;a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/tecnologia/2009/11/20/visualizza_new.html_1619403452.html"&gt; Skype ha riacquisito la propria libertà&lt;/a&gt; da eBay, ma proviamo  a fare un assessment delle forze in campone:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Pochi giorni fa i giornali davano spazio in home page ad una notizie con titoli tipo: “&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/tecnologia/apple-world-1/tutti-contro-apple/tutti-contro-apple.html"&gt;Tutti contro la "piccola" Apple,fa tendenza e i suoi conti volano&lt;/a&gt;”, una notizia che preoccupa alcuni perchè, al di la delle quote di mercato, gli utili disegnano un futuro di possibili investimenti in ricerca in campi ormai eterogenei.   la sua strategia di diversificazione è concentrata su pochi asset, basati anche su hardaware, ed introdotti uno per volta sul mercato. L’immagine costruita è innovazione, qualità e… fashion. I MAC,  Ipod ed Iphone puntano sull’effetto “cult” ed i risultati sembrano dare ragione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Google invece spazia in campi diversi, da Android per i cellulari ma anche per PC, da Google Chrome  a GoogleVoice al nuovissimo Google Wave, passando per la pletora di applicazioni destinate agli amanti del web, gli analytics, la mail etc. Solo nel campo dei social network preferisce far perno sulla &lt;a href="http://punto-informatico.it/1689370/PI/News/google-compra-youtube-nel-giorno-delle-intese.aspx"&gt;propria enorme liquidità&lt;/a&gt; con YouTube e facendo &lt;a href="http://www.repubblica.it/2006/b/sezioni/scienza_e_tecnologia/google4/google-murdoch/google-murdoch.html%29,"&gt;accordi con MySpace&lt;/a&gt; mentre Windows sembra giocare in difesa , incappa nel passo falso di Vista  ed ora confida in Windows 7 e in Bing,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ma vediamo i settori uno per uno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sistemi operativi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come abbiamo appena detto Microsoft deve rincorrere la perdita di credibilità di Vista e lo fa con Windows 7, definito paradossalmente un Vista che funziona, ma al tempo stesso  il MAC dota i suo lussuosi computer del nuovissimo Snow Leopard, sistema a 64 bit in grado (in base a quello che dichiarano) di risolvere problemi di compatibilità anche con singole applicazioni che possono girare solo a 32 bit!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Google nel frattempo, un po’ in sordina,&lt;a href="http://www.netbooknews.it/acer-espone-il-suo-netbook-con-android/"&gt; porta anche su PC il suo Android&lt;/a&gt;,   sistema basato su kernel Linux nato per il mobile ma evidentemente pensato per  sostenere la competizione della convergenza dei canali di comunicazione. In attesa ovviamente che sia pronto il suo  Chrome OS...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una grande difesa per Microsoft è costituita sia dal sistema in se stesso (ancora a borda delle stra maggioranza dei PC), ma anche dalla ormai consolidata abitudine ad usare i suoi pacchetti da Word ad Excel, tanto da costringere, per una volta, la casa di Cupertino sulla difensiva, emulazioni Windows e doppie partizioni si sono rese necessarie. Open Office o le applicazioni di Google non hanno scalfito il predominio del vecchio Bill.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mobile&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui la guerra si fa dura…  il già citato Android è un pezzo della strategia di Google, ma anche Google Voice, per ora attivo solo in USA, un numero unico che promette di offrire un unico punto di contatto per ogni utente, semplificando la possibilità di comunicare e soprattutto abbattendo i costi sfruttando il VoIP. La reazione di Apple che ha conquistato un posto preminente con il suo Iphone è stato quello di osteggiare il servizio, &lt;a href="http://punto-informatico.it/2721778/PI/News/iphone-tutti-tranne-google-voice.aspx"&gt;non certificandolo sul proprio dispositivo&lt;/a&gt; . Strategia, dicono i più, influenzata anche da AT&amp;amp;T, un partner forte di Apple, che come molte &lt;a href="http://punto-informatico.it/1782659/Telefonia/News/operatori-mobili-contro-google-maps.aspx"&gt;compagnie telefoniche&lt;/a&gt; ha reagito violentemente alla &lt;a href="http://www.mondotlc.biz/Tecnologie/2009/VoIP_e%27_polemica_tra_Google_e_ATT_su_Google_Voice._La_FCC_chiamata_a_decidere_se_applicare_o_no_i_principi_di_net_neutrality.html"&gt;nuova iniziativa di  Google&lt;/a&gt;. Di contro la Nokia accusa Iphone di avergli &lt;a href="http://www.key4biz.it/News/2009/10/23/Tecnologie/Nokia_Apple_iPhone_Steve_Jobs_royalties_smartphone_proprieta%27_intellettuale_Gsm_Umts_e_WiFi.html"&gt;rubato una decina di brevetti&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uao!! Sembra di sentire il sibilo dei raggi laser che viaggiano tra le galassie ed il rimbombare delle stazioni orbitali colpite!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma andiamo avanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Serch engine&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Microsoft ci riprova, ha perso in passato miseramente la battaglia dei motori di ricerca ma ora lancia Bing… per ora solo bing e non bang, ne tantomeno big bang… molte promesse di effetti speciali e mirabolanti ma i danni inferti all’avversario pochi, con fortune alterne e talvolta anche in regressione. Ciò nonostante, o forse proprio per questo, fa accordi con Yahoo che per molti presagiscono  &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/07/guerre-stellari-episodio-2.html"&gt;preluda ad una incorporazione&lt;/a&gt;. Ma fa anche accordi per offrire migliori risultati con i due outsider del momento &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/tecnologia/motori-ricerca/bing-google/bing-google.html"&gt;Twitter e Facebook&lt;/a&gt; nonchè il feeling con Murdoch di cui si è parlato in precedenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Contenuti e Social media&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui è Google che va all’attacco di ITunes, oltre alle esperienze citate in precedenza, ma al tempo stesso si trova sotto attacco da parte di chi i contenuti li produce, gli editori, ed ai quali scoccia molto che i soldi finiscano soprattutto alla azienda di Mountain View. Questo però sembra solo un diversivo perché i primi sono stretti tra il costante calo che registrano soprattutto nel mondo reale (carta stampata) e l’improbabile lotta a chi porta poi in fondo traffico e revenues on line, scommettiamo che finirà con una buona fetta di soldini ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Google rilancia con&lt;a href="http://www.wavegoogle.it/"&gt; Google Wave&lt;/a&gt;, il celebrato prossimo servizio che promette di aggregare informazioni e conversazioni prodotti con sistemi differenti ed anche qui Google persegue una strategia “unificatrice” di contenuti, mentre sembra non avere avuto il successo atteso il suo SN Orkut, molto diffuso ma in realtà territoriali molto concentrate (Brasile)  a dispetto dell’aspirazione globale del più famoso search engine del mondo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-8298219042161754672?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/8298219042161754672/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/11/scenario-guerre-stellari-4.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/8298219042161754672'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/8298219042161754672'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/11/scenario-guerre-stellari-4.html' title='Guerre stellari episodio 4: la Frattura Globale Totale!!   Murdoch vs. Google vs. Microsoft vs. Apple vs. Nokia etc. etc...'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/Sw0K93qLhGI/AAAAAAAAATs/ffnn_yZSgKc/s72-c/caccamo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-555721042986998461</id><published>2009-11-19T05:01:00.001-08:00</published><updated>2009-11-19T05:21:17.001-08:00</updated><title type='text'>Fedele Confalonieri come Murdoch, attacco a Google in nome del copyright</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SwVBzHVqnxI/AAAAAAAAATc/41kY5e8mEA4/s1600/fidel+e+murdoch.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 267px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SwVBzHVqnxI/AAAAAAAAATc/41kY5e8mEA4/s400/fidel+e+murdoch.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405799274127204114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Confalonieri, meglio noto come Fidel scende in campo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va a dar man forte al suo &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/rai-6/berlusconi-sky/berlusconi-sky.html"&gt;acerrimo rivale&lt;/a&gt; Murdoch nella &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/11/captain-murdoch-vs-google.html"&gt;battaglia contro Google&lt;/a&gt;... una accorata &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/tecnologia/internet-polemiche/internet-polemiche/internet-polemiche.html"&gt;difesa della "povera" televisione e del copyright&lt;/a&gt;, contro quei mascalzoni del web che pensano ed interagiscono con la Rete, cercandosi da soli le informazioni e valutandone l'attendibilità, abusando, addirittura, del diritto di pensare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo che a guardarli così non sembrano neppure due nemici... piuttosto due fratelli!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chissà cosa farà ora il governo, se lascerà inascoltato questo grido di dolore, insensibile alle esperienze comuni, da quelle passate a cantare sulle navi da crociera all'impegno a gestire l'impero di famiglia, mentre si è impegnati nel governo del Paese. Chissà...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/confalonieri-diplomato/confalonieri-diplomato/stor_11376923_46340.jpg" /&gt; (da Repubblica)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanto in Italia non c'è neppure&lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/11/real-time.html"&gt; il problema della banda larga.&lt;/a&gt;... :)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-555721042986998461?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/555721042986998461/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/11/confalonieri-murdoch-e-google.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/555721042986998461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/555721042986998461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/11/confalonieri-murdoch-e-google.html' title='Fedele Confalonieri come Murdoch, attacco a Google in nome del copyright'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SwVBzHVqnxI/AAAAAAAAATc/41kY5e8mEA4/s72-c/fidel+e+murdoch.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-1746661491947621928</id><published>2009-11-17T09:13:00.000-08:00</published><updated>2009-12-12T10:10:39.475-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Social Network'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giornalismo'/><title type='text'>Guerre Stellari 4: Il ritorno di Capitan Murdoch e lo sbarco dei Natives... la battaglia dell'informazione si sposta sempre più sul web</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SwLZ_LGDTDI/AAAAAAAAATU/qzYf3ggNcV8/s1600/pirata_murdoch.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 397px; height: 279px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SwLZ_LGDTDI/AAAAAAAAATU/qzYf3ggNcV8/s400/pirata_murdoch.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405122182131174450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il mondo si fonde e poi confonde…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I piani si intrecciano e smettono di essere paralleli, io stesso avevo cominciato questa metafora delle guerre stellari per scherzo ma più passa il tempo e più la metafora sembra rappresentare la realtà con precisione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mondi distanti anni luce si sono improvvisamente avvicinati e collassano in un unico spazio, ragion per cui tutti combattono contro tutti, dove una volta c’era chi faceva tecnologia, chi faceva informazione e chi intrattenimento, ora c’è una guerra globale in cui le armi sono di ogni diverso tipo, tutti  combattono per il predominio e lo scettro è rappresentato, per ora, dagli investimenti pubblicitari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ed ecco il ritorno di capitan Murdoch&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo signore dell’informazione aveva fiutato con lungimirante preveggenza il futuro prossimo dell’informazione e aveva messo il suo uncino su una delle prede più interessanti del primo web 2.0, ovvero MySpace, il Social Network dei creativi, arrivando alla santa alleanza con quello che oggi diventa il suo peggior nemico: il mostro divora introiti GOOGLE!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per un periodo breve, ma lunghissimo in queste brevissime ere geologiche del web del 2000, aveva dedicato tempo ed energia ad alcuni conflitti locali &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/rai-6/agcom-17nov/agcom-17nov.html"&gt;come quello in Italia&lt;/a&gt;, contro un nemico non da poco, l’altro editore miliardario Berlusconi, ex-alleato anche lui ed ora nemico acerrimo,  grazie al digitale terrestre ed alle truppe con cui aveva invaso la galassia politica ed il parlamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Battaglia Italiana Austerlitz o….  Waterloo per Napoleone?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia le truppe televisive combattono &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/11/pubblicita-online-e-tv.html"&gt;una guerra di retroguardi&lt;/a&gt;a,tutta puntata su tecnologie televisive (imposte) e  &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/11/real-time.html"&gt;tagliando i ponti al nemico internet&lt;/a&gt; , si sottraggono i fondi che l’aiuterebbero a raggiungere livelli comparabili a quelli degli altri paesi. Eppure occorrerebbe rendersi conto che il futuro non può essere fermato ,  quando comincerà il fisiologico declino le truppe accampate lasceranno mestamente i palazzi da loro oggi occupati, lasciandoci  purtroppo a noi solo il ritardo che stiamo accumulando nel frattempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure basterebbe guardare i numeri per capire quale sia la realtà. &lt;a href="http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=25555"&gt;In questo post alcuni dati&lt;/a&gt; del rapporto Eurispes oggi uscito sugli adolescenti, tra i quali si legge “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quasi nove adolescenti su dieci usano internet &lt;/span&gt;e il pc viene impiegato con un ampio range di attività: per scrivere testi (98%), cercare informazioni su Internet (97,5%), giocare (97,2%) e stampare (96,9%). Estremamente diffuse risultano l'abitudine di guardare filmati su You Tube (85,8%) e quella di cercare materiale per lo studio (83,2%), seguite da quella di comunicare via chat (79,9%) e di scaricare musica/film/giochi/video (76,1%). La maggioranza degli adolescenti comunica tramite posta elettronica (58,3%). Il 46,8 legge un Blog, il 45,5% gioca con videogiochi on line&lt;/span&gt;.”. &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;D&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=25557"&gt;ati analoghi riguardano i più piccoli.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Eccoli, pian piano arrivano quelli che un paio d’anni fa Gartner definiva i “Natives”&lt;/span&gt;, quelli che cambieranno gli scenari dell’informazione e dei  media.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piuttosto che costruirgli un ponte di cemento costruiamogli un ponte di tecnologia, che li metta allo stesso piano dei loro coetanei occidentali (o cinesi….), prima che si trovino come le truppe italiane nella campagna di Russia, con le scarpe di cartone nel ghiaccio e la tormenta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma torniamo a capitan Murdoch, che nonostante i suoi 78 anni ritorna alla guerra globale, quella sui  nuovi media che stanno soppiantando la televisione. . Lui alla guerra ci va aprendo tutti i fronti a cominciare dalla &lt;a href="http://www.pcworld.it/notizia/119165/2009-11-10/Murdoch-contro-Google-News-Sono-ladri.html"&gt;battaglia con il nemico che nessun editore vorrebbe sfidare&lt;/a&gt;: “il Motore di Ricerca”!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La battaglia dell'informazione si confonde con quella della tecnologia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il capitan M. toglie la polvere dalla sua astronave, scalda i motori e mentre solleva la cloche in direzione new media  e fa brillare i suoi laser.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/tecnologia/google-world-1/risposta-google/risposta-google.html"&gt;Google risponde piccato&lt;/a&gt; ma, conoscendo il cocciuto signorotto australiano, c’è da giurare che non sia finita qui. I suoi biografi ne parlano come un uomo caparbio, sempre impegnato (e quindi da questo motivato) nel dimostrare ai signori del business americano ed inglese di non essere da meno, di destra quanto basta, ma non spinto da motivazioni eccessivamente ideologiche,. Più da una comunione d’amorosi sensi in funzione del suo principale obiettivo: fare soldi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti la sua visione politica non gli ha impedito i cavalcare il fenomeno Blair (ma quelli di sinistra non sono troppo convinti … per come la pensava Blair, non pensano che per Murdoch  sia stato tanto difficile) o di far la guerra oggi all’uomo forte della destra italiana, Silvio I da Arcore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era mia intenzione continuare  un po’ la sintesi delle forze sul campo, descrivendo le iniziative anche degli altri attori, ma mi giro indietro e riguardando il mio post devo osservare che la sintesi non è nel mio DNA, evidentemente, e quindi  rimanderò  questo assessment sulle nuove battaglie del futuro ad un &lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;prossimo post su “LA GUERRA STELLARE GLOBALE”!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-1746661491947621928?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/1746661491947621928/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/11/captain-murdoch-vs-google.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/1746661491947621928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/1746661491947621928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/11/captain-murdoch-vs-google.html' title='Guerre Stellari 4: Il ritorno di Capitan Murdoch e lo sbarco dei Natives... la battaglia dell&apos;informazione si sposta sempre più sul web'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SwLZ_LGDTDI/AAAAAAAAATU/qzYf3ggNcV8/s72-c/pirata_murdoch.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-4527362263776876892</id><published>2009-11-05T05:24:00.000-08:00</published><updated>2009-11-05T05:32:58.910-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><title type='text'>REAL TIME!!!!</title><content type='html'>Questa mattina ho pubblicato un post in cui si parlava degli &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/11/pubblicita-online-e-tv.html"&gt;investimenti in Italia sulla banda larga&lt;/a&gt; e dei dubbi sulla loro reale disponibilità. Poche ore dopo Gianni Letta ne &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/tecnologia/banda-larga/banda-larga-rimandata/banda-larga-rimandata.html"&gt;annuncia il congelamento&lt;/a&gt;! spero che non si sia scomodato per il mio post, in fondo non bisognava essere dei maghi per saperlo... :)   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(povero on.Romani smentito a stretto giro!!!)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-4527362263776876892?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/4527362263776876892/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/11/real-time.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/4527362263776876892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/4527362263776876892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/11/real-time.html' title='REAL TIME!!!!'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-460769395549588003</id><published>2009-11-04T07:11:00.000-08:00</published><updated>2009-11-05T03:35:10.838-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><title type='text'>Web killed the Video Stars....   in Italia forse questo sarà un nuovo ostacolo sul cammino dell'innovazione e della diffusione del web.</title><content type='html'>Ricordate quella vecchia canzone dei Buggles negli anni 80 che diceva "Video killed  the Radio Stars..." oggi forse potremmo cominciare a cantare "Web killed  the Video Stars"...   ma forse è proprio questo scenario che rappresenta un ulteriore ostacolo allo sviluppo del web in Italia, ovviamente oltre ai tradizionali ed ahimé usuali limiti infrastrutturali italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo Iab Forum 2009 a Milano ha regalato una nuova fotografia dello stato del web, in particolare Guy Phillipson ha descritto come Inghilterra la raccolta pubblicitaria sul web ha superato per volumi quella della TV.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è una novità, perchè ne hanno già parlato in molti, ma è l'occasione per mettere a confronto la situazione italiana con il resto d'Europa. Solo nel 2006 leggevamo la notizia del superamento della quota della raccolta dei giornali  da parte della pubblicità on line e poco dopo quella che Google UK  aveva&lt;a href="http://www.searchadvertising.it/marketingblog/2007/11/08/ladvertising-su-google-supera-quello-della-itv/"&gt; superato i ricavi di ITV,&lt;/a&gt; una delle televisioni commerciali britanniche. Ricordo di aver utilizzato queste due notizie in alcune presentazioni insieme ai dati relativi alla &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/05/successo-dei-social-network.html"&gt;crescita esponenziale dei Social Network&lt;/a&gt; proprio per dare evidenza della forza del fenomeno e dei possibili risultati  a cui avrebbe portato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure questi dati sembrano archeologia  già oggi ma li possiamo utilizzare per cogliere le reali proporzioni della velocità e della crescita del web quale media, salvo poi ripiombare in un Evo antico quando si parla dell'Italia, tristemente fanalino di coda  in Europa (tranne Malta), con un modesto +10% di crescita e  per un attuale, altrettanto modesto, 7%  di ricavi pubblicitari nell'on line sul totale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Considerazioni un po' amare in &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/tecnologia/iab/iab1/iab1.html"&gt;questo articolo di Repubblica,&lt;/a&gt; sopratutto se messe in relazione con i dati contenuti proprio in questo articolo e relativi al gran numero di utenti che si informano sul web.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altro dato desolante riguarda la distanza che ci separa dagli investimenti previsti per lo sviluppo della rete in Italia rispetto ad altri paesi europei. Alcune promesse sono state fatte dai nostri politici ma, alla luce della particolare situazione politica italiana, non sembrano essere credibili perchè, a prescindere da qualunque considerazione politica, sembra difficile che in Italia possano essere investite  risorse nello sviluppo di canali di comunicazione diversi da quello televisivo e che possano nuocere proprio allo sviluppo della televisione commerciale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giova a questo proposito infatti ricordare lo sforzo fatto per stimolare la diffusione del digitale terrestre, con investimenti nei confronti di una tecnologia non particolarmente significativa per la modernizzazione del paese, soprattutto se comparata agli effetti (positivi!!!) che medesimi investimenti avrebbero prodotto se eventualmente indirizzati verso la diffusione della banda larga via ADSL o fibra ottica.&lt;br /&gt;La giustificazione fu quella di garantire il pluralismo informativo, anche se per molti fu soprattutto la volontà di scongiurare il passaggio forzato di alcune emittenti alla trasmissione satellitare e la creazione di una alternativa al monopolio della più famosa pay per view.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il motore dell'innovazione è rappresentato sempre ahimè dai soldi nel nostro sistema economico e sul web, come nella televisione, il maggior flusso di risorse arriva dalla pubblicità al momento, quindi più soldi conquista la pubblicità on line più sarà facile vedere nascere servizi innovativi e qualificati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Temo quindi che di investimenti per lo sviluppo della rete per ora, ahimè, non se ne parli, un nuovo handicap nel rincorrere il livello di innovazione raggiunto dagli altri paesi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-460769395549588003?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/460769395549588003/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/11/pubblicita-online-e-tv.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/460769395549588003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/460769395549588003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/11/pubblicita-online-e-tv.html' title='Web killed the Video Stars....   in Italia forse questo sarà un nuovo ostacolo sul cammino dell&apos;innovazione e della diffusione del web.'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-1575870662623669633</id><published>2009-10-22T09:32:00.001-07:00</published><updated>2009-10-22T09:43:27.780-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Social Network'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aziende'/><title type='text'>Guerre Stellari Episodio 3: I guadagni del cavaliere bianco....</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SuCLVOGbAoI/AAAAAAAAATM/F1MNKd2WqQE/s1600-h/DSC02500.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 275px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SuCLVOGbAoI/AAAAAAAAATM/F1MNKd2WqQE/s320/DSC02500.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395465550268400258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ho iniziato tempo fa il racconto di una particolare saga di Guerre Stellari, ovvero quella delle grandi manovre con le quali i grandi della tecnologica mondiale (Apple, Google, Microsoft etc.) si  contendono la supremazia del futuro prossimo del mercato IT.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri una nuova notizia è rimbalzata in tutto il mondo: Apple, nel quarto trimestre dell’anno  &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2007/10/apple-mac-utili.shtml?uuid=faf304f6-8139-11dc-b986-00000e25108c"&gt;registra un +67% dei profitti&lt;/a&gt;, ben oltre le previsioni. 904 milioni di dollari grazie a Mac ed Iphone, mentre sembra non essere altrettanto brillante il risultato sugli Ipod. D’altra parte è stata proprio la strategia di Apple a puntare su queste due linee, con l’uscita di Snow Leopard a 64 bit ed il battage continuo su Iphone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non credo che questa notizia abbia il rango di un nuovo episodio, perché in realtà si tratta soprattutto dell’effetto delle strategie studiate in precedenza, ma se è vero che le strategie sono importanti, sono poi i risultati a sancire gli esiti delle grandi manovre di queste astronavi della tecnologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Investire in qualità paga ancor di più in tempi di crisi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una riflessione però ha valenza indipendentemente dal comparto, la crisi che si è abbattuta su tutto il mondo  sembra aver avuto conseguenze per tutti tranne che per Apple e pochi altri, segno che la strategia della qualità paga anche (o forse di più!) in momenti di vacche magre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concetto questo che viene amplificato dal fatto che la qualità Steve Jobs se la fa pagare e se la fa pagare anche  bene… evidentemente anche (o soprattutto?) quando i soldi diminuiscono le persone preferiscono concentrare gli investimenti su prodotti di sicura affidabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un concetto vecchissimo che però non  sembra essere sufficientemente chiaro agli imprenditori nostrani e non parliamo solo di tecnologia IT, nel cui campo siamo terreno coloniale di conquista  e  dove la scomparsa dell’Olivetti nelle ere geologiche precedenti ha definitivamente escluso l’Italia dalla competition mondiale, ma anche in tanti altri settori la concorrenza dei prodotti dall’oriente ha solo prodotto richieste di singolari “barriere doganali” protettive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il cavaliere bianco e quello nero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma torniamo alle guerre stellari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque Apple infligge un colpo anche psicologico agli avversari, colpo pesante in una guerra che dura da decenni anche grazie al dualismo mediatico dei due  uomini simbolo, Bill Gates e Steve Jobs, con il primo che sembra effettivamente uscito dai giochi ed il secondo, tenuto fuori da una malattia, che rientra quasi come un eroe buono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D’altronde i due hanno da sempre per il pubblico l’immagine del cavaliere bianco e di quello nero, Bill monopolista che ha sempre cercato di fare pesare la forza commerciale di questa posizione, dagli escamotage per far fuori i prodotti della concorrenza (la famosa lotta dei browser) al fiero ostracismo iniziale nei confronti di Internet, a ragion veduta immaginato come un fattore in grado di erodere le posizioni raggiunte. Quella posizione fu rapidamente rivista ma a mio avviso è stato il segnale che Microsoft ha difficoltà a studiare una efficace strategia che sfrutti le opportunità offerte dal web. Ora che internet è centrale nell’evoluzione del mercato Microsoft sembra in difficoltà rispetto ai competitors e prigioniera di un business model non particolarmente aggiornato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non voglio prender parte alla disputa sui colori dei cavalieri, anche perchè non è facile trovarne uno senza macchia di questi tempi, vedi le accuse mosse ad Apple a riguardo delle applicazioni certificate per Iphone alla voce VOIP!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Windows vs Mac&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aggiungo solo che questo dualismo è stato spesso alimentato dalla percezione da parte degli utenti di un sistema operativo, Windows, farraginoso e pesante, contro quello del  Mac efficace ed anche meno sensibile agli effetti dei virus!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo non è sempre vero e qualche buco del leopardo bianco lo testimonia ma rimane oggettiva la differenza tra i due prodotti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bing ancora non ha dato un contributo determinante e Microsoft  dunque aspetta di vedere cosa riuscirà ad ottenere dal  Windows 7 con il quale spera di superare la non entusiasmante esperienza di Vista, ma non è certo ciò un segnale di efficace diversificazione. Totalmente all’opposto Google che tra Android, ora &lt;a href="http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_102876,00.html?lw=24%3B5"&gt;anche su netbook&lt;/a&gt;, e le esperienze  di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Google_Wave"&gt;Google Wave&lt;/a&gt; e Google Voice sperimenta vie alternative soprattutto nel campo dei canali di comunicazione unificati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E la guerra continua....&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Bing,  Android e Google meritano un’altra puntata e questa, direbbe Lucarelli, è tutta un'altra storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 102, 204);"&gt;continua..&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-1575870662623669633?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/1575870662623669633/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/10/guerre-stellari-episodio-3.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/1575870662623669633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/1575870662623669633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/10/guerre-stellari-episodio-3.html' title='Guerre Stellari Episodio 3: I guadagni del cavaliere bianco....'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SuCLVOGbAoI/AAAAAAAAATM/F1MNKd2WqQE/s72-c/DSC02500.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-7079729358976162598</id><published>2009-09-24T02:35:00.000-07:00</published><updated>2009-09-28T02:33:51.095-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eccellenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><title type='text'>La banca "verde": si comincia dalla carta alla sportello. Un approccio diverso per rendere efficienti i processi. (Parte Seconda)</title><content type='html'>AbiLab ha prodotto qualche mese fa uno studio sui costi della gestione della documentazione in banca che ho cominciato &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/09/ecm-e-smaterializzazione-banche.html"&gt;ad introdurre nel precedente post&lt;/a&gt;. In particolare Abilab fa una stima dei costi per sportello piuttosto accurata per le spese di conservazione (1500 eur l’anno per sportello), di gestione logistica, spedizione e ricerca, ma non da una stima altrettanto precisa per gli altri costi interni di gestione, ovvero quelli che, tra front office e back office, sono pagati dalle banche soprattutto in termini di personale, di efficienza e di competitività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SrtBqDJJZFI/AAAAAAAAAS0/g5K1SX-LfHw/s1600-h/valoriMediSportello.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SrtBqDJJZFI/AAAAAAAAAS0/g5K1SX-LfHw/s400/valoriMediSportello.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384969970105541714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fonte AbiLab&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Un importante costo sommerso, di difficile valutazione, infatti è proprio la stima del debito di competitività che si sconta, al tempo impiegato dal personale in attività “fisiche”,  va sommata la perdita di valore potenziale indotta dalla impossibilità di realizzare alcune tipologie di servizio, nei termini desiderati, o nella percezione di inefficienza da parte della clientela.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due fattori nuovi sembrano determinare una certo cambiamento, o per lo meno un diverso orientamento, ed il primo è certamente la recente crisi economica. Questa ha spinto big e meno big a lavorare con maggiore intensità nel campo della ricerca di efficienza per migliorare, in particolar modo, il conto economico, messo a dura prova dalle tempesta finanziaria e dalla esplosione degli effetti delle speculazioni degli anni scorsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Più chiaro il quadro normativo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall’altra parte si va schiarendo il panorama normativo, che in Italia rappresenta spesso, a causa della scarsa reattività all’innovazione ed alla sua complessità intrinseca,  un forte ostacolo alla modernizzazione del settore. “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le banche&lt;/span&gt; – nel documento  si legge la dichiarazione del  presidente di ABI Lab, Domenico Santececca – &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sono uno dei settori produttivi più legati alla carta…   ... In questo quadro, le recenti evoluzioni normative introdotte dal Governo con la legge 2/2009, semplificano notevolmente le procedure di digitalizzazione e conservazione aprendo una nuova frontiera alla gestione documentale, con meno carta e più efficienza&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo il 9% dei documenti esaminati da Abilab nasce già in forma digitale e questo 9% fa riferimento soprattutto a quei documenti per i quali non è richiesta la firma del cliente. Di contro i già citati incassi e pagamenti, i più diffusi allo sportello, non sono in genere gestiti in maniera digitalmente integrata e concorrono al grosso della spesa e delle inefficienze.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SrtC3h9J7DI/AAAAAAAAAS8/h7xPczMrChc/s1600-h/digitalizzazione.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SrtC3h9J7DI/AAAAAAAAAS8/h7xPczMrChc/s400/digitalizzazione.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384971301226671154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fonte Abilab&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Come si può affrontare la modernizzazione dei processi che coinvolgono il trattamento della carta? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sicuramente un approccio incrementale permette di maturare la necessaria esperienza affinché si riduca sempre di più la possibilità di incorrere in errori di valutazione, che possano condurre a perseguire obiettivi che non danno completamente i risultati desiderati. Alcune applicazioni prototipali e la loro verifica sul campo possono offrire la possibilità di progettare e testare un proprio personale approccio all’innovazione nella gestione documentale, con il giusto mix tra innovazione (e quindi capacità di modificare sostanzialmente lo status quo) e conservazione, per evitare che i costi per l’introduzione dei nuovi processi oscurino i risultati ottenuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più in dettaglio un progetto di questo genere richiede:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Assessment dei sistemi (conoscenza delle tecnologie, censimento, studio delle integrazioni)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Osservazione dei processi (valutazione delle performance per  pertinenza e tempo)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Individuazione dei processi da efficientare (Concretezza, coinvolgimento, velocita’)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Definizione scenario progettuale di reingegnerizzazione (accettabilita’, sostenibilita’, progressivita’)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Cruciale in questo contesto l'osservazione dei processi e l'individuazione di quelli da effientare, cercando di basare il proprio metodo di valutazione su dati oggettivi quali il perseguimento di un adeguato ROI nel minore tempo possibile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-7079729358976162598?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/7079729358976162598/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/09/ecm-smaterializzazione-e-banche2.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/7079729358976162598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/7079729358976162598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/09/ecm-smaterializzazione-e-banche2.html' title='La banca &quot;verde&quot;: si comincia dalla carta alla sportello. Un approccio diverso per rendere efficienti i processi. (Parte Seconda)'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SrtBqDJJZFI/AAAAAAAAAS0/g5K1SX-LfHw/s72-c/valoriMediSportello.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-7734072330750921608</id><published>2009-09-17T07:12:00.000-07:00</published><updated>2009-09-23T00:29:44.905-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><title type='text'>La banca "verde": si comincia dalla carta alla sportello. Un approccio diverso per rendere efficienti i processi.</title><content type='html'>"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dai..   scriverò qualcosa domani…&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene si..  ho passato due mesi a ripetermelo tutte le mattine, eppure non sono mancati gli argomenti interessanti, dal “&lt;a href="http://punto-informatico.it/2706950/PI/News/snow-leopard-affila-unghie.aspx"&gt;leopardo bianco&lt;/a&gt;” della Apple alle &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/economia/antitrust-google/antitrust-google/antitrust-google.html"&gt;richieste degli editori italiani&lt;/a&gt; a Google a riguardo del suo servizio News. In particolare quest’ultimo era proprio interessante a causa delle mille sfaccettature che presenta, ovvero quelle di un servizio visto con ostilità dagli editori di quotidiani, ma che proprio a loro porta un bel po’ di contatti. Proprio ora Google risponde con &lt;a href="http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_101778,00.html?lw=24;5"&gt;Fast Flip &lt;/a&gt;sostenendo di venire incontro alle loro richieste,  certo da approfondire…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riparto invece da un tema maggiormente  legato alla mia attività professionale presente, che riguarda proprio la ricerca di ottimizzazione e di efficienza relativamente a processi essenzialmente bancari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno degli ambiti infatti nei quali è maggiormente possibile procedere a ri-organizzazioni e miglioramenti è quello legato a tutto il ciclo di vita di un documento all’interno di una organizzazione.  Definizione stessa del processo, formazione del personale, organizzazione della logistica, trasferimenti ed infine conservazione e rintracciabilità determinano per le banche, soggette a vincoli burocratici e normativi, un enorme dispendio di effort umano ed economico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La ricerca ABILAB&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne ho già parlato in generale &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/05/greenit-enterprise-content-management.html"&gt;in qualche post&lt;/a&gt; prima delle vacanze, ma ora sono andato a riguardarmi un documento pubblicato da AbiLab, laboratorio dell’ABI, proprio sulle tematiche dell’Enterprise Content Management in ambito bancario. L’avevo messo da parte per organizzarci su una riflessione e sebbene sia già della prima parte del 2009 è molto interessante ai nostri fini, è solo la sintesi di una ricerca ben più ampia condotta da Abilab, ma forse proprio per questo ben sintetizza la situazione nello scenario italiano ed è utile in un contesto come questo ovvero un blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Attualmente, infatti, sono più di 120 mila i documenti che ognuno degli oltre trentamila sportelli sparsi su tutta la penisola produce in media ogni anno, per un totale di circa 5,7 miliardi di fogli.&lt;/span&gt;”. Sono queste le cifre impressionanti con cui si apre questo breve abstract di AbiLab.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A fare la parte del leone nella produzione di documenti allo sportello le operazioni di incasso e pagamento  (bonifici, assegni, contabilità di addebito e accredito) con  l’84% del totale, pari a oltre 100 mila documenti l’anno per sportello e con  il 60% prodotto direttamente su carta, mentre il rimanente 40% viene stampato successivamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SrJJLl3tvFI/AAAAAAAAASs/V4jhxIzP5hQ/s1600-h/volumedocProdotti.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 244px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SrJJLl3tvFI/AAAAAAAAASs/V4jhxIzP5hQ/s400/volumedocProdotti.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5382444968154348626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;fonte Abilab&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Tra i documenti più ricorrenti troviamo:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;la contabilità di addebito e accredito (oltre 28 mila fogli per sportello),&lt;/li&gt;&lt;li&gt;la distinta di versamento (oltre 12 mila),&lt;/li&gt;&lt;li&gt;l’avviso di ritiro effetti (quasi 11 mila)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;l’assegno troncato dei corrispondenti (circa 7,2 mila).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Le rimanenti percentuali sono particolarmente basse e riguardano documenti di conto corrente (9%), deposito titoli (4%), credito (2%), documenti “generici” (1%).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si stima che i soli costi “esterni” siano 105 milioni di euro per i gruppi bancari italiani, ovvero 0,0175 euro per foglio,  ma questa unica voce di spesa non rappresenta che solo una parte dell’ammontare totale che viene impegnato dal le banche nella gestione dei documenti. Non è difficile ipotizzare che il valore complessivo si ottiene applicando un fattore moltiplicativo “N” alla cifra citata, dove “N” stesso  è di difficile valutazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-style: italic;"&gt;segue...&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-7734072330750921608?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/7734072330750921608/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/09/ecm-e-smaterializzazione-banche.html#comment-form' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/7734072330750921608'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/7734072330750921608'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/09/ecm-e-smaterializzazione-banche.html' title='La banca &quot;verde&quot;: si comincia dalla carta alla sportello. Un approccio diverso per rendere efficienti i processi.'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SrJJLl3tvFI/AAAAAAAAASs/V4jhxIzP5hQ/s72-c/volumedocProdotti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-6285621764232565591</id><published>2009-07-30T02:16:00.000-07:00</published><updated>2009-07-30T03:35:42.086-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><title type='text'>Forse trovato il cadavere della prima vittima delle Guerre Stellari, lo Jedi Microsoft cattura Yahoo!!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SnF3dLunG5I/AAAAAAAAASk/SLNiH5fK02w/s1600-h/jedi+lightsaber.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 159px; height: 398px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SnF3dLunG5I/AAAAAAAAASk/SLNiH5fK02w/s400/jedi+lightsaber.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5364199974423174034" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Le guerre stellari di cui ho parlato in un &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/07/bing-vs-google.html"&gt;precedente post&lt;/a&gt; hanno forse fatto la prima vittima. Yahoo nei mesi scorsi era stata al centro delle attenzioni di Microsoft, che aveva cercato prima di &lt;a href="http://www.webmasterpoint.org/news/icahn-nel-consiglio-di.amministrazione-yahoo-vendita-acquisizione-microsoft_p32355.html"&gt;acquisirla in toto&lt;/a&gt; e successivamente a trovare accordi per &lt;a href="http://punto-informatico.it/2561341/PI/News/forse-yahoo-vendita-forse.aspx"&gt;acquisirne la tecnologia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da allora Microsoft ha lanciato il discusso Bing, ma poi ha ribaltato la prospettiva..  i due giganti hanno messo in comune le forze con un accordo sulla ricerca, che viene definito tecnologico ed organizzativo. &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/tecnologia/accordo-microsoft-yahoo/accordo-microsoft-yahoo/accordo-microsoft-yahoo.html"&gt;Yahoo in realtà si traveste da Bing&lt;/a&gt;!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fin qui nulla di male, se non per il fatto che ai più questa mossa sembra essere surrettizia dell'acquisizione, troppo diverse le forze in campo perchè Yahoo possa resistere nel tempo ad una progressiva latente incorporazione, tant'è che il titolo Yahoo non ha beneficiato di questo annuncio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Google, l'altro protagonista di questa guerra intanto ha il suo da fare su un altro fronte. Mentre le grandi manovre sui motori di ricerca per ora non lo preoccupano, vista la sua posizione largamente preminente, si trova in difficoltà quando ha a che fare con mercati contigui ma nei quali non fa la parte del leone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da tempo ha lanciato in America un servizio che promette di essere dirompente, Google Voice, che offre un numero unico per le comunicazione mobile. Sembra essere questo il suo cavallo di Troia per entrare nel settore Telco, sfruttando in questo caso il Voip e la sua enorme visibilità per offrire chiamate al solo costo della connessione Internet.   Quello che fa oggi Skype ma con una integrazione più forte con i reali numeri mobili (ne parleremo in seguito!!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/tecnologia/google-world/google-apple/google-apple.html?ref=hpspr1"&gt;Apple ha rimosso questa applicazione&lt;/a&gt; dal suo AppStore, come aveva fatto con alcuni predecessori meno illustri. Mossa giustificata da motivazioni tecniche ricondotte però da molti alla stretta connessione che iPhone ha con molti potentissimi operatori telco, che ovviamente uscirebbero danneggiati da questa soluzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti hanno protestato, Google in primis, ma credo possa essere solo una manovra dilatatoria.. se la natura di questo servizio è veramente quella che si prospetta non mancherà molto tempo prima che qualche costruttore non decida di calvalcarla, ed allora saranno quelli che oggi sono contrari a dover rincorrere, la storia insegna che le vere innovazioni camminano da sole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basti ricordare che anche Bill Gates, che ora magnifica la potenza della rete, all'inizio,&lt;a href="http://www.time.com/time/business/article/0,8599,1818989,00.html"&gt; accecato dal proprio successo&lt;/a&gt; non vide nel web il futuro,&lt;a href="http://www.geocities.com/cnalin21205/media-internet/informatica.htm"&gt; salvo poi pentirsi&lt;/a&gt; e cercare nel tempo prima &lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/1995/luglio/21/INTERNET_tutti_contro_Bill_Gates_co_0_950721335.shtml"&gt;di controllarlo&lt;/a&gt; e poi &lt;a href="http://www.repubblica.it/online/internet/gates/gates/gates.html"&gt;di cavalcarlo&lt;/a&gt; cercando anche di comprarsi il suo &lt;a href="http://www.zapster.it/news/Bill-Gates-allunga-le-mani-su-Google"&gt;inarrestabile rivale&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non resta che mettersi alla finestra ed aspettare... quale sarà la prossima puntata? La guerra dei Cloni?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-6285621764232565591?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/6285621764232565591/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/07/guerre-stellari-episodio-2.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/6285621764232565591'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/6285621764232565591'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/07/guerre-stellari-episodio-2.html' title='Forse trovato il cadavere della prima vittima delle Guerre Stellari, lo Jedi Microsoft cattura Yahoo!!'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SnF3dLunG5I/AAAAAAAAASk/SLNiH5fK02w/s72-c/jedi+lightsaber.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-7190516859460962787</id><published>2009-07-21T07:29:00.000-07:00</published><updated>2009-07-21T07:45:40.716-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Social Network'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><title type='text'>Finalmente Banca d’Italia usa il pugno duro!!! Non con una banca… cancellata Zopa e parte del social lending italiano. Auspichiamo una soluzione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SmXS2ZM9nEI/AAAAAAAAACU/t42yKv3G-sQ/s1600-h/zopa-324barrato.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 324px; height: 230px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SmXS2ZM9nEI/AAAAAAAAACU/t42yKv3G-sQ/s400/zopa-324barrato.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360922763374468162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ho parlato spesso di &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/01/banking-20-banche-e-tecnologia4kiva.html"&gt;social lending&lt;/a&gt; ed in &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/01/banking-20-banche-e-tecnologia2zopa.html"&gt;particolare di Zopa&lt;/a&gt;, non perché li conosca personalmente e faccia il tifo, ma perché mi piace il concetto su cui si basa la loro attività, questa volta però non si tratta di buone notizie infatti Banca D’Italia ha chiesto (ed ottenuto) &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/07/zopa-italia.shtml?uuid=78e185d4-7131-11de-8038-7c3d16f1aec5&amp;amp;DocRulesView=Libero"&gt;la cancellazione dall’albo degli intermediari finanziari&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tecnicamente la revoca è opera del Ministero delle Finanze e l’accusa sarebbe di “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;aver fatto raccolta del risparmio (e non semplice intermediazione di pagamenti) a causa della giacenza sul Conto Prestatori Zopa del denaro in attesa di uscire in prestito&lt;/span&gt;” (dal comunicato di Zopa).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bankitalia e Zopa, due versioni contrastanti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Banca d’Italia ha successivamente precisato che  “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;la società acquisiva la titolarità e la disponibilità dei fondi conferiti dai prestatori, violando l'obbligo di separatezza delle disponibilità di terzi da quelle della società; in tal modo si realizza una abusiva attività di raccolta del risparmio, con rischio per i terzi i cui fondi non vengono più scambiati immediatamente tra creditore e debitore come dovrebbe essere nello schema di social lending ma rimangono nella disponibilità della Zopa. Di fatto il creditore si trova inconsapevolmente in una posizione analoga a quella di un depositante senza le tutele previste dall'ordinamento per i risparmiatori..    …Le modifiche operative proposte da Zopa per risolvere il problema non sono risultate sufficienti a garantire la rimozione delle irregolarità, manifestando una strutturale difficoltà nell'assicurare il rispetto della disciplina in materia bancaria e finanziaria posta a tutela dei terzi e del mercat&lt;/span&gt;o”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal comunicato sembra emergere una indisponibilità di Zopa a risolvere il problema mentre Maurizio Sella,  A.D. di Zopa, dichiarava nel comunicato dell’azienda che “ &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Siamo molto sorpresi da questa decisione che ci sembra dovuta unicamente a valutazioni di carattere tecnico-giuridico sul funzionamento della piattaforma, a fronte delle quali peraltro avevamo proposto una soluzione definitiva. Abbiamo sempre collaborato con Banca d’Italia, fin dalla fase di progettazione di un’iniziativa sicuramente non codificata. Nel gennaio 2008 abbiamo iniziato ad operare dopo avere ricevuto l’ok dell’Ufficio Italiano Cambi e da quel momento Zopa è stato un grande successo, soprattutto in un momento storico in cui il credit crunch escludeva intere fasce sociali dall’accesso al credito&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il social lending e la “Zona Grigia”, non solo business ma una scelta diversa&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Difficile dire quale delle due versioni corrisponda al vero ma una verità certa ed è contenuta nella frase di &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/02/social-lending-zopa-maurizio-sella.html"&gt;Maurizio Sella&lt;/a&gt;, la recente, stringente crisi ha ristretto ulteriormente i criteri di erogazione dei prestiti soprattutto nei confronti di quelle fasce che più ne avrebbero bisogno, quelle meno abbienti e quelle in zone del paese in cui ottenere un credito è veramente impresa ardua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pratica del social lending effettivamente agisce in una zona un po’ grigia, in cui le garanzie rispetto ad una banca sono minori, ma signori…   ..rendiamoci conto che è proprio questa l’anima di questo servizio. Chi presta soldi non lo fa solo con il miraggio di ottenere un interesse più alto, ma lo fa spesso anche come scelta, consapevole che quel “social” comporta un rischio maggiore, un oncetto che ovviamente esula della technicality del controllo finanziario. Banca d’Italia chiederebbe la chiusura anche della Banca dei Poveri perché presta soldi senza garanzia ai poveri del mondo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Permettetemi di sorridere… ci si preoccupa di una realtà piccola (7 milioni di euro intermediati) dopo non essere riusciti a prevedere nulla della grave recente crisi finanziaria che ha fatto scomparire nel nulla soldi di molte banche italiane (in ottima compagnia internazionale) e di molti enti locali ? Senza parlare di molti altri problemi nei confronti dei quali le azioni sono molto meno immediate, come le commissioni di massimo scoperto, immediatamente reintrodotte sotto mentite spoglie, dopo essere state vietate per legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;“Esecuzione” o solo rigidità?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La blogosfera ha visto in questo atto una “esecuzione” su mandato delle Banche ma francamente credo che sia ingeneroso, anche perché dubito che le banche si preoccupino di un attore così marginale rispetto al loro business. La realtà è che probabilmente il social lending occupa un segmento che forse andrebbe meglio regolamentato, proprio perché la sua natura lo distingue dall’operatività tradizionale, distinzione che Bankitalia non ha saputo valutare o affrontare, utilizzando metodi tradizionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarebbe stata necessaria qualche valutazione più politica (ovvero più legata al contesto) per cercare una soluzione meno drastica. Probabilmente quello che si può rilevare che questa rigidità nelle valutazioni (che sarebbe auspicabile più in generale) è che è più facilmente applicabile se si ha davanti una realtà relativamente piccola come Zopa, piuttosto che una grande banca. La domanda è se Zopa fosse stata collegata ad uno dei maggiori gruppi bancari italiani come sarebbe andata a finire?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ora cercare una soluzione con la buona volontà di tutti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’augurio è che ognuno delle parte coinvolte, sia Zopa che i suoi controllori,  metta da parte pregiudizi, si siede ad un tavolo comune  e tenti di guardare il problema dalla corretta angolazione, cercando di restituire agli italiani un servizio di cui gli italiani hanno dimostrato di avere bisogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tal proposito sempre dal comunicato di Zopa cito “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zopa è nata nel Marzo del 2005 nel Regno Unito dove opera con un modello simile a quello di Zopa.it e dove conta 300mila iscritti e in cui più di 40mila persone sono arrivati a scambiarsi prestiti per 47 milioni di sterline.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;In Italia  …sono infatti più di 40mila gli italiani iscritti alla community e in un anno e mezzo  5mila persone si sono prestate direttamente online più di 7milioni di euro (per l’esattezza 7.156.340 €, dato aggiornato al 10/07/2009). Zopa.it si attesta così oggi al terzo posto nella classifica europea delle community di social lending, dietro ai cugini inglesi di Zopa.com (partiti nel 2005) e ai tedeschi di Smava.de (partiti nel 2007)”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come diceva Arbore… meditate gente meditate…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-7190516859460962787?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/7190516859460962787/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/07/bankitalia-chiude-zopa.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/7190516859460962787'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/7190516859460962787'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/07/bankitalia-chiude-zopa.html' title='Finalmente Banca d’Italia usa il pugno duro!!! Non con una banca… cancellata Zopa e parte del social lending italiano. Auspichiamo una soluzione'/><author><name>Karlitos</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02493545361645090145</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SmXS2ZM9nEI/AAAAAAAAACU/t42yKv3G-sQ/s72-c/zopa-324barrato.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-4005524139726388610</id><published>2009-07-13T08:18:00.000-07:00</published><updated>2009-07-14T02:59:55.818-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><title type='text'>Guerre Stellari tra Microsoft e Google: con chi sarà la "Forza" e chi rappresenterà il "Lato Oscuro"? La guerra degli annunci.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SlxV6eJ1YfI/AAAAAAAAACM/PX_T5B7BRY4/s1600-h/ep6l.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 274px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SlxV6eJ1YfI/AAAAAAAAACM/PX_T5B7BRY4/s400/ep6l.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5358252119679132146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ormai non c'è più pace!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passano solo pochi giorni da un annuncio che il concorrente risponde immediatamente con un contro annuncio ancora più eclatante. Parlo ovviamente di Microsoft e Google.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A causa di qualche impegno professionale ho un po' meno tempo del solito ed è da un po' che vorrei scrivere questo post, ma proprio poichè vado un po' più lentamente,  non posso lasciare passare qualche giorno che da uno dei due giganti del software arrivano novità che mi costringono a cambiare il tiro!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La guerra delle Parole&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque in estrema sintesi il mese scorso &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/06/bing-ed-xl.html"&gt;Microsoft ha annunciato Bing&lt;/a&gt;, qualche giorno fa Google ha risposto con l'annuncio di un nuovo sistema operativo, &lt;a href="http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_100530,00.html?lw=24;5"&gt;Google Chrome OS&lt;/a&gt;, ora Microsoft invece annuncia una versione di&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/tecnologia/microsoft-world/office-online/office-online.html"&gt; Office 2010 web e gratuita&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra una furiosa battaglia per la supremazia con due contendenti che invadono il reciproco campo d'azione, ma in realtà al momento sembra meno sostanziale di quello che appare, in quanto di sostanziale sembra esserci solo una &lt;a href="http://punto-informatico.it/2669813/PI/News/molti-perche-google-chrome-os.aspx"&gt;grossa battaglia dei rispettivi uffici marketing e strategia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Relazioni Esterne sotto pressione!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre nell'ultimo un mese si è assistito alla costante presenza sui media di articoli che magnificavano i risultati del lancio di Bing, ma poi a guardare realmente le cifre i toni enfatici sembrano non essere completamente sostanziati &lt;a href="http://punto-informatico.it/2660414/PI/News/bing-primi-risultati.aspx"&gt;dai risultati effettivi&lt;/a&gt;, o per lo meno sui questi dati non sembra esserci uniformità di giudizio. D'altra parte basta usare Bing (nella versione USA, perchè in Italia è il vecchio motore con un nuovo Look and Feel) per rendersi conto che c'è ancora tanta strada da fare...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bits.blogs.nytimes.com/2009/06/09/bing-off-to-a-good-start/"&gt;Giornalisti&lt;/a&gt; e Blogger sono allora stati presi forse dall'entusiasmo di aver trovato &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/tecnologia/google-world/google-bing/google-bing.html?ref=search"&gt;l'antagonista vero di Google&lt;/a&gt;? Oppure la vera divisione di Microsoft ad avere successo è quella che si occupa delle relazioni esterne? A me sinceramente il dubbio è venuto e pensando ai limiti del lancio di Bing, presente in versione beta per ora negli Stati Uniti ed alla prova dei fatti nulla di rivoluzionario. Forse la ragione di tanto clamore si può rintracciare effettivamente nella campagna di promozione senza precedenti per Bing, con investimenti tripli rispetto al suo principale competitor.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sia ben chiaro non sto dicendo che Bing non abbia delle potenzialità, dico solo che non sembra esserci proporzione tra fatti e commenti. Mi sembra che un'analisi lucida sia quella di qualche tempo fa su&lt;a href="http://www.unita.it/news/internet/85585/bing_il_motore_online_di_microsoft_non_scalfisce_google"&gt; l'Unità on line&lt;/a&gt;, anche se è già passato qualche giorno da quell'articolo e quini molta acqua è passata sotto i ponti...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo anche&lt;a href="http://www.tomshw.it/news.php?newsid=18485"&gt; la capacità comunicativa è una essenziale fattore di successo&lt;/a&gt; per una azienda ed i suoi prodotti e soprattutto quando la sfida si presenta così impari come nei confronti di Google. qundi tanto di cappello, vedremo che frutti darà alla lunga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo un risultato sembra averlo ottenuto, proprio Google ha annunciato un proprio sitema operativo per il 2010. Chissà.. anche questo sembra più una guerra dichiarata che una combattuta, poco più di uno slogan tanto da qui ad un anno tante cose cambieranno. O no...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il momento Microsoft ha contro-risposto con un ulteriore annuncio su Office 2010, ma anche qui siamo nel campo delle parole e del futuribile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Forza ed il Lato Oscuro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso mentre mi ponevo queste domande ho avuto modo di leggere un&lt;a href="http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2009/07/08/la-guerra-delle-parole-di-google-e-gates/"&gt; bel post di Zambardino&lt;/a&gt;, che in qualche modo confermava quella che era la mia personalissima opinione. ancora più interessante l'articolo dello stesso &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/tecnologia/google-world/google-windows/google-windows.html"&gt;Zambardino su Repubblica&lt;/a&gt; sulle caratteristiche anche non tecniche di questa sfida, con Microsoft, prima regina del software mondiale, che basa il suo potere sull'intellectual property del suo software e sulle comunità di giocatori della X-Box, Google padrona del segreto del proprio algortimo di indicizzazione e della capacità di analizzare in real time i meccanismi di ricerca della conoscenza messi in atto da milioni di internauti, Circa il 70% del totale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da un lato Microsoft che si è costruita nel tempo la fama di "antipatica" per la sua posizione di monopolista che si fa pagare (cari!) i propri software, dall'altro Google, che ancora si trascina dietro la fama di simpatica outsider (pur essendo un colosso ormai) che non ti richiede di pagare nulla, offre servizi gratuiti a tutti e (quasi sempre) rilascia software Open Source.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una sorta di Epopea di Guerre Stellari del software, che accende l'interesse e le &lt;a href="http://www.geekissimo.com/2009/07/13/google-e-microsoft-separate-alla-nascita/"&gt;riflessioni di tanti come Gekissimo&lt;/a&gt;, non sappiamo oggi "La Forza" con che dovrebbe essere, ne chi reappresenti "Il Lato Oscuro"ma speriamo che questa guerra continui... e sopratutto passi dagli annunci agli atti concreti, perchè questa è una delle poche che può arricchire tutti i noi di tanta innovazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-4005524139726388610?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/4005524139726388610/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/07/bing-vs-google.html#comment-form' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/4005524139726388610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/4005524139726388610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/07/bing-vs-google.html' title='Guerre Stellari tra Microsoft e Google: con chi sarà la &quot;Forza&quot; e chi rappresenterà il &quot;Lato Oscuro&quot;? La guerra degli annunci.'/><author><name>Karlitos</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02493545361645090145</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SlxV6eJ1YfI/AAAAAAAAACM/PX_T5B7BRY4/s72-c/ep6l.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-7711376276533768956</id><published>2009-07-01T01:03:00.000-07:00</published><updated>2009-07-01T02:13:54.325-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Social Network'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blog'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giornalismo'/><title type='text'>La resa dei "Pirati": Pirate Bay ceduta ad una società commerciale, i pirati digitali dismettono pistola, giacca con alamari e  cappello di piume!!</title><content type='html'>Si assiste in diversi paesi del mondo ad una guerra tra chi difende il diritto alla proprietà individuale (e quindi alla remunerazione per la fruizione di un opera) e chi si batte per confutare questo diritto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da un lato il concetto classico di proprietà su cui si basa in particolare il modello economico occidentale, dall'altro un duplice assunto: la proprietà di tali diritti genera un profitto enorme per pochi (aziende del software o musicali, artisti e manager) e priva la maggior parte delle persone della possibilità di ascoltare musica o vedere film o usare un programma di editing.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il problema, come spesso accade, risiede nell'avidità&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Probabilmente non saremmo qui a parlare di "battaglie" se il costo di tutti tali oggetti fosse meno oneroso per le persone comuni, che faticano a comprare un CD del loro beniamino, il quale invece vive il lusso di una ricchezza sfrenata. Con le dovute proporzioni una guerra dal sapore post-industriale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Battaglia antica quindi, che è diventata ancor più dura con Internet e la rivoluzione digitale, che ha messo in ginocchio gli abituali schemi protettivi messi in campo dai "padroni del vapore", basati sopratutto sulle difficoltà indotte dai costi di distribuzione di oggetti fisici. Sulla rete corrono veloci i bit che trasportano in pochi istanti canzoni e pacchetti software da un utente ad un altro ed è questa la vera rivoluzione di internet, l'eliminazione dell'intermediazione nello scambio da utenti, che non centralizza più il rischio su un unico soggetto (colui che fabbricava CD pirata per esempio), ma trasferisce la responsabilità peer-to-peer appunto, rendendo improba la fatica dei censori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Rivoluzione Digitale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torrent, Peer-to-Peer e file sharing sono le paroline magiche che mettono in crisi i produttori di oggetti digitali, che cercano in tutti i modi di bloccare questa marea, suggerendo leggi anche evidentemente antidemocratiche, &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/tecnologia/p2p/sentenza-france/sentenza-france.html"&gt;come in Francia&lt;/a&gt; (per fortuna almeno una volta qualcuno che ci precede nel peggio). Ma si sa che i potenti e la salvaguardia del concetto di proprietà hanno sempre grandi estimatori tra gli uomini politici.. (toh mi sembra di parlare come un bolscevico al soviet!!!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma veniamo alla notizia di oggi. Il portale Pirate Bay &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/tecnologia/p2p/vendita-pirate/vendita-pirate.html"&gt;viene venduto ad una società&lt;/a&gt; di internet cafè, che ha già annunciato che ne modificherà la gestione per garantire profitti ai detentori di copyright. La cosa suona come un ammaina-bandiera da parte dei "pirati", che erano diventati un'icona della battaglia sui diritti digitali (tra i tanti siti di file sharing), soprattutto dopo che &lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/04/18/carcere-agli-hacker-pirate-bay-perde-la.html"&gt;sono stati condannati &lt;/a&gt; in Svezia 12 mesi e 2.5 milioni di euro di multa per violazione dei diritti di proprietà intellettuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La resa dei Pirati&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei suoi fondatori ha dichiarato che nulla cambierà e che si sente sicuro che la battaglia proseguirà, ma il timore forte è che multa e condanna  abbiano indotto i ragazzi a vendere al momento giusto, per assicurarsi una serena vecchiaia, continuando la lotta su basi molto più teoriche e meno pericolose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure proprio in Svezia il fenomeno sociale ha addirittura assunto una rilevanza politica con le scorse europee, quando un partito, che si prefigge di resistere alle leggi repressive nell'uso del web, ha ottenuto addirittura &lt;a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/partito-pirati/1.html"&gt;uno straordinario 7,1%&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altri combattono il fenomeno dei diritti di proprietà seguendo il solco tracciato dal movimento Open Source e dal suo profeta &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Stallman"&gt;Stallman&lt;/a&gt; che si battono per la libertà di accesso ed utilizzo del software, vista come il modo di condividere la conoscenza e consentire un più rapido progresso di tutto il mondo. Quale sarebbe il nostro stadio tecnologico che chi avesse inventato la ruota ne avesse reclamato i diritti e rallentato la diffusione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Open Music&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esistono siti, come &lt;a href="http://www.jamendo.com/it/"&gt;Jamend&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.jamendo.com/it/"&gt;o&lt;/a&gt;,  in cui sono disponibili tracce musicali liberamente utilizzabili  a fini non commerciali. Questi siti raggiungono il duplice obiettivo di abbattere i costi della musica e di aiutare i giovani musicisti a promuoversi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche in Italia si gioca una partita, neppure tanto sottile, sull'uso del web, questa volta incentrata sul &lt;a href="http://pennedigitali.libero.it/2009/reazioni-alla-legge-bavaglio/"&gt;controllo dell'informazione&lt;/a&gt; in quanto, vista la peculiarità del nostro paese con la incredibile commistione tra politica e media, il problema sembra essere sopratutto "controllare" le voci fuori dal coro, che destabilizzano la cloroformizzata informazione nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La percezione (o la speranza?) è che queste iniziative siano solo uno sterile tentativo di controllare un magma in movimento, tentativo frutto della distanza esistente tra una classe politica (in moltissimi paesi) lontana dalle reali esigenze delle persone comuni, ma sopratutto un po' miope, incapace di capire che un approccio repressivo è destinato miseramente al fallimento in presenza di una fenomento come internet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Internet e (è) Democrazia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche in Iran, di fronte al pericolo di perdere la vita o la libertà, Internet ha costituito il mezzo per dare linfa ad una protesta che ha reso nudo, di fronte al mondo, il regime degli Ayatollah, schierato compatto contro il proprio popolo (ed il suo sangue) in difesa dei propri privilegi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-7711376276533768956?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/7711376276533768956/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/07/resa-di-pirate-bay.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/7711376276533768956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/7711376276533768956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/07/resa-di-pirate-bay.html' title='La resa dei &quot;Pirati&quot;: Pirate Bay ceduta ad una società commerciale, i pirati digitali dismettono pistola, giacca con alamari e  cappello di piume!!'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-33300003916371940</id><published>2009-06-20T09:32:00.000-07:00</published><updated>2009-06-22T01:37:20.867-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aziende'/><title type='text'>Viaggio nelle best practise del GREEN.IT e dell'ICT sostenibile: il ruolo dell'Enterprise Content Management in una paperless company</title><content type='html'>Abbiamo parlato nel &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/05/greenit-enterprise-content-management2.html"&gt;precedente post&lt;/a&gt; che esistono alcune dimensioni immateriali percepite dal pubblico in maniera più rilevante di altre e che la valorizzazione di tali asset partecipa alla costruzione del valore dell’azienda. Tutte queste dimensioni si basano sul dominio e la condivisione della conoscenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’obiettivo di raggiungere una paperless company non può ovviamente che essere legato ad una graduale adozione di processi operativi digitali, in quanto è necessario avere il tempo per capire le potenzialità offerte da questa pratica per adottarla diffusamente in azienda, avendo ben chiaro il discrimine tra attività possibili ed attività utili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/Sju_NvkzVcI/AAAAAAAAASU/O7jg81E3avk/s1600-h/paperless2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 145px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/Sju_NvkzVcI/AAAAAAAAASU/O7jg81E3avk/s400/paperless2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5349079225262626242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non è solo un problema tecnologico ma necessita anche della valutazione dell'impatto sulla struttura&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’adozione infatti di una adeguata strategia ECM non si basa solo su una corretta implementazione tecnologica e funzionale, ma anche, anzi soprattutto, su una responsabile valutazione dell’impatto sulla struttura preesistente, in funzione delle potenziali resistenze culturali o psicologiche che una rivisitazione di un processo necessariamente comporta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cambiamento di un processo, che non viene essenzialmente modificato nel suo workflow, se non per l’automazione di alcuni passaggi, avrà certamente un impatto limitato sul lavoro delle persone coinvolte, ma si corre il rischio di non perseguire tutti gli obiettivi di efficienza realmente raggiungibili. Di contro una eccessiva rimodulazione di un processo esistente può comportare una “teorica” ottimizzazione dei tempi, ma al tempo stesso si possono vedere ridurre i vantaggi effettivi a causa di un “rigetto” endogeno dell’organizzazione, evidentemente non in grado di recepire un cambiamento così radicale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre la valutazione del ROI deve ovviamente tenere conto che i cambiamenti introdotti necessitano di formazione del personale coinvolto, ed il peso di tale costo non può essere trascurato nella valutazione dei benefici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un processo ricorsivo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riorganizzazione del flusso dei processi operativi è un processo costante e ricorsivo che può essere suddiviso in 4 fase in stretta relazione&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Assessment dei processi&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Analisi&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Ottimizzazione del workflow e degli strumenti&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Valutazione dei risultati ed elaborazione delle metriche di misurazione&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;In particolare torno ad osservare la rilevanza dell’ultimo punto, che non sarebbe realizzabile in maniera opportuna in assenza di una adeguata automazione dei processi e che invece in tal modo amplifica la la conoscenza dei flussi operativi e la capacità di analisi sulla efficacia delle procedure e degli strumenti utilizzati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si è detto la re-ingegnerizzazione dei processi trova le sue basi nell’adozione di una valida strategia e strumenti ECM. Anche L’Enterprise Content Management può essere scomposto in quattro fasi tra loro collegate in un processo perennemente ricorsivo:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Analisi ed integrazione dei sistemi di alimentazione delle informazioni&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Organizzazione, categorizzazione ed archiviazione dei contenuti&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Integrazioni con le altre informazioni e sistemi aziendali&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Distribuzione ed arricchimento delle informazioni integrate&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SjvAxJ886jI/AAAAAAAAASc/2aA3-5qiANE/s1600-h/ciclo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 237px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SjvAxJ886jI/AAAAAAAAASc/2aA3-5qiANE/s400/ciclo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5349080933150288434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-33300003916371940?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/33300003916371940/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/06/greenit-enterprise-content-management3.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/33300003916371940'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/33300003916371940'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/06/greenit-enterprise-content-management3.html' title='Viaggio nelle best practise del GREEN.IT e dell&apos;ICT sostenibile: il ruolo dell&apos;Enterprise Content Management in una paperless company'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/Sju_NvkzVcI/AAAAAAAAASU/O7jg81E3avk/s72-c/paperless2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-5433003448775894964</id><published>2009-06-05T07:59:00.000-07:00</published><updated>2009-06-10T02:12:18.488-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Social Network'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><title type='text'>Microsoft fa Bing ed YouTube diventa XL... le grandi manovre del web prossimo venturo...</title><content type='html'>Periodo intenso di novità per i protagonisti del web... negli ultimi giorni Microsoft e YouTube rilanciano su due temi caldi: search engine e convergenza Internet-TV.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Microsoft lancia &lt;a href="http://www.bing.com/?scope=web&amp;amp;setmkt=en-US&amp;amp;setlang=SET_NULL&amp;amp;uid=2750A554&amp;amp;FORM=W5WA"&gt;BING&lt;/a&gt; il nuovo motore "decisionale", di cui vi allego il link alla versione inglese, perchè in italiano sembrano essersi fermati ad una mera operazione di maquillage.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/Sik03CoXorI/AAAAAAAAARs/4h8wSnx82hw/s1600-h/bing_home.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/Sik03CoXorI/AAAAAAAAARs/4h8wSnx82hw/s400/bing_home.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343860553055445682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Come ovvio ne &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/tecnologia/microsoft-world/microsoft-bing/microsoft-bing.html"&gt;hanno parlato tanti&lt;/a&gt;  e molti lo &lt;a href="http://www.vistablog.it/2009/06/07/bing-vs-google-vs-yahoo-search-engine-test-a-doppio-cieco"&gt;hanno provato&lt;/a&gt; ma, un po' perchè si tratta di Microsoft, un po' per la versione italiana limitata che ha creato molta confusione,  e le opinioni &lt;a href="http://www.technicoblog.com/bing-e-ridicolo-ma-divertente.htm"&gt;sono contrastanti&lt;/a&gt;, così come &lt;a href="http://www.evaystyle.com/2009/06/09/statcounter-bing-si-rivela-un-fuoco-di-paglia/"&gt;i risultati&lt;/a&gt;. La filosofia (anche nella comunicazione!!) scelta è stata quella non di attaccare frontalmente Google, infatti è piuttosto evidente il tentativo di differenziarsi, consapevoli probabilmente di avere perso la battaglia con Live Search, definendolo soprattutto motore decisionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo averlo provato (versione inglese ripeto...) credo che vi siano alla base alcune idee interessanti, che seguono la filosofia di ricerca per "passi successivi", che ben si concretizzano proprio nella sezione "shopping", che forse rappresenta la novità più interessante. Nulla che non esista già, perchè ricalca la filosofia dei motori specializzati nel confronto dei prezzi dei prodotti, ma è interessante averli portati all'interno del motore di ricerca generalista. Se  consideriamo che alcune statistiche dicono proprio che ormai  moltissimi consumatori utilizzano il web per formarsi un'opinione su acquisti (web e non web)  è chiaro a cosa sta puntando l'azienda di Bill.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come dicevo si tratta effettivamente di una versione beta e occorrerà molto tempo prima che giunga a maturazione, ma sopratttutto, al di là delle features innovative, molto dipenderà dalla "qualità" dei risultati delle ricerche. L'unico vero valore che potrà ridurre negli utenti web la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Google Dipendenza&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se mi è concessa (Ops!! volevo dire mi consenta.... !!)  una battuta devo dire che a giudicare dai risultati che ho ottenuto su alcuni siti di cui mi occupo, tra cui questo blog, Bing non mi riserva le medesime attenzioni di Google e la cosa mi non piace troppo... :(  poi però mi viene in mente che il blog è ospitato da Blogger (ottica Google) ed allora, come direbbe Crozza, mi sembra di capire la relazione... :).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A chi vuole approfondire ulteriormente consiglio questo &lt;a href="http://punto-informatico.it/2635663/PI/News/sara-davvero-un-bing-bang.aspx"&gt;articolo di Punto Informatico&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/Sik1JLfdsAI/AAAAAAAAAR0/iti0kFPQerY/s1600-h/010461-youtube_xl.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 195px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/Sik1JLfdsAI/AAAAAAAAAR0/iti0kFPQerY/s400/010461-youtube_xl.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343860864671657986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sempre &lt;a href="http://punto-informatico.it/2629970/PI/News/usa-entertainment-regna-sul-sofa.aspx"&gt;un altro articolo di Punto Informatico&lt;/a&gt; su una ricerca sulle attitudini dei consumatori (americani.. ma tutto il mondo è paese), può essere una buona introduzione al secondo&lt;a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_giugno_03/burchia_youtube_xl_dca64664-501a-11de-84e5-00144f02aabc.shtml"&gt; servizio di voglio parlare, lanciato invece da YouTube&lt;/a&gt;: la versione XL.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una versione del celebre portale studiata per favorire la visione di contenuti sui maxi schermi LCD, ormai entrati in casa di tutte le famiglie dei paesi "ricchi". Ogni tanto viene fatto un esperimento per fa convergere televisione ed internet, ma ancora siamo ai primi passi, perchè seppure gli ultimi hanni hanno visto una grande crescita degli utenti di internet (&lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/04/meglio-facebook-dei-ministri.html"&gt;per quantità, ma anche per qualità di servizi attivati&lt;/a&gt;), la televisione rimane di gran lunga l'oggetto preferito da una larghissima fascia di popolazione, soprattutto quella meno giovane. Inoltre larghe fette di popolazione non si trovano a proprio agio con mouse e tastiera, tant'è che anche nei videogiochi Microsoft ha estremizzato il concetto della console WII, quella senza fili con nuova tecnologia basata su sensori e webcam.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando a YouTube essedno cambiato il punto di fruizione devono cambiare le funzionalità, non si tratta solo di qualità delle immagini, ma sopratutto di adattare l'interfaccia ad un sistema più elementare come la televisione ed al loro utilizzatore tipo. Ciò ha comportato la drastica riduzione dell'interattività e delle funzioni di networking, in pratica il bello del web... ma si sa... business is business&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo caso&lt;a href="http://www.ciaoblog.net/you-tube-xl-video-sharing-sulla-tv/"&gt; le reazioni&lt;/a&gt; sono state &lt;a href="http://businessandtech.com/youtube-xl/"&gt;più benevole&lt;/a&gt;, ma YouTube si sa, a differenza di Microsoft, gode di maggiori attenzioni da parte del pubblico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-5433003448775894964?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/5433003448775894964/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/06/bing-ed-xl.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/5433003448775894964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/5433003448775894964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/06/bing-ed-xl.html' title='Microsoft fa Bing ed YouTube diventa XL... le grandi manovre del web prossimo venturo...'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/Sik03CoXorI/AAAAAAAAARs/4h8wSnx82hw/s72-c/bing_home.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-1357870846284714018</id><published>2009-05-27T05:07:00.000-07:00</published><updated>2009-05-27T06:44:48.603-07:00</updated><title type='text'>Il mobbing e le donne: perchè prendere le peggiori consuetudini degli uomini? dati ed analisi (non sempre congruenti tra loro...)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/Sh0voGWGvlI/AAAAAAAAARk/fcmtl1kIkkU/s1600-h/5443_Foto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 277px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/Sh0voGWGvlI/AAAAAAAAARk/fcmtl1kIkkU/s400/5443_Foto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5340477099075878482" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Forse tra un po' uscirà un nuovo film: "donne che odiano le donne...".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non me ne voglia il gentil sesso, per il quale nutro una costante e devota ammirazione, ma cito un articolo di oggi su Repubblica (&lt;a href="http://www.dirittiglobali.it/articolo.php?id_news=12790"&gt;che potete leggere qui&lt;/a&gt;), che a sua volta &lt;a href="http://www.nytimes.com/2009/05/10/business/10women.html"&gt;cita il New York Times&lt;/a&gt;, che a sua volta cita uno studio del Workplace Bullying Institute. (Chissà cosa è rimasto di vero dopo questa serie di citazioni...).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le donne sarebbero responsabili del 40% dei casi di mobbing e le loro vittime preferite sarebbero... altre donne (70%).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma come?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo anni di battaglie sulla discriminazione che, oggettivamente, subiscono le donne nel mondo del lavoro, oggi, sono proprio quelle che "arrivano" a trasformarsi negli aguzzini delle loro colleghe? Sembra la solita storia della guerra dei poveri, nella quale si cerca il nemico più debole da attaccare e spesso lo si trova nelle categorie verso le quali sarebbe più logico aspettarsi maggiore solidarietà!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cinzia Sasso nel suo articolo evidenzia che la maternità, situazione che più di altre dovrebbe unire le donne perchè capaci di comprendere stati d'animo ed aspirazioni, finisce per essere un motivo supplementare di risentimento del mobber, soprattutto se proprio il lavoro ne ha limitato la possibilità di vivere fino in fondo tale esperienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La logica maschilista che pervade le gerarchie aziendali contamina chi, per dimostrare di "avere le palle", diventa più realista del re.: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;are women being “overly aggressive” because there are too few opportunities for advancement? Or is it stereotyping and women are only perceived as being overly aggressive?&lt;/span&gt;" si chiede il NYT? la difficoltà sta nello scegliere un modello di comportamento che può essere sempre sbagliato, “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;If women business leaders act consistent with gender stereotypes, they are considered too soft,&lt;/span&gt;” continua il giornale riportando uno studio del 2007. “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;If they go against gender stereotypes, they are considered too tough.&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra quasi che per alcune donne l'affermazione della parità passi attraverso alcuni pessime abitudini degli uomini. Qual'è il modo più ricorrente di festeggiare la festa della donna negli ultimi anni? Andare ad uno strip tease maschile...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo il mobbing è un fenomeno così grave e riprovevole, &lt;a href="http://www.fondazionegraziottin.com/it/articolo.php?EW_CHILD=10938"&gt;con conseguenze talvolta molto gravi&lt;/a&gt; (15-20% i suicidi riconducibili a stress indotto dall'ambito lavorativo),  da non far certo sentire il bisogno che anche le donne imitino le peggiori abitudini dei maschietti, anzi la speranza è proprio che provenga dalla sensibilità femminile la capacità di scardinare queste logiche di potere che interpretano una posizione gerarchica anche come un concetto di subalternità personale. Un &lt;a href="http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&amp;amp;_pageLabel=PAGE_SALASTAMPA&amp;amp;nextPage=News_prima_pagina/info-2139183035.jsp"&gt;fenomeno in crescita&lt;/a&gt; grazie anche ad una carente attività legislativa a riguardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dati sempre di Repubblica: 8% la percentuale dei dipendenti sottoposti a mobbing in Europa, nella quale per fortuna, una volta tanto, ci fa piacere vedere che &lt;a href="http://www.infocity.go.it/vedi_articolo.php?id=3497"&gt;l'Italia sia agli ultimi posti&lt;/a&gt; di questa spiacevole classifica del mobbing: 4% contro i 16 punti percentuali degli inglesi.  Il 40% si verifica in aziende con più di 100 persone ed il 79% riguarda la categoria impiegatizia, le denuncie invece riguardano per il 70% personale del pubblico impiego.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, a prescindere da ogni ovvia considerazione etica,  il mobbing non risulta essere neppure una soluzione per emarginare un presunto elemento negativo e migliorare le performace di una struttura organizzativa. Tutt'altro!&lt;br /&gt;Finisce per essere un costo implicito che &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2007/11/manuale-pervalorizzare-capitale-umano.html"&gt;l'azienda finisce per pagare&lt;/a&gt; ma proprio perchè "implicito" non percepibile in maniera chiara e quindi non tenuto in dovuto conto dal management aziendale, se per un anno tengo una persona in gamba a fare fotocopie chi mai si accorgerà del danno procurato in termini di mancati ricavi o maggiori costi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S Per finire, in tutta onesta ho un solo dubbio... su Repubblica ed un po'  ovunque in rete i dati non sembrano congruenti... Repubblica parla di "5 su 21 milioni"(ovvero 23,81%) in Italia ma nello stesso articolo (come altrove) la percentuale indicata è 4%, in &lt;a href="http://www.careerbuilder.it/Articolo/CB-26-Posto-di-lavoro-I-DATI-DEL-MOBBING-IN-ITALIA-ANNO-2008-STIME-E-CRESCITA-DI-UN-FENOMENO/?ArticleID=26&amp;amp;cbRecursionCnt=1&amp;amp;cbsid=fa63a035f5fc4a8f80fd4ec035aae255-296731338-VT-4&amp;amp;ns_siteid=ns_it_g_mobbing_in_italia"&gt;diversi siti&lt;/a&gt; si parla invece di 1,5 milioni di "mobbizzati" su 21 milioni, il 7,14%, percentuale comunque diversa dal 4% indicato un po' da tutti. Misteri della matematica... o probabilmente fonti diverse e non completamente confrontabili...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-1357870846284714018?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/1357870846284714018/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/05/mobbing-al-femminile.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/1357870846284714018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/1357870846284714018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/05/mobbing-al-femminile.html' title='Il mobbing e le donne: perchè prendere le peggiori consuetudini degli uomini? dati ed analisi (non sempre congruenti tra loro...)'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/Sh0voGWGvlI/AAAAAAAAARk/fcmtl1kIkkU/s72-c/5443_Foto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-37188760693559325</id><published>2009-05-26T07:07:00.000-07:00</published><updated>2009-06-22T01:38:18.429-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aziende'/><title type='text'>Viaggio nelle best practise del GREEN.IT e dell'ICT sostenibile: Enterprise Content Management  e valore degli asset intangibili</title><content type='html'>Questa &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/05/greenit-enterprise-content-management.html"&gt;serie di post &lt;/a&gt;prosegue di pari passo con i miei spostamenti, ora è un Milano-Roma a darmi il tempo di lavorarci su.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La precedente parte era dedicata allo scenario cui fanno riferimento i progetti di ECM, che riconducono la propria efficacia alla ricerca di migliori processi aziendali ed alla riduzione dei consumi e dei relativi costi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dalla Gestione Documentale all'Enterprise Content Management&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un problema complesso e di forte impatto sulle aziende, essendo molto più che una semplice gestione di documenti, perché ormai da tempo si è superata la visione un troppo semplificata dei primi anni del document management. Si pensi che, mediamente, in strutture organizzative più o meno complesse l’insieme delle informazioni gestite è costituita per il 20% da dati strutturati e per l’80% da documenti di diversa natura, riconducibili all’insieme dei dati non strutturati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/ShwCO6IhNRI/AAAAAAAAARc/4qXyBXO-L4o/s1600-h/Immagine.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 396px; height: 235px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/ShwCO6IhNRI/AAAAAAAAARc/4qXyBXO-L4o/s400/Immagine.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5340145713300976914" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I processi operativi utilizzano principalmente questo secondo insieme per lo scambio di informazioni tra le diverse unità che costituiscono la struttura, aumentando di fatto il peso con cui tale la tipologia di informazioni incide sull’efficienza dei processi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanto più questi documenti circolano in formato non digitale, tanto più l’overhead, indotto dalla gestione fisica dei supporti, produce un aumento dei costi ed il rallentamento dell’iter lavorativo. Ci si trova di fronte a problemi di diversa natura quali, per esempio, quelli legati:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Allo spostamento dei documenti in sedi geograficamente remote o meno&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Alla conservazione dei materiali&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Alla fruibilità del documento originale&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Alla difficoltà di raccogliere statistiche e definire metriche per la misurazione delle performance&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;L’ esigenza di rendere più efficiente la struttura operativa, sempre all’attenzione del management aziendale, è diventata in questo momento una priorità anche per le strutture che tradizionalmente avevano sempre avuto meno problemi di investimento, quali banche ed assicurazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Recupero di efficienza, riduzione dei costi e ricerca del vantaggio competitivo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La parola d’ordine che più frequentemente si ascolta dai nostri interlocutori è infatti: “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;riduzione dei costi&lt;/span&gt;”, accompagnata però, sempre più spesso, anche da una ricerca di maggiore competitività sui mercati, concetti in apparente contraddizione, ma in realtà sostenuti dallo scenario internazionale corrente che impone una maggiore profittabilità degli investimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/ShwB4ct24uI/AAAAAAAAARU/QX4-REeNmtQ/s1600-h/Immagine2.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 122px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/ShwB4ct24uI/AAAAAAAAARU/QX4-REeNmtQ/s400/Immagine2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5340145327447401186" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Se la prima necessità, quella della riduzione dei costi, può essere soddisfatta da un’assessment dell’organizzazione e dei processi e dallo studio di miglioramenti compatibili con la  necessità di investimento, la ricerca di vantaggi competitivi risulta sicuramente meno facilmente perseguibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La crescita attraverso la valorizzazzione degli asset intangibili&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' in questo caso però che si riesce ad esaltare il valore dell’informazione ed in particolare di quella parte di conoscenza non sempre immediatamente rilevabile. Uno studio di qualche anno fa della Federal Reserve evidenziava che il valore delle aziende sia determinato per una parte da asset tangibili ma per una parte altrettanto grande da asset intangibili, con una riduzione del peso dei primi 78% al 53%, come viene anche descritto in &lt;a href="http://www.unibocconi.it/wps/allegatiCTP/luigi%20guatri%20paper.pdf"&gt;questo documento della Bocconi&lt;/a&gt;. Ciò mette in luce come l'emersione di un valore, di per se difficilmente misurabile quali appunto gli asset intangibili, contribuisce alla costruzione del valore, questa volta tangibile, dell'azienda, in misura praticamente pari al patrimonio, cosidetto reale . Sono molte le dimensioni con le quali può essere declinato il valore intangibile di una azienda quali:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Forza del management&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Reputazione, comunicazione e trasparenza&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Strategie e loro esecuzione&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Processi&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Network di relazioni&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Capitale intellettuale ed umano&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Capacità di innovazione&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/06/greenit-enterprise-content-management3.html"&gt;continua...&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-37188760693559325?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/37188760693559325/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/05/greenit-enterprise-content-management2.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/37188760693559325'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/37188760693559325'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/05/greenit-enterprise-content-management2.html' title='Viaggio nelle best practise del GREEN.IT e dell&apos;ICT sostenibile: Enterprise Content Management  e valore degli asset intangibili'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/ShwCO6IhNRI/AAAAAAAAARc/4qXyBXO-L4o/s72-c/Immagine.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-1716365596091601139</id><published>2009-05-18T03:13:00.000-07:00</published><updated>2009-05-26T08:07:07.822-07:00</updated><title type='text'>Viaggio nelle best practise del GREEN.IT e dell'ICT sostenibile: Enterprise Content Management e revisione dei processi di Business</title><content type='html'>Bene... sto per cominciare un lungo viaggio, una occasione che mi consentirà di intraprendere la scrittura di questo post. Non so bene ancora bene dove mi porterà ma intanto il Malpensa Express  ha cominciato a muoversi e questo mi concederà i primi 40 minuti di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho già parlato in alcuni post del &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/06/green-it-crescita-sostenibile.html"&gt;Green IT&lt;/a&gt;, ma fino ad ora sempre in termini molto generali, oggi invece mi preme cominciare ad approfondire aspetti specifici. Dal primo post sul tema sono cambiati molti scenari, le imprese, costrette dalla crisi, cominciano a riflettere seriamente alla riduzione dei costi, mentre i consumatori sono sempre più sensibili al tema dello “sviluppo sostenibile”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa duplice maturazione degli eventi ha fatto convergere le attenzioni dei manager di aziende a pratiche di riorganizzazione dei processi, qualcosa a metà tra l’ottimizzazione pura e semplice dei costi ed un virtuoso approccio sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cambia lo scenario nelle aziende ma anche in politica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo i manager però cominciano a cambiare idea. Addirittura il presidente della nazione più potente al mondo auspica ora &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/02/green-banking-green-economy.html"&gt;una rivoluzione verde&lt;/a&gt; dopo il regime “nero” (dal colore del petrolio) del  suo celebre predecessore, George “dabliù” Bush. Sarebbe stato pensabile due anni fa vedere un presidente americano auspicare e consegnare le redini del comando ad un management italiano di uno dei colossi dell’industria più tipicamente americana, quella dell’auto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In maniera assolutamente indipendente, ma ormai strettamente correlata, è avvenuta  un’altra rivoluzione.. quella dell’ormai famigerato “web 2.0”, che ha insegnato alle aziende che la comunicazione è un fattore determinante per la produzione di conoscenza e che tale comunicazione può non essere più mono-direzionale, dal centro alla periferia che recepisce, ma molti-a-molti, dove gli utenti da elementi passivi diventano soggetti attivi e ciò, invece di produrre anarchia, è in grado di fare compiere grandi passi in avanti nel campo della gestione della conoscenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;“Colpa” degli User Generated Content e della Collaboration.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente come all’inizio di una qualunque rivoluzione culturale ci sono &lt;a href="http://blog.vita.it/cassandra/tag/green-economy/"&gt;avanguardie e resistenze&lt;/a&gt;, ed i media, complice l’effetto novità, amplificano un po’gli effetti di un cambiamento che, nelle aziende,  è ancora più raccontato sui giornali che vissuto veramente. La cosidetta &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;“enterprise 2.0”&lt;/span&gt; certamente è un processo che si èmesso in moto e che pian piano ridurrà le istanze più conservatrici del mondo imprenditoriale. Per ora accontentiamoci del &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/04/meglio-facebook-dei-ministri.html"&gt;positivo impulso&lt;/a&gt; dato all’alfabetizzazione informatica degli italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma torniamo al nostro tema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’approccio GREEN si &lt;a href="http://www.cbritaly.it/article.php?id=752"&gt;declina in più temi&lt;/a&gt;, che vanno dall’efficientamento dei processi, alla riduzione dell’utilizzo della carta, dell’energia alla tecnologia alla ricerca di forme più efficienti di produzione delle energia o alla  diffusione della cultura “sostenibile” ed al trasferimento di competenze e tecnologia. Nei prossimi post vorrei approfondire i temi legati all'ECM, che viene indicata da Gartner come una delle chiavi dell ICT sostenibile e sul sito dell' AIIM,e Association for Information and Image Management ( http://www.aiim.org) &lt;a href="http://www.aiim.org/green-ecm/resourcecenter/aiimnews/pressreleases/article.aspx?id=36217"&gt;si legge&lt;/a&gt;, non senza un po' di enfasi, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;“If the U.S. cut its office paper use by roughly 10 percent, or 540,000 tons, greenhouse gas emissions would fall by 1.6 million tons — equivalent to taking 280,000 cars off the road for a year,” notes AIIM President John F. Mancini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Enterprise Content Management, ECM ma anche BPM e BPR&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti di questi aspetti sono strettamente collegati, se si pensa che la de-materializzazione dei documenti permette una maggiore efficienza dei processi e si traduce in minor tempo per l’elaborazione di un iter lavorativo, riduzione dell’effort logistico indotto dal trasferimento materiale della carta, nonché la riduzione per la conservazione dei grandi archivi cartacei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Banche ed Assicurazioni, per fare un esempuio, sono tenute a rispettare diversi obblighi di legge e misurano l’impiego di spazio in diversi chilometri lineari di archivi cartacei, con costi alti di infrastruttura (spazio utilizzabile, impianti per la conservazione come aria condizionata) e costi di personale (addetti, sicurezza ecc.) a fronte di una percentuale bassissima di utilizzo di tali documenti, alcune ricerche parlano  di percentuali vicine all’uno per cento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma cosa si intende per ECM?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/05/greenit-enterprise-content-management2.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 51, 153);"&gt;Continua...&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-1716365596091601139?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/1716365596091601139/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/05/greenit-enterprise-content-management.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/1716365596091601139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/1716365596091601139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/05/greenit-enterprise-content-management.html' title='Viaggio nelle best practise del GREEN.IT e dell&apos;ICT sostenibile: Enterprise Content Management e revisione dei processi di Business'/><author><name>Karlitos</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02493545361645090145</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-4375519909608449449</id><published>2009-05-14T04:03:00.000-07:00</published><updated>2009-05-14T04:39:51.497-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giornalismo'/><title type='text'>Informatici Senza Frontiere: Digital Volunteers in Abruzzo!!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SgwDBNxq2OI/AAAAAAAAACE/U56QJDtqvKA/s1600-h/logo_isf.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 163px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SgwDBNxq2OI/AAAAAAAAACE/U56QJDtqvKA/s400/logo_isf.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5335642977939937506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nel &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/05/riflessione-volontariato-terremoto.html"&gt;mio post sul terremoto in Abruzzo &lt;/a&gt;ho parlato della necessità di impegnarsi per offrire, anche con il mio tipo di professionalità, un supporto a chi ha visto in pochi istanti, stravolta la propria vita ordinaria. Ho quindi provato a cercare in giro qualche iniziativa che mi permettesse di capire se esistevano interventi già strutturati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono quindi imbattuto in &lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.informaticisenzafrontiere.org/blog/"&gt;Informatici Senza Frontiere&lt;/a&gt; che stanno &lt;a href="http://www.informaticisenzafrontiere.org/blog/?p=739"&gt;operando in Abruzzo&lt;/a&gt; per fornire le competenze ed il lavoro per far ripartire la "normalità"&lt;a href="http://www.informaticisenzafrontiere.org/blog/?p=753"&gt; in quei territori devastati&lt;/a&gt;. In particolare stanno cercando di attivare iniziative per permettere la piena operatività dell'Università e credo che sia una scelta assolutamente corretta, perchè è proprio dallo studio e dalla ricerca della professionalità che può ripartire un territorio in tempo di crisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ricerca della migliore alternative, per ovviare alle carenze infrastrutturali contingenti, può rappresentare addirittura una opportunità per migliorarsi e cercare l'eccellenza, a patto di non lasciarsi abbattere dalle difficoltà. Ma in questo senso le genti abruzzesi hanno dato dimostrazione di grande tenacia e serenità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo post è quindi solo per evidenziare il lavoro di questa associazione e, se possibile con le mie forze, di  sollecitare il contributo di quante più persone operano nel mio settore. Servono ore lavoro ma anche idee e capacità di relazione. Tra l'altro voglio anche sottolineare la reattività di questi ragazzi, cui ho scritto un commento sul loro sito e dai quali ho ricevuto, in tempi rapidissimi, contatti ed informazioni... spero non me ne voglia se lo cito pubblicamente, ma in primis Aldo Ceccarelli che mi ha contattato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mondo del software vive già da anni fenomeni collaborativi importantissimi come quello dell'Open Source, ovvero la condivisione pubblica dei sorgenti dei programmi al fine della crescita complessiva della conoscenza, in contrapposizione con la battaglia sui diritti di proprietà intellettuale sul software che persegue la maggior parte dei grandi produttori. Questa capacità e volontà (sopratutto) di condividere deve essere lo spirito per aiutare in Italia, ma anche in tutto il mondo, chi ha meno risorse a disposizione. Sopratutto se parliamo di istruzione, che è la condicio sine qua non per uscire dalla propria condizione di inferiorità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-4375519909608449449?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/4375519909608449449/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/05/informatici-senza-frontiere.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/4375519909608449449'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/4375519909608449449'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/05/informatici-senza-frontiere.html' title='Informatici Senza Frontiere: Digital Volunteers in Abruzzo!!'/><author><name>Karlitos</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02493545361645090145</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SgwDBNxq2OI/AAAAAAAAACE/U56QJDtqvKA/s72-c/logo_isf.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-3540592704898964879</id><published>2009-05-08T02:19:00.000-07:00</published><updated>2009-05-11T04:21:26.467-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Social Network'/><title type='text'>Riflessioni sul contributo della tecnologia nell’opera di ricostruzione dopo il devastante terremoto in Abruzzo: il volontariato digitale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SgP5irREeiI/AAAAAAAAABs/p4OKDwpSQ58/s1600-h/terremoto-abbruzzo.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SgP5irREeiI/AAAAAAAAABs/p4OKDwpSQ58/s400/terremoto-abbruzzo.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333380757861988898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Un mese fa il terremoto ha devastato l’ Abruzzo ed ormai è cominciato il tempo della ricostruzione. Nei primi giorni occorreva che ci fossero braccia in grado di aiutare “fisicamente” nella corsa contro il tempo, rimuovere macerie e cercare superstiti, dove i mezzi meccanici non potevano operare o dove, peggio ancora, non erano ancora arrivati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia tutta si è stretta intorno alle popolazioni colpite ed io con loro, con l’ansia di chi ha vissuto un’esperienza simile  in Campania, quel maledetto 23 novembre. La mia città fu assalita dalla paura per gli enormi e prolungati sobbalzi del terreno, ma subimmo danni solo  le abitazioni,  mentre purtroppo nei giorni seguenti, nel cosiddetto cratere in Irpinia, ho visto il dolore disegnato sui volti delle persone che a mani nude cercavano almeno di dare sepoltura ad un genitore, ad un nonno. La mia prima esperienza con il dolore e la morte, in forme così profonde ed estese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure di quei giorni rimane vivo soprattutto il ricordo del senso di fratellanza spontanea che si instaura, il ricordo delle persone corse giù in una notte dal Friuli o dalla Sicilia. Una drammatica esperienza che instillava allo stesso momento un forte senso di fiducia nel genere umano, quella fiducia che nella vita quotidiana appare spesso perdersi. Preti e “comunisti”, giovani e meno giovani, scavare fianco a fianco e dormire spesso in auto. Tra una scossa qua e là.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La ricostruzione: un piatto per ingordi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scempio della ricostruzione e della cementificazione successiva sono un ricordo altrettanto doloroso, pensando soprattutto al fiume di denaro che ha arricchito pochi ed ha creato posizioni di potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono fermato a riflettere a lungo su quali attività può svolgere un professionista dell’IT per contribuire in questa fase e non nego un po’ di frustrazione rispetto al contributo che può dare un medico, un ingegnere o un tecnico.  &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=WUXJQG8SPXw"&gt;Anche un cantante può fare molto&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo lo Tsunami avevo cercato di organizzare una “colletta tecnologica” per contribuire alla costruzione di un sistema di alerting, sulla base della semplice considerazione che il mondo della finanza in cui lavoro è completamente interconnesso e che un ordine di borsa impiega frazioni di secondo ad essere eseguito . Le tecnologie di comunicazione distribuita sono disponibili ed abilitanti e alcune aziende private avevano accolto la mia richiesta. Inutile dire che la cosa si bloccò quando, passando al lato istituzionale, nazionale e/o europeo,  capii che neppure la disponibilità di tecnologie innovative e di grande valore (ovviamente fornite a titolo gratuito) erano sufficienti ad innescare un ciclo virtuoso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cosa può fare chi scrive software?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il terremoto inoltre rende inefficace un sistema di tal genere, perché non lascia il tempo di predisporre alcuna attività di mitigazione dei danni, in mancanza di comprensibili segnali premonitori, ed allora come si può concretizzare l’aiuto di persone che, come me, sanno mettere uno dietro l’altro i bit trattati da un processore?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le polemiche successive all’evento mi hanno ricordato come un cataclisma del genere diventa un’opportunità per pochi, già pronti a spianare e cementificare luoghi che altrimenti non sarebbero stati toccati. La nascita del movimento (che in molti definiamo “democratico”) di generazione dei contenuti da parte degli utenti della rete  mi porta a pensare che i tempi siano maturi per la costruzione di una “sentinella ambientale”, in grado di documentare, nel tempo, lo stato dei luoghi e creare luoghi di aggregazione in cui il cittadino abbia spazio per confrontarsi per difendere ciò che è patrimonio di tutti dall’ingordigia di pochi.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SgP6t0LBFLI/AAAAAAAAAB8/48KwxFe7G30/s1600-h/chiesa_paganica2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 245px; height: 288px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SgP6t0LBFLI/AAAAAAAAAB8/48KwxFe7G30/s400/chiesa_paganica2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333382048742708402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una vecchia idea rielaborata,  di costruire un archivio a due dimensioni, una timeline temporale ed una collocazione geografica,  in grado di informare, ma anche di fornire un supporto per la ricostruzione di fatti.  Le immagini poi delle opere e delle chiese sventrate, che probabilmente dovranno essere definitivamente abbattute, sono un terribile segno di come la nostra memoria e la bellezza dei luoghi risulterà irrimediabilmente  privata di parti così significative. Doveroso per noi organizzare la conoscenza e per chi verrà dopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è complesso mobilitare l’impegno private e le tecnologie sono tutte disponibili, sarà possibile realizzarlo?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-3540592704898964879?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/3540592704898964879/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/05/riflessione-volontariato-terremoto.html#comment-form' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/3540592704898964879'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/3540592704898964879'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/05/riflessione-volontariato-terremoto.html' title='Riflessioni sul contributo della tecnologia nell’opera di ricostruzione dopo il devastante terremoto in Abruzzo: il volontariato digitale'/><author><name>Karlitos</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02493545361645090145</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SgP5irREeiI/AAAAAAAAABs/p4OKDwpSQ58/s72-c/terremoto-abbruzzo.png' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-5055637123206567263</id><published>2009-05-04T02:45:00.000-07:00</published><updated>2009-05-04T03:23:33.633-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eccellenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aziende'/><title type='text'>Comunicazione e Capitale umano in tempo di crisi, il 91% degli impiegati vuole condividere le informazioni, se ne discute il 7 maggio all’OPEN DAY</title><content type='html'>Qualche giorno fa ho ricevuto l’invito per giovedi 7 maggio all’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Open Day&lt;/span&gt; (viale Ergisto Bezzi 2) organizzato da &lt;a href="http://www.iqmselezione.it/"&gt;IQM selezione&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.krauthammer.it/"&gt;Krauthammer&lt;/a&gt; (multinazionale che fornisce servizi di Consulenza, Formazione manageriale e Coaching) ed è stata l’occasione per una riflessione sulla percezione del capitale rappresentato dalle risorse nel bel mezzo di questa “grande crisi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alberto Baggini, CEO di IQM e professore al Politecnico di Milano, è stata una delle persone che per prime hanno animato le discussioni sul mio blog con una &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2007/11/web-2-0-intelligenza-competitivita.html"&gt;intervista sull’argomento “capitale umano”,&lt;/a&gt; arricchendolo del particolare punto di vista di chi ha il compito di valutare candidati per una eventuale assunzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Manager all'altezza della crisi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevamo parlato delle differenti  tipologie di intelligenza e di come tali abilità devono essere calibrate rispetto alle reali esigenze della azienda che sta ricercando personale, di come sia importante far emergere le reali caratteristiche ed  in particolare Alberto Baggini aveva evidenziato che nel suo lavoro  “&lt;span style="font-style: italic;"&gt; colloqui sotto stress consentono di valutare le reazioni dei candidati di fronte a reazioni non prevedibili o difficilmente inquadrabili, in modo che il nostro interlocutore non possa mettere in atto un comportamento consolidato ma debba mettere in gioco il proprio istinto, la propria capacità di improvvisazione e di gestione delle criticità, che sono poi requisiti fondamentali di fronte a richieste endogene od esogene di adattamento&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se è vero che spesso in tempi normali le doti di leadership di un manager non vengono sottoposte a stress particolari, fusioni, cali di risorse finanziarie o di quote di mercato fanno esplodere in tutta evidenza le contraddizioni di manager non adeguati al ruolo che ricoprono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il costo aziendale di professionalità inadeguate e la "distanza" tra manager ed impiegati&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La valutazione di un candidato (sia manager o meno) ha una grande criticità ed un peso nella vita aziendale successiva, perché ovviamente l’introduzione in una struttura di professionisti non adeguati al ruolo ha un peso crescente, quanto più diminuiscono le dimensioni della società e quanto più la crisi erode i margini operativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggiamo da più parti che la crisi “rappresenta una opportunità” , ricorrendo ad un raffigurazione benevola della realtà, in quanto sarebbe molto più corretto dire che la crisi è uno “stimolo” a mettere in piedi un processo maggiormente virtuoso, nel controllo dei costi e nella valorizzazione degli asset.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’opportunità è infatti un evento puntuale che si presenta limitato nel tempo, mentre la necessità di migliorare processi e strutture è permanente, ciò che cambia è solo la percezione dell’urgenza con cui porre rimedio a disfunzioni e disservizi, urgenza che in tempi di crescita viene solamente  nascosta dall’andamento positivo di una azienda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa “opportunità” però, anche durante la crisi (o soprattutto?), rimane spesso uno slogan scritto sui giornali, perché un periodo di recessione non fa altro che amplificare la necessità di tagli e tali tagli vengono spesso realizzati sulla base solo di criteri “immediatamente” economici, senza valutazioni sui valori intrinseci e sulle prospettive di medio e lungo termine. La contrazione del mercato, a mio avviso, non fa ha altro che &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2007/11/qualit-dei-dipendenti-e-manager.html"&gt;amplificare il muro che spesso esiste&lt;/a&gt; tra livelli di management diverso e tra manager ed impiegati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La comunicazione e la condivisione come valore aziendale e qualità di un manager&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio il comunicato stampa dell OPEN DAY contiene alcune statistiche che sostengono tale percezione “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Da &lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://www.krauthammer.it/content.cfm?media=30&amp;amp;id=1684"&gt;un’indagine realizzata a livello europeo&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; da consulenti esperti di formazione e coaching manageriale facenti parte di Krauthammer  è emerso che la maggior parte dei manager non riesce a soddisfare le esigenze dei dipendenti e conseguentemente neanche quelle aziendali. I dipendenti desiderano essere informati dai loro manager sulle decisioni prese e che queste ultime siano contestualizzate e accompagnate da chiarimenti. Il 40% dei manager soddisfa tale richiesta, tuttavia, più di un terzo (35%) ha la tendenza a limitarsi ai fatti e ai dettagli; il 25% ha un atteggiamento opposto, ossia fornisce spiegazioni imprecise e vaghe. Quando i dipendenti riscontrano difficoltà nell'eseguire un compito, il 91% di essi desidera analizzare i problemi insieme ai manager, ma solo il 47% dei manager si comporta in tal modo, mentre un terzo (31%) tende a fornire ai dipendenti un'analisi personale, senza consultarli. Il migliore leader in tempi di crisi è colui che non minimizza questi aspetti, contribuendo a rendere meno “esplosiva” una situazione già critica. È importante mantenere alti i livelli di comunicazione con i propri dipendenti: essere trasparenti sulla situazione aziendale e sulle strategie adottate, chiamando a raccolta tutte le forze in campo e assumendo un diverso atteggiamento verso i contributi altrui&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Troppo spesso invece il detenere informazione viene considerato un valore, in virtù dell'ossequio all'obsoleto "divide et impera", un valore finalizzato al mantenimento ed all'accrescimento del peso della propria posizione nella struttura aziendale, a prescindere se tali atteggiamenti abbiamo o meno una ricaduta sull'organizzazione e sui risultati aziendali. Ricaduta che esiste e che troppo spesso è negativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;OPEN DAY&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avendolo citato all’inizio del post chiudo solo con una nota proprio sull’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;OPEN DAY&lt;/span&gt;, un’iniziativa che ha l’obiettivo di far incontrare e discutere professionisti, specialisti e manager  sulla comunicazione e sul valore del capitale rappresentato dalle persone e dalla loro competenza. Si terrà giovedì 7 Maggio 2009 in viale Ergisto Bezzi 2, dal  mattino alla serà e vedrà wokshop, incontri personalizzati e momenti di discussione.  Per chi è interessato può scrivere a  info@iqmselezione.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-5055637123206567263?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/5055637123206567263/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/05/capitale-umano-e-comunicazione.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/5055637123206567263'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/5055637123206567263'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/05/capitale-umano-e-comunicazione.html' title='Comunicazione e Capitale umano in tempo di crisi, il 91% degli impiegati vuole condividere le informazioni, se ne discute il 7 maggio all’OPEN DAY'/><author><name>Karlitos</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02493545361645090145</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-4428188905118250461</id><published>2009-04-23T08:26:00.000-07:00</published><updated>2009-04-23T08:48:06.292-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Social Network'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='linguaggio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blog'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><title type='text'>Il ministro dell’Istruzione che più ha contribuito alla diffusione della cultura informatica in Italia? Nessuno ha fatto quanto Facebook (parte II)</title><content type='html'>Riprendo, per completarlo,  il tema che &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/04/meglio-facebook-dei-ministri.html"&gt;ho cominciato a trattare nel precedente post.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A parte le considerazioni sulla genesi e sulle cause del successo, è un dato oggettivo che oggi il desiderio di “esserci” rappresenta una forte spinta motivazionale che si traduce nella prima alfabetizzazione su internet per milioni di persone. Quale progetto di un qualunque governo  o istituzione (in Italia...) avrebbe potuto produrre tali risultati?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo nessuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I “nemici” dei social network&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiaramente come tutte le mode ha i suoi “nemici” (come è giusto che sia), costituiti da coloro i quali ancora diffidano di internet (anche se talvolta non conoscono bene il fenomeno), oppure faticano ad accettare dinamiche di comunicazione diverse da quelle cui sono abituati, oppure perché, ovviamente, c’è chi fa fatica a ritrovarsi e nel “mucchio” e ama vedersi in controtendenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io stesso ammetto di essere  un po’ così e se nel 2006 mi piaceva spiegare a colleghi ed amici la portata di questa rivoluzione che si stava concretizzando, oggi mi viene un po’ da sorridere quando sento il mio dentista che mi chiede “ci sei anche tu su Feisbuc?”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sorrido..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma penso che se lui ha preso lezioni per imparare ad inviare le mail e a chattare sui SN questi strumenti hanno ottenuto dei risultati veramente rilevanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arriva anche per FB il riflusso&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi in Italia FB vive un momento di riflusso (sempre nel blog di Merlinox si è aperta una discussione sul tema), ma credo che si tratti di un momento fisiologico dovuto al progressivo spegnersi dell’euforia di chi ha provato, soprattutto da poco, l’ebrezza etilica del web. Ma credo anche che la bellezza del web sia la sua dinamicità e che quindi anche la cristalizzazione di eventi, come nel caso di Facebook, con un successivo riflusso o addirittura implosione, non sia assolutamente un male, auguriamoci piuttosto che domani ci sia qualcosa di nuovo e sempre più interessante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che ieri era novità oggi è storia, non obsoleto e da dimenticare, ma avvolto dalla patina di deja vù che ne modifica la bellezza, mentre nuove sfide appaiono all’orizzonte., pazienza se Facebook o MySpace diventeranno un ricordo come Napster.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mail ed sms hanno reso meno utilizzate le lettere a mano, come il digitale la buona vecchia pellicola o&lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/03/web-mp3-cambiano-mercato-musica.html"&gt; il vinile&lt;/a&gt;, ma non sono scomparse e non hanno perso il loro fascino, anzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questa ragione appare anacronistica la condanna in Svezia dei responsabili di Pirate Bay… servirebbe che questi anziani giudici e più anziani manager si rendessero conto che non si può combattere contro una marea e che sopravviverà solo chi saprà sviluppare una migliore capacità di adattamento, sfruttando la propria attuale posizione di forza, non per conservare uno status quo impossibile da difendere, ma elaborando, prima degli altri nuovi modelli di business.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-4428188905118250461?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/4428188905118250461/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/04/meglio-facebook-dei-ministri_23.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/4428188905118250461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/4428188905118250461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/04/meglio-facebook-dei-ministri_23.html' title='Il ministro dell’Istruzione che più ha contribuito alla diffusione della cultura informatica in Italia? Nessuno ha fatto quanto Facebook (parte II)'/><author><name>Karlitos</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02493545361645090145</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-869679983169168841</id><published>2009-04-21T09:55:00.000-07:00</published><updated>2009-04-21T10:06:02.298-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Social Network'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='linguaggio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giornalismo'/><title type='text'>Il ministro dell’Istruzione che più ha contribuito alla diffusione della cultura informatica in Italia? Nessuno ha fatto quanto Facebook</title><content type='html'>Forse oggi mi attirerò le critiche di quelli che guardano con diffidenza alle mode ma, dando il giusto peso alla provocazione di un titolo, volutamente al limite del paradosso,  credo che quello di oggi contenga alla base una reale essenza di verità :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;all’alfabetizzazione informatica in Italia contribuito Mark Zuckerberg  (il boss di Facebook) più che tutti gli ultimi ministri che si sono succeduti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Non la Moratti, la Gelmini ed i loro illustri predecessori... Ricordate Il tanto strombazzato slogan delle tre “I”,  informatica, inglese ed impresa..  è rimasto una delle tante promesse elettorali, di informatica nelle scuole se ne è vista poca e la vicenda del maestro unico sembra ulteriormente diminuire le chance di far crescere le nuove generazioni adeguatamente preparate, sotto il profilo tecnologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però nel frattempo è esploso uno di quei fenomeni che è difficile prevedere prima e che anche dopo che si è concretizzato rimane difficile spiegare: Facebook ha aperto le porte di internet a milioni di neofiti del web.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un processo in atto da qualche anno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà il processo è iniziato ben prima, con altri Social Network, da MySpace a YouTube o Twitter, ma nessun altro come Facebook è diventato un fenomeno di massa e popolare tra i non “iniziati” del web, ovunque nel mondo e da meno di un anno anche in Italia. Il mio account di FacciaLibro è rimasto silente per mesi fino a quando, inspiegabilmente, quasi da un giorno all’altro si è animato e si è popolato di “amici”, che non mi sarei mai aspettato di trovare nel mondo virtuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi poi, aprendo la mia posta,  ho avuto la conferma definitiva che questo malvagio oggetto si è trasformato nella killer application che ha rivoluzionato la cultura informatica della popolazione italica, tra le mail di segnalazione che giornalmente mi costringono a vivere “Feisbuch” , c’era la richiesta di amicizia di un amico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fin qui nulla di strano..  se questa  persona non avesse da sempre dichiarato la propria idiosincrasia all’uso del computer,  tanto che per lui “scrivere” rimaneva pur sempre l’uso di una penna (stilografica ovviamente,perchè la biro non si confà a chi vuol ritenersi elite) e che la sua età, 56 (non anziano ma neppure giovane…), non è da considerarsi ideale per cominciare ad utilizzare questi strumenti (dopo averli così a lungo guardati con diffidenza).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Assediato dagli “amici” su Facebook.. come starne fuori?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente questo è solo l’ultimo caso di una lunga lista, persone che hanno trovato il coraggio di vincere la propria diffidenza verso il computer ed ancor più verso internet solo perché ormai Facebook li aveva accerchiati, amici e colleghi intrappolati nel network erano dappertutto, come rimanerne fuori?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa abbia determinato questa spirale francamente non so, in fondo il Social Network dei college americani non proponeva molto di nuovo rispetto a chi lo aveva preceduto, semplicemente in genere lo faceva meglio e soprattutto non era un universo chiuso. Lo cito per la seconda volta, ma &lt;a href="http://blog.merlinox.com/facebook-storia-trend/"&gt;questo post di Merlinox&lt;/a&gt; (ovviamente non tutti quelli che capitano qui sono lettori affezionati) propone una analisi dettagliata del fenomeno ed anche lui, come me, non rintraccia molto di nuovo in ciò che è stato fatto da Facebook.  In genere una differenza di approccio, con la possibilità dall’esterno di integrare altre applicazioni, i tanti test, gli abbracci virtuali e le molteplici funzioni, più o meno inutili hanno fatto la differenza.  Probabilmente altro fattore critico di successo è stato  il carattere “nazional-popolare”( mutuando un’abusata definizione televisiva) di Facebook a differenza di  MySpace che per esempio è assimilato soprattutto allo spazio degli artisti o YouTube, visto soprattutto come una “televisione”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il successo di Facebook? Fatto da persone normali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su Facebook non occorre essere un artista digitale o un cantante, è popolato di persone normali, con un nome ed un cognome e non si incontrano (tanti) personaggi come panterina2009 o maschio italiano, con improbabili  foto da pin up e con addominali a forma di tartaruga. Partito infatti come network riservato a studenti americani, con email “nota”, è cresciuto tenendo fede all’identità rappresentata dal nome: network di facce.  Oggi MySpace rincorre questo modello e da qualche tempo chiede alla login se si vuole apparire con il proprio nome e cognome….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se questa sia una delle ragioni non posso affermarlo con sicurezza, ma credo personalmente che sia stato un contributo rilevante . Certamente altro fattore critico è la facilità d’uso, che può sembrare una banalità, ma è il discrimine sul quale si infrangono i sogni di molti prodotti software o che ha fatto la fortuna di (pochi) altri, come testimonia &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/07/iphone-bufala-o-innovazione.html"&gt;il successo travolgente di iPhone&lt;/a&gt; per esempio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 51, 153); font-style: italic;"&gt;continua...&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-869679983169168841?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/869679983169168841/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/04/meglio-facebook-dei-ministri.html#comment-form' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/869679983169168841'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/869679983169168841'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/04/meglio-facebook-dei-ministri.html' title='Il ministro dell’Istruzione che più ha contribuito alla diffusione della cultura informatica in Italia? Nessuno ha fatto quanto Facebook'/><author><name>Karlitos</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02493545361645090145</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-3158099464874628122</id><published>2009-04-13T06:45:00.000-07:00</published><updated>2009-04-14T02:54:05.073-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Social Network'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blog'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><title type='text'>Il marketing individuale nell'era dei social network (segnalazioni)</title><content type='html'>Qualche tempo fa ho raccontato &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/10/palestre-rete-globale-marketing-locale.html"&gt;la mia esperienza di micromarketing &lt;/a&gt;sul web per una associazione sportiva ed oggi, sul tema delle possibilità di marketing locale offerte dalla rete, volevo segnalarvi due post diversi per impostazione, ma entrambi interessanti: il primo è dedicato &lt;a href="http://blog.livenet.it/index.php/studi-professionali-e-web-1/"&gt;al marketing per gli studi professionali&lt;/a&gt; mentre il secondo, molto dettagliato, su Facebook, di cosa ha cambiato nel web e di conseguenza di come cambia il &lt;a href="http://blog.merlinox.com/facebook-storia-trend/"&gt;modo di fare comunicazione&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-3158099464874628122?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/3158099464874628122/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/04/web-e-micro-marketing.html#comment-form' title='10 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/3158099464874628122'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/3158099464874628122'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/04/web-e-micro-marketing.html' title='Il marketing individuale nell&apos;era dei social network (segnalazioni)'/><author><name>Karlitos</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02493545361645090145</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-890847000884082429</id><published>2009-04-07T02:51:00.000-07:00</published><updated>2009-04-07T05:50:55.370-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giornalismo'/><title type='text'>Il terremoto in abruzzo, riflessioni su una esperienza già vissuta, l'impotenza della tecnologia (...e la miopia degli uomini)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SdtMJ2-O-VI/AAAAAAAAABc/aaZUKYX07mo/s1600-h/foto_15494631_39360.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 124px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SdtMJ2-O-VI/AAAAAAAAABc/aaZUKYX07mo/s400/foto_15494631_39360.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5321931116927449426" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Oggi non riesco a parlere di tecnologia,avrei voluto scrivere ben altro post ieri, ma poi la tragedia del sisma in abruzzo ha bloccato le mie dita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi drammi colpiscono tutti, in primis ovviamente le vittime che subiscono una tale devastazione, ma anche tutte le persone dotate di sensibilità. Tra queste, chi  ha vissuto gli interminabili istanti di situazioni simili o portato il suo contributo nei luoghi colpiti, non può non sentirsi dentro un gran dolore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri le immagini dall'abruzzo devastato mi hanno riportato al quel 23 novembre del 1980, quando la terra cominciò a tremarmi sotto i piedi ed i lampioni della luce che ondeggiavano furono il segnale che qualcosa di tremendo stava accadendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella mia città ci fu soprattutto  grande spavento, molti danni e per fortuna pochissime vittime, ma quando il mattino dopo partimmo in direzione dell'epicentro ci accolse la straziante immangine di interi paesi rasi al suolo. Oggi le foto delle vittime di Onna, avvolte in sudari improvvisati ed adagiate in fila in un prato, fanno riemergere i ricordi del posto, drammaticamente simile, dove cercavamo di dare una sistemazione alle vittime recuperate sotto le macerie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era la mia prima esperienza con un dramma cosi esteso ed intenso, ma la forza di fare cose, che non avrei mai immaginato di dover fare, ci veniva dal dolore dei parenti che, a mani nude, tentavano di dare ai propri cari almeno una sepoltura in un luogo conosciuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono passati gli anni ma il terremoto mi è rimasto dentro, ogni volta che succede qualcosa del genere ne sento il dolore dentro, dal lontano tsunami alle tragedie in Italia, per questo sentite un po' più delle altre, dal San Giluliano per finire all'Aquila.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per lavoro affrontiamo spesso problemi di disaster recovery, si predispogono piani per minimizzare gli effetti di eventi catastrofici, ma poi queste immagini ci sommergono di un senso di prostrazione per tutte queste vittime che non si sono potute salvare. La nostra tecnologia alza le mani in segno di resa in questo caso, ma si fa veramente il possibile per trovare nuove soluzioni?&lt;br /&gt;Non so... proprio dopo lo tsunami in asia mi è capitato di lavorare per progetti di prevenzione,  motivato dal deisderio di fare qualcosa, ma non sempre ne ho tratto l'impressione che tutti lavorino nella stessa direzione, Istituzioni, Enti di Ricerca ed aziende.  Al punto da ingnorare il contributo volontario di persone ed aziende che cercano di dare una mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora però è solo il momento della solidarietà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-890847000884082429?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/890847000884082429/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/04/il-terremoto-in-abruzzo.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/890847000884082429'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/890847000884082429'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/04/il-terremoto-in-abruzzo.html' title='Il terremoto in abruzzo, riflessioni su una esperienza già vissuta, l&apos;impotenza della tecnologia (...e la miopia degli uomini)'/><author><name>Karlitos</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02493545361645090145</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SdtMJ2-O-VI/AAAAAAAAABc/aaZUKYX07mo/s72-c/foto_15494631_39360.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-7008577520714730322</id><published>2009-04-02T06:02:00.000-07:00</published><updated>2009-04-02T06:29:29.366-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Social Network'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eccellenza'/><title type='text'>Uno studio dimostra che l'uso di internet in ufficio non diminuisce la produttività. Anzi l'aumenta del 9%!</title><content type='html'>Oggi la sezione di Repubblica  dedicata al lavoro&lt;a href="http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/notizie/dettaglio/impiegati-meglio-su-internet-pi-produttivi-con-facebook/3625033"&gt; riporta un commento ad uno studio australiano&lt;/a&gt; che ha tentato di dimostrare una relazione tra aumento della produttività ed utilizzo del web, in particolare dei social network.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so se questa ricerca sui comportamenti degli impiegati abbia solide base scientifiche e tanto meno ho io le basi per valutare se è vero che l'utilizzo quotidiano di Facebook induca un aumento del 9%, come sostenuto nell'articolo, sono certo però che le "distrazioni" cui siamo soggetti al lavoro sono in genere insite nel nostro approccio e che quindi se abbiamo un approccio responsabile al mondo del lavoro non sarà certo Facebook a minarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di contro non basta proibire l'uso di Facebook ad un dipendente per farlo lavorare. Tutt'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo spesso è radicata la convinzione che una politica "proibizionistica" dia i suoi frutti nel rendere produttive le persone, mentre la realtà è che solo una strategia di coinvolgimento può consentire di massimizzare l'impegno sul posto di lavoro.  Si confondono obiettivi quantitativi (presenza in ufficio) con obiettivi qualitativi (capacità di produrre), la velocità e la frenesia con la &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2007/11/elogio-dell-ozio.html"&gt;reale capacità di creare valore aggiunto&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-7008577520714730322?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/7008577520714730322/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/04/internet-e-la-produttivita.html#comment-form' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/7008577520714730322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/7008577520714730322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/04/internet-e-la-produttivita.html' title='Uno studio dimostra che l&apos;uso di internet in ufficio non diminuisce la produttività. Anzi l&apos;aumenta del 9%!'/><author><name>Karlitos</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02493545361645090145</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-938997251747160865</id><published>2009-03-30T04:16:00.000-07:00</published><updated>2009-03-30T04:50:38.027-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blog'/><title type='text'>Riflessioni sul proprio percorso professionale, conviene cambiare lavoro spesso o rimanere trent'anni nella stessa azienda?</title><content type='html'>E' quasi un mese che non scrivo un post.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ragione di questo lungo silenzio risiede nel medesimo luogo o concetto che ha ispirato questo post, ovvero ho cambiato azienda anzi, per essere più corretto, per il  momento ho lasciato la società per cui ho lavorato negli ultimi dieci anni, mercoledì infatti si riprende. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho trascorso due settimane di "disintossicazione da web" ed anche questo è stato un bel punto di discontinuità, preso anche da alcune riflessioni indotte da tale nuova condizione. Mi sono chiesto quale fosse l'approccio migliore per ottenere il massimo dalla propria vita professionale; non solo una questione di "fare carriera" ma piuttosto quella di riuscire a realizzare cose nuove e più interessanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da un lato ci sono molti esempi di persone giunte a posti di responsabilità dopo aver passato in azienda la propria intera vita professionale, 30 anni con la medesima casacca, utilizzando una metafora calcistica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall'altro ogni cambiamento, passaggio di azienda, garantisce in genere un passo in avanti, sia per quanto riguarda la qualifica professionale, che la mansione ed ovviamente la retribuzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come è meglio comportarsi? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente non esiste una regola, o meglio l'unica regola che si può desumere è che ogni metodo di comportamento da vantaggi solo se adeguato alle proprie caratteristiche professionali o umane. Ogni cambiamento richiede una grande capacità di adeguarsi a situazioni nuove ed abilità nel comprendere le dinamiche in atto nella realtà in cui ci si integra. Tutto ciò comporta una possibilità di rigetto che si ripresenta ogni volta e quindi statisticamente maggiore quanto maggiori sono i cambiamenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo dieci anni ha pesato comunque sulla scelta il timore di lasciare un meccanismo professionale e di rapporti umani di cui ormai conoscevo a fondo il funzionamento. La domanda corretta è però se questi dieci anni erano una motivazione sufficiente a fermare una decisione o se invece rappresentano un tempo eccessivo in cui il peso della "tranquillità" ha impedito di fare questa scelta un po' tempo prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'alta considerazione delle cose che conosciamo infatti spesso deforma la percezione della realtà, impedendoci di vedere quando veramente occorre dare una svolta al proprio percorso professionale. Siamo portati per natura ad essere "conservatori", dando più peso alle aspettative positive future che all'esame oggettivo di eventuali realtà negative. La sensazione di potere affrontare al meglio il futuro in un ambito conosciuto pone un freno alla legittima aspirazione di trovare altrove maggiori possibilità e stimoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra breve comincia quindi una nuova avventura, il bilancio di quella che si è appena conclusa è stato ampiamente positivo, seppure eventi ed incontri negativi non siano ovviamente mancati, rimane solo il quesito se questa positività sia stato il massimo che potevo ottenere o alla fine ha rappresentato anche un freno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-938997251747160865?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/938997251747160865/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/03/cambiare-lavoro.html#comment-form' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/938997251747160865'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/938997251747160865'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/03/cambiare-lavoro.html' title='Riflessioni sul proprio percorso professionale, conviene cambiare lavoro spesso o rimanere trent&apos;anni nella stessa azienda?'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-6706815581237892470</id><published>2009-03-03T02:30:00.000-08:00</published><updated>2009-03-11T06:40:56.495-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aziende'/><title type='text'>Il Social banking sposa il cellulare in Sudafrica con Wizzit la Mobile Bank degli unbanked: parte seconda, gli aspetti sociali</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/Sa0G6DVz8CI/AAAAAAAAABE/3HwjUSKGMyM/s1600-h/wizzit+logo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 186px; height: 124px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/Sa0G6DVz8CI/AAAAAAAAABE/3HwjUSKGMyM/s400/wizzit+logo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5308907130138652706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Abbiamo introdotto nel &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/02/wizzit-mobile-bankig-for-umbanked.html"&gt;post precedente la mobile Bank sudafricana Wizzit &lt;/a&gt;ed abbiamo brevemente spiegato che i servizi offerti sono quelli che più vanno incontro alle esigenze della particolare clientela di questa banca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Approfondimenti sui servizi sono contenuti anche negli altri articoli citati e sul sito della banca, per cui evito di scrivere cose già descritte da altri e passo ad analizzare i tre focus point che ho individuato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La componente sociale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa banca si inserisce a pieno titolo nelle iniziative volte ad offrire servizi a persone che tradizionalmente trovano poco credito (non solo finanziario, ma anche in termini di assistenza) presso le banche tradizionali, ricordiamo a questo proposito il &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/02/rispamiare-con-il-social-lending.html"&gt;Social Lending&lt;/a&gt; , il prestito tra privati,  che in Italia &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/02/social-lending-zopa-maurizio-sella.html"&gt;è arrivato&lt;/a&gt; grazie a &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/02/booper-risponde-manolo-maffeis-centax.html"&gt;due iniziative&lt;/a&gt; diverse, &lt;a href="https://www.boober.it/"&gt;Boober&lt;/a&gt;  e &lt;a href="http://www.zopa.it/ZopaWeb/"&gt;Zopa&lt;/a&gt;, come la Grameen Bank, ovvero la banca dei poveri in India, o il circuito Kiva che è nato &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/01/banking-20-banche-e-tecnologia4kiva.html"&gt;per favorire il microcredito&lt;/a&gt; nei confronti dei paese meno ricchi del globo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia anche un colosso come Unicredit si è mosso in qualche modo in questa direzione &lt;a href="http://www.agenziatu.it/web/"&gt;creando Agenzia Tu&lt;/a&gt;, ovvero sportelli focalizzati su servizi agli immigrati, con personale non solo multi-lingua ma anche “multi-etnico”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre Unicredit rilancia ora con un progetto ben più significativo sotto il profilo sociale, insieme con L’Università di Bologna sarà il partner italiano per&lt;a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_903673590.html"&gt; il lancio della Grameen Bank Italia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/Sa0MZ-efjyI/AAAAAAAAABU/iRzOf_-hEc0/s1600-h/youns.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 151px; height: 163px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/Sa0MZ-efjyI/AAAAAAAAABU/iRzOf_-hEc0/s400/youns.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5308913176146841378" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Proprio oggi su Repubblica il premio Nobel &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;MUHAMMAD YUNUS&lt;/span&gt;, anima della Grameen, in una intervista parla del microcredito e della crisi finanziaria. A Milano per presentare i suoi progetti di “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Social Business&lt;/span&gt;” vede nella crisi attuale la conferma della validità (sociale ed economica) del proprio modello di imprenditore: “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non ho motivo di preoccuparmi&lt;/span&gt;” afferma “l&lt;span style="font-style: italic;"&gt;a Grameen ha prestato 7,6 miliardi alle fasce più deboli nei paesi meno fortunati del mondo. Ma non perde una lira e rientra del 98% dei crediti erogati&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’intervista evidenzia il paradosso costituito dalla situazione attuale, la sua banca presta soldi a fronte di garanzie quali “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;polli, maiali e verdura&lt;/span&gt;” e non ha problemi, mentre le banche tradizionali che vogliono solo clienti già ricchi e richiedono garanzie da favola, scoprono spesso che queste si rivelano “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;carta e carta costruita su carta&lt;/span&gt;” e determinano situazioni come quella attuale. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La morale è semplice:i poveri, alla fine, sono clienti migliori&lt;/span&gt;.”, chiosa il premio Nobel.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La crisi come opportunità &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altri due punti però emergono nella medesima intervista, se è vero che il sistema oggi sta cedendo, il momento va vissuto come un’opportunità per ricostruirlo in maniera migliore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Yunus fa notare che la crisi finanziaria trascina con se anche il mondo industriale, che va in crisi quando le banche riducono il credito. Ciò rende evidente perché che è difficile uscire da situazioni di povertà, come nei due terzi del Globo, dove non si ha  accesso al credito. L’auspicio di Muhammad Yunus  è che un nuovo sistema economico, più “inclusivo”, potrà aiutare a riequilibrare le disparità attuali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ultimo punto riguarda un tema che spesso ho trattato nel mio blog in tema di impegno sociale e trasferimento di tecnologia. Yunus ricorda “le grandi aziende detengono la tecnologia e la creatività per risolvere i problemi del mondo, possono metterli a disposizione di progetti in grado di autosostenersi economicamente”. Proprio le banche, i maggiori investitori in IT, rappresentano la potenziale chiave di volta per innescare un ciclo virtuoso in questo ambito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tutte le iniziative citate o alle altre riconducibili al tema del Social Banking sarebbe possibile assegnare un “rating sociale” per differenziare quali nascono soprattutto con la mission  di servire la collettività e quali invece hanno eminentemente il compito di puntare a nicchie non tradizionali di mercato. Ma ignorerei tale differenziazione, perché da un lato questi progetti devo avere una organizzazione economica che le renda stabili nel tempo, dall’altro mi accontenterei semplicemente dei loro effetti positivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso bisogna riconoscere a tutti un’attenzione, che spesso non viene dedicata, alle persone meno fortunate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Se il Social Banking è anche Green Banking&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un secondo aspetto sociale  riguarda poi le positive ricadute in termini ambientali del mobile banking, che riduce da un lato le emissioni diminuendo i trasferimenti delle persone ma anche del denaro contante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/Sa0HAYj8PJI/AAAAAAAAABM/k0s8vQcVir4/s1600-h/wizzit+logo2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 331px; height: 164px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/Sa0HAYj8PJI/AAAAAAAAABM/k0s8vQcVir4/s400/wizzit+logo2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5308907238914276498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La riduzione degli altri costi di gestione del cartaceo, in primis l’utilizzo della stessa carta, fanno del mobile banking una risorsa anche per i paesi occidentali, nei quali non sussistono le carenze infrastrutturali ed i livelli di povertà delle popolazioni del continente africano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo aspetto ambientalista riconducibile all’interno del trend del &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/02/green-banking-green-economy.html"&gt; Green Banking&lt;/a&gt;  non viene particolarmente enfatizzato da Wizzit, ma ne rimane comunque una ulteriore qualità&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-6706815581237892470?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/6706815581237892470/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/03/wizzit-mobile-bankig-for-unbanked2.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/6706815581237892470'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/6706815581237892470'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/03/wizzit-mobile-bankig-for-unbanked2.html' title='Il Social banking sposa il cellulare in Sudafrica con Wizzit la Mobile Bank degli unbanked: parte seconda, gli aspetti sociali'/><author><name>Karlitos</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02493545361645090145</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/Sa0G6DVz8CI/AAAAAAAAABE/3HwjUSKGMyM/s72-c/wizzit+logo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-7070864303302871632</id><published>2009-02-27T02:03:00.000-08:00</published><updated>2009-02-27T02:42:42.221-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><title type='text'>Il Social banking sposa il cellulare in Sudafrica dove opera Wizzit la Mobile Bank che offre servizi finanziari alle fasce povere della popolazione</title><content type='html'>Una &lt;a href="http://www.financialtechnology.it/news_dett.php?id_n=42"&gt;recente notizia&lt;/a&gt; mi da l’opportunità di parlare in un unico post di diversi aspetti, apparentemente non strettamente legati tra di loro. Agli inizi di febbraio nel corso del &lt;a href="http://www.netexplorateur.org/index.php"&gt;Forum Netexplorateur 2009&lt;/a&gt;  è stata stilata una classifica delle innovazioni tecnologiche più significative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al terzo posto si è piazzata (perché non al primo??) una particolare banca nata in Sudafrica, &lt;a href="http://www.wizzit.co.za/"&gt;Wizzit&lt;/a&gt;,  non nata in realtà recentissimamente, in quanto opera già da 5 anni ed finanziata dalla banca mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qual’è la particolarità di questa banca?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Funziona solo via cellulare, o meglio preferibilmente via cellulare, perché in realtà vengono offerte carte di debito ed un sistema di internet banking, ma il servizio, come avviene in Italia per l’home banking rispetto alle filiali, viene presentato come una commodity, un servizio alterativo. In Sudafrica &lt;a href="http://www.ofmutui.it/of/newslarge.asp?id=559"&gt;non è l’unica iniziativa&lt;/a&gt; che va in tale direzione ma evidentemente quella che meglio di altre ha una sua precisa collocazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa notizia introduce diversi argomenti in discussione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;La diversa spinta verso canali alternativi rispetto all’Italia, dove a dispetto delle tante discussioni intavolate sul mobile business, questo canale rimane terreno di caccia riservato quasi esclusivamente agli operatori telefonici.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La componente sociale molto spiccata di questa iniziativa, infatti il sostrato sociale che fa da scenario al business case è l’estrema povertà di larga parte della popolazione (di colore) del Sudafrica e le carenze infrastrutturali del paese stesso.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La necessità di puntare sull’innovazione tecnologica ed organizzativa per il lancio di un servizio low-cost.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;Occorre a questo punto però fare un passo indietro e spiegare bene in cosa consiste questa banca e quale “idea” ha fatto da sfondo all’elaborazione del progetto organizzativo e tecnologico. La banca nasce grazie alla spinta del suo ideatore &lt;a href="http://www.whoswhosa.co.za/Pages/profilefull.aspx?IndID=3335"&gt;Brian Richardson&lt;/a&gt; e per descriverne idee ed obiettivi utilizzeremo proprio alcune slide di Richardson. Se volete potete consultare l’intera presentazione a questo &lt;a href="http://www.iadb.org/am/2008/docs/MB_BrianRichardson.pdf"&gt;indirizzo&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La banca è orientata ad offrire servizi agli “unbanked”, la fetta di popolazione (ovviamente di colore) che non ha facile accesso ai servizi bancari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/Sae62dPOcnI/AAAAAAAAAQM/Ul9HJdoJHEQ/s1600-h/wizzit1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 311px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/Sae62dPOcnI/AAAAAAAAAQM/Ul9HJdoJHEQ/s400/wizzit1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5307416130603610738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non si tratta di un progetto solo filantropico, in quanto si basa su alcune solide considerazioni finanziarie, Lars Thunell, IFC Executive Vice President and CEO afferma : “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;There are 4 billion people at the bottom of the economic pyramid. Most have no bank account, yet they represent a $5 trillion market&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wizzit individua in questa fetta di popolazione il suo target di riferimento. Come afferma Richardson nella sua presentazione ““&lt;span style="font-style: italic;"&gt;We don’t qualify”: Don’t have a job,  Don’t earn enough&lt;/span&gt;”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/Sae66_jmgfI/AAAAAAAAAQU/88lUSxjZVyE/s1600-h/wizzit2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 309px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/Sae66_jmgfI/AAAAAAAAAQU/88lUSxjZVyE/s400/wizzit2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5307416208535355890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Individuato il target, il media è stato identificato sulla base della oggettiva situazione di quel paese, fatta di grandi distanze e di centri piccoli lontani dalle grandi città, luoghi in cui da un lato risulta pericoloso girare con molto denaro, dall’altro la mancanza di infrastrutture di comunicazione si coniuga con la tradizionale ritrosia ad entrare nelle austere filiali delle banche tradizionali.&lt;br /&gt;Un tessuto completamente differente a quella dei paesi “occidentali” in cui tutti questi fattori sono proprio quelli che non favoriscono la de-materializzazione del denaro ed i pagamenti elettronici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/Sae7UBfGz4I/AAAAAAAAAQs/0Xwrw5ak4eQ/s1600-h/wizzit3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 303px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/Sae7UBfGz4I/AAAAAAAAAQs/0Xwrw5ak4eQ/s400/wizzit3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5307416638550101890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Come osservavo &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/02/green-banking-green-economy.html"&gt;in un post di qualche giorno fa&lt;/a&gt; a proposito delle best practise ambientaliste, il "costo" del denaro, ovvero il costo per la gestione del denaro cartaceo, ammonta a diversi milardi di euro l'anno ed il mobile banking rappresenta, anche in Europa, un traguardo cui puntare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Sudafrica, come ovunque, il cellulare ha trovato ampia diffusione anche nelle fasce più povere della popolazione e grazie alla sua semplicità d’uso non richiede una grossa alfabetizzazione per poter essere usato. Su questo concetto Wizzit ha operato la propria scelta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/Sae7PZoJ62I/AAAAAAAAAQk/wK4BTRz_xTQ/s1600-h/wizzit4+copia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 301px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/Sae7PZoJ62I/AAAAAAAAAQk/wK4BTRz_xTQ/s400/wizzit4+copia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5307416559131159394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il progetto Wizzit è stato evidentemente studiato con attenzione ai particolare e l’ultimo punto su cui si è cercato di costruire il suo successo è l’utilizzo, come collaboratori, di persone che provengono dallo stesso ambito sociale cui appartiene la potenziale clientela. La banca da lavoro ai &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Wizzit Kids&lt;/span&gt;, il cui impiego trova ragione sia nella componente Social del progetto, sia più prosaicamente nella ricerca di persone che sappiano utilizzare lo stesso linguaggio dei propri clienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/Sae7EkeK4rI/AAAAAAAAAQc/jUNfWkGNhIo/s1600-h/wizzit5.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 308px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/Sae7EkeK4rI/AAAAAAAAAQc/jUNfWkGNhIo/s400/wizzit5.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5307416373063508658" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Anche i luoghi in cui operano i Wizzit Kids sono quelli tradizionalmente frequentati dalle fasce più povere della popolazione, come semplici banchetti nei mercati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vengono offerti i tipici servizi di pagamento (anche da cellulare a cellulare) , con particolare attenzione ai micropagamenti ed al microcredito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 102, 204);"&gt;continua.... &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-7070864303302871632?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/7070864303302871632/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/02/wizzit-mobile-bankig-for-umbanked.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/7070864303302871632'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/7070864303302871632'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/02/wizzit-mobile-bankig-for-umbanked.html' title='Il Social banking sposa il cellulare in Sudafrica dove opera Wizzit la Mobile Bank che offre servizi finanziari alle fasce povere della popolazione'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/Sae62dPOcnI/AAAAAAAAAQM/Ul9HJdoJHEQ/s72-c/wizzit1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-186308582566367524</id><published>2009-02-11T01:19:00.000-08:00</published><updated>2009-02-11T02:10:44.092-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blog'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aziende'/><title type='text'>Green banking, Green economy, Green IT... il mondo è sempre più Green!!! La coscienza ambientalista comincia ad essere una competenza professionale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SZKY4gojsSI/AAAAAAAAAQE/WxpJPeEjg10/s1600-h/barack-is-hope.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 252px; height: 377px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SZKY4gojsSI/AAAAAAAAAQE/WxpJPeEjg10/s400/barack-is-hope.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5301467807968637218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Da un po’ di tempo il termine “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Green&lt;/span&gt;” viene utilizzato in sempre più contesti e, seppure in molti casi il sapore è più quello di un slogan, è innegabile osservare che, nel complesso, sta crescendo una più concreta sensibilità ambientalista. La differenza sostanziale è la migrazione di concetti attinenti soprattutto alla sfera individuale (ancorché espressi in forma collettiva, politica o sociale) anche nell’approccio strutturato alla vita professionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che questo salto sia decisamente importante perché gran parte del nostro tempo viene speso sul posto di lavoro e fino ad ora una errata interpretazione del concetto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;business is business&lt;/span&gt; ha rappresentato tale approccio verde soprattutto come un onere.  Stiamo passando da come ciascuno di noi può imparare a "&lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788806178000/rizzo-roberto/salvare-mondo-senza"&gt;Salvare il mondo senza essere Superman&lt;/a&gt;" ad un approccio strutturato e collettivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora però anche il nuovo presidente degli Stati Uniti, Barak Obama ha ripudiato la politica “petrolifera” del suo predecessore ed il mondo industriale comincia  fare la sua parte, spinto da maggiore consapevolezza sedimentatasi nel tempo, piuttosto che da motivi di opportunità economica, come riduzione costi o &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2007/12/percezione-della-comunicazione.html"&gt;politiche di marketing basate sulla Social Responsibility.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa mattina aprendo la mia posta mi sono trovato una newsletter della banca che mi raccontava dell’iniziativa&lt;a href="http://www.blogger.com/www.ambiente.ubi.it"&gt; www.ambiente.quiubi.it&lt;/a&gt;  “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;nata per sensibilizzare i clienti del Gruppo UBI Banca sul tema della sostenibilità ambientale&lt;/span&gt;.” La newletter proseguiva “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;In primo luogo, utilizzando attivamente Qui UBI internet banking anche tu puoi partecipare in prima persona alla riduzione di emissioni di CO2 per minori spostamenti verso la filiale e alla diminuzione di consumi di carta, scegliendo di ricevere gratuitamente estratti conto e altri documenti tramite internet&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardo con interesse queste iniziative perchè credo che ci sia ancora molto da fare a riguardo dell'alfabetizzazione "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Verde&lt;/span&gt;" delle persone. Mi è venuto infatti in mente &lt;a href="http://ecopreneurist.com/2008/06/06/dont-bank-on-green-banking-75-of-customers-still-get-paper-statement/"&gt;un articolo di qualche mese fa&lt;/a&gt; in cui, esaminando i dati sui comportamenti dei correntisti,  si rilevava che, a fronte di un 43% di consumatori che dichiarano di preferire aziende con grande sensibilità ambientale, il 75% dei correntisti intrattiene con le proprie banche un rapporto ancora fortemente improntato allo scambio di documentazione scritta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evidenziata questa contraddizione da parte dei consumatori, l’articolo proseguiva esaminando alcune leve da utilizzare per ridurre l’impatto sull’ambiente, dall’ovvia smaterializzazione dei documenti, all’utilizzo più evoluto del mobile banking, al fine di ridurre trasferimenti verso filiali locali o ATM/bancomat e conseguentemente ridurre l’emissioni inquinanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le banche sono tra i principali investitori in IT in tutto il mondo e portano forte la responsabilità di accelerare il processo attraverso comportamenti virtuosi, ma è altrettanto evidente che ciò passa per una effettiva e completa consapevolezza da parte dei consumatori che anche loro devono fare la propria parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non a caso l’iniziativa di UBI si appoggia, come forma di comunicazione, ad un concorso, per favorire evidentemente la ricezione di un concetto probabilmente di grande impatto, ma che spesso non viene sempre tradotto in azioni concrete. Un po’ più di un anno fa notavo come ancora c’era molta ritrosia &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2007/11/non-esplode-il-banking-multicanale.html"&gt;nell’utilizzo dei sistemi di internet banking&lt;/a&gt; da parte degli italiani, perché, evidentemente, i timori nell’utilizzo del web per transazioni finanziare sono più forti della volontà di mettere in campo comportamenti virtuosi. Anche &lt;a href="http://www.tgfin.mediaset.it/tgfin/articoli/articolo437929.shtml"&gt;i dati successivi &lt;/a&gt;confermano quell'analisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un altro &lt;a href="http://www.zerounoweb.it/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=3101&amp;amp;Itemid=0"&gt;articolo di ZeroUno&lt;/a&gt;,  si riferisce della ricerca di IDC “&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Green IT Barometer&lt;/span&gt;” da cui emerge che quasi la metà delle grandi aziende sta cominciando ad adottare una politica di investimenti nell IT ispirata ai concetti della crescita sostenibile. Le motivazioni, come detto, si collocano a metà tra le politiche di CSR, quindi marketing oriented, e ricerca di ottimizzare i costi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si osserva infatti nell’articolo che “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ogni Euro investito in un server ne genera 7 per la sua gestione nell’intero ciclo di vita, e che la gestione dell’infrastruttura energetica diviene un fattore critico&lt;/span&gt;”. Nella nostra azienda la virtualizzazione dei server e l’utilizzo di altre attrezzature maggiormente eco-compatibili ha prodotto un risparmio del 5-6% sui costi energetici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'inchiesta evidenzia che non mancano ovviamente le voci contrarie, chi ritiene che ciò possa essere addirittura “rischioso” (19%) o comunque di non avere competenze a sufficienza (41%) per portare avanti un tale progetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la capacità di intervento delle banche  non si limita all’infrastruttura IT, in quanto soggetti in grado anche di finanziare e quindi promuovere la produzione di energia rinnovabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;HSBC leader bancario e finanziario mondiale,&lt;a href="http://aa-think.blogspot.com/2008/01/green-banking.html"&gt; dal  2007 ha dato inizio al progetto&lt;/a&gt; "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Climate Confidence Index&lt;/span&gt;", per misurare l'attitudini dei consumatori, nel mondo e nel tempo, e molte altre iniziative stanno partendo in tutto il mondo, pinte sia da motivazioni reali che di opportunità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia&lt;a href="http://www.ggbanking.it/index.php/home"&gt; è nato anche un premio&lt;/a&gt;, il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Green Globe Banking&lt;/span&gt;   perche “Il sistema bancario può e deve assumere oggi un ruolo fondamentale nell’incentivare l’adozione di pratiche virtuose in campo ambientale, promuovendo temi della “finanza ecocompatibile” con politiche istituzionali, strategie di impieghi/raccolta e logiche di investimento che soddisfino bisogni di target sempre più trasversali”. La prima edizione del premio &lt;a href="http://www.edipi.com/?pos=002.567"&gt;è stata vinta da Intesasanpaolo&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei suoi animatori il Professor Marco Fedeli, docente di Marketing ed Economia Aziendale dell’Università di Genova, &lt;a href="http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/ambiente-ora-green-economy150109.html"&gt;parlando di Green Economy&lt;/a&gt;  ricorda che “Qualcuno parla addirittura di rivoluzione ambientale dopo le due grandi rivoluzioni, agricola e industriale, che hanno segnato la storia dell’umanità”. Enfasi a parte, il mondo del lavoro sembra muoversi, forse ancora troppo lentamente, ma è compito di ciascuno di noi accelerare tale processo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altri articoli:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/06/green-it-crescita-sostenibile.html"&gt;Green.IT, la tecnologia sostenibile&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/07/ict-for-sustainable-growth.html"&gt;Una proposta per l'Ambiente&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-186308582566367524?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/186308582566367524/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/02/green-banking-green-economy.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/186308582566367524'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/186308582566367524'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/02/green-banking-green-economy.html' title='Green banking, Green economy, Green IT... il mondo è sempre più Green!!! La coscienza ambientalista comincia ad essere una competenza professionale'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SZKY4gojsSI/AAAAAAAAAQE/WxpJPeEjg10/s72-c/barack-is-hope.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-8020483391134329763</id><published>2009-02-03T05:00:00.000-08:00</published><updated>2009-02-03T05:10:38.396-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giornalismo'/><title type='text'>Nasce il nuovo progetto editoriale Green Economy,  ovvero l'IT per la crescita sostenibile</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SYhA-E7kEbI/AAAAAAAAAA8/2e7gkOByr4s/s1600-h/green-460x45.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 39px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SYhA-E7kEbI/AAAAAAAAAA8/2e7gkOByr4s/s400/green-460x45.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5298556396821025202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Segnalo una nuova iniziativa che testimonia il crescente interesse per le tecnologie ad impatto "verde".&lt;a href="http://www.zerounoweb.it/"&gt; Zerouno&lt;/a&gt; ha lanciato &lt;a href="http://www.zerounoweb.it/index.php?option=com_tipologia&amp;amp;id=3098&amp;amp;id_tipologia=20&amp;amp;task=visualizza"&gt;Green Economy&lt;/a&gt;, un progetto, come dichiara la testata,  per "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;seguire l’evoluzione dei fenomeni legati ad una eco-sostenibilità e alle strategie 'green oriented'. Green Economy si focalizza sul segmento dell’Information and Communication Technology ma si estende anche, come ambiti di trattazione, all’analisi dello sviluppo del business aziendale attuato secondo regole, normative, modalità e cultura legate al rispetto ambientale e alla diminuzione dell’impatto sulle risorse naturali&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una nuova iniziativa da seguire con interesse per diffondere sempre di più la consapevolezza di un approccio sostenibile alla crescita del pianeta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;altri post:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/06/green-it-crescita-sostenibile.html"&gt;Green.it le tecnologie sostenibili&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/07/ict-for-sustainable-growth.html"&gt;Una proposta per l'ambiente&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-8020483391134329763?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/8020483391134329763/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/02/green-economy.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/8020483391134329763'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/8020483391134329763'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/02/green-economy.html' title='Nasce il nuovo progetto editoriale Green Economy,  ovvero l&apos;IT per la crescita sostenibile'/><author><name>Karlitos</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02493545361645090145</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SYhA-E7kEbI/AAAAAAAAAA8/2e7gkOByr4s/s72-c/green-460x45.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-9004584468276252552</id><published>2009-01-30T06:22:00.000-08:00</published><updated>2009-01-30T07:18:39.107-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blog'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giornalismo'/><title type='text'>Qualcuno lo definisce "demenziale"  eppure Facebook passa dal 2% al 44% in un anno,sesto in Italia. Ho un profilo su FB, siamo un po' tutti.. dementi?</title><content type='html'>Proprio ieri &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/01/facebook-di-moda-abbasso-facebook.html"&gt;mi sono soffermato sulle controverse opinioni&lt;/a&gt; che sta suscitando Facebook e nelle stesse ore, alla presentazione dell'&lt;a href="http://www.multicanalita.it/?page_id=478"&gt;Osservatorio Multicanalita' 2008&lt;/a&gt; del Politecnico di Milano, Cristina Papini, sales e project manager di Nielsen Online, &lt;a href="http://www.adnkronos.com/IGN/CyberNews/?id=3.0.2962106874"&gt;ha presentato dei dati&lt;/a&gt; che esprimono chiaramente la parabola fulminante di questo network negli ultimi mesi: passa da 2% dei navigatori nel dicembre 2007 al 44% nel dicembre 2008, diventando il sesto sito italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al di là delle prevedibile esplosione di Facebook, che segue di fatto &lt;a href="http://topics.nytimes.com/top/news/business/companies/facebook_inc/index.html?inline=nyt-org"&gt;quanto successo in tanti altri paesi &lt;/a&gt;del mondo, può stupire forse un po’ (ma neppure tanto per chi lo segue da tempo)  la rapidità della crescita. Più di tutto è evidente che, proprio a causa di questo suo fulminante exploit può non essere facilmente capito da chi ancora è un po’ ancorato a modelli di valutazione “antichi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antichi perché gli ultimi 3 anni hanno disegnato una evoluzione pari al passaggio da un era geologica ad un’altra, nel mondo della comunicazione e dei rapporti sociali, ed è del tutto comprensibile che taluni non se ne siano accorti e/o sopratutto non siano pronti a cogliere il cambiamento. Non tutto ciò che è "moderno" è bello, per esempio io stesso conservo ed &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/03/web-mp3-cambiano-mercato-musica.html"&gt;ascolto i vecchi vinili&lt;/a&gt;, ma non posso ignorare quanto il web &lt;a href="http://cdnovita.blogspot.com/2009/01/entra-in-facebook-italiae-diventa-fan.html"&gt;abbia cambiato gli scenari&lt;/a&gt; nel mondo della musica.&lt;br /&gt;Questo cambiamento si completerà quanto i cosidetti “natives”, ragazzi nati nell’età del web come li definisce Gartner, svezzati “anche” da Facebook all’uso del web, stravolgeranno completamente il meccanismo broadcasting attuale dell’informazione che oggi garantisce a pochi il potere di distribuire conoscenza (o disinformazione).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturale quindi che proprio quelli che oggi traggono benefici dal privilegio del rapporto intermediato tra loro ed il pubblico siano tra i più scettici e diffidenti nei confronti dei nuovi media. Ciò avviene talvolta coscientemente, ma spesso anche in maniera inconsapevole a causa della difficoltà di comprendere le nuove tecnologie e/o il meccanismo di comunicazione sociale dei più giovani. Non sto parlando di persone over 60... può bastare avere più di 40 per non avere familiarità con la rete e approcciare con &lt;a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_novembre_11/magazine_facebook_075505ba-b009-11dd-981c-00144f02aabc.shtml"&gt;una certa ansia&lt;/a&gt; ciò che sta succedendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scenario è ancora in velocissima evoluzione ed è difficile prevedere tra tre anni quale sarà la situazione, quale di questi social network, dopo una prevedibile fase di riflusso, sopravviverà e quanto avrà cambiato le nostre abitudini, ma al momento il cambiamento è in atto e certamente lascerà il segno.  Forse rimarranno come uno strumento in più, come il cellulare la mail, e non leggeremo  più di dibattiti o commenti taglienti, oppure rimarranno nell'uso comune per una relativamente limitata comunità di utenti. O spariranno.... ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo è che i Social Network sono le oggi le cosidette &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Killer_application"&gt;Killer Apllication&lt;/a&gt; che hanno fatto fare un gran balzo in avanti a tante persone nella  loro prima alfabetizzazione a riguardo del mondo del web.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con ciò non credo che Facebook e portali simili salveranno il mondo e condivido dubbi, perplessità e pregi &lt;a href="http://punto-informatico.it/2419461/PI/Commenti/contrappunti-facebook-meglio-un-blog.aspx"&gt;evidenziati da altri osservatori&lt;/a&gt; e giustamente come si legge &lt;a href="http://psicocafe.blogosfere.it/2008/09/facebook-il-rovescio-oscuro-della-medaglia.html"&gt;in questo post&lt;/a&gt; non sarei felicissimo di vedere pubblicata da un presunto amico una mia foto anni 70 capelli lunghi (eh si allora li avevo almeno...) e camicia a fiori, ma al tempo stesso so che oggi ho degli strumenti che mi permettono di tenere i contatti con gli amici (veri) anche più facilmente, vincendo quella tendenza all’isolamento che la nostra società progressivamente ci stava imponendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se un giorno avrò qualcosa da dire avrò modo di farlo e di essere ascoltato. In fondo..  solo per questo.. non ne vale la pena?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-9004584468276252552?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/9004584468276252552/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/01/facebook-sesto-portale-italiano.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/9004584468276252552'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/9004584468276252552'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/01/facebook-sesto-portale-italiano.html' title='Qualcuno lo definisce &quot;demenziale&quot;  eppure Facebook passa dal 2% al 44% in un anno,sesto in Italia. Ho un profilo su FB, siamo un po&apos; tutti.. dementi?'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-4930400770359153743</id><published>2009-01-28T03:30:00.000-08:00</published><updated>2009-01-28T03:38:18.090-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Social Network'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blog'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giornalismo'/><title type='text'>Facebook è di Moda. Abbasso Facebook!! ovvero come cambiano le valutazioni in pochi mesi....</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SYBC-o6gQEI/AAAAAAAAAP8/YHfNZMgDE5Q/s1600-h/urlo2159.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 92px; height: 128px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SYBC-o6gQEI/AAAAAAAAAP8/YHfNZMgDE5Q/s400/urlo2159.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5296306805689827394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ovviamente non è il mio pensiero, ma il tema sta diventando sempre più caldo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si susseguono infatti le voci, più o meno autorevoli, che commentano con toni negativi il fenomeno Facebook, per &lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=xsfaSWd6Dag"&gt;Amendola Facebook è demenziale&lt;/a&gt; mentre il carissimo Robecchi ha affermato che è “da sfigati”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un dibattito che ha come argomento un oggetto tecnologico, ma ovviamente il problema è tutt’altro che tecnologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I toni stanno cambiando rapidamente da quando qualche mese fa Facebook ha portato il social networking nelle case di molti italiani che neanche sapevano usare internet. Se due anni fa si esaltava la componente “social”, di relazioni e scambio di idee, oggi tutto questo sembra un argomento in più per criticarlo. Esistono migliaia di social network eppure solo Facebook attira questi commenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I primi SN ad aver raggiunto picchi di utenti altissimi sono stati MySpace e YouTube, eppure oggi nessuno si sognerebbe che YouTube è demenziale solo perché mette in relazione persone. I motivi di questa situazioni sono probabilmente molti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su Facebook sono arrivate tante persone normali, che magari su MySpace erano inibiti dalla connotazione troppo spiccatamente “Fashion”. Su MySpace sembrano essere tutti artisti...  Questo ha decretato il successo di Facebook rendendolo di moda. E le mode innescano anche la diffidenza di molti (me compreso).&lt;br /&gt;Inoltre il meccanismo di ampia condivisione delle informazioni pone qualche legittimo dubbio sulla privacy delle proprie, così come il tempo impiegato per aggiornare Facebook lascia perplessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io, francamente, pur avendo comunque alcune perplessità, sono in totale disaccordo con coloro i quali ne hanno una visione negativa. Il primo concetto che credo deve essere chiaro è che i SN sono soprattutto un mezzo tecnologico per fare comunicazione, come lo sono stati a loro tempo i primi libri stampati da Guttemberg, il telefono, il cellulare, la televisione e via discorrendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il cellulare era, ai suoi esordi, una moda, perché a molti sembrava di poter esibire uno status symbol. Il tempo ha restituito a questo agglomerato di circuiti la sua funzione e se anche oggi qualcuno è comunque preso dalla tentazione di ostentare il più grosso o il più tecnologico nessuno si sognerebbe di parlare di moda per il cellulare. I SN sono un tassello di quel movimento fatto oggi anche dai blog e dai wiki che ha restituito alle persone la possibilità di esprimersi e di veicolare informazioni. Una rivoluzione che ha in se una forte componente democratica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Murdoch, che non è l’ultimo arrivato in fatto di editoria, ha paragonato quanto sta succedendo alle rivoluzioni “epocali” precedenti nel mondo della comunicazione. Ed è ovviamente in ottima compagnia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amendola ne fa legittimamente una questione di educazione dei figli, ma al tempo stesso fa una affermazione, per me, contraddittoria. Occorre, dice, dedicare più qualità al tempo passato con i figli, e questo è indiscutibile, ma quando dice che Facebook è demenziale e che lui usa da poco le mail, probabilmente non comprende che quella maggiore qualità che auspica si traduce anche nel tentativo di comprendere le modalità di relazione e comunicazione dei propri figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che sia il problema classico del rapporto genitori-figli. I genitori fanno fatica a comprendere linguaggi e mezzi dei giovani e non riescono a comunicare. Invece di bollare qualcosa come “demenziale” andrebbe compreso, per poter spiegare ad un figlio, per esempio, che va anche bene comunicare via chat (perché via telefono va bene e via chat no?) ma che le relazioni crescono anche andando al bar. Ma l’uno non esclude l’altro...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non amo l’abuso da Facebook, ma credo che con gli altri SN  stia favorendo la semplificazione all’approccio ad internet.Conosco molte persone che non amavano Internet, probabilmente spaventate da uno strumento che non riuscivano a comprendere fino in fondo, mentre ora ne hanno acquisito consuetudine, proprio grazie all’uso di semplici programmi quali Facebook, di cui hanno rapidamente capito l’utilità e se ne sono serviti.&lt;br /&gt;Posso esagerare??? Ha fatto molto più Facebook per la familiarizzazione con il web per moltissime persone che tanti dibattiti ed iniziative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda poi il presunto isolamento da web, di persone che comunicano solo on line, beh.. ragazzi.. siamo alle solite esagerazioni...  anzi ho riallacciato tanti fili interrotti nella mia memoria e la cosa mi piace. Capisco che ad altri possa non piacere, ma ognuno è libero di frequentare ciò che desidera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sicuramente con i ragazzi occorre più attenzione, ma il discorso non è diverso da quello del troppo tempo passato davanti alla televisione o alla playstation. Ma occorre avere ben chiaro in mente che tutti questi sono effetti, non cause, non giriamo intorno al problema! Amendola dice miglioriamo la qualità del tempo dedicata ai figli, è giusto, ma io dico aumentiamo anche il tempo... e l’uso eccessivo di Facebook diventerà un ex-problema.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-4930400770359153743?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/4930400770359153743/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/01/facebook-di-moda-abbasso-facebook.html#comment-form' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/4930400770359153743'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/4930400770359153743'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/01/facebook-di-moda-abbasso-facebook.html' title='Facebook è di Moda. Abbasso Facebook!! ovvero come cambiano le valutazioni in pochi mesi....'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SYBC-o6gQEI/AAAAAAAAAP8/YHfNZMgDE5Q/s72-c/urlo2159.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-8171314751317297307</id><published>2009-01-22T03:28:00.000-08:00</published><updated>2009-01-22T03:41:06.324-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eccellenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='business intelligence'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aziende'/><title type='text'>Il passaggio dalla Business Intelligence di primo livello a quella avanzata (parte terza): il processo di auto-apprendimento del sistema</title><content type='html'>&lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/01/bi-evoluta-vs-bi-base2.html"&gt;Continuando l’approfondimento&lt;/a&gt; sulla business intelligence di livello avanzato, ritengo sia interessante esplodere il concetto di auto-apprendimento dei sistemi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si è detto nei post precedenti il valore costituito dalla competenza dell’esperto è complementare a qualunque base dati, per quanto esaustiva, che una azienda abbia potuto predisporre per descrivere la propria conoscenza, sopratutto perché l’aumento delle informazioni disponibili, conseguente alla rivoluzione digitale, ha reso ancor più determinante la capacità interpretativa dei dati dell'esperto  al fine di estrarre informazione di sintesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al tempo stesso questa capacità risulta sempre meno utilizzabile in maniera non automatica con il crescere delle informazioni da esaminare ed è difficilmente formalizzabile, ma gli strumenti basati su modelli statistici contribuiscono a rendere “computabile” questo know how implicito. Vediamo per esempio come potrebbe funzionare un modello basato sull’analisi discriminante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’analisi discriminante tenta di identificare le variabili che, appunto, “discriminano”, l’appartenenza ad un gruppo piuttosto che un altro e ad individuare le funzioni lineari che meglio descrivono e chiariscono l’appartenenza ad un gruppo. Si tratta in definitiva delle sommatorie di variabili indipendenti “pesate”, con un processo che è finalizzato all’individuazione di set di pesi che, meglio di altri, collochino un evento descritto dalle variabile in un gruppo piuttosto che un altro. In definitiva si ricerca cosa differenzia in sostanza i due gruppi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’analisi discriminante è basata sull’esplorazione di un set di casi, in cui gli eventi vengono suddivisi in gruppi logici ed il percorso di apprendimento consiste proprio nell’identificazione dei pesi delle possibili funzioni lineari che descrivono gli eventi, con la individuazione di quelle che minimizzano quanto più possibile l’area grigia cui possono appartenere eventi dei gruppi distinti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SXhY3CaXLJI/AAAAAAAAAPk/R8n7BS1So2c/s1600-h/Diapositiva1.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SXhY3CaXLJI/AAAAAAAAAPk/R8n7BS1So2c/s400/Diapositiva1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5294079064537509010" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La definizione dei casi campione è il modo in cui l’esperto comunica al sistema la propria conoscenza e ne determina il percorso di apprendimento. Alla fine di questo il sistema è in grado di analizzare nuovi eventi ed assegnare loro uno scoring, la probabilità che l’evento appartenga ad un insieme o ad un altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma rifacciamo un passo indietro, ovvero a come avviene il trasferimento di competenza. Il primo step è costituito dalla “segmentazione” ovvero lo studio delle informazioni presenti per individuare quali sono le categorie di informazioni in grado di rappresentare gli eventi e se esistono dati storici adeguati ad attivare il processo di auto apprendimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La “selezione” delle variabili consiste nella ricognizione delle stesse per identificare quelle rilevanti ai fini dello studio in oggetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre osservare che diventa determinante la corretta identificazione delle variabili e l’eventuale correlazione tra esse perché si possa realmente valutare il peso discriminate delle singola variabile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il processo di apprendimento termina con la validazione dei modelli con l’applicazione degli stessi ad un numero significativo di casi campione per determinare, sempre con tecniche statistiche, la rilevanza dell’errore atteso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà, potenzialmente, il processo prosegue durante l’esercizio stesso del sistema perché possono essere definiti degli ulteriori punti di sincronizzazione del sistema, nei quali i risultati stessi dell’attività di analisi possono essere forniti al sistema come feedback, per ampliare/aggiornare i casi campione e rifinire ulteriormente i modelli, variando eventualmente i pesi, in relazione alle modifiche introdotte dal tempo sul corso degli eventi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SXhZApYQWqI/AAAAAAAAAPs/zl9zPukmT1Y/s1600-h/Diapositiva1.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SXhZApYQWqI/AAAAAAAAAPs/zl9zPukmT1Y/s400/Diapositiva1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5294079229616478882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Questa caratteristica di continua ricorsività costituisce evidentemente un ulteriore plus di questo approccio che non è più statico o modificato su precisa e formale analisi dell’uomo che interviene a cambiare le impostazioni iniziali, ma è lo strumento stesso che offre la base informativa ed i mezzi per avviare un processo di revisione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I casi cui tale metodo può essere utilizzato sono moltissimi nella abituale operatività aziendale, a fini “repressivi” e di indagine, ovvero determinare che un certo evento sia fraudolento o nocivo (tentativo di frode o di intrusione, possibilità che un cliente non restituisca un prestito, possibilità che stia per verificarsi un crash di un servizio critico) di “allerta” commerciale (comportamento che indica la propensione di un cliente ad abbandonare un il suo fornitore, appartenenza di una persona ad un target specifico).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-8171314751317297307?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/8171314751317297307/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/01/bi-evoluta-vs-bi-base3.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/8171314751317297307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/8171314751317297307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/01/bi-evoluta-vs-bi-base3.html' title='Il passaggio dalla Business Intelligence di primo livello a quella avanzata (parte terza): il processo di auto-apprendimento del sistema'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SXhY3CaXLJI/AAAAAAAAAPk/R8n7BS1So2c/s72-c/Diapositiva1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-2674791308170224074</id><published>2009-01-15T02:28:00.000-08:00</published><updated>2009-01-15T02:37:31.369-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eccellenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='business intelligence'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aziende'/><title type='text'>Il passaggio dalla Business Intelligence di primo livello a quella avanzata (parte seconda): il trasferimento di competenza tra uomo e macchina</title><content type='html'>Abbiamo osservato &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/01/bi-evoluta-vs-bi-base.html"&gt;nel precedente post&lt;/a&gt; una differenza tra BI di base ed avanzata e proviamo ad analizzare un po’ più in dettaglio in cosa consiste questa secondo più evoluto livello della business intelligence.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appartengono, per esempio, a questa fascia di applicazioni quei sistemi basati sulla capacità del sistema di applicare modelli statistici all’analisi degli eventi presenti e passati per ottenere indicazioni sul comportamento futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Analisi del passato per predirre il futuro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò avviene dopo che il sistema ha subito un periodo di “addestramento”, durante il quale degli esperti cercano di trasferire al sistema stesso la propria competenza. Questo trasferimento di conoscenza avviene indicando al sistema quali risultati ha ottenuto in passato l’osservazione degli esperti ed il sistema cerca di dedurre quali sono le reali correlazioni tra le variabili che rappresentano un evento, individuando pattern che possano permettere di riconoscere il riprodursi di un evento con un certo anticipo. Si definiscono degli scenari predittivi entro i quali si riconosce che l’evento che si è realizzato o si sta realizzando appartiene, un una certa probabilità, ad una specifica categoria di avvenimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Trasferimento di competenza dall'uomo alla macchina&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La differenza con sistemi tradizionali è che l’esperto non descrive in una analisi formalizzata la propria competenza, successivamente trasferita ad un team di progetto che elabora del software sulla base di queste specifiche. L’esperto opera un trasferimento di conoscenza direttamente nei confronti dell’applicazione. Per rendere più semplice il discorso ricorrerò ad una mia esperienza progettuale personale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel progetto in questione ci siamo trovati nella situazione di dover discriminare se nell’occorrere di una serie di eventi si riuscisse ad individuare quali di questi  rivelassero un comportamento fraudolento. In casi come questo le reti neurali possono rivelarsi molto utili nell’individuazione di tali casi, ma hanno il difetto di non riuscire a certificare ex-post il processo attraverso il quale hanno raggiunto le proprie conclusioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scelta della metodologia adeguata&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo aspetto risulta invece determinante nel momento in cui tale attività necessita di verifiche da audit interni o enti di sorveglianza terzi. Si è optato quindi, in quel caso, per un diverso modello statistico. Semplificando in maniera estrema il processo, vengono individuati due insiemi campione di eventi, quelli che fanno riferimento ad operazioni corrette e quelli che fanno riferimento ad operazioni “sospette”. Questo è il lavoro dell’esperto (applicativo!) ed è il modo in cui l’esperto stessa comunica al sistema la sua competenza. Ciò avviene senza esplicitare quali sono i parametri per i quali tale operazione viene ritenuta sospetta (un valore supera una certa soglia o altri valori si presentano in una certa serie o con caratteristiche specifiche).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà il sistema a desumere nella fase di apprendimento quali sono le variabili determinanti e quali sono le relazioni che le legano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Addestramento ricorsivo dei sistemi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I principali vantaggi che derivano da tale approccio è che la ponderazione del peso di una singola variabile viene fatta in base a precisi calcoli su dati reali e che il sistema non si presenta statico ma intrinsecamente dinamico perché, quando si passa alla fase operativa, i risultati dell’attività del sistema stesso costituiscono un feedback per il modello di calcolo che può continuamente essere raffinato e migliorato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sistema quindi auto apprende dalla propria attività, acquisendo ulteriore competenza da chi lo utilizza e ne giudica i risultati, mentre nel caso di un sistema tradizionale, sviluppato su un pur complesso algoritmo basato su soglie è evidente che l’evoluzione della procedura informatica dipende da step di analisi da parte di esperti e successive attività di tuning da parte di un team di sviluppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello schema che segue un’analisi del flusso logico della procedura che esplica chiaramente la sua natura ricorsiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SW8RGPzvH9I/AAAAAAAAAPc/Hl9C4xYiYEE/s1600-h/KIMfinance1_1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 136px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SW8RGPzvH9I/AAAAAAAAAPc/Hl9C4xYiYEE/s400/KIMfinance1_1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5291466886204039122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-style: italic;"&gt;continua..&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-2674791308170224074?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/2674791308170224074/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/01/bi-evoluta-vs-bi-base2.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/2674791308170224074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/2674791308170224074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/01/bi-evoluta-vs-bi-base2.html' title='Il passaggio dalla Business Intelligence di primo livello a quella avanzata (parte seconda): il trasferimento di competenza tra uomo e macchina'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SW8RGPzvH9I/AAAAAAAAAPc/Hl9C4xYiYEE/s72-c/KIMfinance1_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-2438681864922616986</id><published>2009-01-13T05:28:00.000-08:00</published><updated>2009-01-15T02:39:47.834-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eccellenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='business intelligence'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aziende'/><title type='text'>Il passaggio dalla Business Intelligence di primo livello a quella avanzata (parte prima): contesto e riferimenti</title><content type='html'>Mi sono occupato &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/12/business-intelligence-boccono-polimi.html"&gt;nei precedenti post&lt;/a&gt; della business intelligence e dei risultati dei due osservatori di due delle principali istituzioni scientifiche milanesi l' Università Bocconi ed il Politecnico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’attenzione che dedico al settore specifico deriva anche dalla mia attività professionale che ha come focus, in questo momento, proprio la business intelligence. Si parla molto del tema ed il settore di mercato appare tra quelli maggiormente in crescita, sia nel passato che nel futuro prossimo, insieme ad enterprise content management, collaboration, unified communications e pochi altri, ma la percezione che si ricava dall’osservazione sullo stato dell’arte è che ci sia ancora molta strada da percorrere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Primo livello di approccio alla BI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le conclusioni dei due laboratori citati evidenziano che il macro tema può essere genericamente diviso in due sottocategorie, la BI elementare e quella avanzata, dove nella prima possono essere compresi tutti gli strumenti di organizzazione e navigazione dei dati ed appare come il livello di utilizzo al momento maggiormente diffuso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certamente questo primo passo permette di desumere informazioni sintetiche dalla mole di dati presenti in una azienda e questo fa si che i principali fruitori dei servizi di BI e dei suoi risultati siano soprattutto &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/12/report-osservatorio-polimi-business3.html"&gt;i livelli direttivi e di management&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al tempo stesso però appare una grossa limitazione, soprattutto in considerazione del lavoro necessario a raggiungere questi risultati e dal gap, proporzionalmente minimo, per raggiungere risultati di ben altro spessore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Principale barriera: quantità e qualità dei dati&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come infatti ci evidenzia la School of Management del Politecnico la maggiore difficoltà percepita dalle aziende è quella di avere a disposizione dati in maniera corretta e completa. Questa percezione è lo specchio della difficoltà reale costituita dall’organizzare una raccolta sistematica delle informazioni dai vari processi operativi, soprattutto in realtà con strutture organizzative complesse, come sono appunto le banche di cui principalmente mi occupo. Decine di procedure, gestite da divisioni e aziende diverse, i cui dati devono essere raccolti e resi omogenei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un grande lavoro di organizzazione, di sviluppo ma anche di verifica dei risultati ed infine di manutenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stupisce perché a questo punto, quando il lavoro più impegnativo, in termini di impegno di risorse umane ed economiche, è stato realizzato, non si sfrutti appieno la capacità informativa di questo mapping della conoscenza aziendale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Business Intelligence evoluta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella che abbiamo definito BI avanzata, ovvero quella fa uso di strumenti statistico-probabilistici e “sistemi esperti”, non ha ancora fatto il suo ingresso estensivo nelle aziende, a parte alcuni settori first mover, che ne fanno uso al momento, in particolare si tratta di settori che si occupano di marketing o rischio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il limite, in questo momento, è a mio avviso, costituito dalle competenze, che sono diverse da quelle abitualmente disponibili nel mondo dell’IT e che quindi, essendo poco presenti in azienda, non riescono a dare un impulso decisivo all’utilizzo di questi metodi. C’è anche da dire che la rivoluzione digitale è tutto sommato recente e ancora più recente è la consapevolezza del patrimonio costituito dall’informazione digitale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Disponibilità di adeguate figure professionali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il costo quindi per fare questo ulteriore scatto in avanti nel dominio della conoscenza non è più un costo misurabile con variabili quantitative, ma un costo determinato da esigenze qualitative. Se la BI di primo livello si basa essenzialmente su sistemi di organizzazione e rappresentazione delle informazioni, dai classici strumenti di reportistica a quelli più evoluti di navigazione nell’informazione, la BI di secondo livello utilizza motori di calcolo, modelli matematici e sistemi ad auto-apprendimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel primo caso la funzione di intelligence è soprattutto demandata alla capacità ed alla competenza di chi analizza i dati, supportato da meccanismi di “lettura” delle informazioni, mentre nel secondo livello lo strumento informatico si pone come un mezzo in grado di fornire delle sue autonome interpretazioni delle informazioni, basate sulla capacità di dotare il sistema delle medesima competenza di un esperto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si usano in questo caso sistemi di apprendimento basati su modelli di previsione che utilizzano diversi metodi statistici, dalle celebri reti neurali, all’analisi discriminante, alla support vector machine, etc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma in cosa si traduce tutto ciò?&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/01/bi-evoluta-vs-bi-base2.html"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/01/bi-evoluta-vs-bi-base2.html"&gt;continua nel post successivo: trasferimento di competenza tra uomo e macchina&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 102, 204);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-2438681864922616986?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/2438681864922616986/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/01/bi-evoluta-vs-bi-base.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/2438681864922616986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/2438681864922616986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2009/01/bi-evoluta-vs-bi-base.html' title='Il passaggio dalla Business Intelligence di primo livello a quella avanzata (parte prima): contesto e riferimenti'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-5308730710073403802</id><published>2008-12-15T06:51:00.000-08:00</published><updated>2008-12-18T06:03:55.649-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aziende'/><title type='text'>Bocconi e Politecnico: la sfida degli Osservatori sulla Business  Intelligence</title><content type='html'>Avevo appena finito di raccontare del convegno di presentazione &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/11/report-osservatorio-business.html"&gt;dell’osservatorio della School of Management del Politecnico&lt;/a&gt; che mi sono ritrovato a leggere un approfondimento sulla BI di linea EDP, fortemente contraddistinto dai dati dell’osservatorio del prof Pasini della SDA Bocconi e dagli studi sul settore di IDC.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salta subito all’occhio come la ricerca della SDA definisca le PMI come le realtà più attive nell’introdurre nella propria gestione sistemi di questo genere, mentre la ricerca del Politecnico era fortemente incentrata (ma non solo) sulle aziende (industrie e banche) di dimensioni medio grandi. Entrambe queste due prestigiose istituzioni però concordano nel dire che ancora un passo indietro rimane la pubblica amministrazione; alcuni progetti sono stati realizzati anche in questo ambito, come questa una esperienza della Ragioneria di Stato citata &lt;a href="http://caccio.blogdns.net/archives/51"&gt;alla fine di questo post &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I due animatori delle rispettive iniziative hanno raccontato la loro visione in due articoli, &lt;a href="http://www.lineaedp.it/01NET/HP/0,1254,1_ART_94113,00.html?lw=10001"&gt;su Linea EDP &lt;/a&gt;la SDA  e su &lt;a href="http://www.datamanager.it/cms/view/sezioni_web/business_intelligence/la_business_intelligence_per_creare_vantaggio_competitivo/s159/c77315"&gt;Datamanager&lt;/a&gt; la School of Management  e nelle loro conclusioni emergono valutazioni comuni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per entrambi le maggiori difficoltà nell'introduzione di tecnologie di BI sono, per esempio,  costituite sostanzialmente dalla qualità e dalla integrazione dei dati, come evidenziato nei post dedicati alla School of Management e dalla SDA,&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SUZ2c4SDcpI/AAAAAAAAAA0/R_S_fmKp4LI/s1600-h/2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 290px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SUZ2c4SDcpI/AAAAAAAAAA0/R_S_fmKp4LI/s400/2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5280037851655008914" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ma anche dalla scarsa capacità analitica del management, come fa notare, con accento piuttosto critico, proprio l’analisi della Bocconi. L’informazione non viene utilizzata direttamente dai decisori, ma vi arriva mediata da analisti, perdendo quindi un po’ di valenza informativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SUZ2ZJFhXYI/AAAAAAAAAAs/zOEjqGWm8CI/s1600-h/1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 215px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SUZ2ZJFhXYI/AAAAAAAAAAs/zOEjqGWm8CI/s400/1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5280037787446369666" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il segmento di mercato si conferma come uno di quelli che registrerà i maggiori tassi di crescita, superiori a quelli medi del comparto IT, come ci &lt;a href="http://www.zerounoweb.it/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=2671&amp;amp;Itemid=0"&gt;confermano le stime di IDC &lt;/a&gt;che ipotizzano il passaggio da un +8,3% del 2007 ad un +2008% per l’anno che sta per chiudersi. Sempre IDC  conferma che gli utilizzatori della BI sono coloro che sono deputati a fare scelte strategiche e che sono per  il 60% gli executive, il 58% i manager ed il 40% gli analisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti concordano quindi sulle potenzialità di questo mercato anche il prossimo anno e risulta  una intenzione da parte dei manager di incrementare gli investimenti in BI o almeno di mantenere i medesimi livelli dell’anno precedente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-5308730710073403802?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/5308730710073403802/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/12/business-intelligence-boccono-polimi.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/5308730710073403802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/5308730710073403802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/12/business-intelligence-boccono-polimi.html' title='Bocconi e Politecnico: la sfida degli Osservatori sulla Business  Intelligence'/><author><name>Karlitos</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02493545361645090145</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SUZ2c4SDcpI/AAAAAAAAAA0/R_S_fmKp4LI/s72-c/2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-4610371379265997034</id><published>2008-12-11T04:57:00.000-08:00</published><updated>2009-01-27T06:28:22.139-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blog'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='business intelligence'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aziende'/><title type='text'>L’ Osservatorio sullo stato della Business Intelligence in Italia della School of Management del Politecnico di Milano: il primo report (parte III)</title><content type='html'>&lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/12/report-osservatorio-polimi-business2.html"&gt;Abbiamo osservato come la Business Intelligence&lt;/a&gt; venga spesso usata per processi decisionali strategici e molto meno per processi operativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cito a questo proposito &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2007/09/dalla-compliance-al-business-del-752007.html"&gt;un esempio che ho vissuto da vicino&lt;/a&gt; ed è quello della normativa sulla Market Abuse Detection sui mercati mobiliari, ovvero quella legge che imponeva agli intermediari di valutare la correttezza delle operazioni dei propri clienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti operatori del settore sono partiti a sviluppare soluzioni ad hoc per il problema, mentre noi ci siamo soffermati ad analizzare le tematiche sul tavolo ed abbiamo deciso di utilizzare modelli matematici e prodotti esistenti. Il risultato è stato di duplice soddisfazione, da un lato per la tempestività di realizzazione (in una sola settimana avevamo un oggetto funzionante e specializzato sui primi due casi analizzati), d’altro per avere ottenuto di fatto un prodotto già di nuova generazione rispetto agli altri, in quanto non ragionava solo su soglie fisse o programmabili, ma traeva dall’utilizzo stesso dello strumento, il feedback necessario ad autoapprendere e raffinarsi continuamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Processi Operativi e Decisioni Strategiche&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è solo un esempio di un possibile impiego operativo, ma possono essere citati diversi esempi:dall’individuazione del ri-presentarsi di pattern indicanti la possibilità di crash nell’erogazione di un servizio o alla valutazione dei migliori livelli attesi in caso di SLA. I metodi statistici vengono spesso utilizzati nella valutazione dei rischi (in genere nei crediti e nella contrattazione mobiliare), ma, come si è detto, non si osserva un uso estensivo della BI nell'operatività quotidiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SUEQ22nKfTI/AAAAAAAAAPM/xOqVMfDs7tw/s1600-h/2_1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 287px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SUEQ22nKfTI/AAAAAAAAAPM/xOqVMfDs7tw/s400/2_1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278518772813692210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102); font-style: italic;"&gt;Fonte: Rapporto Osservatorio Business Intelligence, Politecnico di Milano, 2008*&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102); font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102); font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;  &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SUERx1pbIyI/AAAAAAAAAPU/aYRCDO7WPz4/s1600-h/2_5.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 231px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SUERx1pbIyI/AAAAAAAAAPU/aYRCDO7WPz4/s400/2_5.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278519786167018274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102); font-style: italic;"&gt;Fonte: Rapporto Osservatorio Business Intelligence, Politecnico di Milano, 2008*&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;La motivazione probabilmente risiede nella necessità di acquisire anche competenze matematico-statistiche e ciò non è una consuetudine nelle strutture IT, se non in particolari settori. Inoltre il consueto approccio è quello di risolvere problemi con metodi deterministice ed algoritmi basati solo su condizioni oggettive. Ciò fa mancare un po’ l’attitudine a considerare utilizzabili queste metodologie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Criteri di valutazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le caratteristiche ritenute qualificanti per un prodotto/suite di BI c’è, sopra tutti, l’integrabilità con altri applicativi, ma anche flessibilità e facilità d’uso, quasi a testimoniare che lo strumento viene visto soprattutto come finalizzato all’uso da parte dell’utente finale.  Per il medesimo motivo viene visto come fattore critico l’assistenza, soprattutto da parte delle PMI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SUEQYpLm35I/AAAAAAAAAO8/UfXYGk6Y69s/s1600-h/2_9.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 246px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SUEQYpLm35I/AAAAAAAAAO8/UfXYGk6Y69s/s400/2_9.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278518253812375442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102); font-style: italic;"&gt;Fonte: Rapporto Osservatorio Business Intelligence, Politecnico di Milano, 2008*&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il costo è ritenuto rilevante per i piccoli, non determinate per le grandi strutture.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Problemi connessi all'introduzione della BI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un aspetto che sembra accomunare aziende di ogni dimensione è invece la valutazione dei principali ostacoli all’introduzione della BI. Come ci si poteva aspettare il principale freno è costituito dalla necessità di dovere lavorare molto per ottenere la migliore quantità e qualità dei dati. Stupisce un pochino la buona percentuale di intervistati che addebitano allo scarso successo della BI lo scarso commitment in struttura grandi, mentre non stupisce vedere citate la resistenza al cambiamento e la difficoltà di modificare i processi in funzione delle competenze acquisite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SUEQuERBQkI/AAAAAAAAAPE/Ygusl1t71B0/s1600-h/2_14.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SUEQuERBQkI/AAAAAAAAAPE/Ygusl1t71B0/s400/2_14.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278518621860086338" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102); font-style: italic;"&gt;Fonte: Rapporto Osservatorio Business Intelligence, Politecnico di Milano, 2008*&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ancora una volta si evidenzia la differente visione tra PMI e grandi aziende sulla valutazione degli impatti, predominanti sui processi per le prime, sulle risorse per le seconde, evidentemente legato alla capacità, da parte di aziende con catene di comando più corte, di percepire meglio l’effetto dell’adozione di sistemi specifici, mentre tale impatto risulta evidentemente stemperato in organizzazioni con strutture complesse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Politecnico e Bocconi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni mi è accaduto di leggere anche un articolo  su una analoga iniziativa della Bocconi, neoi prossimi giorni proverò ad analizzarne le differenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fonte: C. Orsenigo &amp;amp; C. Vercellis, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;Business Intelligence. Creare &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;vantaggio competitivo con l'analisi dei dati&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, Rapporto Osservatorio &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Business Intelligence, Politecnico di Milano, 2008&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-4610371379265997034?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/4610371379265997034/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/12/report-osservatorio-polimi-business3.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/4610371379265997034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/4610371379265997034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/12/report-osservatorio-polimi-business3.html' title='L’ Osservatorio sullo stato della Business Intelligence in Italia della School of Management del Politecnico di Milano: il primo report (parte III)'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/SUEQ22nKfTI/AAAAAAAAAPM/xOqVMfDs7tw/s72-c/2_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-317890941880426744</id><published>2008-12-05T03:20:00.000-08:00</published><updated>2009-01-27T06:30:46.373-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eccellenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='business intelligence'/><title type='text'>L’ Osservatorio sullo stato della Business Intelligence in Italia della School of Management del Politecnico di Milano: il primo report (parte II)</title><content type='html'>Continuiamo&lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/11/report-osservatorio-business.html"&gt; dal post precedente&lt;/a&gt; l’analisi dei risultati dell’Osservatorio sullo Stato della Business Intelligence in Italia della School of Management del Politecnico di Milano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla base della distinzione descritta precedentemente tra Business Intelligence di base ed BI evoluta la situazione che sembra emergere dall’analisi è che le aziende sono raggruppabili in due insiemi diversi, aziende che la utilizzano in settori specifici, probabilmente stimolati dalla presenza di specifiche figura professionali che possono essere definite early adopters, ovvero fanno da apripista all’utilizzo in azienda di metodologie di BI (approccio verticale) ed aziende che ne fanno un uso pervasivo a più livelli (approccio sistemico)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Approccio Verticale vs. Approccio Sistemico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel secondo insieme sono incluse realtà in cui l’adozione è sistematica, molto probabilmente decisa a livello di management. Nel grafico seguente è rappresentato il posizionamento delle aziende rispetto all'utilizzo della BI, relativamente ai 73 case studies analizzati dall'Osservatorio. Le misure con cui vengono descitti i 4 macroinsiemi si riferiscono all'ulitizzo della  BI per funzioni aziendali e all'intensità di utilizzo di tali tecnologie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/STkQEXjn0AI/AAAAAAAAAOk/GUo6446EIw8/s1600-h/2_4.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 329px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/STkQEXjn0AI/AAAAAAAAAOk/GUo6446EIw8/s400/2_4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5276266105670193154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;* &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fonte: C. Orsenigo &amp;amp; C. Vercellis, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Business Intelligence. Creare &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;vantaggio competitivo con l'analisi dei dati&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, Rapporto Osservatorio &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Business Intelligence, Politecnico di Milano, 2008&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Ma anche all'interno della  seconda tipologia di aziende, ovvero quelle che strutturalmente hanno introdotto la BI nel proprio processo operativo  sono stati osservati comportamenti diversi e percorsi diversificati a seconda delle aziende stesse:&lt;ul&gt;&lt;li&gt;approccio sistemico, con precise scelte architetturali e metodologiche valide a livello enterprise&lt;/li&gt;&lt;li&gt;approccio pragmantico, rappresentabile con una funzione a “scalini”, in cui il consolidamento di una sperimentazione prelude all’inizio di una successiva &lt;/li&gt;&lt;li&gt;approccio “creativo”, in cui viene demandata alla singola funzione organizzativa sia la scelta applicativa che quella tecnica, per ottenere il maggior livello dei risultati, anche a scapito dell’univocità architetturale.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Questa differenziazione introduce, a mio avviso, un tema molto interessante sulle strategie ottimali che le diverse divisioni IT perseguono nella propria attività. Una riflessione su cui torneremo con maggior dettaglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Motivazioni all'uso della BI  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La principale motivazione che spinge le aziende ad utilizzare strumenti di BI risiede, come emerge dalla ricerca,  nella capacità che si acquisisce nel prendere &lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;decisioni con miglior cognizione di causa&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;la capacità di definire migliori strategie di business&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ interessante notare che le attese di grandi aziende (68% e 59%) e PMI (55% e 65%) sono sostanzialmente invertite rispetto a questi due aspetti, probabilmente a causa dell’approccio più strutturato delle grandi aziende e della maggiore tensione al mercato di quelle minori, mentre lo scoring dei possibili vantaggi che derivano dall'utilizzo di tali metodologie  risulta pressocché uguale per i principali due punti emersi dalla ricerca, come riportato nel grafico seguente e relativo appunto allo scoring dei vantaggi legati all'introduzione della BI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/STkWvGqbmFI/AAAAAAAAAOs/cvtKKr39nmg/s1600-h/2_13.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 246px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/STkWvGqbmFI/AAAAAAAAAOs/cvtKKr39nmg/s400/2_13.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5276273436939491410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;* &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fonte: C. Orsenigo &amp;amp; C. Vercellis, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Business Intelligence. Creare &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;vantaggio competitivo con l'analisi dei dati&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, Rapporto Osservatorio &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Business Intelligence, Politecnico di Milano, 2008&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gli influenzatori del processo decisionale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli influenzatori del processo decisionale sono ovviamente per le grandi aziende in primo luogo:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;responsabili IT (54%) &lt;/li&gt;&lt;li&gt;direzione (42%) &lt;/li&gt;&lt;li&gt;finanza (31%) &lt;/li&gt;&lt;li&gt;marketing (28%) &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Di contro le PMI mostrano percentuali diverse:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;IT (29%) &lt;/li&gt;&lt;li&gt;direzione (45%) &lt;/li&gt;&lt;li&gt;finanza (12%)  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;marketing (26%)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Questo sembra potersi spiegare con la forte propensione del management delle PMI di assolvere anche a funzioni tipiche dell’IT e del Finance. Ciò finisce con rendere meno strutturate queste due funzioni e quindi meno in grado di essere driver di innovazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo quadro statistico sembra testimoniare anche, in generale, la scarsa propensione ad utilizzare metodologie di questo tipo in processi operativi veri e propri, infatti la BI viene ancora vista come un supporto di analisi delle informazioni a fini decisionali e non a migliorare processi ed organizzazione. La BI viene vista come un fattore strategico, ma risulta essere un po' inprigionata proprio da questa visione, che di fatto non permette di sfruttarne in pieno tutte le potenzialità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su questo tema &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/12/report-osservatorio-polimi-business3.html"&gt;nel prossimo post&lt;/a&gt; vorrei dedicare un po' di tempo ad analizzare un episodio professionale che ho vissuto in prima persona.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-317890941880426744?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/317890941880426744/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/12/report-osservatorio-polimi-business2.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/317890941880426744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/317890941880426744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/12/report-osservatorio-polimi-business2.html' title='L’ Osservatorio sullo stato della Business Intelligence in Italia della School of Management del Politecnico di Milano: il primo report (parte II)'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yiOvkIT65Iw/STkQEXjn0AI/AAAAAAAAAOk/GUo6446EIw8/s72-c/2_4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-1794599837163165970</id><published>2008-12-02T05:46:00.000-08:00</published><updated>2008-12-02T06:40:24.155-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Social Network'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blog'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><title type='text'>Facebook Connect: il nuovo passo del social network più dinamico degli ultimi anni</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/STVIko7Uu0I/AAAAAAAAAAk/nAFs4HiKlQw/s1600-h/folla.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 144px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/STVIko7Uu0I/AAAAAAAAAAk/nAFs4HiKlQw/s400/folla.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5275202332833135426" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Se si dovesse assegnare la palma d'ora della creatività tra i social network di grande successo questa probabilmente finirebbe a Facebook.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quando la creatura di Zucker era aperta solo agli studenti dei college americani ed era distanziata, per milioni di utenti dal colosso MySpace.  Non escludo che esistano reltà più creative ed innovative ma la mia affermazione è relativa al grado di successo ottenuto e quindi commisurata alle difficoltà introdotte da una crescita cosi repentina e dall'acquisizione di una "responsabilità" di mercato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'arma vincente della rincorsa fu agli inizi proprio la disponibilità di API e l'integrabilità della piattaforma con applicazioni terze; già allora, quando mi era solo possibile leggere le cronache sull'uso del SN, mi sembrava fosse una corretta interpretazione del fenomeno Social, a dispetto della sostanziale chiusura del più accreditato rivale. In diverse presentazioni che ho fatto, anche all'interno di aziende che cominciavano ad approcciare i modelli di social network, indicavo quello di Facebook quale quello a maggiore potenzialità di crescita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo implicava ovviamente che, ancora più che per i SN in generale, un'esperienza come Facebook richiedeva un'ampia cessione delle proprie prerogative di controllo di diretto sugli utenti, ma al tempo stesso, questa politica di apertura avrebbe rappresentato un vantaggio proprio nei processi di fidelizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi Facebook conta più utenti di MySpace (ma questo secondo raccoglie molta più pubblicità) ed in Italia, negli ultimi mesi, ha vissuto un'impressionante esplosione.La mia seconda utenza (la prima l'avevo cancellata dopo un periodo di studio) ha vivacchiato ignorata per mesi, poi improvvisamente è cominciato un boom di contatti, da parte di persone che non mi sarei aspettato di trovare su un SN.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora Facebook consente di utilizzare le stesse credenziali di accesso per altri siti, offrendo possibilità ulteriori di social networking e, come riportato da &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/scienza_e_tecnologia/facebook-pubblicita/connect/connect.html"&gt;un articolo di Repubblica&lt;/a&gt;, "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Jeremiah Owyang, analista di Forrester Research, già vede oltre e prevede che Facebook Connect farà diffondere la moda dei social network anche sui siti aziendali, ora molto spesso grigi e statici. A qualunque sito basterà aderire all'iniziativa, infatti, per mettersi un cappello da social network&lt;/span&gt;."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come il medesimo articolo fa notare non è una novità assoluta, ma occorre osservare che se prima Facebook si trovava nella condizione di inseguire e quindi con la necessità di osare, oggi è nella auspicabile, ma più critica, condizione di leader, ovvero nella quale si possono correre alti rischi che una decisione sbagliata metta a repentaglio il consolidato piuttosto che condurre a passi in avanti.&lt;br /&gt;In generale ritengo che il management di Facebook abbia avuto in passato ed ancora ora un buon fiuto nel capire come anticipare trend o addirittura arrivare a determinarne nuovi, staremo a vedere se riuscirà a capire come saprà reagire quando si diffonderà una prevedibile ondata di riflusso da Facebook.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-1794599837163165970?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/1794599837163165970/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/12/facebook-connect-palma-innovazione.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/1794599837163165970'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/1794599837163165970'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/12/facebook-connect-palma-innovazione.html' title='Facebook Connect: il nuovo passo del social network più dinamico degli ultimi anni'/><author><name>Karlitos</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02493545361645090145</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/STVIko7Uu0I/AAAAAAAAAAk/nAFs4HiKlQw/s72-c/folla.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-6687213759459170698</id><published>2008-11-26T09:40:00.000-08:00</published><updated>2009-01-27T06:32:06.597-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='business intelligence'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aziende'/><title type='text'>L’ Osservatorio sullo stato della Business Intelligence in Italia della School of Management del Politecnico di Milano: il primo report</title><content type='html'>Oggi ho seguito la presentazione di un’interessante Osservatorio sullo stato della Business Intelligence in Italia. Se ne è fatto promotore la School of Management del Politecnico di Milano ed il prof Carlo Vercellis si è premurato di fornire nell’incontro di oggi una prima sintesi del lavoro fin qui svolto  La ricerca è stata condotta con l’analisi di una settantina di case studies e 250 interviste in settori e per figure trasversali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La crescita del mercato della BI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordiamo che da qualche anno, il segmento della business intelligence rappresenta uno di quelli del comparto IT a maggior tasso di crescita, molto maggiore della media. In Italia infatti si passa da un più 3,5%dello scorso anno al 5,1% del corrente, dove invece la crescita complessiva del mercato IT si attesta sul 2% annuo (dati rapporto Assintel 2008).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche le intenzioni di investimento delle aziende top italiane vedono la BI al terzo posto dopo Erp e sistemi operativi. (dati rapporto Assintel 2008) e scende solo come priorità nelle piccole e medie aziende. Nelle banche addirittura la BI riscuote il più alto livello di segnalazioni nelle intenzioni di investimento, raggiungendo una percentuale vicina all’80%, giustificata evidentemente dalla natura stessa delle transazioni e dei servizi bancari, che, in quanto generalmente “immateriali”, costituiscono l’habitat naturale per dei “knowledge discover”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La crisi  e le aspettative&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione internazionale rappresenta un ulteriore stimolo all’uso di tali tecnologie e metodologie, perché è proprio una situazione di turbolenza e crisi che richiede da un lato una più accurata politica di valorizzazione degli investimenti e dall’altra rende improcrastinabile l’affinamento di tecniche di acquisizione e difesa del mercato e del proprio business.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I manager sanno che la pur necessaria riduzione di costi, non può procedere in maniera brutale e da sola si configurerebbe come un pericoloso boomerang.Occorre far leva quindi su quell’asset preziosissimo costituito dal patrimonio di conoscenza implicita e spesso non sfruttata, costituita dall’enorme mole di informazioni che quotidianamente una impresa immagazzina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'Osservatorio del Politecnico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il termine Business Intelligence appare in realtà un po’ troppo “sfruttato” includendo per esempio, quale BI elementare, anche query e reporting, mentre credo sarebbe più corretto riservarlo ad ambiti più evoluti e specializzati. In ogni caso ricordiamo che lo studio dell’ Osservatorio parte suddividendo a Business Intelligence in due macrofamiglie: Business Performance Management e Analytics&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SS2K_KlG1tI/AAAAAAAAAAc/VRyAmVa1_Gc/s1600-h/bi.bmp"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 136px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SS2K_KlG1tI/AAAAAAAAAAc/VRyAmVa1_Gc/s400/bi.bmp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273023556497102546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;* &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fonte: C. Orsenigo &amp;amp; C. Vercellis, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Business Intelligence. Creare &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;vantaggio competitivo con l'analisi dei dati&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, Rapporto Osservatorio &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Business Intelligence, Politecnico di Milano, 2008&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;É chiaro che, nel caso delle applicazioni descritte sulla sinistra, la funzione di intelligence è ancora fondamentalmente demandata all’intervento umano ed alla capacità di comprensione e navigazione di chi li utilizza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A mio modesto avviso la reale attività di business intelligence attraverso il sussidio tecnologico comincia nel momento in cui l’implementazione di strumenti “Analytics” abilita alla comprensione di informazioni non reperibili, in tempi accettabili, con il solo supporto umano ed in particolare quando vengono realizzate applicazioni in grado di mutuare conoscenza e capacità di analisi proprio dall’expertises dell’uomo, attraverso algoritmi di autoapprendimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/12/report-osservatorio-polimi-business2.html"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-style: italic;"&gt;continua...&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-6687213759459170698?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/6687213759459170698/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/11/report-osservatorio-business.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/6687213759459170698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/6687213759459170698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/11/report-osservatorio-business.html' title='L’ Osservatorio sullo stato della Business Intelligence in Italia della School of Management del Politecnico di Milano: il primo report'/><author><name>Karlitos</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02493545361645090145</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5B-_w9S5b2Q/SS2K_KlG1tI/AAAAAAAAAAc/VRyAmVa1_Gc/s72-c/bi.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-4855141964366309756</id><published>2008-11-18T02:30:00.000-08:00</published><updated>2008-11-18T05:05:02.925-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eccellenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><title type='text'>La cultura delle eccellenza nasce fin dai banchi di scuola: intervista un po' proccupante sull'Italia a Tullio De Mauro</title><content type='html'>Ho trattato in altri post (&lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2007/11/web-2-0-conoscenza-socialnetworking1.html"&gt;apprendimento nell'era del web&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/01/discussione-su-eccellenza-del-team.html"&gt;l'eccellenza del team&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2007/11/web-2-0-intelligenza-competitivita.html"&gt;eccellenza e competitività: Alberto Baggini&lt;/a&gt;) il tema della qualificazione del personale, la gestione dell'eccellenza, come di un aspetto legato alla vita lavorativa di ciascuno di noi, però spesso ci sfugge che la qualità della professionalità dell'individuo nasce molto prima del suo ingresso nel mondo del lavoro e anche nell'università.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' recente la polemica sull'incapacità dei nostri atenei di trattenere i migliori cervelli che sono usciti dai propri percorsi di studi e men che meno di attrarne addirittura dall'estero, come succede altrove, anche in paesi che spesso consideriamo "meno evoluti" del nostro. Ma la capacità di apprendere nasce ben prima, a partire dai banchi delle elementari e dal tessuto familiare in cui si stimolano le attitudini. Non vi propongo un analisi personale ma questa intervista di &lt;a href="http://www.pieroricca.org/2008/11/01/intervista-a-tullio-de-mauro/"&gt;Piero Ricca&lt;/a&gt;, in due parti, a Tullio De Mauro, uno dei pochi ministri per l'Istruzione, "tecnico", una persona che conosce i problemi di cui si è occupato nel corso del suo mandato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Scuola e Famiglia: il loro ruolo nell'educazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tema dell'intervista è in realtà il legame tra cultura e democrazia e di come sia difficile, afferma De Mauro (condivido al 100%), maturare convinzioni consapevoli, ignorando spesso buona parte dei temi di cui si parla. Tralasciando però la connotazione politica, le medesime affermazioni di De Mauro possono essere utilizzate per comprendere meglio le difficoltà della ricerca in Italia e come il grande accusato, la scuola, in realtà condivida questa sua responsabilità con un'altro perno della nostra società: la famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non anticipo molto di quello che ascolterete, ma alcuni dati sono inquietanti. Partendo dalla considerazione dal numero di parole conosciute (non usate!!) che va dai 20-25 mila all'uscita dalla scuola ai 25-30 mila dei primi anni di università, si arriva, a seconda delle facoltà, a 60-65 mila per le peggiori e 75-80 mila nelle migliori, dove un massimo in generale viene considerato 85.000.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi sono riferimenti solo indicativi dello sviluppo del sapere, che ovviamente non si limita alla sola comprensione delle parole, ma è interessante notare che in Italia però, complice uno stile di vita poco stimolante, si ha una perdina della conoscenza che alcuni studi sima nel 79.8% contro il 20% circa di USA, Inghilterra e Francia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una delle concause è la famiglia, come si è detto, sia nel percorso di acquisizione del sapere che nel suo mantenimento, e De Mauro cita alcuni dati impressionanti, solo il 20% delle famiglie ha più di 50 libri in casa,  bassa è la percentuale di chi legge giornali ed in queste condizioni il 12% dei laureati rimane nelle fasce meno alfabetizzate della popolazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora però vi lascio (per chi lo desidera) all'ascolto dell'intervista, sottolineando solo una delle ultime frasi, sull'importanza del web, legato ad un&lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/11/manipolazione-notizie-scontri-piazza.html"&gt; altro tema trattato in questo blog&lt;/a&gt;, ovvero la capacità di individuare informazione spesso non resa disponibile dai media tradizionali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Prima parte&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/JTgxG-iiYiI&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;br /&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;br /&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/JTgxG-iiYiI&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Seconda parte&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-TptXUUs4Ak&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;br /&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/-TptXUUs4Ak&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/946835839050473894-4855141964366309756?l=carlobrunoblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/feeds/4855141964366309756/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/11/istruzione-intervista-tullio-demauro.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/4855141964366309756'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/946835839050473894/posts/default/4855141964366309756'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/11/istruzione-intervista-tullio-demauro.html' title='La cultura delle eccellenza nasce fin dai banchi di scuola: intervista un po&apos; proccupante sull&apos;Italia a Tullio De Mauro'/><author><name>Carlo Bruno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10492768416410637998</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-946835839050473894.post-8275602078234442269</id><published>2008-11-07T06:32:00.000-08:00</published><updated>2008-11-07T07:21:50.538-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Social Network'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blog'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giornalismo'/><title type='text'>La manipolazione dell'informazione passa anche dalla Rete: il caso piazza Navona, gli anticorpi del web ed il costo del'informazione libera.La cronaca</title><content type='html'>Nei giorni scorsi ho provato ad &lt;a href="http://carlobrunoblog.blogspot.com/2008/11/manipolazione-notizie-scontri-piazza.html"&gt;analizzare i casi di informazione e disinformazione sul web&lt;/a&gt; registratisi in occasione degli scontri di piazza Navona, il post era "tecnico", non politico, ovvero mirava a capire se era possibile reperire informazione libera e completa in rete e quale costo umano ciò comportava. Ho pensato di far seguire a quell'analisi la cronaca della mia ricerca per condividerla in dettaglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I primi incidenti raccontati in diretta da Curzio Maltese&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono Partito &lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=ZqVr1l9fOdA"&gt;dall'intervista a Curzio Maltese&lt;/a&gt;, giornalista certamente connotabile politicamente, ma ritengo serio e non certamente disponibile a rovinarsi la reputazione raccontando balle evidenti. L'avevo ascoltato in diretta, una delle prime testimonianze ed aveva raccontato di aver visto in azione picchiatori di destra prendersela con dei ragazzini al grido Duce Duce, ignorati dalla polizia. Anzi ribadisce il ruolo della polizia e parla anche di un "capo" sulla cinquantina, certo non uno studente. Singolare che come vedrete in un altro video anche uno degli speaker dell'altra parte sembra un po' più che un ripetente...  Maltese parla di cose viste e ci tiene a specificarlo, ma essendo comunque una testimonianza senza supporto di immagini la devo considerare meno credibile perchè non mi permette di valutare direttamente di persona cosa è successo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;Ancor meno devo tenere in considerazione testimonianze varie, che parlano di come alcuni poliziotti parlano del fatto che in piazza Navona stanno arrivando collettivi studenteschi e centri sociali (sinistra) e loro devono andare a "proteggere i nostri" ma aggiungono "non subito". Non voglio negare che i fatti siano veri, ma non essendo testimonianza oggettive e di fonti certe preferisco non prenderle in considerazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Le testimonianze del Blocco Studentesco&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi imbatto allora in un&lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=5wTeI_tatoY"&gt; video prodotto dal blocco studentesco&lt;/a&gt; (destra) . Il video, ripreso dal camioncino da cui parla uno speaker, è girato con una telecamera e mostra con evidenza che mentre il ragazzo manda messaggi pacifici "ne rossi ne neri ma liberi pensieri" arriva nella piazza un gruppo nutrito di ragazzi di sinistra, tenuto a distanza inizialmente da un fragile servizio d'ordine. D'un tratto gli ultimi arrivati caricano, apparentemente senza provocazione.  Immagini contenute&lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=w-LFzwuvaQA"&gt; anche in altri filmati&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'era stata la provocazione dei pestaggi precedenti di cui parla Maltese?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il giorno successivo la situazione non è chiara&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chissà, non trovo filmati significativi, le uniche cose che si possono notare sono che, all'arrivo dei centro sociali, immediatamente, quelli del blocco studentesco si armano tutti, con spranghe che erano sul camion, e formano una specie di blocco, come la falange romana. Non sembrano più pacifici studenti, ma sguardo ed aspetto sono di provocazione, la spranga in mano non è rassicurante ed in altri video si sente qualcuno comandare "tenete la linea, tenete la linea" mentre una ragazza urla di non andare via se attaccano, di rimanere li, 
